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QUOTE LATTE:D'ANTONI(PD),GOVERNO EUROPEISTA PER COMODO
(ANSA) - ROMA, 12 LUG - ''E' strano il doppio standard
europeista di questo governo: da una parte si e' forti con i
deboli, imponendo alle statali un pesante scalone previdenziale,
dall'altra si e' deboli con i forti e con i furbi, congelando i
pagamenti delle multe agli splafonatori delle quote latte''. Lo
afferma Sergio D'Antoni, deputato Pd e vicepresidente della
commissione Finanze della Camera, secondo il quale ''la verita'
e' che questo esecutivo al giogo della Lega si scopre europeista
solo quando gli fa comodo, vale a dire quando ci sono da colpire
fasce o zone piu' deboli del Paese; se invece in ballo ci sono i
soliti quattro furbetti, magari del nord-est, la musica cambia e
di Bruxelles improvvisamente non importa piu' niente''. Per
D'Antoni ''questa volta qualcosa si e' incrinato nei piani di
questa compagine in camicia verde: Lega e governo - conclude -
non sono riusciti a nascondere dietro la solita coltre populista
e demagogica la propria vocazione antisociale, divisiva e
antilegalitaria''.
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FIAT: D'ANTONI, BENE A POMIGLIANO, ORA GOVERNO INTERVENGA SU TERMINI =
Roma, 10 lug. - (Adnkronos) - "Il via libera all'attuazione del
piano Fiat a Pomigliano va salutato con ottimismo e positivita'". Lo
afferma Sergio D'Antoni, deputato Pd e vicepresidente della
commissione Finanze della Camera. ''Procedere con gli investimenti
-continua- significa onorare la responsabilita' e il coraggio della
maggioranza dei lavoratori, che ha accettato di caricarsi di maggiori
sacrifici comprendendo che senza un rilancio della produttivita' non
puo' esserci un futuro per lo stabilimento campano. E vuol dire anche
essere consapevoli del fatto che serve una evoluzione sostanziale nei
rapporti industriali e sindacali nel solco di nuovi modelli
partecipativi di democrazia economica".
Una strada, spiega l'esponente del Pd, che "porta a un modello
di piena e condivisa responsabilita' e investe le forze sociali di una
reale capacita' decisionale sui processi di sviluppo. Alla luce di
questa sfida, il governo ora deve battere un colpo su Termini
Imerese".
L'esecutivo "esca dal letargo e chiami Fiat ad assumersi le
proprie responsabilita' sullo stabilimento siciliano, da cui il
Lingotto non puo' assolutamente sfilarsi. L'esecutivo e' chiamato a
far tornare l'azienda sul tavolo della trattativa. Non e' soltanto un
atto doveroso nei confronti delle migliaia di famiglie siciliane che
vivono nell'angoscia. E' un impegno da cui dipende il futuro
industriale del Mezzogiorno e di tutta l'Italia'', conclude D'Antoni.
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MANOVRA: D'ANTONI, DA TREMONTI SOLO FEDERALISMO DELLO SCARICABARILE =
Roma, 6 lug. - (Adnkronos) - ''La sordita' del governo nei
confronti dei governatori circa un confronto di merito sulla manovra
e' grave e la dice lunga sull'idea federalista di Tremonti.
Nient'altro che uno scaricabarile sulle autonomie locali, e in
particolare sulle aree piu' deboli del paese''. Ad affermarlo in una
nota e' Sergio D'Antoni, deputato Pd e vicepresidente della
commissione Finanze della Camera.
Tremonti, aggiunge l'esponente del Pd, ''va cercando in questi
giorni nuovi alibi che giustifichino un nuovo e intollerabile scippo
ai danni delle Regioni, e in particolare ai territori deboli del Sud.
Ma il ministro e' il primo responsabile dei problemi di cui si
lamenta. L'inquilino di via venti settembre sa bene che l'utilizzo dei
fondi strutturali nei primi due anni del ciclo 2007-2013 e'
sostanzialmente in linea con le previsioni di spesa dell'Unione, che
non sono lineari ma crescenti nel tempo. A confermarlo e' l'assenza di
una qualsiasi ammonizione da parte di Bruxelles''.
Warning, sottolinea D'Antoni, ''che invece ha raggiunto
pesantemente il governo Berlusconi dal momento che l'esecutivo per non
ha rispettato il principio di aggiuntivita' dei fondi nazionali
destinati allo sviluppo del Sud. In altri termini, i 44 miliardi
europei negoziati dal governo Prodi non possono essere usati per
mettere una toppa sui buchi creati nel Fondo aree sottoutilizzate,come
invece sta facendo questa compagine. Tremonti dovrebbe dunque essere
il primo a rendere conto dell'utilizzo dei fondi a sua disposizione''
conclude.
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SUD: D'ANTONI (PD), TREMONTI IL PRIMO CHE DEVE RENDERE CONTO DI UTILIZZO FAS =
Roma, 4 lug. - (Adnkronos) - ''Invece di fare scaricabarile
sulle amministrazioni piu' deboli, Tremonti dovrebbe essere il primo a
rendere conto dell'utilizzo dissennato dei fondi a sua disposizione''.
Ad affermarlo in una nota e' Sergio D'Antoni, deputato Pd e
vicepresidente della commissione Finanze della Camera.
L'utilizzo dei fondi strutturali nei primi due anni del ciclo
2007-2013, aggiunge D'Antoni, ''e' sostanzialmente in linea con le
previsioni di spesa dell'Unione, che non sono lineari ma crescenti nel
tempo. Ciarlatano e' Tremonti, che inventa dati e cerca di coprire con
le chiacchiere i pesanti colpi inferti dal governo Berlusconi-Bossi al
Sud''.
Per l'esponente del Pd, ''ciarlatano e' il suo federalismo, che
cancella la questione meridionale dall'agenda nazionale e carica tutti
i costi su chi vive e produce nelle zone sottoutilizzate. Ciarlatano
il suo governo, che ha dissipato decine di miliardi dal Fas per
coprire spese che non hanno nulla a che vedere con la convergenza
delle zone depresse. Ciarlatana una amministrazione che un anno fa
annunciava un imminente un piano e una banca per il Mezzogiorno che
ancora oggi rimangono sterili ipotesi su carta stampata''.
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FISCO: BUCO SANITA',IRAP SALATA A NOVEMBRE IN 4 REGIONI/ANSA
MARCEGAGLIA,E'FISCO DI SVANTAGGIO;GOVERNATORI,COLPA PREDECESSORI
(di Manuela Tulli)
(ANSA) - ROMA, 2 LUG - Irap piu' salata gia' a partire
dall'acconto delle tasse di novembre mentre l'aumento dell'Irpef
avra' impatto a partire dal 2011. Questo e' tecnicamente il
timing che vedra' i contribuenti di Lazio, Calabria, Campania e
Molise pagare piu' tasse per ripianare i deficit sanitari delle
loro Regioni. Un conto che solo sull'Irpef, l'imposta sul
reddito che riguarda tutti i contribuenti, aumentera' mediamente
di 60-70 euro. Ai quali si aggiungeranno per gli autonomi, le
piccole imprese e le societa' anche gli aggravi per l'Irap,
l'imposta regionale sulle attivita' produttive. I governatori
delle Regioni nel 'mirino' attaccano le gestioni precedenti. La
presidente di Confindustria parla di ''una fiscalita' di
svantaggio'' per il Sud e la Confederazione diffonde una dura
nota: ''Le imprese - affermano gli industriali - comprendono le
ragioni di una scelta obbligata e sono disponibili,
responsabilmente, a sostenere l'ennesimo contributo alla
necessita' del rigore dei conti pubblici, ma non intendono
tollerare piu' a lungo comportamenti irresponsabili da parte
delle Regioni che ora devono attuare seri e veloci piani di
rientro dai rispettivi deficit sanitari''.
La maggiorazione dell'aliquota Irap per le quattro regioni
con deficit sanitario avra' effetto gia' sull'acconto di
novembre mentre l'aumento dell'addizionale Irpef avra' invece
impatto nel 2011. E' quanto ha chiarito oggi l'Agenzia delle
Entrate ricordando che nelle quattro regioni che hanno un
deficit sanitario, per l'anno d'imposta 2010, si applicano le
maggiorazioni dell'aliquota Irap nella misura dello 0,15% e
dell'addizionale regionale all'Irpef nella misura dello 0,30%,
rispetto al livello delle aliquote vigenti. La mini-stangata
Irpef arrivera' nel 2011 ma comunque gia' nel 2010 saranno
interessati dall'aumento i lavoratori dipendenti che cessano il
rapporto di lavoro in corso d'anno.
''Questo e' l'ultimo regalo che la giunta precedente ha fatto
i cittadini'', ha detto il governatore del Lazio Renata
Polverini. ''Tutto questo - ha aggiunto la Giunta regionale - e'
il frutto delle inadempienze dei nostri predecessori, in
riferimento ai piani di rientro del deficit sanitario tra il
2007 e il 2009''. Anche la Giunta regionale della Campania
scarica il peso dell'accaduto sulla precedente gestione ma il Pd
attacca: ''La decisione di Tremonti - dice Guglielmo Vaccaro -
e' una sconfitta in casa per il presidente della Regione
Campania, Stefano Caldoro: a Roma il Governo non si fida di
lui''.
Per il Pd interviene anche Sergio D'Antoni: ''Il via libera
del ministro dell'Economia alla super-addizionale Irap e Irpef
di Campania, Calabria e Molise mette in ridicolo le tante
chiacchiere spese sulla 'riforma delle riforme' e rivela la vera
natura di un governo che dal primo giorno scarica tutti costi
sui lavoratori e sulle imprese delle regioni deboli''.
Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia commenta:
''Si parla tanto di fiscalita' di vantaggio per il Sud in
realta' c'e' una fiscalita' di svantaggio. L'importante e' che
poi questo aumento delle tasse sia veramente accompagnato da
piani di riduzione dei costi''. Dal sindacato contrarieta' alla
decisione e' espressa dalla Cisl: ''L'incremento
dell'addizionale dell'Irpef e dell'Irap - ha sottolineato il
segretario confederale Maurizio Petriccioli - determinera' un
notevole aggravio per i dipendenti ed i pensionati non
esenti''.
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SUD: D'ANTONI (PD), TREMONTI CERCA NUOVI ALIBI =
Roma, 2 lug. - (Adnkronos) - ''Nuovi alibi cercasi per
giustificare l'azione antimeridionale del governo. Usare espressioni
forti come fa Tremonti contro le regioni del Sud e' completamente
inutile se chi le usa non ha la volonta' ne' capacita' di realizzare
una concreta politica di riscatto e di cambiamento. La cattiva spesa
va certamente combattuta ma non puo' essere usata come alibi per
cancellare la questione meridionale dall'agenda nazionale, come
purtroppo sta accadendo. Altro non e' il federalismo fiscale voluto da
Giulio Tremonti, che si sostanzia in un salasso per chi vive e produce
nelle zone deboli''. Lo afferma in una nota Sergio D'Antoni, deputato
Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera.
Il via libera del ministro dell'Economia alla super-addizionale
Irap e Irpef di Campania, Calabria e Molise, rileva D'Antoni, ''mette
in ridicolo le tante chiacchiere spese sulla 'riforma delle riforme' e
rivela la vera natura di un governo che dal primo giorno scarica tutti
costi sui lavoratori e sulle imprese delle regioni deboli''.
L'operazione sull'Irap che il governo ha il coraggio di
spacciare per fiscalita' di sviluppo, continua D'Antoni, ''non e'
altro che uno scandaloso scaricabarile sulle regioni piu' deboli. Come
si vede le regioni del Sud non solo non sono in grado di abbassare le
imposte, ma sono costrette ad alzarle a causa dei forti disavanzi
sanitari. Siamo insomma alla vera fiscalita' di svantaggio''.
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SVIMEZ: D'ANTONI, AUGURI A GIANNOLLA, GUIDA IMPORTANTE
(ANSA) - ROMA, 1 LUG - ''I migliori auguri di buon lavoro al
neo-presidente della Svimez, Adriano Giannola. La sua nomina
assicura una guida importante, saldamente ancorata ai principi
di un meridionalismo moderno che da sempre anima le iniziative
dell'associazione''. Lo afferma Sergio D'Antoni, deputato Pd e
vicepresidente della commissione Finanze della Camera.
''In questa occasione voglio anche ringraziare e salutare
affettuosamente il presidente emerito Nino Novacco per lo
straordinario contributo offerto in questi anni alla causa dello
sviluppo delle zone deboli. Il suo nobile e instancabile lavoro
rappresenta un esempio luminoso per chi, nella societa' civile,
nelle istituzioni e nella politica, vede nello sviluppo delle
zone deboli del Mezzogiorno l'unica possibilita' di riscatto di
tutto il paese. Una realta' resa oggi ancora piu' pressante
nella difficile e particolarissima fase di crisi che l'italia
sta attraversando. Non esiste sviluppo nazionale senza coesione.
Un messaggio - conclude - che Nino Novacco e tutta la Svimez, in
questi anni, hanno saputo diffondere e sostanziare con il
massimo della autorevolezza e del vigore''.
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MANOVRA: PRECARI;PD SICILIANO INCONTRA CAPIGRUPPO PARLAMENTO
(ANSA) - PALERMO, 29 GIU - La questione dei precari degli
enti locali siciliani e la modifica alla manovra di bilancio,
che consenta agli enti locali il rinnovo contrattuale in deroga
al patto di stabilita', e' stata al centro di un incontro che
una delegazione di parlamentari siciliani del Pd ha avuto con i
capigruppo di Camera e Senato, Dario Franceschini ed Anna
Finocchiaro.
''Ci hanno assicurato - fanno sapere i parlamentari, in una
nota - l'impegno compatto dei gruppi del Pd in parlamento,
affinche' si adottino le necessarie modifiche alla manovra''.
Della delegazione , guidata dal segretario regionale Giuseppe
Lupo, facevano parte Alessandra Siragusa, Antonino Papania,
Angelo Capodicasa, Sergio D'Antoni, Benedetto Adragna,
Francantonio Genovese, Antonino Russo, Daniela Cardinale,
Giovanni Burtone, Marilena Samperi e Giuseppe Berretta.
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CRISI: GRUPPO LISBONA(PD),NON SOLO TAGLI, UE LIBERI RISORSE PER CRESCITA =
(ASCA) - Roma, 25 giu - Il bilancio europeo e la politica di
coesione vanno riformati e potenziati per indirizzare
maggiori risorse allo sviluppo e alla crescita. E' questa la
sfida che la crisi economica ha lanciato drammaticamente ai
governi europei e all'Unione e che deve essere colta dal
sistema-Italia, formulando una propria proposta ai diversi
tavoli che si sono aperti in questi mesi a livello di
Consiglio europeo, di Commissione e di Parlamento per dare
alla governance economica una dimensione continentale con
nuovi assetto e nuovi compiti.
Il Partito democratico si candida a essere il motore di
questo processo. L'iniziativa e' stata assunta oggi dal
Gruppo Lisbona, il coordinamento dei gruppi parlamentari di
Senato, Camera e Pe presieduto dal vicepresidente vicario del
Parlamento europeo, Gianni Pittella (Pd) che si e' riunito
oggi a Montecitorio.
I lavori sono stati introdotti oggi da una relazione
dell'europarlamentare Francesca Balzani. Attualmente la
contribuzione dell'Italia al bilancio europeo e' dell'1% del
reddito nazionale lordo. Complessivamente l'Ue dispone solo
di una dotazione di circa 140 miliardi l'anno, di cui il 43%
viene assorbito dai contributi agricoli. La sua struttura e'
immutabile e poco flessibile, non e' possibile trasferire
risorse da un capitolo all'altro e gli avanzi di gestione
vengono restituiti ai paesi membri. L'orientamento dei
parlamentari democratici e' quello di introdurre una maggiore
flessibilita' e trasparenza nelle attribuzioni dei fondi e di
dotare il bilancio europeo di nuove fonti finanziarie come
l'Eurobond con una revisione dei meccanismi di tassazione,
consentendo cosi' di liberare maggiori risorse per la
crescita e la tutela delle famiglie oggi sotto la bufera
della crisi.
Nella riunione sono intervenuti tra gli altri parlamentari
Sandro Gozi, Mario Barbi e Sergio D'Antoni.
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FIAT: D'ANTONI (PD), ORA FIOM RISPETTI VOTO E FIRMI
L'AZIENDA DAL CANTO SUO RISPETTI PROPRI IMPEGNI
(ANSA) - ROMA, 23 GIU - ''La straordinaria partecipazione al
referendum di ieri conferma un grande senso di prospettiva e di
responsabilita' da parte da parte dei lavoratori di Pomigliano
D'Arco. Ora Fiat rispetti gli impegni presi senza titubanze''.
Lo afferma Sergio D'Antoni, deputato Pd e vicepresidente della
commissione Finanze della Camera.
''L'auspicio - sottolinea - e' che di fronte alla netta
affermazione del si', Fiom si decida a firmare l'accordo,
rispettando la volonta' della maggioranza dei lavoratori e non
fornendo ulteriori alibi a chi aspetta solo un pretesto per
varare politiche antisindacali e antimeridionali. Il risultato
straordinario che abbiamo di fronte deve essere invece occasione
per ripensare a modelli di relazioni sindacali partecipativi,
che garantiscano il governo dell'impresa attraverso il
coinvolgimento attivo del mondo del lavoro. In questo senso,
accettare la sfida di Pomigliano vuol dire anche lavorare per
riaprire il tavolo su Termini Imerese che, esattamente come
Pomigliano, non puo' essere abbandonata da Fiat. Serve un nuovo
grande patto capace di coniugare diritti e competitivita',
globalizzazione e tutela del lavoro. Andare oltre gli steccati
ideologici muovendosi in questa direzione significa lavorare per
dare un domani industriale al Mezzogiorno e a tutto il paese. E
mettere a nudo l'immobilismo del governo e l'inconcludenza delle
sue politiche di sviluppo''.
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LAVORO. FIAT, ALLERTA PD: VIGILARE SU ECCEZIONALITA' ACCORDO
(DIRE) Roma, 22 giu. - I democratici confermano l'auspicio che il
referendum a Pomigliano d'Arco approvi l'accordo sottoscritto tra
sindacati e Fiat. E tuttavia, nel corso della direzione di oggi a
largo del Nazareno, molte voci 'allarmate' hanno preso posizione
su un'intesa che non deve oltrepassare i confini dello
stabilimento campano. Rosy Bindi, Cesare Damiano, Stefano
Esposito, Ignazio Marino, tra gli altri, hanno sottolineato il
rischio che quello messo a punto dalla Fiat e dai sindacati
diventi un modello per impostare le relazioni industriali nel
Paese. "Il Pd deve incalzare sia il sindacato che gli
imprenditori- ha detto Bindi- non si puo' pagare il lavoro
barattandolo con meno diritti". Tutti si augurano che
l'investimento venga preservato e tuttavia, come spiega Ignazio
Marino, "e' folle immaginare che quell'accordo rimanga isolato e
non diventi invece un meccanismo per intaccare ovunque i diritti
dei lavoratori".
L'attenzione e' puntata in particolare sulle posizioni del
governo, perche', spiegano i democratici riuniti a largo del
Nazareno, Sacconi vuole distruggere lo Statuto dei lavoratori
senza, peraltro, nemmeno esplicitare una strategia. "Il loro
progetto- dice Esposito intervenendo in direzione- ricorda da
vicino quello di Bossi quando parlava del Mezzogiorno come della
Polonia e della Romania italiane. La Newco sarebbe un ulteriore
tassello di questa scelta". Per il Pd, dunque, "c'e' una
questione da prendere di petto e che, invece, non e' nell'agenda
dei suoi dirigenti, come dimostra il fatto che Bersani non
l'abbia citata nella sua relazione di sabato. Dobbiamo sfidare il
sindacato sul terreno dell'unita' sindacale- sottolinea Esposito-
altrimenti quello sara' un prezzo che pagheremo noi". Un tema,
quello dell'unita' sindacale che ha richiamato anche Sergio
D'Antoni, sebbene sotto un'altra angolatura. Esposito spiega
invece che "la vicenda Pomigliano ci mostra un sindacato che ha
perso la capacita' di trattare, ma anche altre sigle che, pur
trattando, rischiano di fare la stessa fine".
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FIAT:TERMINI IMERESE RISPONDE CON SCIOPERO A MARCHIONNE/ANSA
PROTESTA UNITARIA; OPERAI IN CIG PER PROSSIMA PARTITA ITALIA
(di Alfredo Pecoraro)
(ANSA) - TERMINI IMERESE (PALERMO), 21 GIU - A Sergio
Marchionne che li aveva criticati per avere utilizzato lo
strumento dello sciopero solo per potere vedere in Tv la partita
Italia-Paraguay, gli operai della Fiat di Termini Imerese oggi
hanno risposto proprio con lo sciopero. Al rientro in fabbrica
dopo il week-end, le tute blu hanno reagito alle parole
pronunciate venerdi' scorso dal top manager del Lingotto
incrociando le braccia per un'ora.
Lo sciopero e' scattato intorno alle 9 ed e' stato indetto in
maniera unitaria dai delegati di Fim-Fiom e Uilm e dall'Ugl.
Alcuni lavoratori sono usciti dallo stabilimento per incontrare
davanti ai cancelli i segretari sindacali, subito dopo si e'
svolta un'assemblea in fabbrica. Tra gli operai c'e' chi ha
fatto notare, tra il serio e l'ironico, che per la prossima
partita della Nazionale contro la Slovacchia, in programma fra
tre giorni, non ci saranno problemi di sciopero: proprio
giovedi', infatti, scatta il primo di quattro giorni di cassa
integrazione per i lavoratori della Fiat. ''La partita la
vedremo a casa'', commenta un operaio.
''La partecipazione allo sciopero e' stata massiccia - dice
il segretario provinciale della Uilm, Vincenzo Comella - Non
possiamo accettare che Marchionne getti discredito sui
lavoratori e sul sindacato''. Anche i lavoratori del secondo
turno hanno scioperato un'ora, dalle 16.50 alle 17.50.
A Termini Imerese, tra diretto e indotto, lavorano circa
2.500 persone, impegnate nell'assemblaggio della Lancia
Ypsilon. La Fiat ha deciso di chiudere la fabbrica a fine 2011 e
il ministero per lo Sviluppo, attraverso l'advisor Invitalia,
dopo avere fatto una prima scrematura di una ventina di proposte
d'interesse per il sito siciliano ne sta vagliando cinque: il
gruppo De Tomaso di Giammario Rossignolo, la Rev Srl che fa
riferimento al gruppo Cape di Simone Cimino, la Map Engineering,
la Med Studios e un'azienda interessata a utilizzare lo
stabilimento per produzioni agroalimentari. Il 12 giugno il
ministero ha pubblicato il bando per la ricerca di altri
potenziali acquirenti.
''Lo sciopero e' stato la risposta dei lavoratori a
Marchionne - afferma il segretario provinciale della Fiom,
Roberto Mastrosimone - Qui a Termini Imerese c'e' gente che
lavora da trent'anni. Il signor Marchionne non solo sta
chiudendo lo stabilimento, ma addirittura adesso cerca di
screditare il lavoro degli operai. Eppure era stato proprio lui
a lodare la professionalita' dei lavoratori di Termini Imerese,
spiegando che la scelta di chiudere dipendeva da altre cose''.
Secondo Gianni Pagliarini, responsabile lavoro del
PdCI-Federazione della sinistra, ''Marchionne continua a giocare
con il futuro delle persone e il suo tentativo di scardinare i
diritti costituzionalmente garantiti non si ferma piu''', mentre
Sergio D'Antoni (Pd) e' convinto che ''il si' a Pomigliano
rendera' anche piu' facile la riapertura del tavolo con Fiat a
Termini Imerese''. Una tesi condivisa anche dal presidente dei
senatori del Pd, Anna Finocchiaro: ''Per Pomigliano d'Arco e
Termini Imerese - dice - dobbiamo provare a stringere ancora
sull'accordo perche' credo che ci sia l'assoluta necessita' di
salvaguardare i lavoratori e di tenere la Fiat salda in una
scelta che sia di investimenti importanti sull'Italia''.
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EUTELIA: DALLA BINDI IN GIU' PD DIGIUNA PER SOSTENERE I LAVORATORI =
Roma, 21 giu. - (Adnkronos) - Il Partito democratico si unisce
alla protesta dei lavoratori dell'ex Eutelia, da giorni impegnati in
un presidio davanti alla Camera dei deputati. Circa 100 tra deputati e
senatori, a cominciare dalla presidente dell'Assemblea del partito
Rosy Bindi, hanno dato il via ad uno sciopero della fame a staffetta a
sostegno della vertenza.
Tra questi, Dario Franceschini, Cesare Damiano (il primo a
digiunare), Stefano Fassina, Paola Concia, Olga D'Antona, Sergio
D'Antoni, Marianna Madia, Giovanna Melandri, Giorgio Merlo, Andrea
Orlando, Pina Picierno, Ermete Realacci, Marina Sereni, Livia Turco,
Walter Veltroni, Rosa Calipari, Ignazio Marino, Vincenzo Vita, Luigi
Zanda.
"Questa vertenza e' il simbolo di tutte le vertenze -ha spiegato
Damiano unendosi con altri deputati al presidio dei lavoratori ex
Eutelia-, merita l'attenzione del Paese. Noi vi daremo una mano. La
nostra e' una iniziativa aperta, chiediamo a tutti i parlamentari di
unirsi a noi". L'obiettivo, ha spiegato il responsabile aziende in
crisi del Pd, e' quello di ottenere "un tavolo aperto dalla presidenza
del Consiglio".
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EUTELIA: SCIOPERO FAME PARLAMENTARI PD, P.CHIGI RIAPRA IL TAVOLO =
(AGI) - Roma, 21 giu. - Uno sciopero della fame 'a staffetta'
di 101 parlamentari del Pd per sostenere la lotta dei
lavoratori dell'ex Eutelia e chiedere a palazzo Chigi di
riaprire il tavolo sulla vertenza. Questo il senso
dell'inziativa che i parlamentari Democratici hanno illustrato
oggi a piazza Montecitorio dove da settimane staziona un camper
di lavoratori che protestano per la perdita del posto di
lavoro.
"Chiediamo a palazzo Chigi di riaprire il confronto - ha
detto Cesare Damiano, responsabile Lavoro del Pd, che ha
ricevuto una bottiglia d'acqua da Sergio Palermo, l'operaio
gia' in sciopero della fame da settimane, come simbolo del
passaggio di consegne dello sciopero - perche' il tavolo c'era
ma la trattativa e' stata sospesa". L'esponente del Pd, che ha
invitato altri parlamentari sia di opposizione che di
maggioranza ad aderire all'iniziativa, chiede che per
salvaguardare l'occupazione "in un settore strategico come
quello della information technology", vengano rinnovate
all'azienda le commesse che nei mesi sono state via via non
rinnovate: dal Parlamento alla Rai, a Poste Italiane. "Con un
atto di volonta' politica - ha detto Damiano- tante situazioni
potrebbero essere riparate. E inoltre - ha aggiunto - sarebbe
anche ilc aso che per gestire situazioni cosi' delicate
Berlusconi si decidesse a indicare un nuovo ministro dello
Sviluppo".
Lo sciopero della fame dei parlamentari del Pd (tra gli
altri hanno aderito Dario Franceschini, Walter Veltroni, Rosy
Bindi, Sergio D'Antoni, Paola Concia) si accompagnera' ad altre
iniziative, ha spiegato Damiano: "Oltre a digiunare manderemo
un telegramma al giorno a Berlusconi e Letta e interverremo in
Parlamento".
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FIAT: POMIGLIANO; D'ANTONI,SFIDA DA RACCOGLIERE CON CORAGGIO
(ANSA) - ROMA, 18 GIU - ''Quella di Pomigliano d'Arco e' una
sfida da raccogliere con coraggio''. Lo afferma Sergio D'Antoni,
deputato Pd e vicepresidente della commissione Finanze della
Camera.
''L'accordo siglato con la gran parte del mondo del lavoro -
spiega - va salutato con soddisfazione. Fim e Uilm dimostrano di
avere senso di responsabilita' e di prospettiva, garantendo un
futuro di sviluppo e occupazione a uno stabilimento fondamentale
per il Mezzogiorno e per tutto il paese. Insistere su posizioni
estremiste, come fa la Fiom, non porta da nessuna parte e anzi
fornisce un pretesto formidabile a chi, come il governo, non
aspetta altro per attuare politiche antisindacali e
antimeridionali''.
''Pomigliano - dice - rappresenta un banco di prova
determinante anche per il Partito democratico chiamato in questa
fase a mettere in pratica i principi riformisti che ne hanno
animato la fondazione. Il Pd nasce per rispondere all'esigenza
di un grande soggetto politico che vada oltre le mere
appartenenze d'area e, superando le barriere ideologiche,
cominci un discorso nuovo e rivolto a tutti. Muoversi su questo
sentiero significa porsi sulla scena politica da protagonisti,
sapendo interloquire con tutte le aree del sociale. Il Pd deve
riuscire in questa impresa - conclude - cominciando a intestarsi
la battaglia del lavoro e dell'occupazione, senza cadere in
facili estremismi che in definitiva isolano e indeboliscono
tutti i lavoratori''.
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M.O.: ASSEMBLEA EUROMEDITERRANEA NON TROVA ACCORDO SU RISOLUZIONI =
FINI E SCHIFANI HANNO PRESIEDUTO IL BUREAU A PALERMO
Palermo, 18 giu. (Adnkronos) - Salta l'accordo dell'Assemblea
parlamentare Euromediterranea sul Medio Oriente alla luce dell
"divergenze relative alla qualificazione della commissione chiamata a
svolgere un'inchiesta sull'operazione militare israeliana contro la
flottiglia diretta a Gaza".
Il Bureau dell'Apem, riunito a Palermo sotto la guida dei i
presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, ha,
invece approvato una dichiarazione, una dichiarazione sull'Unione per
il Mediterraneo nella quale viene sottolineato "il ruolo istituzionale
che spetta all'Assemblea nell'ambito dell'Upm". I partecipanti hanno
quindi espresso l'auspicio di una "sollecita riconvocazione del
Vertice dei Capi di Stato e di governo". C'e' stato quindi uno scambio
di vedute sul processo di pace in Medio Oriente e alla fine il
progetto di dichiarazione presentato dalla presidenza italiana e'
saltato.
Nel corso dei lavori sono intervenuti anche il senatore Antonio
D'Ali', sui programmi per il disinquinamento del Mediterraneo e la
gestione dei rifiuti, e il deputato Sergio D'Antoni sul progetto di
istituzione di una Banca euromediterranea per gli investimenti. Al
Bureau, presieduto da Schifani e Fini, hanno partecipato, per il
Marocco, il presidente Abdelwahad Radi, per la Giordania il presidente
Abdulhadi Majali, e per il Parlamento europeo il vicepresidente Gianni
Pittella.
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EUROMEDITERRANEO:PALERMO,FINI E SCHIFANI A ASSEMBLEA PARLAMENTARE =
(AGI) - Palermo, 18 giu. - L'ufficio di presidenza
dell'Assemblea parlamentare euromediterranea (Apem), fino al
marzo 2011 la presidenza di turno e' dell'Italia, e' rinito
stamani al Castello Utveggio di Palermo, presenti anche i
presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco
Fini. Tra gli interventi programmati quelli del deputato Sergio
D'Antoni e del presidente della Commissione Ambiente del
Senato, Antonio d'Ali', che ha preso parte a tutte le
precedenti missioni in Giordania ed in Egitto (dove ha
incontrato tra gli altri il ministro per l'ambiente Egiziano).
Due i temi centrali posti all'attenzione dell'ufficio di
presidenza: la salute del mar Mediterraneo ed il processo di
pace in Medio Oriente. D'Ali' nel suo intervento ha
sottolineato che "il partenariato (tra gli Stati dell'area
euromediterranea di libero scambio, ndr) non puo' limitarsi a
definire interventi di agevolazione e di semplificazione dei
rapporti e degli scambi commerciali e finanziari" ma deve
puntare pia' in alto, alla tutela delle "originalissime
peculiarita' del Mediterraneo" ed al superamento della "sue
allarmanti criticita'" attraverso "una decisa e coraggiosa
azione comune per scrivere ed affermare alcune regole di tutela
e controllo da condividere tra tutti gli stati costieri e da
rendere obbligatorie anche per gli altri attori internazionali
che a piu' titolo vi operano". Insomma un "Codice del
Mediterraneo di tutela e valorizzazione non conflittuale della
risorsa mare, che sia anche pilastro anticipatore di piu' ampie
e durature sintesi di pacificazione dei popoli e di convivenza
delle straordinarie culture che da millenni vi si affacciano".
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MANOVRA: D'ANTONI, PER SUD PD CHIEDE REINTEGRO FAS, ZFU E CREDITO IMPOSTA
Roma, 17 giu. - (Adnkronos) - Un ''radicale cambio di rotta
rispetto all'impostazione iniqua, antimeridionale e antisociale della
manovra varata dal governo''. Una ''svolta che restituisca dignita' al
Sud e garantisca a tutto il paese un prospettiva di crescita e di
coesione''. Sergio D'Antoni, deputato Pd e vicepresidente della
commissione Finanze della Camera anticipa i contenuti degli
emendamenti democratici relativi allo sviluppo delle aree deboli del
Mezzogiorno. ''Sostegno alle famiglie, al lavoro produttivo e alle
giovani generazioni meridionali. Politiche fiscali specifiche per le
piccole e medie imprese del Sud. E' su queste priorita' che occorre
concentrare il lavoro e le risorse, per garantire un futuro di
crescita e di sviluppo a tutto il Paese'' sottolinea l'esponente del
Pd.
Nel dettagli il pacchetto-Sud degli emendamenti Pd prevedera'
''il ripristino immediato degli oltre 30 miliardi del Fas nazionale
dirottati dall'esecutivo Berlusconi per coprire spese correnti e
nazionali; il reinvestimento di queste risorse su un piano
infrastrutturale degno di questo nome e su strumenti di fiscalita' di
sviluppo quali credito d'imposta e zone franche urbane, istituiti dal
governo Progi e demoliti dall'asse Bossi-Tremonti. A un anno
dall'annuncio di un imminente piano Marshall per il Sud, ancora nulla
e' stato fatto per le aree deboli''.
L'elemento che piu' allarma in questa finanziaria, aggiunge
l'esponente del Pd, ''e' la totale cancellazione della questione
meridionale dall'agenda nazionale. L'esecutivo si limita ad operare
tagli e in particolare sferra un nuovo, durissimo colpo al tessuto
sociale e produttivo del Mezzogiorno. Proprio quei territori
sottoutilizzati e ad alta potenzialita' di crescita che dovrebbero
rappresentare il perno della politica di rilancio nazionale''.
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BERSANI OK INTESA MA NON ESPORTABILE; IDV, BOICOTTARE REFERENDUM
(ANSA) - ROMA, 16 GIU - L'accordo tra sindacati e Fiat su
Pomigliano scuote la sinistra, con quella radicale che attacca
il Pd, e si schiera con Di Pietro a fianco della Fiom nel
definire ''illegittimo'' il referendum tra i lavoratori, mentre
i democratici appoggiano l'intesa raggiunta. In piu' , per la
seconda volta in pochi giorni, il segretario Pier Luigi Bersani
ha dovuto rettificare la posizione espressa dal suo vice Enrico
Letta.
Bersani, in un'intervista all'Unita' ha ribadito le proprie
riserve su alcuni punti dell'accordo, pur sottolineando
l'aspetto positivo di fondo: ''C'e' un fatto oggettivo, siamo
di fronte al primo caso in Europa di rientro delle produzione
esternalizzata''. Fermo restando che ora ''bisogna sentire la
voce dei lavoratori'', Bersani resta fermo su un punto:
Pomigliano non sara' un modello esportabile nel resto di Italia
per sminuire i diritti dei lavoratori: ''Non credo che nessuno,
nemmeno la Fiat o Sacconi, possa pensare che un diritto
costituzionale sia aggirabile da un accordo. Non abbocchiamo
all'amo di chi ce la racconta cosi'. Sacconi dice che vede un
grande orizzonte fatto di deroghe ad ogni livello. Se lo sogna.
La Costituzione non e' derogabile''.
Tra i parlamentari del Pd, molti, come l'ex ministro Cesare
Damiano, sono preoccupati che il ''modello Pomigliano'' diventi
il cavallo di Troia del governo per stravolgere il sistema delle
relazioni industriali. Ma c'e' anche un fronte, costituito per
esempio dagli ex Cisl Sergio D'Antoni o Pier Paolo Baretta, che
vede piuttosto il bicchiere mezzo pieno, sottolineando gli
aspetti positivi per l'occupazione e per l'industria.
Intanto, pero', a sinistra i rapporti ritornano tesi. Il
primo a menar fendenti e' l'ex leader del Prc, Fausto
Bertinotti: ''Tutta la sinistra, sia moderata sia radicale, e'
morta''. Davanti ai cancelli di Pomigliano, Nichi Vendola
sferra un attacco diretto al Pd. ''Tra i due Letta - dice il
leader di Sinistra e liberta' - quello piu' di sinistra mi
sembra Gianni, e le dichiarazioni di Enrico, invece, sono
incommentabili''. Un riferimento al plauso convinto all'accordo
dato martedi' mattina dal parte del vice-segretario del Pd,
rettificato nel pomeriggio dallo stesso Bersani. Uno dei piu'
stretti collaboratori di Bersani , Nico Stumpo, responsabile
organizzazione del Pd, invita Vendola a non ''abbandonarsi alle
polemiche, magari con qualche scivolone'', bensi' ''a
concentrarsi tutti insieme contro il governo della manovra
iniqua sbagliata e a difesa di chi fa i conti tutti i giorni coi
problemi del lavoro e della crisi''.
Un altra spaccatura si crea tra Pd e Idv: il partito di Di
Pietro, come quelli della sinistra radicale, si e' schierato a
fianco della Fiom nel sostenere che il referendum del 22 e'
illegittimo, e che i lavoratori devono boicottarlo; mentre
Bersani e il Pd sono sulla posizione del segretario della Cgil,
Guglielmo Epifani, che ha invitato gli operai a dire la loro con
il voto. Il referendum a Pomigliano, dunque, si prospetta come
una riedizione del referendum del 2007 sulla riforma del
welfare, quando la sinistra radicale si schiero' con la FIom per
il ''No'' e la sinistra riformista per il si', che poi prevalse.
C'e' pero' un aspetto positivo almeno nell'ottica del Pd: il
riavvicinamento di Epifani con Raffaele Bonanni e Luigi
Angeletti, che scongiura almeno per ora lo spettro di un
''bipolarismo sindacale'' a cui aspira il governo.
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SUD: D'ANTONI, ALLARME ANCE SU FAS NON RESTI INASCOLTATO =
Roma, 16 giu. - (Adnkronos) - ''L'allarme dell'Ance sullo scippo
dei fondi per le aree sottoutilizzate del Mezzogiorno non deve
rimanere inascoltato. I dati diffusi dai costruttori parlano chiaro e
confermano il totale prosciugamento del Fas nazionale per fini che
nulla hanno a che fare con lo sviluppo e la convergenza del
meridione''. Ad affermarlo in una nota e' Sergio D'Antoni, deputato Pd
e vicepresidente della commissione Finanze della Camera.
''A un anno dall'annuncio di un magniloquente piano Marshall per
il Sud e a due dall'insediamento, il governo -aggiunge D'Antoni- viene
oggi a raccontare di avere appena iniziato un monitoraggio delle
risorse della vecchia programmazione e di avere a cuore lo sviluppo
del Mezzogiorno. Una marchiana presa in giro, con cui si cerca di
gettar fumo intorno a una manovra gravemente antimeridionale e al
definitivo smantellamento del ministero dello Sviluppo''.
In definitiva, mentre tutti i maggiori osservatori chiedono a
gran voce politiche espansive, e mentre il Capo dello Stato invoca
politiche solidali di coesione nazionale, conclude D'Antoni, ''il
governo rinuncia a qualsiasi prospettiva di sviluppo e di convergenza,
limitandosi a tagliare ogni risorsa residua alle zone deboli''.
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PARLAMENTO: SCHIFANI E FINI PRESIEDONO RIUNIONE APEM A PALERMO =
SCHIFANI E FINI PRESIEDONO ASSEMBLEA EUROMEDITERRANEA
(ANSA) - ROMA, 16 GIU - Il presidente del Senato, Renato
Schifani, e il presidente della Camera, Gianfranco Fini,
presiederanno la riunione del Bureau dell'Assemblea Parlamentare
Euromediterranea (Apem) che si terr& a Palermo, al Castello
Utveggio (Monte Pellegrino), a partire dalle ore 9,30 di venerdý
18 giugno.
Il processo di pace nel Medio Oriente sar& al centro dei
lavori del Bureau, che si riunisce per la prima volta sotto la
presidenza italiana. Per il Parlamento italiano sono previsti
anche gli interventi del senatore Antonio d'Alý e dell'on.
Sergio D'Antoni.
L'Apem ` formata da 280 parlamentari: 81 scelti dalle Camere
degli Stati membri dell'Unione Europea; 49 designati dal
Parlamento Europeo; 10 provenienti da Paesi europei mediterranei
che non fanno parte dell'Ue (Albania, Bosnia-Erzegovina,
Croazia, Montenegro e Monaco); 130 in rappresentanza dei Paesi
nordafricani e mediorientali partners del Processo di Barcellona
(Algeria, Autorit& Palestinese, Egitto, Giordania, Israele,
Libano, Marocco, Siria, Tunisia e Turchia) e 10, infine,
espressi dalla Mauritania. La presidenza dell'Apem spetta, a
turno, ai Paesi membri. L'Italia ha assunto la Presidenza nel
marzo scorso e la eserciter& fino al marzo 2011.
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Apc-Fiat/ Bersani dice sì ma non apprezza la polifonia Pd su accordo
Il segretario scontento per la divisione nel sindacato
Roma, 15 giu. (Apcom) - Alla fine, usando un gergo calcisitico,
prevale la necessità di 'portare a casa il risultato', ovvero
salvaguardare lo stabilimento di Pomigliano. Pier Luigi Bersani
attende tutto il pomeriggio prima di parlare dell'intesa tra Fiat
e sindacati, bocciata dalla Fiom, e alla fine fa opera di
realpolitik, ma senza nascondere la propria delusione per un
accordo chiuso secondo lui in malo modo, puntando ancora una
volta sulla divisione dei sindacati e, per di più, senza
risolvere "elementi di problematicità" a suo giudizio evidenti
nell'intesa raggiunta. E il segretario non ha apprezzato nemmeno
la 'polifonia' del Pd sulla materia, ancora una volta diviso tra
il partito pro-Cisl e l'ala più sensibile alle ragioni della
Cgil, tanto che quando gli si chiede delle tante 'voci' del Pd
sulla materia, la prima risposta che gli viene di getto è che
"questa è la voce del Pd". Cioé la posizione del segretario è
quella ufficiale.
Bersani però stempera subito la battuta che gli è uscita a caldo
e aggiunge: "Tutti abbiamo detto che l'obiettivo è la
salvaguardia dell'investimento...". Senza dubbio, ai vertici del
Pd tutti ritengono che un accordo andava chiuso, anche a costo di
concessioni importanti sul fronte dell'organizzazione del lavoro.
Quello però che Bersani avrebbe volentieri evitato è il senso
politico che il Governo ha voluto dare all'operazione, cioé
l'isolamento della Fiom e il conseguente imbarazzo della Cgil,
oltre che l'effetto 'precedente' che già il ministro Maurizio
Sacconi ha voluto sottolineare ("Un accordo che farà scuola").
Per questo il giudizio del suo vice Enrico Letta nell'intervista
al Corriere della Sera è stato giudicato un po' troppo
sbrigativo, dal momento che non faceva cenno a quegli elementi
"problematici" dell'intesa che il segretario ha voluto
sottolineare stasera. Insomma, è vero che per il Pd la mancata
intesa sarebbe stata un male maggiore, ma Bersani non vuole
nemmeno schierarsi da una parte isolando la Cgil e aprendo la
strada alla linea-Sacconi.
E i timori di Bersani, del resto, erano fondati: alle prese di
posizione filo-Cisl di Letta, hanno fatto seguito quelle di
Giuseppe Fioroni ("Bisogna evitare che si continui a promettere
'il sol dell'avvenire' e nel frattempo si lascia la gente al buio
e al freddo") e di Sergio D'Antoni ("Non cadere in facili
estremismi"); sull'altro fronte si è schierato Sergio Cofferati
("Si ledono i diritti della Costituzione e della Carta Ue") e
Rosy Bindi ("Serve supplemento di responsabilità da parte di
tutti").
Insomma, un Pd a tante voci sul lavoro che il segretario avrebbe
voluto evitare. Tanto più che, nel merito, le posizioni non sono
poi lontane. In effetti, anche Cesare Damiano, ex Cgil ed ex
ministro del Lavoro, spiega che per lui l'accordo andava firmato,
anche se bisognava trovare "lo spazio per approfondire alcuni
aspetti", perché "personalmente sono perplesso sul fatto che si
possa mettere in discussione un diritto costituzionalmente
garantito come il diritto allo sciopero...". E, inoltre, "capisco
che questo accordo può fare 'scuola', mi rendo conto che la
risposta non è quella di Sacconi, che è ossessionato dalle
deroghe e eccitato dagli accordi separati...".
Alla fine, quindi, Bersani, dopo aver incontrato Raffaele
Bonanni, detta la linea: "Io ripeto che si potevano dare risposte
sia sul fronte della flessibilità che su quello dell'assenteismo,
senza sfiorare delicate questioni giuridiche. E se si legge
attentamente l'accordo è evidente che ci sono punti problematici.
Per questo dico che il governo non deve trasformare una vicenda
eccezionale in un esempio. Detto questo ora dobbiamo sorvegliare
che gli investimenti avvengano".
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FIAT: PD DIVISO SU POMIGLIANO, BERSANI PER SI' (NON CONVINTO) AD ACCORDO/ADNKRONOS =
PER SEGRETARIO PRIMA COSA E' SALVARE STABILIMENTO, CHIUSURA
SAREBBE TRAGEDIA
Roma, 15 giu. (Adnkronos) - Un "banco di prova" per il Pd. Il
copyright e' di Sergio D'Antoni, ex-leader della Cisl, che sintetizza
cosi' la posta in gioco per i democratici di fronte alla vicenda della
Fiat di Pomigliano d'Arco. Sostenere chi ha firmato o invece
schierarsi con chi l'accordo non lo ha sottoscritto, rivendicando la
lesione di diritti fondamentali contenuta della proposta della Fiat?
L'accordo separato, con la conferma del no della Fiom, fotografa le
posizioni interne al Pd.
C'e' Beppe Fioroni che avverte: "Continuando con la promessa del
sol dell'avvenire, si rischia di lasciare tutti al freddo e al buio".
Per Sergio Cofferati, al contrario, le proposte della Fiat
"configurano una lesione evidente di diritti della persona che lavora
sanciti dalla Costituzione italiana e dalla Carta dei diritti
fondamentali'' dell'Ue "in particolare quelli che riguardano la
liberta' di sciopero e la contrattazione collettiva". Insomma, ancora
una volta, il Pd si trova a dover fare i conti con le sue diverse
sensibilita' e ancora una volta si guarda a Pier Luigi Bersani che
sulla diverse posizioni interne al partito dice: "Questa e' la voce
del Pd" e in ogni caso "tutti abbiamo detto che l'obiettivo e' la
salvaguardia dell'investimento".
Per il segretario, insomma, la prima cosa e' salvare lo
stabilimento. Una preoccupazione che lo porta a sostenere il si'
all'accordo. Non un si' convinto ma un si' per evitare la chiusura di
Pomigliano che sarebbe una tragedia. Per Bersani quello che conta ora
"e lo dico al governo", e' che "bisogna fare in modo che una vicenda
eccezionale non prenda il carattere di esemplarita'. Nella
problematicita' ed eccezionalita' della vicenda, resta il fatto di
garantire che vada ad effetto l'investimento e che davvero sia
possibile impostare su basi nuove un pezzo importante di produzione
automobilistica in Italia", dice Bersani ai cronisti dopo aver
incontrato il segretario della Cisl, Raffaele Bonnani, nella sede del
partito.
Secondo il segretario Bersani "con la buona
volonta' da parte di tutti, sarebbe stato possibile raggiungere i
termini dell'accordo senza sfiorare delicate questioni di tipo
giuridico. Giunti a questo punto, credo che bisogna valutare l'esito
del referendum, cosi' come penso sarebbe giusto ascoltare sempre
quello che hanno da dire i lavoratori".
La posizione del segretario non e' totalmente condivisa, pero',
nel partito. C'e' chi evidenzia il fatto che l'accordo separato di
Pomigliano contiene punti critici che mettono a rischio diritti
costituzionali come lo sciopero. Secondo Cesare Damiano, ex-ministro e
attuale capogruppo in commissione Lavoro, restano "le perplessita' sui
capitoli relativi all'assenteismo e al diritto di sciopero. Sul primo
punto siamo convinti che vadano combattuti gli abusi ma che non sia
giusto punire i lavoratori realmente malati. Per quanto riguarda lo
sciopero, che puo' essere sanzionato, si corre il rischio di mettere
in discussione un diritto costituzionale".
"Tutto questo -osserva Damiano- avrebbe meritato un'ulteriore
fase di chiarimento e di approfondimento su temi controversi, con
l'obiettivo di aprire uno spazio di convergenza unitaria. Adesso e'
importante che si tenga il referendum tra i lavoratori". Per Beppe
Fioroni al contrario l'accordo andava firmato senza indugi: "Condivido
chi ha firmato l'accordo anche perche' continuando con la promessa del
sol dell'avvenire, si rischia di lasciare tutti la freddo e al buio.
Il meglio, spesso, e' nemico del bene...". E Sergio D'Antoni lega la
vicenda di Pomigliano alle riflessioni di Franco Marini, oggi in
un'intervista, sul Pd.
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"La grande maggioranza del mondo del lavoro favorevole a intesa"
Roma, 15 giu. (Apcom) - L'intesa sullo stabilimento di Pomigliano
rappresenta un "banco di prova" anche per il Pd, la maggior parte
delle organizzazioni sindacali è favorevole e i democratici non
devono "cadere in facili estremismi" seguendo chi "si attarda in
posizioni inconcludenti". Lo dice Sergio D'Antoni, commentando
anche positivamente "l'appello lanciato da Franco Marini sulle
colonne del Corriere della Sera".
Per D'Antoni, l'appello di Marini è "di straordinaria importanza.
Il Pd nasce per rispondere all'esigenza di un grande soggetto
politico che superi le mere appartenenze d'area e le barriere
ideologiche per cominciare un discorso nuovo e rivolto a tutti.
Valorizzare tutte le componenti del partito significa essere
consapevoli di questa ricchezza e porsi sulla scena politica da
protagonisti, sapendo interloquire con tutte le aree del sociale.
Il Pd deve riuscire in questa impresa cominciando a intestarsi la
battaglia del lavoro e dell'occupazione, senza cadere in facili
estremismi che, in definitiva, isolano e indeboliscono tutti i
lavoratori".
"L'intesa su Pomigliano - aggiunge - rappresenta un primo banco
di prova in questo senso. Con gran senso di responsabilità, la
grande maggioranza del mondo del lavoro si è espressa in maniera
coraggiosa e consapevole a favore dell'accordo. Questa
consapevolezza, questo coraggio, rappresentano un esempio per
tutti, soprattutto per chi si attarda ancora su posizioni
inconcludenti, non comprendendo che in questo modo fornisce un
alibi formidabile a chi non aspetta altro per giustificare la
propria azione antimeridionale, antisociale e antisindacale. A
cominciare dal governo Berlusconi".
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PD: D'ANTONI, APPELLO MARINI DI STRAORDINARIA IMPORTANZA
(ANSA) - ROMA, 15 GIU - ''L'appello lanciato da Franco Marini
sulle colonne del Corriere della Sera e' di straordinaria
importanza. Il Pd nasce per rispondere all'esigenza di un grande
soggetto politico che superi le mere appartenenze d'area e le
barriere ideologiche per cominciare un discorso nuovo e rivolto
a tutti. Valorizzare tutte le componenti del partito significa
essere consapevoli di questa ricchezza e porsi sulla scena
politica da protagonisti, sapendo interloquire con tutte le aree
del sociale. Il Pd deve riuscire in questa impresa cominciando a
intestarsi la battaglia del lavoro e dell'occupazione, senza
cadere in facili estremismi che, in definitiva, isolano e
indeboliscono tutti i lavoratori''. Lo afferma Sergio D'Antoni,
deputato Pd e vicepresidente della commissione Finanze della
Camera. ''L'intesa su Pomigliano - aggiunge - rappresenta un
primo banco di prova in questo senso. Con gran senso di
responsabilita', la grande maggioranza del mondo del lavoro si
e' espressa in maniera coraggiosa e consapevole a favore
dell'accordo. Questa consapevolezza, questo coraggio,
rappresentano un esempio per tutti, soprattutto per chi si
attarda ancora su posizioni inconcludenti, non comprendendo che
in questo modo fornisce un alibi formidabile a chi non aspetta
altro per giustificare la propria azione antimeridionale,
antisociale e antisindacale. A cominciare dal governo
Berlusconi''.
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INNO:DOPO POLEMICHE LA LEGGE?LA RUSSA,SIA OBBLIGATORIO/ANSA
GIA' 11 PROPOSTE IN PARLAMENTO; PDL-IDV, ZAIA CHIEDA SCUSA
(di Francesco Bongarra')
(ANSA) - ROMA, 14 GIU - Tra la febbre per i Mondiali di
calcio, le celebrazioni per il 150/mo dell'Unita' d'Italia e le
polemiche scoppiate per la sostituzione dell'Inno di Mameli con
il 'Va' pensiero' all'inaugurazione di una scuola primaria nel
trevigiano alla presenza del governatore leghista Luca Zaia,
parte in Parlamento la corsa a presentare proposte di legge per
rendere obbligatorio in determinate circostanze l'esecuzione di
'Fratelli d'Italia'. Ad annunciare la presentazione di un
disegno di legge ad hoc e' il ministro della Difesa Ignazio La
Russa che tra i primi aveva attaccato il presidente del Veneto,
''scagionato'' nel frattempo dal 'mea culpa' del proprio
portavoce.
''Cosi' - spiega la Russa - avremo un riferimento normativo
come esiste per l'esposizione della bandiera. In questo modo
elimineremo un'altra occasione di discussione''. Certo, rileva
l'esponente Pdl, il 'Va' pensiero' ''e' perfino piu' patriottico
dell'Inno di Mameli e mi fa piacere che la Lega lo abbia
scelto''.
Quella di La Russa non e' una iniziativa nuova: sono infatti
undici le proposte di legge di maggioranza ed opposizione
presentate in Parlamento in questa legislatura per regolamentare
l'esecuzione di 'Fratelli' d'Italia', nessuna delle quali e'
ancora pero' approdata in Aula. A 'svegliarsi' per primi sono
stati, gia' nei primi giorni della legislatura, i senatori. Il
primato e' di Luigi Grillo (Pdl) che, in un articolo unico,
prevede che il Presidente della Repubblica emani un decreto che
contenga spartito e testo ufficiale di 'Fratelli d'Italia' e le
modalita' di esecuzione nelle cerimonie ufficiali. Altri quattro
disegni di legge puntano al riconoscimento dell'Inno di Mameli
quale inno ufficiale della Repubblica. ''Molti non sanno che
questo inno - spiegano Romano Comincioli (Pdl) e Marina Sereni
(Pd) - e' adoperato nelle celebrazioni della Repubblica
per uso consuetudinario, non esistendo alcun pronunciamento
legislativo a riguardo''. Alla Camera Paola Frassinetti (Pdl) ne
chiede l'affissione nelle scuole, mentre Roberto Cassinelli
(Pdl) vuole introdurre la gratuita' per legge dell'esecuzione
'Canto degli italiani' di Mameli, esentandola dal pagamento di
diritti Siae.
Nel frattempo, su Zaia non si placa la polemica, con Bocchino
(Pdl) e Mura (Idv) che reclamano le scuse del governatore
veneto. Ma c'e' anche chi, come Fabio Gava (Pdl) al leghista
dice: chieda scusa agli italiani e guardi stasera tutta la
partita della Nazionale, esecuzione degli Inni compresa. E in
Transatlantico spuntano le cravatte con il Tricolore: sara' per
i Mondiali o per i fatti del Trevigiano, ma le indossano il
ministro Maurizio Sacconi e Sergio D'Antoni del Pd. Altrettanto
'colorita' la risposta 'napoletana' ai leghisti: un ex
assessore provinciale, ora commissario regionale dei Verdi
Francesco Emilio Borrelli, ed Enrico Durazzo, titolare di una
societa' specializzata nella realizzazione di gadgets,
presenteranno infatti domani mattina - a meta' tra la politica e
il merchandising - una maglietta con stampato tutto il testo
dell'inno nazionale tra un grande numero uno e un cuore
tricolore.
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FIAT: POMIGLIANO; D'ANTONI, NO A ESTREMISMO FIOM
(ANSA) - ROMA, 14 GIU - ''L'intesa su Pomigliano D'Arco
siglata dal Lingotto con la grande maggioranza del mondo del
lavoro va salutata con ottimismo e soddisfazione. La riduzione
della presenza Fiat in Italia, e in particolare nelle aree
deboli rappresenta un rischio da scongiurare ad ogni costo''. Lo
afferma Sergio D'Antoni, deputato Pd e vicepresidente della
commissione Finanze della Camera.
''Salvare Pomigliano significa pertanto non solo salvare una
realta' industriale indispensabile al Mezzogiorno, ma dare una
prospettiva a tutto il paese. Con gran senso di responsabilita',
il mondo del lavoro si e' espresso in maniera forte e
coraggiosa, garantendo un futuro allo stabilimento campano nel
segno della produttivita' e dell'occupazione. Questa
consapevolezza rappresenta un esempio per chi, come la Fiom, si
attarda ancora su posizioni estremiste e inconcludenti, non
comprendendo che le proprie azioni forniscono un alibi
formidabile a chi, nel governo, non aspetta altro per
giustificare la propria azione antisociale e antisindacale''.
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CISL: A LEVICO TAVOLA ROTONDA PER RICORDARE I 60 ANNI
LEVICO (TRENTO) (ITALPRESS) - Avere sessant'anni e non
dimostrarli, stando sempre a fianco dei lavoratori. Questo lo
slogan che ha accompagnato il secondo pomeriggio della festa
nazionale della Cisl al Parco delle Terme di Levico (TN), dove una
serie di esperti studiosi e sindacalisti, tutti accomunati da
esperienze cisline, hanno ricordato i 'primi' 60 anni del
sindacato 'bianco'. Da Sergio D'Antoni, oggi parlamentare del Pd,
a Luigi Frati, rettore della Sapienza di Roma, da Claudio Storti,
figlio di Bruno, segretario per 25 anni della Cisl (dal 1958 al
1975), a Bruno Manghi, tutti hanno sottolineato cio' che ha reso
negli anni il sindacato di via Po una punta avanzata
"dell'associazionismo democratico e evoluto", come ha detto ieri
il segretario Bonanni.
"La Cisl si riconosce in quell'idea che vede l'associazionismo in
questo Paese come espressione dell'autonomia delle parti sociali,
anche con un valore costituzionale", ha esordito il sociologo
Guido Baglioni, sottolineando che "dagli anni '50 la Cisl ha fatto
una scelta di fondo, considerando la nostra societa' certamente
piena di difetti ma migliorabile, ponendosi da subito la questione
dell'autonomia del sindacato, e ha sempre tentato di mettere
assieme la tutela dei lavoratori con lo sviluppo del Paese".
Ma soprattutto, secondo Baglioni, e' un valore etico quello che la
Cisl ha diffuso: "fin dall'inizio ha fatto una cosa nuova: non
scindere mai il sociale dall'economia, consapevole che non basta
una redistribuzione del reddito per l'equita' sociale".
Per Sergio D'Antoni la Cisl mette insieme, in un mix
straordinario, "i valori del solidarismo cristiano e del
pragmatismo anglosassone. Su questo il nostro sindacato ha vinto
storicamente e su questo deve continuare". Ma c'e' un altro tema
su cui la Cisl puo' dire molte cose ed e' il Mezzogiorno, che
rappresenta "l'elemento centrale della questione italiana, cosi'
come il presidente Napolitano sta cogliendo perfettamente. Come
puo' l'Italia - sottolinea D'Antoni - integrarsi in Europa e nel
mondo se non puo' integrarsi al suo interno? Cogliere questa sfida
per la Cisl e' essenziale perche' in questo leghismo diffuso,
qualunque cosa si fa nel Mezzogiorno e' dispersa, un regalo che si
fa ai ladri. Ma non e' cosi' - ha concluso - i ladri ci sono
ovunque e il problema vero e' mettere in moto il processo di
sviluppo attraverso la concertazione".
La tavola rotonda si e' chiusa con l'intervento del segretario
generale Raffaele Bonanni: "Mettere al centro la persona e' quello
che fa differente la nostra organizzazione dalle altre. Noi non ci
affezioniamo ai dogmi, non abbiamo ricette confezionate per tutti
i problemi e le relative soluzioni. Al centro dell'azione della
Cisl - ha proseguito - ci sta l'interesse generale del Paese".
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CISL: A LEVICO SI RIPERCORRONO 60 ANNI DI STORIA =
Levico (Tn), 12 giu. - (Adnkronos/Labitalia) - Ha spento
sessanta candeline il 31 aprile: e' la Cisl, grande confederazione
sindacale italiana che conta oltre 4,5 milioni di iscritti di cui
oltre 2,5 mln rappresentati da lavoratori attivi. A ricordare i
'primi' 60 anni della Cisl, oggi a Levico sono stati una serie di
esperti studiosi e sindacalisti, tutti accomunati da esperienze
cisline. Da Sergio D'Antoni, oggi parlamentare del Pd, a Luigi Frati,
rettore della Sapienza di Roma, da Claudio Storti, figlio di Bruno,
segretario per 25 anni della Cisl (dal 1958 al 1975), a Bruno Manghi,
tutti hanno sottolineato cio' che ha reso negli anni il sindacato di
via Po una punta avanzata "dell'associazionismo democratico e
evoluto", come ha detto ieri il segretario Bonanni.
"La Cisl ha le carte in regola con quell'idea che vede
l'associazionismo in questo Paese come espressione dell'autonomia
delle parti sociali, anche con un valore costituzionale", ha esordito
il sociologo Gudo Baglioni. " Intanto e' un grosso sindacato,
largamente rappresentativo, poi gia' dagli anni '50 la Cisl ha fatto
una scelta di fondo, considerando la nostra societa' certamente piena
di difetti ma migliorabile". Non solo. "La Cisl si e' posta a da
subito la questione dell'autonomia del sindacato, e ha sempre tenatto
di mettere assieme la tutela dei lavoratori con lo sviluppo del
Paese".
Ma soprattutto e' un valore etico quello che la Cisl ha diffuso:
"Fin dall'inizio -ha concluso Baglioni- ha fatto una cosa nuova: non
scindere mai il sociale dall'economia, consapevole che non basta una
redistribuzione del reddito per l'equita' sociale".
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SUD: D'ANTONI, DOPO IMMANE SCIPPO GOVERNO CONTINUA A PRENDERLO IN GIRO =
Roma, 11 giu. - (Adnkronos) - ''Basta prese in giro ai danni del
Mezzogiorno. A un anno dall'annuncio di un fantomatico piano Marshall
che ancora nessuno ha visto, dopo aver smantellato gli strumenti e
prosciugato i fondi destinati alle zone deboli, oggi, a due anni
dall'insediamento, il governo viene a raccontare di avere appena
iniziato un monitoraggio delle risorse necessarie a dare il via a un
programmino vago, fumoso e risibile. Lo fa mentre demolisce il
ministero dello Sviluppo economico smantellandone strumenti e
prosciugandone le dotazioni destinate alla convergenza delle aree
deboli''. Ad affermarlo in una nota e' Sergio D'Antoni, deputato Pd e
vicepresidente della commissione Finanze della Camera.
Il taglio di 2,5 miliardi dal fondo per lo sviluppo e il
riequilibrio territoriale previsto dalla manovra, unitamente allo
'spostamento' del Dipartimento delle politiche di sviluppo dal
ministero del dello Sviluppo alla dirette competenze della Presidenza
del consiglio, sottolinea l'esponente del Pd, ''non solo sancisce
formalmente la rinuncia a realizzare una politica di sviluppo degna di
questo nome, ma mette anche in serio pericolo la sorte dei dei i 27
miliardi del Fas assegnati alle regioni depresse del Sud e bloccati da
due anni dal governo. Altro che piano Sud, altro che 'fase due'''.
Questo esecutivo, conclude, ''a trazione leghista fa cadere
definitivamente la maschera e mostra la sua vera essenza antisociale e
antimeridionale, preparandosi a far cassa ancora una volta volta sulle
spalle dei piu' deboli, senza rendersi conto che in questo modo si
condanna tutta l'Italia''.
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MANOVRA: D'ANTONI, BOSSI-TREMONTI SCIPPANO ALTRI 2,5 MLD SUD
(ANSA) - ROMA, 10 GIU - E' uno ''scippo'' al Mezzogiorno da
parte ''dell'asse Bossi-Tremonti'' il taglio di altri 2,5
miliardi al Fas. Lo afferma Sergio D'Antoni (PD), vicepresidente
della commissione FInanze della Camera dei Deputati.
''Nel pieno di una crisi che colpisce soprattutto le zone e
le fasce deboli - - afferma D'Antoni - il governo Berlusconi
demolisce il ministero dello Sviluppo economico smantellandone
strumenti e prosciugandone le dotazioni destinate alla
convergenza delle aree deboli''.
''Il taglio di 2,5 miliardi dal Fondo per lo sviluppo e il
riequilibrio territoriale previsto dalla manovra, unitamente
allo 'spostamento' del Dipartimento delle politiche di sviluppo
dal ministero del dello Sviluppo alla dirette competenze della
Presidenza del consiglio - osserva D'Antoni - non solo sancisce
formalmente la rinuncia a realizzare una politica di sviluppo
degna di questo nome, ma realizza anche lo scippo definitivo dei
i 27 miliardi del Fas assegnati alle regioni depresse del Sud''.
''Altro che Piano Sud, altro che 'fase due' - conclude
D'Antoni - L'asse Bossi-Tremonti si prepara a far cassa ancora
una volta volta sulle spalle dei pi deboli, senza rendersi
conto che senza coesione non c'` sviluppo nazionale e che in
questo modo si condanna tutta l'Italia''.
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MANOVRA: D'ANTONI,CANCELLA SUD,ORA CREDITO D'IMPOSTA IMPRESE
(ANSA) - ROMA, 8 GIU - ''Di fronte a una finanziaria che
cancella del tutto la questione meridionale dall'agenda del
paese, il Partito democratico chiede con forza la reintroduzione
di un vero strumento di fiscalit& di sviluppo nazionale come il
credito d'imposta per gli investimenti produttivi degli
imprenditori meridionali''. Lo afferma Sergio D'Antoni, deputato
Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera.
''Per uscire in positivo dalla recessione, il Paese ha
bisogno di tornare a una politica economica che faccia della
convergenza tra aree il principale obiettivo strategico. Ma
questa manovra - spiega - come tutti i provvedimenti
dell'esecutivo, si muove in direzione opposta, non toccando in
alcun modo il tema della crescita e caricando chi sta peggio dei
maggiori sacrifici. E' il caso del bluff sull'Irap, clamoroso
scaricabarile con cui il governo dice ai territori deboli di
cavarsela da soli. Per incidere in maniera efficace e tempestiva
sul tessuto produttivo e sociale delle aree depresse, non esiste
via migliore del credito d'imposta, strumento istituito dal
governo Prodi che ha 'tirato' in due anni richieste per 4
miliardi di euro, prima di essere demolito da questo esecutivo
guidato nei fatti da Bossi e Tremonti''.
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MANOVRA: CALCIO; D'ANTONI, DA CALDEROLI SOLO DEMAGOGIA
(ANSA) - ROMA, 7 GIU - ''Se Calderoli vuole davvero chiedere
uno sforzo in piu' alle fasce sociali piu' agiate, inclusi i
calciatori, non deve far altro che suggerire al vero dominus di
questo governo, Giulio Tremonti, di accogliere le proposte del
Pd relative all'innalzamento dell'aliquota marginale dal 43 al
45 per cento sui redditi oltre i 100mila euro in su,
parlamentari e ministri inclusi''. Lo afferma Sergio D'Antoni,
deputato Pd e vicepresidente della commissione Finanze della
Camera.
''Ma naturalmente - dice - ne' Calderoli ne' l'asse
Bossi-Tremonti e' realmente interessato a spostare il carico dei
sacrifici dai ceti deboli a quelli forti. Preferiscono come al
solito far pesare costi e sacrifici alle fasce sociali e alle
zone piu' vulnerabili del paese, affidandosi di tanto in tanto a
proclami demagogici, sterili slogan 'a presa rapida', che non
cambiano nulla e non impegnano in alcun modo l'esecutivo. Pero'
garantiscono visibilita' mediatica, che e' l'unica cosa che si
cerca. Poco importa se, nei fatti, questo atteggiamento si
traduce nel sistematico prendersi gioco di chi sta peggio''.
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CISL: COMPIE 60 ANNI, LA FESTA NAZIONALE A LEVICO TERME DA VENERDI' 11 =
Roma, 2 giu. (Adnkronos) - Si aprira' venerdi' 11 giugno nel
Parco delle Terme a Levico Terme, in provincia di Trento, la Festa
Nazionale della Cisl che quest'anno coincide con il 60° anniversario
della sua fondazione. Al centro del dibattito, che durera' fino a
domenica 13, temi come la crisi economica e il ruolo delle banche, la
partecipazione dei cittadini e l'autonomia del sindacato. Il primo
appuntamento sara' alle 15 di venerdi' 11, quando il Segretario
Generale Raffaele Bonanni incontrera' i delegati Cisl del Pubblico
Impiego e della Scuola. Seguira' l'intervista di Marco Tarquinio,
direttore di Avvenire, al Ministro del Lavoro e delle Politiche
Sociali, Maurizio Sacconi. Fra gli altri appuntamenti
l'intervista, sabato alle 10.30, dell'editorialista del 'Sole 24Ore'
Stefano Folli a Pierferdinando Casini, presidente Udc che rispondera'
anche alle domande dei giovani delegati della Cisl.
Nel pomeriggio a partire dalle ore 15.30 nell tavola rotonda
''Autonomia, contratti, partecipazione. La sfida della Cisl a 60 anni
dalla sua fondazione'' introdurra' Guido Baglioni, Giuseppe Acocella,
raccogliera' le testimonianze di Sergio D'Antoni, Giuseppe De Rita ,
Luigi Frati, Lia Ghisani, Bruno Manghi, Enzo Scotti, Claudio Storti.
Raffaele Bonanni concludera' i lavori. Domenica 13 giugno, alle ore
10.30, Gianni Riotta, direttore de 'Il Sole 24 Ore' intervistera' il
ministro dell'Economia e delle Finanze Giulio Tremonti. Alle 11.30
quindi una tavola rotonda su 'Spesa pubblica, sviluppo,
competitivita'', cui prenderanno parte Raffaele Bonanni, Guglielmo
Epifani Segretario Generale Cgil, Alberto Bombassei, vice presidente
Confindustria ed Enrico Letta, vice Segretario PD.
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Orenove/ 8. Manovra, la bocciatura di Epifani: Sciopero generale
Assolutamente da non perdere
Roma, 27 MAG (Il Velino) - "Iniqua, incostituzionale,
insostenibile. L'elenco delle critiche e' lungo e abbraccia
sindacati e magistrati, statali e agricoltori, consumatori e
medici del servizio pubblico". Lo scrive il CORRIERE DELLA
SERA. "I rettori sono arrabbiati, i presidenti degli enti di
ricerca preoccupati e gli architetti 'sconcertati'. I
sindacati minacciano lo sciopero generale. Il centrosinistra
attacca e, nel coro di 'no', spicca la voce di un pezzo
grosso della maggioranza come il presidente della Lombardia.
'La manovra non e' sostenibile per le Regioni e non e'
equilibrata denuncia Roberto Formigoni . E mette a rischio
pesantissimo il federalismo fiscale'. Lo sforzo richiesto
rispetto ad altri comparti dello Stato e' 'abnorme' e il
'governatore', che oggi sara' alla conferenza Stato-Regioni,
chiede una 'correzione dei pesi' e fa sapere che le regioni
non sono mai state 'unite come in questo momento'. I
magistrati sono in rivolta. Il sindacato delle toghe ha
proclamato lo stato di agitazione contro misure ritenute
'inaccettabili' per il funzionamento del sistema giudiziario.
Anche la Cgil fa rullare i tamburi di guerra. Guglielmo
Epifani chiama in piazza per sabato 12 giugno i dipendenti
del settore pubblico, statali e scuola. E annuncia che
proporra' al direttivo uno sciopero generale di 4 ore, da
attuarsi entro giugno. Il giudizio del segretario della Cgil,
che portera' in Parlamento emendamenti firmati (cosi' spera)
anche da Cisl e Uil, e' severo. Epifani parla di manovra
'arrabattata' e 'depressiva', che rischia di reprimere la
crescita: 'Se un cittadino guadagna un milione di euro non
mette un centesimo, se invece fa l'infermiere o l'impiegato
partecipa al sacrificio richiesto'. Luigi Angeletti, che pure
parla di 'manovra piu' equilibrata del solito', si oppone al
congelamento dei salari dei dipendenti pubblici: 'Una cosa
mostruosa, uno scambio perverso da regime comunista. Lo Stato
fa finta di pagare e voi fate finta di lavorare'. Al
contrario il segretario dell Cisl, Raffaele Bonanni, si dice
'orgoglioso di aver influito sulla parte fiscale' e contesta
'l'ennesimo sciopero della Cgil'. Per Francesco Storace (La
Destra) la manovra 'e' leghista'. E, dalla Cina, Pier Luigi
Bersani descrive un Berlusconi impegnato fin qui a
'raccontare favole'. I conti dell'Italia sono 'fuori posto',
attacca il segretario del Pd. La manovra e' 'l'esito
sbagliato di due anni di politiche sbagliate' e, ancora una
volta, 'il prezzo sara' pagato dai redditi medio-bassi e
dagli investimenti'. Nel Pd le tentazioni dialoganti non
mancano. Enrico Letta apre al confronto, ma quando ieri ha
riunito lo stato maggiore il giudizio negativo ha prevalso.
Dario Franceschini denuncia il 'maxicondono' e lamenta che,
a pagare, sia solo un pezzo di societa': pubblico impiego e
lavoro dipendente. Sergio D'Antoni: 'Il governo cancella il
Sud dall'agenda nazionale'. Barbara Pollastrini: 'Misure
odiose che colpiscono le donne'. Ma i giudizi piu' aspri
arrivano dall'Idv. Antonio Di Pietro stoppa le pulsioni
bipartisan degli alleati ('nessuna sponda') e chiede le
dimissioni del premier: 'La cricca la fa franca'. Dal centro
il leader dell'Api Francesco Rutelli condanna la 'stangata
della Lega sulla Capitale' e Pier Ferdinando Casini, che pure
ha chiari 'i limiti' della manovra, valutera' 'con serieta' e
attenzione' i provvedimenti".
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MANOVRA: D'ANTONI,SUL SUD TREMONTI MENTE SAPENDO DI MENTIRE
(ANSA) - ROMA, 26 MAG - ''Giulio Tremonti mente sapendo di
mentire quando afferma che in Italia non e' mai esistita la
fiscalit& di sviluppo per il Mezzogiorno. Il ministro ben
conosce gli strumenti istituiti dal governo di centrosinistra
con la 'Visco-Sud', che ha dato frutti dal 1999 al 2001. E
conosce molto bene anche il credito d'imposta realizzato dal
governo Prodi, che ha prodotto domande per oltre 4 miliardi di
euro tra gli imprenditori meridionali. Tremonti conosce molto
bene queste misure, perch ` stato lui a smantellarle con
scientifica determinazione''. Lo afferma Sergio D'Antoni,
deputato Pd e vicepresidente della commissione Finanze della
Camera.
''Quanto al provvedimento sull'Irap per le nuove aziende
meridionali - spiega - Tremonti deve essere molto chiaro. Se il
governo intende fornire una copertura centrale, allora il Pd `
pronto a collaborare. Ma se, come sembra pi probabile, vuole
scaricare ogni costo sulle regioni pi deboli, significa solo
che si vuole solo lavare le mani della questione meridionale. E
che intende prendere in giro i meridionali, dicendo loro
'cavatevela da soli'''.
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MANOVRA. D'ANTONI: PD PROPONE ALIQUOTA 45% REDDITI OVER 100MILA
CHIEDIAMO CONFRONTO CHIARO: VIA IL CONDONO SULLE CASE FANTASMA
(DIRE) Roma, 26 maggio - Il Pd fissa i paletti per un "confronto
serio" con la maggioranza sulla manovra economica. Sergio
D'Antoni anticipa alla Dire che i Democratici chiederanno la
reintroduzione della misura che prevede di portare dal 43 al 45
per cento la pressione fiscale sui redditi superiori ai 100mila
euro. "Se il principio e' che la casa brucia e ognuno deve
portare acqua, allora ciascuno deve farlo in ragione di quanta
acqua ha in casa", spiega con una metafora l'ex segretario della
Cisl.
"A suo tempo avevamo chiesto al governo di aumentare del 2 per
cento l'aliquota per i redditi superiori ai 100mila euro. Ci
mandarono a quel paese- osserva D'Antoni- dicevano che la crisi
non esisteva, che eravamo immuni. Ora hanno cambiato idea. E
allora noi chiediamo che invece di queste misure tampone, si
adotti una regola strutturale. Oggi porta 300milioni di euro
perche' in un paese flagellato dall'evasione risultano solo
230mila persone con redditi superiori ai 100mila euro. Ma a
regime, e con un po' di lotta seria all'evasione che porti ad un
piu' realistico numero di 1 milione di persone con piu' di
100mila euro, puo' valere un recupero di oltre 1 miliardo di
euro. Un introito strutturale, che rimane e non penalizza
nessuno". Il Pd chiede inoltre il ritiro "del concordato sulle
case fantasma. E' un condono mascherato e, quel che e' piu'
grave, introduce un precedente gravissimo perche' i 'costruttori
fantasma' domani possono diventare i contribuenti fantasma. E
dopo il concordato arriva anche il condono per gli evasori
totali".
Su misure come queste, sottolinea D'Antoni, "il Pd chiedera'
un confronto serio, che porti a modificare il testo. Vedremo cosa
ci diranno, se saranno disponibili a recepire le nostre proposte
e poi decideremo. Per ora la manovra e' iniqua, spacca il paese,
mette fine al federalismo. Noi lo diciamo a chiare lettere e non
ci sentiamo di venire meno all'auspicio per la condivisione del
testo espresso dal presidente Napolitano. Il capo dello Stato ha
detto che la condivisione dipendera' dall'equita' della manovra.
Oggi non e' equa, come e' evidente a tutti".
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CAMERA: GIORNATE PARLAMENTARI ITALO-ALGERINE
(ANSA) - ROMA, 25 MAG - Il 23 e 24 maggio si e' svolta, ad
Algeri, la prima edizione delle Giornate di studio parlamentari
italo-algerine sul ruolo delle piccole e medie imprese nello
sviluppo economico e sociale.
All'evento - attuativo del Protocollo vigente tra la Camera
italiana e l'Assemblea algerina - ha partecipato, da parte
italiana, una delegazione parlamentare guidata da Gennaro
Malgieri e composta dai deputati Matteo Colaninno, Sergio
D'Antoni, Giovanni Fava, Laura Froner, Silvano Moffa, Catia
Polidori e Francesco Tempestini. La delegazione parlamentare
algerina era guidata dal Presidente della Commissione esteri,
Siafif. Sono intervenuti ai lavori componenti dei Governi di
entrambi i Paesi: per l'Italia il Sottosegretario agli esteri,
Stefania Craxi; per l'Algeria il ministro di Stato e
rappresentante personale del Presidente della Repubblica,
Belkader, il ministro della piccola e media impresa, Benbada e
il ministro delegato per gli affari maghrebini e africani
Meshal.
La discussione e' stata introdotta da relazioni presentate da
parlamentari di entrambi i Paesi: per parte italiana dai
deputati Moffa e D'Antoni.
Alle Giornate hanno preso parte inoltre numerosi esponenti
del mondo imprenditoriale italiano e algerino: in tale occasione
un protocollo d'intesa e' stato siglato tra la Confindustria e
l'Associazione degli imprenditori algerini. I lavori si sono
conclusi con l'approvazione di una raccomandazione sulla
cooperazione politica ed economica, elaborata nell'ambito di due
tavole rotonde, coordinate per l'Italia dai deputati Colaninno e
Tempestini.
Lo rende noto un comunicato di Montecitorio.
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MANOVRA: D'ANTONI (PD), STAVOLTA BERLUSCONI DOVRA' DIRE VERITA' SU CONTI PUBBLICI =
DOVREBBE APRIRE STAGIONE CONCERTAZIONE MA DUBITO LO FARA'
Roma, 23 mag. (Adnkronos) - "Forse per la prima volta da quando
governa, Silvio Berlusconi dovra' dire la verita' agli italiani sui
conti pubblici: dovra' ammettere che la situazione non e' cosi' rosea
come continua a sostenere e che al contrario il Paese dovra'
sopportare nuovi sacrifici". Lo sostiene Sergio D'Antoni, deputato del
Pd e vice presidente della commissione Finanze, commentando le
indiscrezioni che girano intorno ai contenuti della manovra economica.
"Parlando in termini generali di quello che si legge e sulle
voci che circolano anche in Parlamento, mi sembra che siamo di fronte
a una sventagliata di ipotesi tutte inaccettabili, basate sui condoni
e sui carichi che gravano in particolar modo sui ceti medio-bassi. Si
annunciano misure anti-evasione che poi vengono smentite. Insomma
siamo alle solite. Ma la realta' incontrovertibile e' che non ci sono
risorse e manca quindi una prospettiva di crescita, una serie di
misure per far ripartire il Paese a cominciare dalle zone piu'
deboli".
L'incertezza sulle misure e' in parte dovuta, secondo il vice
presidente della commissione Finanze, "al fatto che il governo sara'
costretto a prendere delle misure impopolari e Berlusconi non lo vuole
ammettere. Anziche' fare propaganda inutile, il presidente del
Consiglio dovrebbe avere la lungimiranza di attivare un tavolo di
concertazione, come avvenne nel '92-93. Ma il governo e la
maggioranza, come vediamo in Parlamento, dove provvedimenti blindati e
fiducie sono all'ordine del giorno, ci hanno abituato alla loro
autosuffienza che dubito fortemente Berlusconi abbia intenzione di
aprire un confronto".
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FALCONE: D'ANTONI, SACRIFICIO NON E' STATO VANO
(ANSA) - PALERMO, 23 MAG - ''Diciotto anni fa, la barbarie
mafiosa strappava alla vita Giovanni Falcone, sua moglie
Francesca Morvillo e i tre agenti di scorta Rocco Dicillo,
Antonio Montinaro e Vito Schifani. Un assassinio vile, immondo,
che ha prodotto una ferita insanabile per la storia del nostro
Paese''. Lo afferma Sergio D'Antoni, deputato Pd e
vicepresidente della commissione Finanze della Camera, in
occasione del diciottesimo anniversario della strage di Capaci.
''Ma il sacrificio di questi eroici servitori dello stato non
e' stato vano - aggiunge l'esponente del Pd -. A dimostrarlo, le
migliaia di persone che ogni anno scendono in piazza per
commemorarne la memoria. A dimostrarlo, l'impegno e i successi
della magistratura e delle forze dell'ordine e il coraggio
dimostrato dalle organizzazioni collettive e da tutta la
societa' civile''.
''Sta alla politica, ora - conclude D'Antoni - raccogliere la
forza e il coraggio per compiere il passo decisivo. Servono
leggi che garantiscano certezza della pena, controlli rigorosi
sulle intermediazioni economiche e provvedimenti capaci di
portare crescita e lavoro al Meridione. Soltanto in questo modo
riusciremo eliminare le condizioni di sottosviluppo che sono
alla base del fenomeno mafioso''.
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DELEGAZIONE PARLAMENTO AD ALGERI PER PICCOLE-MEDIE INDUSTRIE
(ANSA) - ROMA, 20 MAG - Dal 23 al 25 maggio prossimi si
terranno ad Algeri le Giornate di studi parlamentari
italo-algerine, sul tema della cooperazione nel settore delle
piccole e medie imprese.
La delegazione italiana, guidata dall'on. Gennaro Malgieri,
coordinatore delle iniziative della Camera dei deputati con i
paesi arabi, e' composta dai deputati Matteo Colaninno, Sergio
D'Antoni, Giovanni Fava, Laura Froner, Silvano Moffa, Catia
Polidori e Francesco Tempestini.
L'iniziativa si colloca nel quadro del Protocollo di
cooperazione parlamentare tra la Camera dei deputati e
l'Assemblea Popolare Nazionale algerina ed e' stata decisa in
occasione della visita del Presidente Fini ad Algeri nel maggio
dello scorso anno.
All'evento parteciperanno parlamentari, esponenti dei due
Governi e del mondo imprenditoriale. In particolare saranno
presenti la Confindustria, con una delegazione guidata dal Vice
Presidente Vincenzo Boccia e composta da Corrado Bocci,
Pierluigi D'Agata ed Alessandro Aubry, l'IPI, con il Presidente
Salvatore Zecchini ed il CNEL, con i consiglieri Paolo Annibaldi
ed Ivano Spallanzani e il Segretario generale Michele Dan.
Il programma prevede la presentazione di quattro relazioni,
di cui due presentate dalla parte italiana relative a: ruolo
della PMI quale volano occupazionale (on. Moffa, Presidente
della Commissione Lavoro) e promozione delle piccole e medie
imprese attraverso la creazione di una Banca euro mediterranea
(on. D'Antoni, Vice Presidente della Commissione Finanze). La
parte algerina nelle due relazioni trattera' i rapporti
bilaterali ed in particolare: opportunita' di investimento nella
PMI (presentata dal Ministero delle PMI) e quadro giuridico per
la promozione degli investimenti in Algeria (Ministero
dell'industria e della promozione degli investimenti).
I lavori si concluderanno con una Tavola rotonda alla quale
partecipera', per il Governo italiano, il Sottosegretario agli
Affari Esteri Stefania Craxi. Il Governo algerino sara'
rappresentato dal Ministro dell'Industria e della promozione
degli investimenti Abdelhamid Temmar, dal Ministro per le PMI e
l'artigianato, Mustapha Benbada e dal Ministro delegato per gli
Affari Maghrebini ed Africani, Abdelkader Messahel.
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Apc-Pd/ La versione 'Open' non piace ai deputati e a popolo Facebook
Malumori dopo assemblea delle 'slides'. La rete dice:basta slogan
Roma, 19 mag. (Apcom) - 'Pd open. Prepariamo giorni migliori
per l'Italia'. Lo slogan scelto per presentare le proposte
dell'Assemblea di venerdì e sabato prossimi non suscita grandi
entusiasmi nel partito, nè da parte dei parlamentari nè del
popolo di Facebook sempre reattivo alle novità che gli vengono
sottoposte. Oggi la campagna è stata presentata alla stampa da
Enrico Letta e Rosy Bindi, subito dopo il vicesegretario ha
incontrato il gruppo parlamentare della Camera che però non ha
apprezzato il senso della convocazione. "Sembrava avessero
convocato un focus group - ha detto un dirigente -, ci hanno
chiamato per mostrarci delle slides ma noi ci aspettavamo di
discutere di politica. Oltretutto i focus group si convocano
prima di decidere lo slogan, qui invece era già tutto deciso".
L'assemblea infatti, convocata per le 15 nella sala del gruppo a
Montecitorio, non era particolarmente affollata e non ha offerto
una discussione approfondita se si eccettuano alcuni interventi
critici come quello di Sergio D'Antoni, al quale non è piaciuto
l'uso dell'inglese 'Open Pd' o quello di Luciano Pizzetti che non
ha condiviso l'accostamento tra l'Europa e il federalismo. Al
termine della riunione i deputati, sia quelli di maggioranza che
quelli della minoranza di Areadem, non hanno nascosto i loro
commenti ironici neppure davanti ai giornalisti che aspettavano
la conclusione dell'assemblea: "Ma è un torneo di tennis o di
golf?" è la battuta più frequente. "Io mi candido testa di serie
in quanto Open mind", scherza Paola Concia". "Meglio open che
closed", dice un dirigente dalemiano. Mimmo Lucà si sfoga con un
collega in Transatlantico: "Eravamo tutti sgomenti, quanti
capiscono cosa vuol dire open? Ci facciamo una figura da matti".
E c'è stato perfino chi ha fatto notare che le formule inglesi
appartenevano ad un'altro stile di 'gestione' del partito, facile
leggere il riferimento a Walter Veltroni e al suo Pd- Day.
Insomma i deputati non sono convinti che questa formula sia
vincente e comunque molti si sono lamentati per non aver potuto
articolare un dibattito e dire la loro. Sulla stessa lunghezza
d'onda si sono trovati i sostenitori del Pd su Facebook che
interpellati sul profilo ufficiale del partito sul gradimento per
il nuovo slogan hanno risposto in modo fin troppo sincero:
"Orrendo...al solito difettiamo pure in comunicazione e
marketing...", ha scritto Davide. "Ma invece dei soliti slogan
perchè non fate tante bei poster in cui spiegate le vostre
proposte per l'Italia - suggerisce Luca -? Qui servono programmi,
cacchio! Lo capite si o no?". E ancora Giorgio al quale bastano
"4 parole: lo slogan è moscio". A Cinzia invece piace: "Si, ma
forse dovrebbe essere un pò più incisivo...". "Prima i
contenuti...siamo stanchi degli slogan", incalza Francesca. "So'
anni che prepariamo facciamo ecc, ma in realtà non facciamo
nulla. Mentre ci prepariamo loro governano", chiosa Simone.
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PD: DIVENTA 'OPEN' MA A FACEBOOK NON PIACE, E' MOSCIO =
CRITICHE ANCHE ALL'ASSEMBLEA DEL GRUPPO ALLA CAMERA
Roma, 19 mag. - (Adnkronos) - Sara' anche 'open', servira' per
"preparare l'alternativa" (Rosy Bindi), segnera' anche il "cambio di
passo" (Enrico Letta), ma questo nuovo 'formato' che il Partito
democratico si e' dato in vista dell'Assemblea lascia un po' spiazzati
su Internet gli elettori democratici. Ai quali, con grande apertura,
proprio il Pd si e' rivolto sulla pagina ufficiale di Facebook
chiedendo: "Vi piace lo slogan dell'Assemblea nazionale del Pd che
terremo il 21 e 22 maggio?".
Lo slogan, per la cronaca e per esteso, e' 'Pd open. Prepariamo
giorni migliori per l'Italia'. La regola aurea della pubblicita', c'e'
da dire, e' rispettata: se di un 'claim' si discute comunque vuol dire
che l'obiettivo e' centrato. Il fatto e' che su Facebook la
discussione pare un po' troppo al ribasso. E, per dirla tutta, anche
alla Camera le battute e le ironie si sono sprecate nel richiamo a
tornei di tennis, di golf e persino all'autobus scoperto che porta in
giro i turisti per il centro di Roma (il 110 open, appunto).
Le perplessita' dei frequentatori del social network sono
condivise dai parlamentari del Pd. Oggi all'assemblea del gruppo alla
Camera con Letta convocata proprio per presentare l'appuntamento del
week end, piu' di un deputato ha stroncato lo slogan. Da Pina Picierno
a Sergio D'Antoni e Richy Levi, a quanto viene riferito. Dietro
l'anonimato, le battute si sprecano: "Ma chi e' il genio che si e'
inventato 'sta cosa? -ha sbottato un dirigente-. Sara' meglio ritarare
il messaggio...". Gli ha fatto eco un deputato: "Ma non portava male
parlare in inglese?". Un altro: "I tedeschi usano 'Das auto' per
vendere macchine, e si capisce. Noi che vendiamo?".
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FEDERALISMO. PD DIVISO, FIANO: SCAVALCATI DA DI PIETRO
(DIRE) Roma, 19 mag. - Il federalismo e il dialogo con la Lega divide il Pd. L'astensione dei Democratici sul provvedimento promosso dal governo espone il partito di Largo del Nazareno ai distinguo interni.
Se per Dario Franceschini l'astensione e' una scelta "responsabile" perche' e' "uno dei pochi temi su cui fin dall'inizio c'e' stato spazio per il confronto parlamentare", alla riunione del gruppo della Camera in cui Enrico Letta ha presentato il programma dell'assemblea nazionale di venerdi' e sabato, piu' d'un deputato ha alzato il dito per chiedere una posizione diversa.
Lo slogan del Pd alla voce 'federalismo' recita: "Europa federale, Italia unita". Una coppia di valori che Emanuele Fiano reputa "sbagliata". Il deputato milanese, vicino a Walter Veltroni, avrebbe voluto "una discussione piu' approfondita, che non c'e' stata. L'astensione ci espone alle critiche di Italia dei Valori, che ci scavalca e ci fa sembrare il partito del 'ne' carne, ne' pesce". Fiano avrebbe preferito un voto a favore del federalismo.
Di segno contrario e' invece l'intervento di Sergio D'Antoni il
quale avrebbe voluto un partito piu' nettamente schierato sui
valori dell'Unita' nazionale. "Oggi c'e' una vera e propria '
emergenza unita''- ha detto- e non puo'
bastare che questo tema si affronti en passant, appaiandolo al
federalismo". Peraltro D'Antoni non ha apprezzato che la campagna
del partito si apra con una parola inglese, 'Pd open'. "C'e' gia'
stato un precedente con 'yes, we can' e non ha portato bene",
dice.
Nel corso della riunione Enrico Letta ha risposto all'ex
segretario della Cisl ricordandogli che nel 2011, in occasione
dei 150 anni dall'Unita', il Pd fara' iniziative in 10 citta'
proprio per sottolineare che "per i Democratici l'unita'
nazionale e' un valore cornice che racchiude tutti gli altri".
Spiegazione insufficiente, per D'Antoni: "L'unita' dell'Italia
e' una priorita', non mi basta una 'cornice'", dice.
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FISCO: D'ANTONI, LISTA FALCIANI FORSE SCONTERA' L''EFFETTO-SCUDO' =
Roma, 18 mag. - (Adnkronos) - "Mi sembra che questa vicenda
rientri nelle normali attivita' di vigilanza e di accertamento che
vengono svolte dalla Gdf e dall'autorita' giudiziaria". Lo ha
affermato il vice presidente della commissione Finanze di
Montecitorio, Sergio D'Antoni, commentando il prossimo arrivo in
Italia della lista dei nomi dei correntisti italiani, sospettati di
evasione fiscale, inclusi nella lista sottratta ad Hsbc dall'ex
dipendente Herve' Falciani.
"L'auspicio che si puo' fare e' che ora la magistratura e
l'Agenzia delle entrate vadano avanti con gli accertamenti. Dal punto
di vista politico, invece, sara' interessante capire se c'e' un
collegamento con lo scudo fiscale. Dato che il governo e la
maggioranza lo hanno strutturato come un vero e proprio condono
fiscale e penale per i capitali illegalmente esportati, bisognera'
vedere se e quanti di questi 7000 nomi hanno usufruito dello 'scudo',
mettendosi quindi in regola con il fisco. Quindi -ha concluso il vice
presidente della commissione Finanze- bisognera' attendere e capire
quale sara' lo sviluppo dell'indagine".
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UE: OK AULA CAMERA A MOZIONE D'ANTONI PER ISTITUZIONE BANCA EUROMEDITERRANEA =
Roma, 12 mag. (Adnkronos) - Nella seduta di oggi l'Aula della
Camera ha approvato la mozione presentata da Sergio D'Antoni e altri
concernente iniziative per l'istituzione della Banca euromediterranea.
UE: D'ANTONI, OK UNANIME A BANCA EUROMED E' SEGNALE FORTE =
Roma, 12 mag. - (Adnkronos) - ''L'approvazione all'unanimita'
della mozione unitaria sulla banca euromediterranea rappresenta un
segnale forte e positivo che chiama il governo a supportare con la
massima energia l'istituzione di un nuovo e agile istituto orientato
allo sviluppo dell'area, e battersi perche' la sede centrale di tale
istituto sia in in una grande citta' del Mezzogiorno''. Lo afferma
Sergio D'Antoni, primo firmatario della mozione bipartisan approvata
oggi a Montecitorio.
''Specialmente in una fase difficile e delicata come quella che
sta vivendo l'Europa -sottolinea- occorre mettere in moto processi di
sviluppo capaci di creare nuova ricchezza. In questo senso dobbiamo
guardare con maggiore attenzione al bacino del mediterraneo, un'area
composta di 900 milioni di abitanti che puo' crescere nei prossimi
anni in maniera determinante''.
Il processo di integrazione euromediterranea, aggiunge
l'esponente del Pd, ''rappresenta un obiettivo strategico specialmente
per lo sviluppo delle zone deboli del Sud, condizione essenziale per
far ripartire l'intero paese. Una sfida fondamentale, che l'Italia
deve intestarsi da subito, prima che lo facciano altre nazioni''.
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ITALIA 150: D'ANTONI, NON ESISTE SVILUPPO SENZA COESIONE
(ANSA) - ROMA, 11 MAG - ''Ringraziamo il presidente Giorgio
Napolitano, il quale ha voluto ricordare che non esiste sviluppo
senza coesione nazionale''. Lo afferma Sergio D'Antoni, deputato
Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera.
''Solo due giorni fa l'Europa ha realizzato che per
scongiurare un collasso di sistema capace di trascinare nel
baratro tutta l'Unione vanno accantonati egoismi e
particolarismi tra Stati, a favore di un modello comunitario di
sostegno solidale. Puo' sembrare tragicomico ma questo
principio, assimilato persino da un organismo sovranazionale,
non gode della minima cittadinanza nel governo di uno Stato
unitario come l'Italia. Il riconoscimento dei valori fondanti lo
Stato unitario - spiega D'Antoni - rappresenta la pre-condizione
di ogni riforma capace di allineare il Paese ai livelli di
crescita degli altri paesi europei. Da due anni nel nostro
Paese, prevale una impostazione miope e divisiva, che vede nelle
zone deboli, e in particolare il Mezzogiorno, non un terreno
dove si gioca la partita decisiva dello sviluppo nazionale, ma
un fardello inutile e dannoso, un luogo irredimibile al quale si
puo' dare solo una risposta: 'cavatevela da soli''', conclude
D'Antoni.
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ITALIA 150:TENSIONE FINI-BOSSI,OPPOSIZIONE ATTACCA LEGA/ANSA
SENATUR,MI INTERESSA FEDERALISMO; PRESIDENTE CAMERA,LEGA ISOLATA
(di Teodoro Fulgione)
(ANSA) - ROMA, 5 MAG - Gianfranco Fini a Genova per le
celebrazioni dei 150 anni dell'Unita' d'Italia, Umberto Bossi a
Roma per il voto di fiducia sul dl incentivi. La distanza
logistica tra il presidente della Camera e il leader della Lega
Nord ben rappresenta la lontananza tra i due 'alleati' della
maggioranza sui temi della ''coesione nazionale'' e della
realizzazione del federalismo fiscale.
La Terza carica dello Stato invita a non ''alzare le
polemiche'' perche' ''le posizioni della Lega sono isolate e
minoritarie''. ''La cosa importante - spiega - e' che il
Carroccio non intralci le iniziative che il governo ha messo in
campo'' per celebrare i 150 anni dell'Unita' d'Italia. Fini
richiama quindi ''l'alto discorso'' del presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, che a Quarto sottolinea che
celebrare l'Unita' ''non e' tempo sprecato''.
L'assenza di esponenti della Lega in Liguria, infatti, si
nota ma e' proprio Bossi a rimarcare che ''nessun nostro
ministro e' stato invitato''. Il Senatur conferma ''la
simpatia'' personale nei confronti del presidente della
Repubblica: le celebrazioni ''dal punto di vista di Napolitano -
spiega - sono giuste ma a me interessa il federalismo''.
''Intanto - dice - portiamo a casa il federalismo, dopo
discutiamo''.
Ma contrasti tra i due 'alleati' ci sono anche sulla
realizzazione del federalismo. Per l'ex leader di An ''non sono
tanto i contenuti a essere indefiniti quanto i costi'' e ''lo
sanno anche i ministri leghisti''. Fini rimarca che ''il
federalismo e' una opportunita' '' a condizione di ''vedere
quanto costa''. ''Non ho detto che non va fatto - chiarisce - va
fatto se garantisce la coesione. Bisogna tutelare l'unita'
nazionale''.
Bossi, dal canto suo, reclama prima ''un minimo di autonomia
e liberta' civile riconosciuta'' per il Nord. D'altronde,
secondo il Senatur, durante i primi anni del Risorgimento ''i
lombardi volevano la loro liberta', non pensavano all'Unita'
d'Italia'' e anzi ''si trovarono nei pasticci grazie ai
Savoia''.
Ma il leader leghista e' cosciente della necessita' della
tenuta del governo per fare le riforme, quelle federali in primo
luogo, quindi esclude ''spaccature nella maggioranza'' e
conferma che ''il governo va avanti'', ma perche' ''io e
Berlusconi vogliamo che vada avanti''. Una dichiarazione che
rimarca la solidita' dell'asse privilegiato con Berlusconi.
Bossi non esclude poi la possibilita' che vada proprio un
leghista a sostituire il dimissionario ministro Claudio Scajola,
ben sapendo che Fini mal digerirebbe una scelta in tal senso.
Gira percio' la palla a Berlusconi: ''E' il presidente del
Consiglio - spiega - Decide lui''.
Per Fini il Carroccio e' un ''alleato importante, con il
quale il Pdl ha presentato un programma'' ma invita il proprio
partito a ''non andare a rimorchio'' del 'Sole delle Alpi'. La
Terza carica dello Stato sottolinea che ''la Lega non e' un
movimento nazionale'', in quanto ''ritiene che l'identita' sia
quella 'padana' '', ovvero ''un'invenzione lessicale''. E' -
conclude - ''un movimento rispettabilissimo ma che e' presente
in alcune zone del Paese''.
Critiche alla Lega arrivano anche dall'opposizione: ''Tra gli
eroi improvvisati del nostro tempo e Garibaldi, noi preferiamo
Garibaldi. Speriamo che anche Calderoli sia d'accordo'', afferma
il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. Nel Pd Sergio
D'Antoni definisce ''false, volgari e inaccettabili'' ''le
castronerie di Bossi sull'Unita' d'Italia''. Per Antonio
Borghesi, vicecapogruppo dell'Idv alla Camera, le ''ostentazioni
della Lega sono segno di un comportamento ignobile e
irresponsabile, oltre che politicamente inaccettabile''.
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ITALIA 150: D'ANTONI, DA BOSSI VOLGARI CASTRONERIE
(ANSA) - ROMA, 5 MAG - ''Ogni italiano dovrebbe sentirsi
offeso dalle castronerie di Bossi sull'unit& d'Italia, che
rappresentano qualcosa di falso, volgare e inaccettabile,
specialmente se pronunciate da un ministro della Repubblica il
giorno della celebrazione della partenza dei Mille''. Lo afferma
Sergio D'Antoni, deputato Pd e vicepresidente della commissione
Finanze della Camera, a commento delle parole del leader della
Lega, secondo cui il Nord non voleva l'Unit& d'Italia.
''Bossi - dice - deve parlare meno e studiare di pi.
Scoprirebbe che la maggior parte dei volontari che partirono
verso la Sicilia erano lombardi, e in particolare bergamaschi.
La retorica anti-italiana del Carroccio ` ormai sfrenata, come
pure il concreto antimeridionalismo di un governo ormai
completamente prono al volere della Lega. E' arrivato il momento
di arginare questa tremenda deriva disgregante con gli strumenti
della politica e della cultura. Ogni donna e ogni uomo di buona
volont& deve sentirsi chiamato a partecipare a questa battaglia,
da cui dipende il futuro dello Stato unitario. L'Italia e' e
deve continuare ad essere una, solidale e indivisibile, da
Quarto a Marsala''.
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PD:EX POPOLARI IN FERMENTO,CON NUOVO STATUTO TORNA PCI /ANSA
PRIMARIE E APERTURA PARTITO AI CITTADINI VALORI DA DIFENDERE
(di Giovanni Innamorati)
(ANSA) - ROMA, 5 MAG - Un partito senza piu' primarie per
scegliere i candidati sindaci e presidenti di regione, un
partito con un ruolo predominante dei funzionari, assomiglia
troppo al vecchio Pci. E' il grido d'allarme emerso
all'assemblea degli ex popolari del Pd, dedicata alle modifiche
allo statuto del Partito che dovrebbero essere approvate
dall'Assemblea nazionale il 22 maggio.
Gli ex popolari si sono visti ieri sera in vista del Convegno
di Area Democratica, la minoranza interna del Pd, che si terra'
dal 7 al 9 maggio a Cortona. A riferire sulla Commissione del Pd
che sta procedendo alla revisione dello statuto e' stato Gero
Grassi, membro della stessa Commissione.
Il primo oggetto di contesa sono le primarie per scegliere i
candidati sindaci, presidenti di provincia e di regione: la
maggioranza che fa riferimento al segretario Bersani propone che
se uno o piu' partiti della coalizione chiedono di non scegliere
il candidato con le primarie il Pd debba accettare la richiesta,
diversamente da quanto prevede l'attuale statuto. Grassi ha
raccontato di aver difeso le primarie, chiedendo che se un
alleato non le vuole ''il Pd e gli altri partiti devono comunque
tenerle, offrendo poi il risultato a quanti si sono tirati
fuori''. ''Le primarie e l'apertura del partito ai cittadini -
ha spiegato - sono un valore da difendere''. Grassi, che e'
pugliese ed e' memore della vicenda Veldola, ha sottolineato che
se non si fa cosi' ''si mette in mano all'Udc o all'Udc di
turno'' un arma di ricatto.
L'altro elemento critico sono le incompatibilita' tra cariche
di partito e istituzionali che si vuole adottare nello statuto:
i parlamentari non potrebbero piu' essere segretari regionali
(come per esempio oggi Debora Serracchiani); inoltre sindaci,
presidenti di provincia e assessori non possono diventare
segretari locali. Un regime cosi' pervasivo di incompatibilita',
ha detto Grassi, fara' si' che i segretari comunali potranno
essere solo chi non e' eletto, cioe' i funzionari di partito. Un
modello tipico del vecchio Pc. A peggiorare la situazione e' il
sistema elettorale per l'elezione delle assemblee provinciali,
un maggioritario che eliminerebbe le minoranze sul territorio.
L'area ex popolare e' gia' in fermento (la scorsa assemblea
Giampaolo Fogliardi e Giavanni Florido hanno evocato la
scissione) e gli input di Grassi hanno creato fibrillazione (tra
gli intervenuti Franco Marini, Sergio D'Antoni, Lucio D'Ubaldo,
Roberto Di Giovan Paolo, Luigi Cocilovo, Andrea Rigoni): ''un
partito di funzionari e chiuso ai cittadini e' una risposta
difensiva alle difficolta' del Pd'' ha detto Di Giovan Paolo.
Chiaro anche Beppe Fioroni nella sua relazione: ''non ci puo'
essere un ritorno al partito della sinistra, sradicando le
minoranze dal territorio con meccanismi elettorali. O c'e' la
svolta e il Pd e' in grado di incarnare speranza e prospettiva,
oppure e' un Pd con testa rivolta indietro, e allora noi ci
stiamo stretti''.
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ITALIA 150:SCONTRO BOSSI-FINI;SENATUR,NO A CELEBRAZIONI
PRESIDENTE CAMERA,GRAVE PDL SIA IMMOBILE;OPPOSIZIONE CONTRO LEGA
(di Teodoro Fulgione)
(ANSA) - ROMA, 4 MAG - Le celebrazioni per i 150 anni
l'Unita' d'Italia tornano ad essere terreno di scontro
all'interno della maggioranza con il presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano 'chiamato' come arbitro di un duello a
distanza tra il leader della Lega Nord Umberto Bossi e il
presidente della Camera Gianfranco Fini.
Le frizioni tra Carroccio e Pdl sul tema non sono nuove ma il
clima e' ancora 'caldo' per l'intervento di domenica a 'In
Mezz'ora' di Roberto Calderoli. Sebbene il ministro leghista
abbia detto di essere stato vittima di ''stravolgimenti e
interpretazioni giornalistiche'', le sue parole sull'Unita'
d'Italia causano la reazione di opposizione e parte del Pdl.
Non stempera le tensioni Bossi che giudica i festeggiamenti
''le solite cose un po' inutili e un po' retoriche''. ''Non so
se ci andro' - dice il Senatur - devo ancora decidere. Ma se
Napolitano mi chiama...''. Il ministro spiega che ''il
federalismo'' ''e' l'unico pezzo che manca al compimento della
storia del nostro Paese'' perche' significa ''fare bene sia al
Nord che al Sud: il Nord smetterebbe di pagare e il Sud di
buttare via i soldi''. Il leader leghista lascia aperto uno
spiraglio alla sua presenza ai festeggiamenti: ''Il presidente
Napolitano - conclude - mi e' sempre stato simpatico...''.
Di diverso avviso, invece, il presidente della Camera. Fini
conferma di ''deprecare questo atteggiamento di sostanziale
negazione dell'unita' nazionale'' da parte della Lega e accusa
''il Pdl di non prendere iniziative per celebrare l'Unita''' e
ricorda che si sta lavorando all'ipotesi di fare una seduta
comune del Parlamento, in cui parlera' Napolitano.
La Terza Carica dello Stato definisce anche ''un'inezia'' i
35 milioni di euro stanziati dal governo per le celebrazioni,
''prova della miopia di quanti - afferma - nel mio partito
dicono: 'stiamo gia' facendo' ''. Quanto al federalismo, Fini
spiega che ''e' un modo utile per rendere piu' efficiente la
macchina dello Stato'' e che sul federalismo fiscale si deve
''capire cosa comporta in termini di costi e coesione sociale''.
Al presidente della Camera replica il ministro della Cultura,
Sandro Bondi, che considera ''francamente ingenerosi, infondati
se non pretestuosi, i giudizi dell'onorevole Fini sul ruolo del
Pdl e sull'impegno del Governo''.
Insorge l'opposizione contro la Lega. Per Sergio D'Antoni,
deputato Pd e vicepresidente della commissione Finanze ''il
senso di sufficienza di Bossi e Calderoli e' offensivo e
inaccettabile''. Michele Vietti, vicepresidente dei deputati
dell'Udc, ricorda a Bossi che ''per un ministro partecipare alle
celebrazioni e' un dovere e non un favore per cui tirare la
giacca al presidente della Repubblica'', aggiungendo che per i
leghisti ''l'idea della secessione non e' tramontata''.
'Ai fazzoletti verdi, usati dalla guardia pretoriana
leghista, l'Idv preferisce il Tricolore'', fa eco David Favia.
Nel pomeriggio fa poi ''incursione'' anche Emanuele Filiberto
di Savoia, secondo cui ''e' giusto che Bossi vada alle
celebrazioni come e' giusto che ogni italiano senta suo questo
appuntamento''. Ma la ''sortita'' coinvolge anche a Fini:
''Schifani e' al di sopra delle parti'' mentre ''un presidente
della Camera dovrebbe pensare piu' al Paese che al partito''.
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MAFIA. D'ANTONI: SOLIDARIETÀ A PM E GIORNALISTI DI PALERMO
(DIRE) Roma, 4 mag. - "Piena solidarieta' ai pm Ingroia, Lari e
Di Matteo, ai giornalisti e ai collaboratori di giustizia citati
nelle lettere intimidatorie inviate da ignoti nelle redazioni del
Giornale di Sicilia e di Repubblica Palermo". Per quanto "vili e
riprovevoli, questi messaggi non vanno mai sottovalutati. C'e'
dunque da auspicare che la magistratura faccia al piu' presto
luce su questa vicenda". Lo afferma Sergio D'Antoni, deputato Pd
e vicepresidente della commissione Finanze della Camera, in
relazione ai plichi minatori recapitati oggi presso le sedi dei
due giornali siciliani. "La strada imboccata da questi
procuratori e questi giornalisti, evidentemente, e' quella
giusta" continua D'Antoni.
"E' proprio per questo che ogni attacco, ogni intimidazione,
finisce inevitabilmente per dar forza alla straordinaria
battaglia per la legalita' che queste persone conducono da anni
in Sicilia" conclude.
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CRISI: GRECIA; D'ANTONI A ZAIA,CAMPAGNA ELETTORALE E' FINITA
(ANSA) - VENEZIA, 30 APR - ''Forse e' bene che il governatore
del Veneto, Luca Zaia, si renda conto che la campagna elettorale
e' finita. Non ha piu' bisogno di inventare dati e di inveire
contro gli odiatissimi 'terroni'''. Lo afferma il deputato del
pd Sergio D'Antoni, vicepresidente della commissione Finanze
della Camera, rispondendo al parallelo che Zaia aveva fatto tra
la situazione della Grecia e quella di alcune regioni del Sud.
''Combattere gli sprechi - prosegue - e' doveroso, ma non
significa e non dovra' mai significare alzare muri, come
vorrebbe fare la Lega. Al presidente della Regione Veneto, che
accusa i meridionali di gozzovigliare a sbafo dei colleghi
settentrionali, consigliamo di leggere i dati sull'occupazione
aggiornati oggi dall'Istat. Notera' che al Sud i livelli di
esclusione sociale toccano picchi agghiaccianti, specialmente
tra i giovani e le donne''. ''Forse per Zaia e per la sua idea
di federalismo - conclude D'Antoni - queste persone non hanno
diritto a una assistenza dignitosa, ma per fortuna l'Italia e'
ancora uno Stato unitario. E finche' continuera'ad esserlo
nessuno Zaia potra' impedire che le risorse nazionali vengano
redistribuite in base ai bisogni delle persone''.
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SUD: D'ANTONI (PD), DATI SVIMEZ EVIDENZIANO DEMAGOGIA RICETTE GOVERNO =
MEZZOGIORNO: SVIMEZ; D'ANTONI, DA GOVERNO SOLO DEMAGOGIA
(ANSA) - ROMA, 21 APR - ''I dati diffusi oggi dalla Svimez
sul drammatico esodo dei giovani laureati meridionali nelle aree
piu' forti del Centro-Nord mettono in evidenza la totale
inefficacia e la demagogia delle ricette del governo
Berlusconi''. Lo afferma Sergio D'Antoni, deputato Pd e
vicepresidente della commissione Finanze della Camera. ''Se ogni
anno 20mila tra i migliori ragazzi del Sud abbandonano la
propria famiglia e la propria terra per cercare fortuna al
Centro-Nord, se ormai nel meridione la laurea si prende quasi
esclusivamente per emigrare, significa che nel Mezzogiorno non
mancano solo le condizioni minime dello sviluppo, ma persino la
percezione di una pur minima speranza. Per richiamare questi
ragazzi, occorre dar loro prospettive nelle loro regioni.
Servono politiche specifiche coraggiose, in grado di incidere
subito sulla capacita' del tessuto produttivo meridionale di
attrarre investimenti e occupazione. Questo esecutivo a trazione
leghista da' invece risposte generiche, che ancora una volta
avvantaggiano spudoratamente le zone forti. Una prima cura
immediatamente applicabile - continua - e' quella contenuta
nella mozione Pd approvata a gennaio dal Parlamento, che tra
l'altro impegna l'esecutivo a ripristinare il credito d'imposta
e ad attivare un piano occupazione per 100mila giovani
meridionali in aziende private. Sostegno al lavoro e agli
investimenti produttivi: questa l'unica via per radicare e
richiamare una intera generazione in fuga dal Sud''.
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CALCIO:DERBY;DA AMBASCIATORE USA AL CT,TRIBUNA VIP FA PIENO
ALL'OLIMPICO ATTESI THORNE E LIPPI, ANCHE MOLTI POLITICI
(ANSA) - ROMA, 16 APR - Dal ct della nazionale Marcello
Lippi all'ambasciatore degli Stati Uniti David H. Thorne
passando per tanti volti noti della politica e del mondo
dell'informazione. Sara' una tribuna d'Onore gremita che con gli
occhi divisi tra il giallorosso e biancoceleste guardera' uno
dei piu' importanti derby della Capitale, tanto decisivo per le
speranze di scudetto della Roma quanto cruciale per la quota
salvezza della Lazio.
Accanto al commissario tecnico azzurro ed all'ambasciatore
americano a Roma sono attesi tra gli altri il sindaco Gianni
Alemanno, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio,
Paolo Bonaiuti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio
con delega alla Sport, Rocco Crimi, il presidente del gruppo Pdl
al Senato e tifoso romanista, Maurizio Gasparri, il presidente
dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto, l'ex ministro e ex
sindaco di Roma nonche' tifoso laziale, Francesco Rutelli,
Sergio D'Antoni, deputato Pd e vicepresidente della commissione
Finanze e il deputato del Pdl, ex Udc, Mario Baccini.
Presenza al completo per le istituzioni dello sport italiano
con il presidente del Coni, Gianni Petrucci, il n.1 della
Federcalcio Giancarlo Abete ed il presidente della Lega Calcio,
Maurizio Beretta. A vedere il derby di Roma dal vivo anche il
direttore generale della Rai, Mauro Masi, il direttore del Tg5
Clemente Mimum, altro noto tifoso biancoceleste, il presidente
della Consob, Lamberto Cardia e quello dell'Antitrust, Antonio
Catricala'.
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BANKITALIA: D'ANTONI, NUOVO CAMPANELLO D'ALLARME PER GOVERNO
(ANSA) - ROMA, 15 APR - ''Pressione fiscale in salita e
occupazione in picchiata: dopo l'Istat, e' Bankitalia a suonare
l'allarme per il governo. Di quante docce fredde avra' ancora
bisogno Tremonti prima di capire che la sua politica antisociale
sta condannando l'Italia?''. Se lo chiede Sergio D'Antoni,,
deputato Pd e vicepresidente della commissione Finanze della
Camera. ''Per non affrontare i nodi reali che bloccano la
ripresa, l'esecutivo della destra continua a spostare
l'attenzione su falsi problemi. Mentre Tremonti promette
l'eldorado fiscale con una riforma lontanissima, mentre Bossi
pensa alle sue banche e Berlusconi ai suoi guai con Fini e con
la giustizia, la gente, specialmente al Sud, continua a perdere
il posto di lavoro. Servono provvedimenti concreti e immediati -
prosegue - per ridurre il carico fiscale ai ceti medio-bassi e
una riforma strutturale degli ammortizzatori sociali che sia
degna di questo nome. Dopo due anni di immobilismo e di
politiche antimeridionali e antisociali - conclude - i temi del
lavoro e della redistribuzione devono tornare in cima all'agenda
della politica nazionale''.
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PD: EX PPI EVOCANO SCISSIONE MA 'FRANCESCHINIANI' LI PLACANO (2)
(ANSA) - ROMA, 14 APR - L'incontro e' stato aperto dalla
relazione di Beppe Fioroni, critico con Bersani reo di aver
sminuito l'esito negativo delle elezioni regionali. Al termine
del suo discorso ha ammesso che ''l'amalgama'' tra ex Ds e Dl
non e' ancora riuscita: ''guardiamo in prospettiva - ha aggiunto
- il futuro dell'impasto, cercando di evitare che vada a male;
ma in politica mai dire mai''. Parole queste che hanno dato la
stura ai malumori dei presenti verso il segretario Bersani.
Tutti quanti quelli che hanno preso la parola hanno criticato
sia l'analisi del voto fatta da Bersani, sia la gestione del
partito: ''in Veneto - ha detto Simonetta Rubinato - abbiamo
perso in termini assoluti il 43% degli elettori. Oggi come oggi
siamo un partito di sinistra e come tale veniamo percepiti in
Veneto, perche' abbiamo perso il progetto del Lingotto che dava
l'idea di un cambiamento''. Analogo il discorso del lombardo
Enrico Farinone, mentre il piemontese Giorgio Merlo ha
sottolineato che il Pd, nella sua regione, ottiene meno voti dei
Ds e della Margherita quando ancora esistevano.
Forti critiche sono arrivate anche da parlamentari del sud,
come Sergio D'Antoni, Salvatore Margiotta e Tino Jannuzzi.
Quest'ultimo, applauditissimo, ha bocciato la politica delle
alleanze, che porta a coalizioni che assomigliano ''a minestroni
indistinti'' e che condurra' il partito ''a inseguire persino
Grillo'', mentre il partito ha perso la capacita' di parlare
''al mondo cattolico, a quello moderato e alle partite iva''.
Alla fine il tabu' e' stato rotto dal veronese Giampaolo
Fogliardi, che ha evocato la scissione: ''o portiamo i libri in
tribunale e chiudiamo - ha detto - o prendiamo una iniziativa
forte, dobbiamo salvare il marchio e il Know how, e questo si fa
con la scissione e lo scorporo. Puo' sembrare una proposta forte
ma si ricordi che io stasera l'ho detto''. Sulla stessa
lunghezza d'onda il presidente della provincia di Taranto,
Giovanni Florido: ''non credo che la scissione sia all'ordine
del giorno in queste ore, pero' parliamone''.
Un altro timore espresso da molti e' che la Lega stia
diventando sempre piu' simile alla vecchia Dc, e sia quindi in
grado di aumentare i consensi: ''la Lega e' interclassista,
popolare e vagamente di ispirazione cristiana'' ha detto Merlo.
Per Rubinato ''la Lega diventera' meno radicale e diverra' come
la Dc, dopo di che noi diventiamo un prodotto a perdere''. Ed un
elogio dei presidenti di provincia del Carroccio e' stato fatto
anche da Florido: ''sono bravissimi e stanno diventando
democristiani''.
Di fronte a tanto furore il franceschiniano Antonello
Giacomelli ha cercato di mantenere il malumore entro certi
limiti sottolineando il ruolo di proposta politica che gli ex
popolari potranno giocare all'interno del piu' vasto contenitore
di Area Democratica: ''il nostro ruolo - ha detto - e' di far
ritrovare il senso originario del Pd, evitando una semplice
sommatoria di specificita'''. Giacomelli ha poi sottolineato che
le richieste fatte dai popolari sono condivise da tutta Ad: il
no fermo al presidenzialismo, la richiesta di un'iniziativa
forte sulle riforme sociali. ''Quella del Pd - ha affermato - e'
stata lo strappo piu' grande che abbiamo fatto nella nostra
storia politica ma noi ora vogliamo esserne protagonisti''.
Infine Giacomelli ha sottolineato che non si vuole mettere in
discussione la segreteria di Bersani, ''ma cio' non significa
rimanere silenziosi''.
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PD: DA 105 DEPUTATI DOCUMENTO PRO-ORLANDO SU GIUSTIZIA =
LETTERA 'TRASVERSALE' FIRMATA DA PARLAMENTARI DI DIVERSE
COMPONENTI
Roma, 14 apr. - (Adnkronos) - Un documento trasversale, firmato
da 105 deputati di diverse componenti, a sostegno della proposta di
Andrea Orlando, responsabile Giustizia del Pd, pubblicata alcuni
giorni fa' su 'Il Foglio'. La lettera di appoggio a Orlando e' stata
promossa dei deputati Stefano Esposito e Anna Rossomando: "Riteniamo
-scrivono i due parlamentari- che la proposta avanzata dal
responsabile giustizia del Pd Andrea Orlando, a Costituzione invariata
e nel pieno rispetto dell'articolo 111 della Costituzione, sia uno
strumento utile di confronto per caratterizzare il partito su un tema
cosi' delicato e rilevante".
La proposta di Orlando per trovare una via di confronto con la
maggioranza sulla Giustizia senza andare a toccare la Costituzione,
era stata duramente criticata da Antonio Di Pietro ma aveva suscitato
qualche perplessita' anche dentro il Pd. "Siamo convinti -scrivono i
promotori della lettera- che si possano avere idee diverse ma questo
non deve mai trasformarsi nella mancanza di rispetto nei confronti di
chi avanza una proposta" invitando "Di Pietro a non ritenersi custode
della 'verita''".
"Abbiamo trovato del tutto inopportune e fuori luogo le accuse
inutilmente offensive rivolte a Andrea Orlando che appaiono un
tentativo inaccettabile di porre un veto al confronto di merito" anche
perche' "e' arrivato il momento di offrire un'alternativa credibile e
praticabile per una giustizia che siaveramente al servizio del
cittadino". Tra le firme quella del vicesegretario Enrico Letta, del
coordinatore della segreteria Maurizio Migliavacca e poi di ex-Ppi
come Giorgio Merlo, Sergio D'Antoni, Ettore Rosato, Nicodemo Oliverio,
di deputati 'veltroniani' come Marianna Madia e Vinicio Peluffo, ed
ancora Paola Concia dell'area Marino e poi Gianni Cupero, Francesco
Boccia, Matteo Colaninno, Daniele Marantelli, tra gli altri.
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PD: D'ANTONI, PARTITO FEDERALE NON E' RISPOSTA GIUSTA
(ANSA) - ROMA, 12 APR - ''Un partito democratico a
federalismo spinto non puo' essere la risposta giusta. La
proposta di Romano Prodi contiene elementi fuorvianti, che
spostano il dibattito pubblico sui temi sbagliati, tipici di una
destra che ha cavalcato finora la logica del conflitto divisivo
e dei particolarismi. Nelle maggiori democrazie occidentali la
guida dei partiti nazionali e' sempre affidata a una leadership
forte, che incarna i principi di unita' nazionale e risponde del
proprio operato direttamente al Paese''. Lo afferma Sergio
D'Antoni, deputato Pd e vicepresidente della commissione Finanze
della Camera.
''Abbiamo alle spalle - afferma D'Antoni - un congresso che
ha dato un risultato limpido e, di fronte, tre anni di lavoro
per consolidare e rafforzare l'attuale leadership, non certo per
minarla. I risultati delle elezioni amministrative mettono in
evidenza la necessita' di rafforzare l'unita' di un partito che
gia' oggi parla con troppe voci. Questo partito deve saper
parlare a tutti, a tutte le latitudini, con una sola voce,
ponendosi non come agglomerato di interessi diversi e
potenzialmente divergenti, ma come grande soggetto in grado di
riportare al centro dell'agenda nazionale i grandi temi
dell'unita' nazionale, della redistribuzione delle risorse e del
lavoro. Questa battaglia puo' essere combattuta e vinta solo da
un grande partito nazionale, non certo da una confederazione di
piccoli partiti eterogenei''.
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CAMPANIA: D'ANTONI, GASPARRI E CICCHITTO? BELLA FACCIA TOSTA
(ANSA) - NAPOLI, 9 APR - ''Gasparri e Cicchitto hanno una
bella faccia tosta a farneticare di conti in Campania. I due
parlano a nome di un governo ormai dichiaratamente a trazione
leghista, che ha prosciugato completamente le risorse destinate
agli investimenti produttivi nelle aree deboli, dirottando soldi
stanziati per lo sviluppo del Mezzogiorno su spese correnti che
nulla hanno a che fare con l'obiettivo della convergenza. Questa
sciagurata politica antimeridionale ha bloccato ogni tipo di
programmazione proprio si quei territori maggiormente colpiti
dalla crisi, costringendo tra l'altro i governatori a farsi
carico di capitoli di spesa assegnati allo Stato centrale''. Lo
afferma Sergio D'Antoni, deputato Pd e vicepresidente della
commissione Finanze della Camera.
''I risultati di questa impostazione, purtroppo, sono sotto
gli occhi di tutti. Nell'ultimo anno il Mezzogiorno ha perso
terreno rispetto alle aree forti, cedendo il 5,5 per cento del
Pil contro il -5 per cento su nazionale. Poverta',
disoccupazione e carovita colpiscono soprattutto il Mezzogiorno
e i ceti piu' vulnerabili. I piccoli e medi imprenditori
meridionali chiudono i battenti, stritolati dalla stretta
creditizia e deprivati di ogni forma di fiscalita' di sviluppo.
Questi sono i 'galloni' che Gasparri, Cicchitto possono mostrare
orgogliosi al cospetto dei cittadini campani e, piu' in
generale, a tutti i meridionali'', conclude D'Antoni.
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ZCZC
ADN0828 3 ECO 0 ADN ECO NAZ ADNKRONOS Non definita
IMMOBILISMO TREMONTI-BERLUSCONI HA COLPITO FAMIGLIE
(ANSA) - ROMA, 8 APR - ''I dati diffusi dall'Istat sui
redditi delle famiglie fotografano con atroce limpidezza i
risultati di due anni di immobilismo del governo Berlusconi e in
particolare del ministro Tremonti, che non ha tutelato in alcun
modo le fasce sociali medio-basse, quelle piu' esposte agli
effetti della crisi''. Lo afferma Sergio D'Antoni, deputato Pd e
vicepresidente della commissione Finanze della Camera, che
accusa la maggioranza di parlare del presidenzialismo e di
riforme per ''spostare l'attenzione'' dai veri problemi.
''Mentre il ministro dell'Economia rimanda tutto all'eldorado
federalista e ad una riforma fiscale ancora lontanissima -
prosegue D'Antoni - le famiglie italiane, e in particolare
quelle meridionali, non riescono piu' a riempire il carrello.
Che risposte da' il governo a queste persone? Servono subito
interventi per le fasce piu' deboli, sgravi fiscali al lavoro
dipendente e alle pensioni, una riforma degna di questo nome
degli ammortizzatori sociali''.
''Parlare di presidenzialismo in questo contesto - conclude
D'Antoni - vuol dire spostare l'attenzione dai problemi reali
del Paese e, in ultima analisi, prendere in giro i cittadini''.
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LAVORO: SOLO SLOGAN DA PARTE DEL GOVERNO |
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ROMA, 31 MARZO 2010 - (ADNKRONOS) - "Nel nostro Paese la crisi
continua a produrre danni rilevanti specialmente tra i giovani e i
precari delle zone deboli. Un dramma di fronte al quale il governo
continua a rispondere nell'unica maniera in cui sa fare: a colpi di
slogan''. Lo afferma il deputato Pd e vicepresidente della commissione
Finanze della Camera, Sergio D'Antoni, commentando i dati
sull'occupazione diffusi oggi dall'Istat.
"L'esecutivo -prosegue D'Antoni- cominci a occuparsi una buona
volta di precari e disoccupati, incentivi il lavoro produttivo nelle
zone sottoutilizzate, riformi e potenzi davvero gli ammortizzatori
sociali. Serve -spiega-un'azione urgente, immediata che faciliti,
specialmente nelle zone sottoutilizzate, l'accesso e la stabilita' dei
piu' giovani nel circuito produttivo".
Secondo l'esponente del Pd "la strada maestra e' quella indicata
dalla mozione sul Sud approvata a gennaio dal Parlamento che, tra
l'altro, impegna il governo a ripristinare la fiscalita' di sviluppo
per gli imprenditori meridionali e ad attivare un piano occupazione
per 100mila ragazze e ragazzi in aziende private. Una nazione che non
punta sulle sue nuove generazioni e sulle proprie fasce deboli e'
-conclude D'Antoni- una nazione che non ha futuro".
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TERMINI IMERESE: GOVERNO ADOTTI |
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PALERMO, 30 MARZO 2010 (ANSA) - ''Il governo non puo' limitarsi a
fare annunci su Termini Imerese. Servono atti concreti, in grado
di garantire un futuro allo stabilimento produttivo siciliano,
che deve rimanere Fiat e deve continuare a produrre
automobili''. Lo afferma Sergio D'Antoni, cofirmatario di una
mozione del Pd in discussione alla Camera, secondo il quale
l'esecutivo deve lavorare per garantire la presenza costante
della Fiat al tavolo della trattativa''.
La mozione, spiega D'Antoni - impegna il governo ''a
recuperare integralmente le linee del contratto di programma
ideato dal governo Prodi, un documento con cui nel 2007 la Fiat
si impegnava, insieme allo Stato, ad eliminare le diseconomie
infrastrutturali e industriali rilanciando la produzione''.
Secondo D'Antoni bisogna ''mettere in campo nuove sinergie
tra la realta' industriale di Termini Imerese ed enti di ricerca
pubblici e privati, cosi' da favorire lo sviluppo di nuove
tecnologie e la produzione di modelli a basso impatto ambientale
e ad alto contenuto tecnologico, ipotizzando anche l'adozione di
nuovi incentivi per l'acquisto di modelli ecologici''.
In ogni caso, conclude l'ex leader Cisl, ''il governo deve
assicurare e garantire il mantenimento degli attuali livelli
occupazionali e l'alto livello professionale delle maestranze
inserite nel circuito produttivo di Termini Imerese''.
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NEWS
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CALCIO: ROMA-INTER; MINISTRI,AMBASCIATORI E VIP ALL'OLIMPICO
TRIBUNA D'ONORE STRACOLMA PER LA SFIDA SCUDETTO DI DOMANI
(ANSA) - ROMA, 26 MAR - Roma-Inter, sfida da scudetto anche
per la tribuna Vip. Quella di domani allo stadio Olimpico sara'
un'autentica sfilata di politici, sindacalisti, direttori di
giornali, diplomatici e personaggi del mondo dello spettacolo,
al punto che il Coni, che deve predisporre l'accoglienza in
tribuna d'onore, e' stato costretto a fare gli 'straordinari'.
Per la sfida fra i padroni di casa giallorossi ed i nerazzurri
di Jose' Mourinho che, probabilmente, mette in palio lo scudetto
del 2010 e' annunciata la presenza di 2 ministri, quello dei
rapporti con il Parlamento Elio Vito e quello delle politiche
europee Andrea Ronchi, e 4 sottosegretari: Rocco Crimi (sport),
Nitto Francesco Palma (Interno), Pasquale Viespoli (lavoro e
politiche sociali) e Marco Milanese (economia).
Ma non saranno certo solo i rappresentanti del Governo gli
unici rappresentanti della politica a Roma-Inter: ci saranno
infatti anche il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, quello
di Alleanza per l'Italia Francesco Rutelli, tifoso della Lazio
da sempre, l'ex Premier ed esponente del Pd Massimo D'Alema, lui
si' romanista 'doc', il presidente dei senatori del Pdl Maurizio
Gasparri, l'altro esponente del Pdl Fabrizio Cicchitto e l'ex
sindacalista, e attuale vicepresidente della commissione finanze
della Camera Sergio D'Antoni, che e' stato anche presidente
della lega Basket.
In tribuna accanto a loro ci saranno l'ambasciatore degli
Usa in Italia David Thorne, molto interessanto al big-match del
'soccer', e poi il presidente della Consob Lamberto Cardia, il
segretario confederale della Csl Gianni Baratta ed il presidente
dell'Autorita' garante della concorrenza Antonio Catricala'.
Non potevano mancare le massime autorita' dello sport
italiano, ovvero il presidente del Coni Gianni Petrucci e quello
del comitato paralimpico Luca Pancalli, accompagnati dal
presidente della federcalcio Giancarlo Abete.
Ci saranno anche i direttori dei due telegiornali piu'
seguiti, Augusto Minzolini del TG1 e Clemente Mimun del Tg5,
anche lui, come Rutelli, lazialissimo. Assieme a loro il
direttore di Rai2 Massimo Liofreddi.
E sara' sfida scudetto anche nel mondo dello spettacolo, fra
l'interista Paolo Bonolis e i romanisti Carlo Verdone, Lino
Banfi e Claudio Amendola, mentre la 'madrina' dei giallorossi
Sabrina Ferilli decidera' all'ultimo momento. Comunque vada,
sara' una partita da non perdere.
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CALCIO: ROMA-INTER; MINISTRI,AMBASCIATORI E VIP ALL'OLIMPICO
TRIBUNA D'ONORE STRACOLMA PER LA SFIDA SCUDETTO DI DOMANI
(ANSA) - ROMA, 26 MAR - Roma-Inter, sfida da scudetto anche
per la tribuna Vip. Quella di domani allo stadio Olimpico sara'
un'autentica sfilata di politici, sindacalisti, direttori di
giornali, diplomatici e personaggi del mondo dello spettacolo,
al punto che il Coni, che deve predisporre l'accoglienza in
tribuna d'onore, e' stato costretto a fare gli 'straordinari'.
Per la sfida fra i padroni di casa giallorossi ed i nerazzurri
di Jose' Mourinho che, probabilmente, mette in palio lo scudetto
del 2010 e' annunciata la presenza di 2 ministri, quello dei
rapporti con il Parlamento Elio Vito e quello delle politiche
europee Andrea Ronchi, e 4 sottosegretari: Rocco Crimi (sport),
Nitto Francesco Palma (Interno), Pasquale Viespoli (lavoro e
politiche sociali) e Marco Milanese (economia).
Ma non saranno certo solo i rappresentanti del Governo gli
unici rappresentanti della politica a Roma-Inter: ci saranno
infatti anche il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, quello
di Alleanza per l'Italia Francesco Rutelli, tifoso della Lazio
da sempre, l'ex Premier ed esponente del Pd Massimo D'Alema, lui
si' romanista 'doc', il presidente dei senatori del Pdl Maurizio
Gasparri, l'altro esponente del Pdl Fabrizio Cicchitto e l'ex
sindacalista, e attuale vicepresidente della commissione finanze
della Camera Sergio D'Antoni, che e' stato anche presidente
della lega Basket.
In tribuna accanto a loro ci saranno l'ambasciatore degli
Usa in Italia David Thorne, molto interessanto al big-match del
'soccer', e poi il presidente della Consob Lamberto Cardia, il
segretario confederale della Csl Gianni Baratta ed il presidente
dell'Autorita' garante della concorrenza Antonio Catricala'.
Non potevano mancare le massime autorita' dello sport
italiano, ovvero il presidente del Coni Gianni Petrucci e quello
del comitato paralimpico Luca Pancalli, accompagnati dal
presidente della federcalcio Giancarlo Abete.
Ci saranno anche i direttori dei due telegiornali piu'
seguiti, Augusto Minzolini del TG1 e Clemente Mimun del Tg5,
anche lui, come Rutelli, lazialissimo. Assieme a loro il
direttore di Rai2 Massimo Liofreddi.
E sara' sfida scudetto anche nel mondo dello spettacolo, fra
l'interista Paolo Bonolis e i romanisti Carlo Verdone, Lino
Banfi e Claudio Amendola, mentre la 'madrina' dei giallorossi
Sabrina Ferilli decidera' all'ultimo momento. Comunque vada,
sara' una partita da non perdere.
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REGIONALI: D'ANTONI, BANCA DEL SUD SOLO FUMO NEGLI OCCHI
(ANSA) - ROMA, 25 MAR - ''In questi ultimi giorni di campagna
elettorale la Banca del Sud e' diventata lo strumento preferito
di Tremonti e Berlusconi per gettare fumo negli occhi dei
meridionali e tentare di nascondere una realta' che si commenta
da sola. E cioe' che in due anni di operato, il governo della
destra ha sistematicamente picconato le regioni del
Mezzogiorno''. Lo afferma Sergio D'Antoni, deputato Pd e
vicepresidente della commissione Finanze della Camera.
''Trattenere il risparmio e incentivare gli investimenti nel
Mezzogiorno - aggiunge - sono obiettivi urgenti e prioritari.
Proprio per questo non e' possibile affidarli, come fa il
governo, a una scatola vuota come la Banca del Sud, che nella
migliore delle ipotesi avra' bisogno di anni prima di
trasformarsi in qualcosa di concreto. Intanto, che risposte si
danno ai pressanti bisogni che affliggono le famiglie e i
piccoli imprenditori delle aree deboli? Lo scenario e' sotto gli
occhi di tutti: l'esecutivo ha smantellato la fiscalita' di
sviluppo, ha prosciugato le risorse del Fas nazionale, ha
bloccato le risorse delle Regioni meridionali e ha fatto pagare
la crisi alle zone e alle fasce deboli. E' una fanfara e
inascoltabile quella di Tremonti e Berlusconi, una musica
stonata - conclude D'Antoni - che i cittadini meridionali non
vogliono piu' ascoltare e che potrebbe presto trasformarsi in un
requiem elettorale''.
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LAVORO: ISTAT; D'ANTONI, GOVERNO INCAPACE DI DARE RISPOSTE
(ANSA) - ROMA, 24 MAR - ''I dati Istat sul lavoro mettono in
evidenza l'incapacita' del governo di dare risposte in grado di
fronteggiare gli effetti della crisi, specialmente nelle aree
deboli del Sud''. Lo afferma Sergio D'Antoni, deputato Pd e
vicepresidente della commissione Finanze della Camera.
''Il ritornello con cui il governo cerca di convincere i
cittadini che l'Italia regge meglio degli altri paesi - prosegue
- e' inaccettabile e francamente imbarazzante di fronte al
drammatico panorama che si rivela specialmente nel Mezzogiorno.
A sud di Roma i tassi di occupazione si fermano infatti al 44
per cento e quelli femminili non vanno oltre il 30. Significa
nel Sud lavora regolarmente meno di una persona su due e appena
una donna su tre in eta' attiva. Uno scenario drammatico, di
fronte al quale il governo non ha dato ne' da' segni di politica
industriale ed economica. Non una misura e' stata presa per
stimolare gli investimenti produttivi, non un provvedimento e'
stato varato a tutela dei lavoratori atipici e a termine, che
hanno pagato il dazio piu' pesante. E' il fallimento di una
politica attendista, antimeridionalista e irresponsabile, che ha
penalizzato la coesione e il sostegno allo sviluppo, lasciando
senza tutele - conclude - migliaia di lavoratori e penalizzando
in particolare i giovani che vivono nelle zone deboli''.
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CRISI. D'ANTONI URLA: ALTA VELOCITA'? A FOGGIA MANCANO I BINARI
(DIRE) Roma, 17 mar. - "A Foggia si scende e si prendono i bus
perche' non ci sono i binari. Se fate l'alta velocita', la dovete
fare al centro, al nord e al sud". Lo dice il deputato del Pd
Sergio D'Antoni intervendo in aula alla Camera nel dibattito
sulla crisi.
D'Antoni denuncia lo sviluppo a due velocita' messo in
cantiere dal governo. Il suo e' il primo intervento a scaldare
una platea piuttosto distratta. "Chi volete prendere in giro, chi
prendete in giro annunciando una cosa e facendo l'esatto
contrario?", urla D'Antoni per contrastare il brusio che sale dai
banchi del centrodestra. Recuperando poi il piglio del
sindacalista, mentre gli schiamazzi del centrodestra crescono,
spiega: "Potete interrompere quanto volete, ci sono abituato. Ho
forza ed energia a sufficienza".
Il governo, "non affrontando il problema delle aree deboli del
paese, condanna il paese tutto alla sua divisione e alla
impossibilita' di uscire dalla crisi. Se non correggerete questo
andazzo noi grideremo di piu', caro ministro Tremonti", conclude
D'Antoni alzando sempre di piu' il tono della voce.
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SUD: D'ANTONI, DAL GOVERNO UNA STERILE CANTILENA ELETTORALE =
Roma, 15 mar. - (Adnkronos) - ''A quasi un anno dall'annuncio di
un piano Marshall per il Sud che ancora nessuno ha visto, il ministro
dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha davvero un bel fegato a
dichiarare che il Mezzogiorno rappresenta un priorita' per questo
governo''. Ad affermarlo in una nota e' Sergio D'Antoni, deputato Pd e
vicepresidente della commissione Finanze della Camera.
A pochi giorni dalle elezioni regionali, aggiunge l'esponente
del Pd, ''il Governo non ha altro da offrire ai meridionali se non
chiacchiere e sterile propaganda. Non un euro, fino a questo momento,
e' stato indirizzato dall'esecutivo per sostenere il tessuto sociale e
produttivo del Mezzogiorno. Al contrario, il governo ha smantellato la
fiscalita' di sviluppo e ha scippato decine di miliardi di euro dal
Fas per coprire ogni ordine di spesa nazionale. Morale della storia:
l'occupazione meridionale e' oggi ai minimi storici, le piccole e
medie imprese chiudono stritolate dalla stretta creditizia, i flussi
migratori registrano un'impennata spaventosa. Tutto questo accade ora
e va affrontato subito''.
Il Sud, sottolinea D'Antoni, ''ha bisogno di risposte immediate,
concrete e adeguate, non di operazioni di facciata come la Banca del
Sud, che nella migliore delle ipotesi avra' bisogno di anni prima di
decollare, o peggio di una sterile e irritante cantilena elettorale''.
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BANCA MEZZOGIORNO:BERLUSCONI-TREMONTI,NON E' CARROZZONE/ANSA |
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ROMA, 11 MARZO 2010 (ANSA) - La nuova Banca per il Mezzogiorno
''non sara' un carrozzone'': parola del premier, Silvio
Berlusconi e del ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, che oggi
insieme al ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola,
hanno presentato il comitato promotore che dara' vita alla nuova
iniziativa destinata nelle loro intenzioni a creare sviluppo nel
Sud Italia.
Nella Banca del Mezzogiorno - spiega il premier - ''il ruolo
dello Stato e' quello del promotore. Non e' un carrozzone
pubblico, sono presenti anche i privati''. Berlusconi ricorda
inoltre che lo Stato ''avra' una quota minoritaria che verra'
dismessa entro cinque anni''. E accodandosi alle parole di
Tremonti (''appena c'e' uno sportello con il logo della Banca
del Mezzogiorno, vado e faccio un deposito'') afferma: ''mi
impegno ad essere il secondo depositante dopo il ministro''.
Insomma la Banca del Mezzogiorno - dice Berlusconi alludendo
al lungo cammino del progetto - ''e' un film che volevamo girare
e oggi parte. Ho voluto essere qui per il primo colpo di
manovella della Banca, che risale come nostro progetto ai primi
anni del nostro governo''. Ma l'interesse del premier e' anche
agli strumenti del nuovo istituto: tra le missioni della Banca
c'e' infatti quella di emettere titoli anche per finanziare
progetti infrastrutturali. ''Il governo ha intenzione di
ricorrere a questo servizio - dice Berlusconi - per dare
risposte al bisogno di infrastrutture del Paese''.
La Banca del Mezzogiorno - sottolinea Tremonti - ''una cosa
seria. Troppi bidoni sono stati dati al Sud. Questa cosa la
vogliamo fare seriamente e con impegno''. Non si tratta dunque
di ''una cosa metafisica. Deve stare sul territorio dove ci sono
le piccole e medie imprese e fare loro credito''. Il ministro in
ogni caso ritiene che non saranno ripercorsi gli errori del
passato: ''impossibile che sia un carrozzone - dice Tremonti -
perche' non e' una banca pubblica. Comunque - rivendica - non
c'e' mai stato un governo che ha fatto una banca del Sud e la
fiscalita' di vantaggio per il Sud''. Il ministro si riferisce
in particolare alla possibilita' per la Banca del Mezzogiorno,
ma anche tutte le altre banche, di emettere titoli di scopo a
medio e lungo termine per canalizzare risorse nel Mezzogiorno.
Per questo genere di emissioni, previsti da uno dei commi della
Finanziaria che regolamenta il nuovo istituto, ` prevista
un'aliquota di favore del 5% sugli interessi per gli investitori
per un massimo di 100mila euro per sottoscrittore.
Tra i soggetti coinvolti nel progetto l'amministratore
delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi, ritiene che quello
della Banca del Mezzogiorno sia ''un buon progetto'' e che Poste
potranno dare un contributo di rilievo alla sua attuazione. Per
il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, e' ''un buon
momento'' per far partire il progetto e per il presidente di
Confcommercio, Carlo Sangalli, e' ''un'iniziativa importante per
contribuire ad affrontare e risolvere i problemi specifici del
rapporto tra piccole e medie imprese e credito nel
Mezzogiorno''. Alessandro Azzi presidente di Federcasse, la
holding a capo del sistema delle Bcc spiega che si tratta di un
''progetto coerente'' con la missione della Banche di credito
cooperativo ed era ''necessario dare una risposta positiva
nell'ambito del nostro impegno tradizionale ancora piu'
evidenziato in epoca di crisi''.
Tra i detrattori del progetto Vera Lamonica, segretaria
confederale Cgil, secondo la quale permane il ''rischio
carrozzone'' e Sergio D'Antoni, deputato Pd, secondo il quale
''e' una splendida scatola vuota''.
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BANCA SUD: BERLUSCONI E TREMONTI, NON SARA' UN CARROZZONE/ADNKRONOS |
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ROMA, 11 MARZO 2010 - (ADNKRONOS) - Ora il Sud, insiste il Presidente del Consiglio,
"comincia a sentire lo Stato vicino, attraverso l'azione di governo
(dalla lotta alla mafia, all'emergenza rifiuti in Campania al
terremoto in Abruzzo) Ma adesso il Sud ha bisogno di sentire vicino
anche il mondo del credito, soprattutto le piccole e medie imprese che
sono la nostra speranza per uno sviluppo forte del Mezzogiorno''.
Credito e legalita', insiste il Premier, ''sono i due pilastri
su cui contiamo per un migliore sviluppo del Sud, oltre ad una piu'
efficiente amministrazione locale e a piu' infrastrutture grazie agli
stanziamenti disposti che porteranno all'apertura di altri cantieri.
La Banca del Sud -garantisce- sara' un forte mezzo di supporto
all'imprenditorialita' soprattutto giovanile. Il governo sara' vicino
per tutto cio' che potra fare', come ad esempio, gli interventi di
sburocratizzazione''.
Pronte in massa le critiche dall'opposizione, che sottolineano
in coro la coincidenza dell'evento di oggi con l'avvicinarsi delle
elezioni. ''Mentre l'annuncio di un Piano Marshall per il Mezzogiorno
si appresta a compiere dieci mesi, il governo della destra s'inventa
un ridicolo uovo di Pasqua elettorale e propina uno sterile libro dei
sogni sulla Banca del Sud'', afferma il deputato del Pd, Sergio
D'Antoni, che aggiunge: ''Belle parole, peccato che sul tavolo non ci
sia assolutamente nulla''. ''Non e' il momento -aggiunge l'esponente
del Pd, Michele Ventura- di realizzare altri carrozzoni o di
continuare a fare propaganda sulla pelle degli italiani, soprattutto
quelli del Mezzogiorno che si sono visti depredare dei fondi Fas e che
aspettano, da anni, la realizzazione di infrastrutture. Dunque, no
alla Banca del Sud''.
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SUD: BENE NAPOLITANO,DA UE PESANTE WARNING A GOVERNO |
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ROMA, 3 MARZO 2010 (ANSA) - 'Ringraziamo il Presidente Napolitano per aver voluto ancora una volta indirizzare un appello sulla centralita' della crescita delle zone deboli nell'ambito delle politiche di sviluppo nazionali ed europee. Ci auguriamo che il governo non faccia finta di non sentire'. Lo afferma in una nota Sergio D'Antoni, deputato Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera, che domani presenterà a Napoli un quaderno-dossier sullo stato di salute del Fas e dei fondi strutturali europei.
'Il trattamento riservato dal governo Berlusconi ai fondi delle aree deboli del Sud - sottolinea - e' vergognoso e non e' rimasto inosservato dalle parti di Bruxelles. L'Unione europea, resasi conto dello scempio in corso, ha assestato recentemente un pesante warning al nostro Paese, ricordando all'esecutivo che l'erogazione dei fondi europei è vincolata a un principio di aggiuntivita' dei fondi nazionali del FAS. In altri termini, i 40 miliardi negoziati dal governo Prodi non possono essere usati per mettere una toppa sui buchi creati da Giulio Tremonti nel Fondo aree sottoutilizzate. Una sonora tirata d'orecchi, che il governo e' stato costretto a recepire e pubblicare nell'ultimo rapporto strategico annuale del ministero dello Sviluppo economico. Per questo il Pd chiede con forza l'immediato reintegro dei 35 miliardi scippati dall'esecutivo dal Fondo aree sottoutilizzate. Un impegno previsto dalla mozione democratica passata contro il parere del governo a gennaio. Questi soldi devono essere restituiti al Mezzogiorno per finanziare investimenti e lavoro produttivo nelle zone piú colpite dalla crisi. Solo cosi' saremo al riparo da ulteriori tagli da parte di Bruxelles e potremo progettare una seria politica di sviluppo nazionale incentrata sulla crescita delle aree sottoutilizzate'. |
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CRISI: RIPARTIRE DAL SUD CON TERAPIA D'URTO IN 4 PUNTI |
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NAPOLI, 2 MARZO 2010 (ANSA) - Una ''terapia d'urto in quattro
punti'' per risollevare le sorti del Mezzogiorno e rilanciare
cosi' la crescita dell'intero Paese. A proporla e' Sergio
D'Antoni, deputato Pd e vicepresidente della commissione Finanze
della Camera, che il 4 marzo presentera' a Napoli il quaderno
''Uscire dalla crisi ripartendo dal Sud, una terapia d'urto in
quattro punti''.
Partendo dai contenuti della mozione Pd approvata contro il
parere del governo, il documento ''offre un resoconto di due
anni di indicibili scippi ai danni delle zone e delle fasce
deboli'', afferma D'Antoni. Nel volume ''vengono smontati uno ad
uno i provvedimenti di facciata della compagine berlusconiana e
vengono indicate le misure che hanno portato al prosciugamento
indebito dei fondi destinati alla convergenza delle aree
sottoutilizzate''. Insomma, ''un'operazione verita', nella
convinzione che l'unica possibilita' data all'Italia di
ricominciare a crescere sta nel riscatto delle aree depresse del
Mezzogiorno''. Per questo D'Antoni invoca una ''terapia in
quattro punti''. Sul piano specificamente meridionalista ,
spiega, ''occorre anzitutto reintegrare le risorse distratte dal
Fondo aree sottoutilizzate, ripristinare integralmente strumenti
di fiscalita' di sviluppo come il credito d'imposta e attivare
un piano occupazione che incentivi il lavoro produttivo nelle
aree piu' deboli''.
L'ex sindacalista chiede infine ''l'estensione degli
ammortizzatori sociali a tutte le tipologie contrattuali
attualmente non coperte da alcun tipo di tutela, garantendo
almeno il 60 per cento del reddito percepito nell'ultimo anno''.
''Non si tratta di un manifesto astratto o di un libro dei
sogni, ma di quattro progetti concreti e immediatamente
applicabili, su cui il governo ha ricevuto un preciso mandato
dal Parlamento italiano'', conclude D'Antoni.
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LAVORO: ISTAT CERTIFICA DISTANZA GOVERNO-PAESE |
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ROMA, 1 MARZO 2010 (ANSA) - ''I dati Istat sui livelli
occupazionali mettono sotto i riflettori la distanza che separa
l'operato del governo dai reali problemi del Paese''. E' il
commento di Sergio D'Antoni (Pd), vicepresidente della
commissione Finanze della Camera.
''Mentre dalle pagine dei giornali membri della maggioranza e
dell'esecutivo - spiega - si producono in guerre intestine tutte
riconducibili a una logica di potere, l'Italia, e in particolare
le zone e le fasce deboli, pagano a un prezzo salatissimo il
loro immobilismo''.
''E' il Sud che subisce maggiormente gli effetti di questa
recessione. Incrociando i dati Istat con quelli Svimez e
Bankitalia - prosegue - si ha una fotografia precisa dello
squilibrio. Se il Pil italiano subisce un arretramento medio del
5 per cento, nel meridione precipita del 5,5. Nella fascia di
eta' che arriva ai 24 anni il tasso di occupazione nel
Mezzogiorno e' pari appena al 15,3 per cento, contro una media
nazionale del 45 per cento. In Campania, Sicilia e Calabria
lavora in maniera regolare meno di una persona su due. A Caserta
e' occupata meno di una donna su quattro. Sono dati che
descrivono una condizione al limite del collasso proprio tra le
aree e le fasce sociali piu' vulnerabili. Questo inaccettabile
squilibrio, frutto di una politica di sviluppo immobile e
antimeridionale, non ha pari in Europa, al di la' di quello che
cercano di far passare alcuni ministri''.
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SUD:CEI GOVERNO NON FACCIA ORECCHIE MERCANTE |
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ROMA, 24 FEBBRAIO 2010 (ANSA) - 'Di fronte all'accorato appello dei vescovi sul Sud, il governo Berlusconi non puo' continuare a fare orecchie da mercante'. Lo afferma Sergio D'Antoni, deputato Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera.
'Le condizioni sociali ed economiche nel Mezzogiorno sono ormai vicine al collasso. -precisa D'Antoni- E dove manca sviluppo, il cancro della criminalita' attecchisce con piu' virulenza. Questo quadro porta la Cei a denunciare un ritardo allarmante nelle politiche di sviluppo e in particolare il rischio che il meridione 'rimanga tagliato fuori dai canali della ridistribuzione delle risorse'. Un allarme che deve suonare da duro monito per il governo della destra, che fino a questo momento ha operato a danno e a scapito delle fasce e delle zone deboli, sottraendo decine di miliardi dal fondo destinato alla convergenza delle aree depresse e liquidando il capitolo del sostegno al reddito con la fallimentare trovata della social card'.
'Serve subito una svolta nella politica di sviluppo del Paese -insiste D'Antoni- che deve tornare a concentrarsi sulle zone e sulle fasce sociali piu' svantaggiate. L'unico a non rendersi conto dell'urgenza di questa svolta e' l'esecutivo Berlusconi, che continua a non agire sulle leve della crescita rimandando ancora il varo di questo fantomatico piano Sud. Un atteggiamento intollerabile che la dice lunga sulla sua impostazione miope e antisociale'. |
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FIAT: IL GOVERNO NON RISOLVE I PROBLEMI |
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ROMA, 9 FEBBRAIO 2010 (ASCA) - ''Il governo non e' tenuto a fare
sogni ma ad agire e a risolvere con provvedimenti concreti
problemi concreti. Affidarsi ogni giorno a dichiarazioni
vaghe e fumose su Termini Imerese, arrivare addirittura a
parlare di sogni in un momento di cosi' nera disperazione per
migliaia di famiglie significa offendere i lavoratori e con
loro tutta la Sicilia, che non puo' essere trattata con tanta
approssimazione e sufficienza. Il governo parli se ha
qualcosa di reale da dire, altrimenti taccia ed eviti di
strumentalizzare il dolore della gente''. Lo afferma Sergio
D'Antoni, deputato Pd e vicepresidente della commissione
Finanze della Camera, commentando le dichiarazioni del
sottosegretario Stefano Saglia il quale ha detto che il suo
sogno per Termini Imerese e' che ''si possa sviluppare un
progetto di auto elettrica, anche con una casa diversa da
Fiat'''. |
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FIAT: DA GOVERNO MOLTI ANNUNCI E POCHI FATTI |
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ROMA, 4 FEBBRAIO 2009 (ANSA) - ''Sul tavolo dell'incontro di domani
c'e' il futuro di Termini Imerese, di migliaia di famiglie e
dello stesso tessuto industriale siciliano. Ma anche il credito
che un'azienda come Fiat ha nei confronti della societa' e la
capacita' del governo Berlusconi di usare tutti gli strumenti a
disposizione per riportare il Lingotto nel solco della
responsabilita'''. Lo dice Sergio D'Antoni, vicepresidente
commissione Finanze della Camera.
''Spiace dirlo - prosegue - ma finora si e' visto troppo poco
da parte dell'esecutivo, annunci a parte. Dopo decenni di
sostegno pubblico Fiat non puo' pensare di smantellare uno dei
piu' importanti poli industriali del Mezzogiorno appellandosi
esclusivamente a logiche di mercato. Marchionne non puo'
sottrarsi dalle proprie responsabilita' sociali. Perche' cio'
accada serve maggiore decisione e piu' chiarezza da parte del
governo. La strada da seguire e' quella indicata dal contratto
di programma siglato dal governo Prodi, con cui Stato e Lingotto
investivano sullo stabilimento impegnandosi a rilanciarne la
produttivita' ed eliminando le diseconomie industriali e
infrastrutturali. Una cosa deve essere chiara: non sono
accettabili accordi al ribasso. Fiat deve rimanere a Termini
Imerese e deve continuare a produrre automobili. E' l'unica
prospettiva in grado di assicurare un futuro di occupazione e di
limpido sviluppo alla Sicilia in questa drammatica fase di
crisi''. |
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ARS RICORDA MATTARELLA, INTERVENGONO D'ANTONI SCHIFANI E GRASSO |
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PALERMO, 12 FEBBRAIO 2010 (ITALPRESS) - Venerdi' 12 febbraio
Gialla di Palazzo dei Normanni, a Palermo, l'Assemblea regionale
siciliana ricordera' l'ex presidente della Regione Piersanti
Mattarella a trent'anni dalla sua uccisione. Interverranno il
presidente dell'Ars Francesco Cascio, il presidente del Senato
Renato Schifani, il giornalista e storico Giovanni Grasso, il
deputato nazionale Sergio D'Antoni, il procuratore nazionale
antimafia Pietro Grasso, il presidente della Regione Siciliana
Raffaele Lombardo.
Per l'occasione sara' presentato il documentario di Giovanni
Grasso, con la collaborazione di Emanuela Andreani e la regia di
Alessandro Varchetta, "Piersanti Mattarella, la buona battaglia".
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FIAT: DOMANI TUTE BLU INCROCIANO BRACCIA CONTRO PIANO |
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TORINO, 2 FEBBRAIO 2010 (ANSA) - Domani le tute blu del gruppo Fiat,
dalla Sicilia a Torino, incrociano le braccia per dire no alla
chiusura di Termini Imerese e al piano dell'azienda sugli
stabilimenti automobilistici. Lo sciopero e' stato indetto da
tutte le organizzazioni sindacali e sara' di quattro ore, con
una manifestazione a Termini e presidi davanti ai cancelli delle
fabbriche. Si fermeranno anche gli stabilimenti Ferrari e
Maserati, mentre i lavoratori di Pomigliano, in cassa
integrazione, protesteranno davanti alla Prefettura.
''Con lo sciopero di domani - spiega il segretario generale
della Fiom, Gianni Rinaldini, che domani sara' a Termini Imerese
- i lavoratori ribadiranno la loro contrarieta' non solo alla
chiusura dello stabilimento siciliano, ma anche alla scelta
della Fiat di ridurre la presenza nel nostro Paese''.
''Scioperiamo contro l'abbandono e il tradimento degli
stabilimenti del centro-Sud - dice Giovanni Centrella,
segretario nazionale Ugl Metalmeccanici - da parte dell'azienda
che sta dimostrando ogni giorno di piu' totale indifferenza nei
confronti dei propri lavoratori''.
A Torino i sindacati si sono divisi sulle modalita' dello
sciopero: dalle 9 alle 13 quello indetto dalla Fiom, dalle 10
alle 14 con uscita anticipata quello Fim, Uilm e Fismic, tutto
il giorno quello Cobas.
Alla protesta aderiscono l'Italia dei Valori e la Federazione
della Sinistra che con Gianni Pagliarini, responsabile Lavoro,
chiede al governo ''di uscire dalla letargia''. ''Saremo vicini
ai lavoratori di Termini. La Fiat deve fare un passo indietro e
tornare nel solco della responsabilita''', afferma Sergio
D'Antoni, deputato Pd e vicepresidente della commissione Finanze
della Camera.
Dopo la protesta di domani, venerdi' riprendera' il confronto
sul futuro della fabbrica siciliana al Ministero dello Sviluppo
Economico, dove sono al vaglio le proposte per dare continuita'
produttiva e occupazionale al sito. ''Il tavolo - sottolinea il
ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi - e' assolutamente aperto
alla ricerca delle migliori situazioni che da un lato conservino
l'occupazione, non solo diretta ma anche indotta, salvaguardando
se possibile l'antica cultura industriale dell'auto''. Per
Sacconi ''il negoziato sulla Fiat per Sacconi deve puntare alle
soluzioni migliori tendo conto anche delle economicita'''.
Il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, chiede al
governo di proporre la riconversione riconversione per la
produzione di autobus ecologici, tram e tramvie delle fabbriche
di Termini Imerese e Pomigliano D'Arco.
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FIAT:SENZA INCENTIVI CROLLO ORDINI;VAGLIO PIANI TERMINI/ANSA |
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di Amalia Angotti.
TORINO, 1 FEBBRAIO 2010 (ANSA) - Senza gli incentivi gli ordini
crollano: -50% a gennaio rispetto agli ultimi mesi del 2009 e
''il numero e' destinato a scendere ancora sensibilmente''.
Questa volta, dati alla mano, la Fiat torna a lanciare il suo
grido di dolore. I numeri confermano quanto aveva gia' detto
annunciando le ragioni del ricorso alla cassa integrazione per
30.000 lavoratori degli stabilimenti Auto. Ma il segretario
generale della Cisl, Raffele Bonanni, insiste: ''Dare soldi
senza salvare posti di lavoro sarebbe irragionevole, oltre che
provocatorio''.
Mercoledi' si fermeranno quattro ore tutti i dipendenti degli
stabilimenti auto del Lingotto a sostegno della vertenza di
Termini Imerese mentre, in vista del tavolo tecnico convocato
per venerdi' 5 febbraio, al ministero dello Sviluppo Economico
continua l'esame delle proposte presentate per la fabbrica Fiat.
Di ''sei-sette ipotesi'' aveva parlato venerdi' scorso gennaio
il ministro Claudio Scajola, ma ogni giorno ne arrivano di
nuove. Il problema e' quello di valutarne la serieta' e la
concretezza e, in questa prospettiva, e' stata ipotizzata anche
la nomina di un advisor. Secondo quanto si e' appreso
l'attenzione, al momento, e' concentrata su sei ipotesi: quattro
sono progetti nel settore auto, tutti di mobilita' sostenibile,
uno e' stato presentato da un'azienda del comparto ferroviario e
un altro da un gruppo di soggetti interessati alla realizzazione
di studios cinematografici. Quest'ultimo e' oggetto di
attenzione in vista di un rilancio dell'intero polo di Termini
Imerese e non solo della fabbrica Fiat.
L'imprenditore Gian Mario Rossignolo, che di recente ha
acquisito lo stabilimento Pininfarina di Grugliasco, nel
torinese, ha smentito di essere interessato, ma in realta' una
sua proposta sarebbe sul tavolo di Scajola e l'ex manager Fiat e
Telecom avrebbe gia' avuto contatti con la Regione Sicilia.
Un'altra delle proposte del settore auto sarebbe quella
presentata dalla Keplero del finanziere torinese Domenico
Reviglio, con cui Rossignolo ha gia' intrapreso un duello per la
Carrozzeria Bertone, finito poi male per entrambi. C'e' poi il
progetto del finanziere siciliano Simone Cimino, presidente del
fondo Cape Natixis, che vorrebbe rilevare, con l'indiana Reva,
lo stabilimento per farne un centro di assemblaggio di vetture
ecologiche di piccole dimensioni. Infine, un progetto cinese e
anche questo sembra sia lo stesso gia' profilatosi nella vicenda
Bertone.
I sindacati continuano a chiedere che la Fiat mantenga la
fabbrica di Termini Imerese. ''Con lo sciopero del 3 febbraio -
dice l'Ugl - vogliamo mettere in evidenza che si e' aperta una
vertenza Centro-Sud, area da cui l'azienda si sta disimpegnando,
abbandonando irresponsabilmente al proprio destino gli operai''.
Sergio D'Antoni, deputato Pd in commissione Finanze della
Camera, accusa il governo di avere ''piani troppo vaghi'' per lo
stabilimento siciliano, mentre per Roberto Cota, capogruppo
della Lega Nord alla Camera e candidato del centrodestra alle
Regionali in Piemonte, ''il caso di Termini Imerese e' una
situazione figlia di una politica sbagliata che ha portato a
costruire cattedrali nel deserto''.
In un altro stabilimento del Sud, quello di Pomigliano, sono
partiti i corsi di formazione di sostegno per i 36 precari a cui
la Fiat non ha confermato il contratto a termine scaduto a fine
anno.
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FISCO: PIENO APPOGGIO A SINDACI CHE LOTTANO PER ZFU |
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ROMA, 22 GENNAIO 2010 (ASCA) - ''Pieno sostegno ai sindaci delle
zone deboli che lottano per recuperare il disegno originario
delle zone franche urbane. L'operazione compiuta dal governo
e' vergognosa e devastante: con risibili argomenti rigoristi,
Giulio Tremonti smantella di fatto l'unico strumento di
fiscalita' di sviluppo sopravvissuto alla cura di questo
governo a trazione leghista''.
Lo afferma Sergio D'Antoni, deputato Pd e vicepresidente
della commissione Finanze della Camera. ''Sulle Zfu,
-aggiunge- Tremonti mente sapendo di mentire. Delle due
l'una: o i 100 milioni previsti in via sperimentale dal
governo Prodi sono sufficienti, e allora il problema non
sussiste, oppure, in caso contrario, non si capisce per quale
motivo non si possa ricorrere al Fas, nato proprio per questi
scopi ma dilapidato per decine di miliardi dal governo per
coprire le spese nazionali correnti piu' disparate. Insomma,
non ci sono scuse che reggano: il vero problema e' politico.
Siamo di fronte a un esecutivo al giogo del Carroccio, che
non ha alcuna intenzione di incentivare gli investimenti e il
lavoro produttivo del Mezzogiorno. I toni professorali del
responsabile di via Venti settembre appaiono assai
inopportuni di fronte a questo semplice dato di fatto, e
all'abisso in cui in cui il suo governo ha gettato il Sud''. |
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BANKITALIA: DATI ALLARMANTI, GOVERNO MANTENGA IMPEGNI PER SUD |
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ROMA, 15 GENNAIO 2010 (ADNKRONOS) - ''I dati Bankitalia sul mercato
del lavoro confermano che i livelli di occupazione sono crollati,
raggiungendo livelli allarmanti specialmente per i ragazzi che vivono
nelle zone deboli del Sud. Il governo non perda altro tempo e
inserisca nel milleproroghe il piano-occupazione per giovani
meridionali previsto dalla mozione Pd approvata mercoledi' alla
Camera''. Lo afferma Sergio D'Antoni, deputato Pd e primo firmatario
del documento approvato a Montecitorio, che prevede tra l'altro il
varo di un piano-occupazione da 450 milioni di euro per incentivare
l'assunzione di almeno 100mila giovani meridionali in aziende private
del Sud.
''Se dopo sei mesi dall'annuncio del fantomatico Piano Sud,
l'esecutivo crede di poter fare ancora melina o pensa di poter alzare
una cortina fumogena di fronte agli impegni assegnati dal Parlamento,
sbaglia di grosso. Il Partito democratico non lo permettera'. Le
indicazioni sono chiare, il governo deve onorarle con rapidita',
responsabilita' e concretezza'', conclude l'esponente Pd.
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MOZIONE SUD: GOVERNO BATTUTO, E' LA 35ESIMA VOLTA |
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ROMA, 13 GENNAIO 2010 (APCOM) - È la trentacinquesima volta che il Governo
viene battuto alla Camera in questa legislatura, la nona su
questioni riguardanti il Mezzogiorno. Il Pd parte lancia in resta
sul Mezzogiorno dopo la debacle di maggioranza ed esecutivo in
aula alla Camera
"Quella di oggi - sottolinea il segretario d'aula dei democratici
Erminio Quartani - è una doppia bocciatura per l`esecutivo perché
non solo è la dimostrazione che la maggioranza è sempre più
debole, l`Mpa ha votato contro e più di un quarto di deputati del
Pdl era assente dimostrando, ancora una volta, disinteresse per i
lavori delle Camere, ma anche perché è la netta bocciatura
dell`azione del Governo nel mezzogiorno e del continuo scippo dei
fondi Fas al Sud da parte del Ministro Tremonti. Adesso il
Governo dovrà reintegrare rapidamente le risorse impegnate del
Fondo per le aree sottoutilizzate per destinarle a un programma
mirato al rilancio del tessuto produttivo e dei livelli
occupazionali del mezzogiorno".
Fa eco l'ex segretario della Cisl Sergio D'Antoni,primo
firmatario della mozione del Pd passata integralmente a
Montecitorio contro il parere del governo. "Il governo - afferma-
raccoglie oggi il frutto della sua disastrosa politica
antimeridionale. Dopo un anno di scippi indicibili, il Parlamento
impegna l'esecutivo a reintegrare le risorse dirottate dal Fas, a
ripristinare il credito d'imposta e a varare un piano-occupazione
per incentivare l'assunzione a tempo indeterminato di almeno
100mila giovani in aziende private del meridione. Un risultato
importantissimo sia sul piano politico che su quello di merito".
"A livello politico - conclude D'Antoni- appaiono oggi come mai
evidenti le profonde spaccature che sfaldano la maggioranza,
risultato di diciotto mesi di politiche pesantemente antisociali,
che hanno penalizzato in tutto le zone e le fasce sociali
maggiormente colpite dalla crisi. Tutti gli indicatori di cui
disponiamo dicono infatti che l'onda lunga della crisi morde
soprattutto le aree sottoutilizzate del meridione. Il quadro
sociale ed economico a Sud di Roma e' allarmante. L'occupazione
e' ai minimi storici. I flussi migratori registrano un'impennata
spaventosa. Una famiglia su tre e' al di sotto della soglia di
poverta' alimentare. Le piccole e medie imprese chiudono,
stritolate dalla stretta creditizia. Tutto questo accade ora e va
fronteggiato subito, senza ulteriori indugi o sterili proclami su
fumosi piani Marshall. Nei provvedimenti varati fino a questo
momento dall'esecutivo non c'e' l'ombra di un sostegno per
investe in realta' che producono ricchezza e occupazione nel
Mezzogiorno".
"Al contrario - conclude- la compagine berlusconiana ha dirottato
decine di miliardi dalle risorse destinate al Sud e smantellato
gli unici strumenti di fiscalita' di sviluppo, il credito
d'imposta e le zone franche urbane. Ora questo andazzo dovrà
finalmente cambiare".
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SUD: CAMERA, PD-MPA ALLEATI SU FONDI FAS E GOVERNO VIENE BATTUTO |
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ROMA, 13 GENNAIO 2010 (DIRE) - Sono i fondi Fas 'l'inciampo' del governo
nell'aula Camera nel corso del voto sulle mozioni per
l'occupazione nel Mezzogiorno. La parte della mozione del Pd, a
prima firma Sergio D'Antoni, su cui il sottosegretario al
Welfare, Pasquale Viespoli, aveva dato parere negativo riguarda
infatti l'impegno per l'esecutivo "a reintegrare le risorse
impegnate del Fondo per le aree sottoutilizzate per destinarle a
un programma mirato al rilancio del tessuto produttivo
meridionale e, conseguentemente, dei livelli occupazionali del
Mezzogiorno, ripristinando a tal fine un meccanismo di fiscalita'
di sviluppo concreto ed efficace quale e' l'automatismo del
credito d'imposta per i nuovi investimenti nel Mezzogiorno".
Determinanti per l'approvazione di questo dispositivo della
mozione, che e' stata votata per parti separate, sono stati i
voti dell'Mpa che si sono uniti a quelli dell'opposizione. Il si'
al documento e' prevalso infatti per 12 voti (sono 8 i deputati
Mpa).
La parte della mozione D'Antoni a cui il governo invece ha
dato parere positivo, e che poi e' passata, impegna Palazzo Chigi
"a finanziare un piano volto a inserire nel mercato del lavoro
almeno 100 mila giovani diplomati e laureati delle otto regioni
del Mezzogiorno mediante stage presso imprese private, a tal fine
prevedendo un compenso mensile a carico dello Stato per un
periodo non inferiore a sei mesi, cui aggiungere un incentivo di
3.000 euro a favore dell'azienda in caso di assunzione a tempo
indeterminato". Ma anche "a predisporre in tempi rapidi un piano
organico di riforma degli ammortizzatori sociali, che includa
lavoratori a progetto, parasubordinati, lavoratori atipici e le
altre categorie contrattuali attualmente escluse da ogni
copertura, garantendo almeno il 60 per cento del reddito
percepito nell'ultimo anno".
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CRISI ECONOMICA: BASTA ANNUNCI SERVONO RISPOSTE IMMEDIATE |
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ROMA, 12 GENNAIO 2010 (ADNKRONOS) - ''Potere d'acquisto delle famiglie in
stallo, consumi a picco, disoccupazione e precarieta' alle stelle,
piccole e medie imprese asfissiate dalla stretta creditizia. Di fronte
a questo allarme, il governo non puo' starsene con le mani i mano
affidandosi alla solita politica di 'vedremo' e di 'faremo'''. Lo
afferma Sergio D'Antoni, deputato Pd e vicepresidente della
commissione Finanze della Camera.
''Servono risposte immediate a sostegno dei redditi medio-bassi
e provvedimenti specifici per incentivare il lavoro produttivo nel
Mezzogiorno'', aggiunge indicando una doppia strada da percorrere;
taglio delle aliquote sui redditi medio-bassi e una politica di
sviluppo focalizzata sulle aree sottoutilizzate meridionali per le
quali il Pd chiede l'istituzione di un piano-occupazione da 450
milioni per incentivare l'assunzione a tempo indeterminato di almeno
100 mila giovani meridionali in aziende private del Sud, oltre che il
ripristino del credito d'imposta e delle Zone franche urbane.
"Nessun assistenzialismo, nessuna carita', ma incentivi concreti
a quegli imprenditori che decidono di puntare su realta' capaci di
creare ricchezza e occupazione. Ma sia sui temi fiscali che sul
Mezzogiorno, l'esecutivo si e' prodotto finora in tante chiacchiere
sterili e zero fatti. E' tempo che la musica cambi'', conclude.
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OCCUPAZIONE: SITUAZIONE ALLARMANTE SPECIALMENTE AL SUD |
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ROMA, 8 GENNAIO 2010 (ADNKRONOS) - ''I dati diffusi dall'Istat sui
livelli occupazionali rappresentano un duro e allarmante promemoria
sull'incapacita' del governo della destra di dare risposte concrete di
fronte agli effetti della crisi. A preoccupare maggiormente e' il
bassissimo livello di occupazione giovanile registrato nel
Mezzogiorno, dove per conquistarsi un futuro i ragazzi sono sempre
piu' spesso costretti ad emigrare''. Sergio D'Antoni, deputato Pd e
vicepresidente della commissione Finanze della Camera commenta cosi'
le stime sull'occupazione pubblicate oggi dall'Istat.
Per far fronte a una simile emergenza, il Partito democratico,
rileva D'Antoni, ''presentera' lunedi' prossimo una mozione alla
Camera che impegna il governo ad attivare un piano-occupazione per 100
mila giovani meridionali in aziende private del Sud. Nessuna spesa
improduttiva, nessun assistenzialismo parassitario, ma al contrario un
serio incentivo al lavoro produttivo che non impegna eccessivamente le
casse dello Sstato, contribuisce a creare ricchezza e ad arginare la
disoccupazione dove la crisi morde di piu'''.
Il governo, che da oltre sei mesi parla a vuoto di un fumoso
piano Marshall per il Sud, conclude l'esponente del Pd, ''ha oggi la
possibilita' di dare un contributo reale e concreto alla causa
convergendo su questa proposta. In caso contrario i cittadini e gli
elettori meridionali saranno ancora una volta messi di fronte alla
demagogia di una miope compagine antimeridionale''.
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FIAT: PER TERMINI NON ESISTE ALTERNATIVA CREDIBILE AD AZIENDA |
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ROMA, 7 GENNAIO 2010 (ADNKRONOS) - ''Su Termini Imerese il Governo
nazionale e l'esecutivo siciliano garantiscano: Fiat, Fiat, Fiat! Per
lo stabilimento isolano non esiste alternativa credibile se non il
Lingotto, una grande azienda con altrettanto grandi responsabilita'
nazionali. E la Sicilia, a quanto ci risulta, fa ancora parte di
questo Paese''. Lo afferma in una nota Sergio D'Antoni, esponente Pd e
vicepresidente della commissione Finanze della Camera.
L'impianto siciliano, rileva l'esponente del Pd, ''puo' e deve
continuare a produrre automobili Fiat e a rappresentare una delle piu'
importanti realta' industriali del Mezzogiorno. Esecutivo e Lingotto
devono lavorare per mettere sul tappeto risorse e idee per combattere
le diseconomie e salvaguardare produzione. Non un posto puo' andare
perduto in questa difficile fase. La strada maestra e' quella indicata
dal contratto di programma siglato dal governo di centrosinistra e
abbandonato dal governo Berlusconi''.
Tutti coloro che sono in grado di salvaguardare il futuro
industriale delle aree piu' colpite dalla crisi, aggiunge D'Antoni,
''sono chiamati ora a fare la loro parte. E' un impegno strategico e
una responsabilita' di portata nazionale, alla quale Fiat non puo'
certo sottrarsi''.
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MATTARELLA: D'ANTONI, SUA LEZIONE E' ATTUALISSIMA |
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PALERMO, 6 GENNAIO 2010 (ANSA) - ''La lezione di Piersanti
Mattarella, il suo lavoro per una Regione 'con le carte in
regola', il suo esempio insuperabile di rigore politico e morale
e' di straordinaria attualita' e rappresenta ancora oggi una
condizione fondamentale per invocare una politica nazionale
meridionalista e non dare alibi a quanti lavorano contro il
Mezzogiorno. Per questo commemorare la sua memoria non vuol dire
solo ricordare un grande politico, un grande siciliano e un
grande uomo di Stato, ma anche dare nuova linfa a un riferimento
imprescindibile per chiunque veda nella legalita' un valore
assoluto e non negoziabile''. Lo afferma Sergio D'Antoni,
deputato Pd, ricordando Piersanti Mattarella, ex presidente
della Regione siciliana assassinato dalla mafia il 6 gennaio del
1980. ''Nel suo rifiuto di piegarsi alla logica della paura e
della violenza - aggiunge - nella sua pervicace lotta per
estromettere cosa nostra dalle istituzioni, Mattarella
rappresenta oggi un faro per tutti. Il suo operato deve essere
fonte di ispirazione per le vecchie e le nuove generazioni.
Certamente lo e' per chi, come me, ha avuto occasione di vivere
personalmente quella stagione intensa e importante, ricavandone
uno stimolo formidabile per proseguire secondo quei principi e
quei valori''.
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MATTARELLA: E' ANCORA RIFERIMENTO IMPRESCINDIBILE |
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ROMA, 5 GENNAIO 2010 (ADNKRONOS) - ''Ricordare Piersanti Mattarella
vuol dire commemorare la parabola di un grande polititico, di un
grande siciliano e di un grande uomo di Stato che, mosso da
inflessibile rigore morale, ha sacrificato la vita per estromettere la
mafia dalle istituzioni dell'Isola''. Lo afferma Sergio D'Antoni,
deputato Pd, alla vigilia dell'anniversario dell'assassinio dell'ex
presidente della Regione siciliana.
''A trent'anni dalla sua morte, Mattarella rimane un Presidente
impareggiabile e un riferimento imprescindibile per chiunque veda
nella legalita' un valore non negoziabile e si batte ogni giorno per
affermarne la ragione. Per questo il suo sacrificio non e' stato vano.
Nel suo rifiuto di piegarsi alla logica della paura e della violenza,
nella sua straordinaria vicenda umana e politica, Mattarella
rappresenta un faro per tutti", aggiunge.
"Il suo esempio - conclude- deve essere fonte di ispirazione per
le vecchie e le nuove generazioni. La sua lezione sulla regione 'con
le carte in regola' e' ancora oggi di straordinaria attualita' e
rappresenta una sfida fondamentale per invocare una politica nazionale
meridionalista e non dare alibi a quanti lavorano contro il
Mezzogiorno''.
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LAVORO: DATI ISTAT EVIDENZIANO IMMOBILISMO GOVERNO |
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ROMA, 17 DICEMBRE 2009 (ADNKRONOS) - I dati diffusi dall'Istat sul lavoro
"gettano una luce impietosa sull'immobilismo del governo, che alla
Camera oggi ha imposto con voto di fiducia l'ennesima manovra iniqua e
antisociale''. Lo afferma Sergio D'Antoni, esponente Pd e
vicepresidente della commissione Finanze di Montecitorio. ''La
condizione delle famiglie italiane - aggiunge l'ex sindacalista - e'
ormai insostenibile, specialmente nelle aree deboli del Sud dove la
disoccupazione e' piu' alta e la maggior parte dei nuclei famigliari
vive di un solo reddito".
Di fronte a questa evidenza, "l'esecutivo ha imposto oggi una
Finanziaria che non contiene nulla per i redditi medio bassi, non
riforma gli ammortizzatori sociali e dilapida ancora una volta risorse
destinate alle zone sottoutilizzate per coprire spese correnti. Non un
rigo e' destinato al sostegno reale di precari, disoccupati,
pensionati e piccoli imprenditori, mentre i grandi evasori sono
premiati ancora una volta con la scandalosa proroga dello scudo
fiscale".
D'Antoni, che ha incassato un si' su un ordine del giorno
relativo alla necessita' di conferire competenze bancarie alle Poste,
auspica che il governo "voglia onorare almeno questo impegno per dare
sostanza a quella scatola vuota che e' finora la banca del Sud''.
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BANKITALIA: DATI INQUIETANTI SU FAMIGLIE, GOVERNO IMMOBILE |
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ROMA, 16 DICEMBRE 2009 (ANSA) - ''I dati diffusi da Bankitalia sulle
condizioni economiche delle famiglie italiane sono inquietanti e
purtroppo risultano del tutto ignorati dal governo, che proprio
oggi impone l'ennesima fiducia su una finanziaria iniqua e
antisociale''. Lo afferma Sergio D'Antoni (Pd), vicepresidente
della commissione Finanze della Camera.
''Come rilevato anche dal Censis - spiega - il divario tra
fasce sociali continua ad aumentare a scapito di chi vive e
lavora nelle zone deboli del Sud. Nel Mezzogiorno vive sotto la
soglia della poverta' alimentare addirittura un nucleo
famigliare su tre. Uno scenario che rende ancora piu' evidente
il bisogno di un piano organico a sostegno dei redditi medio
bassi. Tuttavia il governo propone oggi una manovra vuota, senza
nulla per disoccupati, precari e pensionati, che continuano a
pagare piu' degli altri gli effetti della crisi. Con l'ennesimo
colpo di mano, l'esecutivo decide di non fare nulla, affidandosi
ai soliti spot e confermando la propria impostazione
antimeridionale e unilateralista. Questo paese - conclude
D'Antoni - ha bisogno di tornare a politica economica seria, che
punti alla coesione sociale e alla redistribuzone della
ricchezza attraverso una proficua concertazione di tutte le
forze politiche e le parti sociali. Quanto di piu' lontano
dall'impostazione di questo governo''.
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FINANZIARIA: PENALIZZA ZONE E FASCE DEBOLI |
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ROMA, 15 DICEMBRE 2009 (ITALPRESS) - "L'ennesimo ricorso al voto di fiducia da parte
del governo e' un fatto gravissimo, che svuota il Parlamento delle
sue prerogative, mette in evidenza la distanza che separa
l'esecutivo dalla sua stessa maggioranza e penalizza ancora una
volta i ceti piu' deboli del Paese". Cosi' Sergio D'Antoni,
vicepresidente della commissione Finanze della Camera, commenta la
fiducia posta oggi dal governo sulla legge di bilancio a
Montecitorio. "Solo un anno fa il presidente Giorgio Napolitano
auspicava che la crisi potesse essere una occasione per recuperare
le inefficienze e i ritardi del paese. Auspicio tradito dal
governo, dal momento che in questi venti mesi ha prosciugato le
risorse del Sud e sistematicamente penalizzato i piu' deboli. Oggi
il divario tra aree e fasce sociali e' piu' grande di allora. La
poverta', la precarieta' e la disoccupazione aumentano soprattutto
nelle zone deboli. E nonostante questo, non un rigo della manovra
e' dedicato a chi sta peggio. Non c'e' nulla per disoccupati,
precari, pensionati e parasubordinati, che continuano a pagare piu'
degli altri gli effetti della crisi. Non un rigo - aggiunge - per
la fiscalita' di sviluppo e per quei piccoli e medi imprenditori
che si trovano schiacciati da una stretta creditizia senza
precedenti. Non un rigo e' dedicato a un piano infrastrutturale
degno di questo nome. Nulla sull'urgenza di ridurre il carico
fiscale al lavoro dipendente, ai pensionati, alle famiglie e ai
redditi medio bassi. Questo Paese ha bisogno di una politica
economica nuova e seria, che punti alla redistribuzone della
ricchezza tra ceti e zone geografiche attraverso una proficua
concertazione di tutte le forze politiche e sociali. Quanto di piu'
lontano dalla impostazione antisociale, antimeridionale e
unilateralista di questo governo".
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MEZZOGIORNO: GOVERNO ASCOLTI SINDACATI |
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ROMA, 14 DICEMBRE 2009 (ANSA) - Sergio D'Antoni, del Pd, chiede al
governo di non ''sottrarsi'' alla richiesta venuta unitariamente
da Cgil, Cisl e Uil, di un ''tavolo urgente per promuovere lo
sviluppo del Mezzogiorno''.
Per D'Antoni, le priorita' indicate dalle tre organizzazioni
''rappresentano i principali capitoli sui quali occorre
investire non solo per risollevare le zone deboli, ma anche per
assicurare un futuro di coesione e di crescita all'intera
nazione''. Le ''chiacchiere'' del governo, per D'Antoni, non
bastano, ma ''servono strumenti concreti come il credito
d'imposta, un piano infrastrutturale che non si esaurisca in
banali spot propagandistici, solidi aiuti a precari, disoccupati
e pensionati, misure tangibili per incentivare il radicamento
delle migliori menti sulle aree depresse''.
D'Antoni si augura quindi che ''il governo voglia cogliere
questo importante appello per invertire la marcia e coinvolgere
finalmente tutti gli attori in grado di dare un contributo nella
definizione delle riforme necessarie al rilancio del sud e di
tutto il paese''.
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FINANZIARIA: NULLA A MEZZOGIORNO, SOLO LA 'BALLA DEL SUD' |
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ROMA, 10 DICEMBRE 2009 (ANSA) - ''La legge Finanziaria, cosi' come
imposta dal governo Berlusconi, e' una vera offesa al
Mezzogiorno''. Lo dice il deputato del Pd Sergio D'Antoni,
vicepresidente della commissione Finanze della Camera. ''Il
provvedimento - aggiunge - ignora totalmente i bisogni delle
famiglie e degli imprenditori che vivono e lavorano nelle zone
piu' colpite dagli effetti della crisi. Se si esclude quella
scatola vuota che e' la Banca per il Sud, manca qualsiasi
riferimento anche solo alla necessita' di puntare allo sviluppo
economico e sociale del meridione''.
''Non c'e' traccia - attacca - di incentivi agli incapienti,
di fiscalita' di sviluppo come il credito d'imposta, di
strumenti a tutela di precari, disoccupati, pensionati. Capitoli
che rimangono nel libro dei 'vedremo' e dei 'faremo' del
governo, cosi' come le infrastrutture, l'istruzione, il sostegno
ai redditi medio-bassi''.
''Sul tavolo - conclude D'Antoni - rimane la gia' citata
'balla del Sud', non sostanziata da alcunche' di concreto, e un
'patto per la salute' con cui il governo mette nuovamente le
mani sul Fas, usandolo come risorsa sostitutiva per coprire
spese correnti. Immobilismo senza rigore e spudorato
antimeridionalismo: questo il quadro di un testo ideato per
compiacere il Carroccio invece che per puntare allo sviluppo e
per rispondere alle necessita' dei ceti e delle zone deboli del
Paese''.
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FINANZIARIA: CENTRODESTRA DISPREZZA CONFRONTO |
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ROMA, 7 DICEMBRE 2009 (ANSA) - ''Il maxiemendamento imposto oggi in
commissione Bilancio mette in evidenza ancora una volta il
disprezzo che questa destra ha per le regole del confronto
democratico''. Lo afferma Sergio D'Antoni, deputato del Pd e
vicepresidente della commissione Finanze della Camera.
''Dopo una settimana di stallo - aggiunge D'Antoni - e
un'intera nottata in cui le opposizioni hanno esposto i loro
emendamenti, il relatore ha dovuto ammettere che non avrebbe
accettato alcuna indicazione diversa da quelle del governo. Si
e' consumato cosi' in soli dieci minuti l'ennesimo sfregio ai
danni del Parlamento. Atto al quale ci ha tristemente abituati
l'esecutivo Berlusconi e che ora sbarca con inaudita rozzezza
persino in commissione''.
Quanto al merito del provvedimento, per D'Antoni, ''sul
tavolo rimane un testo inadeguato, debole e malpensato, che pur
gravando per quasi 9 miliardi sulle tasche dei cittadini, non
da' alcuna risposta agli urgenti e pressanti bisogni dei redditi
medio bassi, delle imprese e delle zone deboli. Una finanziaria
insieme costosa e inefficace, raro esempio di cattiva ingegneria
legislativa, esclusivo frutto di guerriglie e logiche di potere
tutte interne alla compagine berlusconiana''.
''Il Pd - conclude l'ex segretario generale della Cisl - non
se ne stara' a guardare. Proporra' nuovamente i suoi emendamenti
in Aula, dando inizio a una battaglia in nome dello sviluppo del
Paese e del rispetto delle regole democratiche''.
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FINANZIARIA: COSI' BANCA SUD E' SCATOLA VUOTA |
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ROMA, 5 DICEMBRE 2009 (ADNKRONOS) - ''La banca del Sud, cosi' come
inserita dal governo in Finanziaria non e' altro che una scatola
vuota''. Ad affermarlo e' Sergio D'Antoni, vicepresidente della
commissione Finanze della Camera, nel sottolineare come manchino
all'appello ''i due cardini del provvedimento, vale a dire il ruolo di
Poste Italiane e in cosa si sostanzia la garanzia dello Stato''. ''Se
davvero - dice- il governo intende trattenere il risparmio e
incentivare gli investimenti nel Mezzogiorno, non deve fare altro che
dotare Poste italiane di competenze bancarie. Per dare sostanza a un
progetto che al momento rappresenta solo uno spot pubblicitario, non
esiste via piu' veloce, economica ed efficace''.
''E' certo poi - aggiunge D'Antoni - che non ci si puo' limitare
a questo. Per creare le condizioni di una reale e duratura convergenza
occorre lavorare arduamente per superare i gap strutturali che rendono
attualmente sconveniente investire al Sud. Questo vuol dire investire
su infrastrutture, sicurezza e pubblica amministrazione. Ma anche, in
questa difficile fase di recessione, sostenere il reddito di
pensionati e precari, allargare e potenziare gli ammortizzatori
sociali, dotare i piccoli e medi imprenditori di strumenti di
fiscalita' di sviluppo. Capitoli del tutto ignorati dal governo della
destra, che ha incardinato la sua politica economica su un
antimeridionalismo miope e dannoso per tutto il Paese''.
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SUD: PAROLE NAPOLITANO-DRAGHI SIANO MONITO PER GOVERNO |
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ROMA, 26 NOVEMBRE 2009 (ADNKRONOS) - ''Ringraziamo il Presidente della
Repubblica e il governatore di Bankitalia per le sagge parole sul
Mezzogiorno, il cui sviluppo deve tornare al piu' presto al centro
delle politiche economiche nazionali. Parole che devono suonare da
monito per il governo di Silvio Berlusconi, che dal primo momento ha
penalizzato in ogni modo il Sud spostando decine di miliardi dalle
zone deboli a quelle forti''. Ad affermarlo in una nota e' Sergio
D'Antoni, deputato Pd e vicepresidente della commissione Finanze della
Camera.
In questo anno e mezzo, continua, ''l'esecutivo della destra ha
utilizzato le risorse destinate alla convergenza come fossero un
bancomat con cui coprire ogni ordine di spesa nazionale. A fronte di
questo scippo, non e' stata adottata neppure una misura specifica a
sostegno delle imprese e delle famiglie che vivono nelle aree piu'
esposte agli effetti della crisi. Questo antimeridionalismo, frutto di
una totale subalternita' alla Lega, si manifesta oggi in una
finanziaria del tutto indifferente alle sorti del meridione''.
Nella manovra, sottolinea l'esponente del Pd, ''non c'e' infatti
nulla di nulla, mentre si fa sempre piu' pressante il bisogno di
strumenti capaci di incentivare gli investimenti produttivi. Come il
credito d'imposta, smantellato da quello stesso Tremonti che oggi va
in giro a tesserne lodi. Occorre inoltre aumentar le risorse delle
zone franche urbane, ideate dal governo Prodi e ferme alla dotazione
sperimentale di 100 milioni''. Infine, conclude D'Antoni, ''servono
maggiori aiuti a disoccupati, precari e pensionati, che sono i ceti
piu' esposti agli effetti della crisi. Insomma, un piano concreto, non
le scatole vuote prodotte finora dal governo''.
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BANCA SUD: NON DA' RISPOSTE A BISOGNI DI FAMIGLIE E IMPRESE |
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ROMA, 12 NOVEMBRE 2009 (ANSA) - 'Trattenere il risparmio e incentivare gli investimenti nel Mezzogiorno sono obiettivi improcrastinabili. Proprio per questo non e' possibile affidarli esclusivamente al progetto di una Banca del Sud, che per decollare avra' bisogno di anni. Non si tratta di bocciare o promuovere l'idea di un istituto del genere, ma di fare i conti con un dato incontestabile: questo progetto non e' in grado di dare alcuna risposta agli urgenti e pressanti bisogni che affliggono le famiglie e i piccoli imprenditori delle aree deboli'. Lo afferma Sergio D'Antoni, deputato Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera.
'Per perseguire crescita e sviluppo - spiega - occorre mettere in campo subito un piano adeguato capace di incidere immediatamente sul tessuto sociale e produttivo del meridione. Servono sgravi e strumenti di sostegno per quegli imprenditori e quelle famiglie che vivono e lavorano nelle zone piu' colpite dagli effetti della crisi'. In particolare per D'Antoni occorre 'potenziare gli ammortizzatori sociali, aiutare con forti sgravi le famiglie piu' in difficolta', ripristinare strumenti di fiscalita' di sviluppo come il credito d'imposta, che non puo' e non deve essere pagato dalle regioni'. L'esponente Pd chiede dunque 'misure importanti, realizzate con le risorse stanziate per il Sud, e non scatole vuote o sterili spot pre-elettorali'. Se il piano Marshall annunciato da Berlusconi cinque mesi fa 'si riduce al mantra della Banca del Mezzogiorno e alle pallide promesse del ministro Scajola, non rimane che rilevare che sul piatto non c'e' ancora nulla di concreto', conclude D'Antoni.
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PARI OPPORTUNITA': INIZIA CAMMINO LEGGE SU DONNE IN CDA |
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ROMA, 10 NOVEMBRE 2009 (ADNKRONOS) - La proposta di legge sul
riequilibrio della presenza di genere nei consigli d'amministrazione
delle societa' quotate in borsa, di cui e' prima firmataria Lella
Golfo del Pdl, ha iniziato oggi il suo cammino in commissione Finanze
alla Camera. "Sono molto soddisfatta - ha spiegato Lella Golfo,
deputata del Pdl e presidente della Fondazione Marisa Bellisario- di
questo primo passaggio della proposta di legge in commissione Finanze
e della brillante relazione introduttiva fatta dalla collega Silvana
Comaroli. E' caduto un altro muro, finalmente il Parlamento, dopo
molti anni, comincia seriamente ad affrontare il tema della
partecipazione femminile ai vertici della societa' italiana".
Anche Sergio D'Antoni, deputato del Pd, ha espresso parere
favorevole alla proposta. "E' giusto -ha dichiarato- che la
maturazione porti all'equilibrio dei generi in materia autonoma pero'
in molti campi c'e' bisogno di una spinta legislativa. Nel nostro caso
significa trovare un equilibrio serio nelle societa' quotate in borsa
perche' la presenza femminile in queste societa' e' veramente
risibile. Senza una forte spinta normativa questo risultato non si
ottiene".
"Quindi -ha aggiunto D'Antoni- vedo favorevolmente tutto quello
che va in questa direzione. Del resto nel nostro partito nella fase
del Congresso abbiamo applicato la parita' tra generi. Siamo quindi
oltre il testo della maggioranza che prevede una quota di un terzo.
Noi siamo in questa cultura. Se la proposta viene dalla maggioranza e
la maggioranza fa una proposta giusta noi, lo abbiamo sempre detto, la
questione e' nel merito".
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INFRASTRUTTURE: DA CIPE ENNESIMA BORDATA A SUD |
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ROMA, 6 NOVEMBRE 2009 (ADNKRONOS) - ''Mentre la crisi occupazionale si
aggrava e pesa soprattutto sulle famiglie che vivono nelle aree
depresse, con il Cipe di oggi e' arrivata l'ennesima bordata al
Mezzogiorno dal governo Berlusconi, che sposta nuove risorse dalle
zone deboli a quelle forti del Paese". Cosi' Sergio D'Antoni commenta
le decisioni del Cipe di oggi.
"L'esecutivo della destra infatti non solo continua a tenere in
ostaggio i fondi regionali del Fas, ma aumenta le tariffe aeroportuali
condannando cosi' a maggiori spese i cittadini del Sud, i quali non
hanno altri mezzi se non l'aereo per muoversi attraverso l'Italia.
C'e' poi il capitolo del fondo per il risanamento ambientale,
finanziato ancora una volta con il Fas. Una dotazione doverosa, che
serve a far fronte alle emergenze idrogeologiche nazionali, e che
pertanto non puo' essere fatta pagare solo alle aree deboli come
deciso dal governo Berlusconi'', prosegue.
''Di fronte a un quadro del genere, il solito refrain sul ponte
di Messina, opera senza un progetto esecutivo ne' un chiaro piano
finanziario, non puo' che suonare come una spudorata presa in giro a
danno dei cittadini meridionali. Un chiassoso disco incantato con cui
si cerca di coprire il piu' totale immobilismo di fronte alle
gravissime urgenze infrastrutturali del meridione, a cominciare dal
comparto ferroviario e dal prolungamento della Tav a sud di Napoli.
Altro che piano Sud, altro che banca per il Mezzogiorno: alla prova
dei fatti le menzogne del governo della destra vengono sempre a galla
e la sua vocazione leghista non si smentisce mai''.
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SUD: DAL GOVERNO LA SOLITA SAGRA DEGLI ANNUNCI |
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ROMA, 5 NOVEMBRE 2009 (AGI) "Dal governo, il solito disco incantato
sul Mezzogiorno, la solita raffica di 'vedremo' e 'faremo'
buona solo a gettare fumo su un semplicissimo dato: ancora
nulla e' stato fatto per il meridione". Lo afferma Sergio
D'Antoni, deputato Pd e vicepresidente della commissione
Finanze della Camera, commentando le dichiarazioni di Franco
Frattini e Claudio Scajola. "Mentre la sagra degli annunci
dell'esecutivo procede a pieno ritmo, in Senato sbarca una
finanziaria vuota e imbarazzante, che non da' alcuna risposta
agli urgenti bisogni delle famiglie e degli imprenditori,
specialmente nelle aree deboli. Se davvero il governo della
destra vuole fare qualcosa allora deve farlo subito, inserendo
nella manovra misure capaci di rilanciare il potere d'acquisto
delle famiglie, e strumenti di fiscalita' di sviluppo effcaci
per i piccoli e medi imprenditori. Strumenti come il credito
d'imposta, che Tremonti ha prima smantellato e ora vorrebbe far
pagare alle regioni deboli. Le stesse che da un anno e mezzo
vedono sequestrato dal governo il Fas di loro competenza". Per
D'Antoni non c'e' tempo da perdere: "Berlusconi non puo'
pensare di cavarsela con gli slogan di una banca del
Mezzogiorno, che avra' bisogno di 30 anni per decollare, e di
un Piano Sud di cui ancora nessuno sa nulla. Ha ragione il Capo
dello Stato, l'Italia ha bisogno di riforme immediate, concrete
e condivise, non di proclami sterili o di ministri che si
attardano in lotte di potere".
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PD: STIMA E VICINANZA AL SENATORE PAPANIA
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PALERMO, 4 NOVEMBRE 2009 (ANSA) ''Desidero esprimere la mia
vicinanza e rinnovare la mia stima al senatore Nino Papania,
incidentalmente toccato da un'inchiesta che lo vede totalmente
estraneo ai fatti contestati dai Pm''. Lo afferma Sergio
D'Antoni, deputato Pd, in relazione all'inchiesta aperta su
presunti rapporti tra Filippo Di Maria, impiegato della
forestale e factotum di Papania, e la cosca mafiosa di Alcamo.
''Sono gli stessi magistrati - ricorda ancora D'Antoni - che
rilevano negli atti come 'da nessuna delle conversazioni
intercettate emerge che uomini politici o i loro diretti
collaboratori avessero consapevolezza del ruolo rivestito da Di
Maria'. Una precisazione importante, responsabile e doverosa,
che mette in evidenza la serieta' degli inquirenti''.
''Colgo l'occasione - conclude D'Antoni - per confermare il
plauso alle forze dell'ordine e alla magistratura che, con
grande coraggio e dedizione, marciano nella giusta direzione,
fronteggiando con efficacia il cancro del racket e della
criminalita' organizzata e liberando cosi' le istituzioni e la
societa' civile della Sicilia e dell'Italia intera''.
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PD: SI ACCETTI VITTORIA LUPO E BASTA CON SCONTRI |
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PALERMO, 3 NOVEMBRE 2009 (ANSA) - ''E' davvero uno strano lapsus
quello in cui e' caduto l'onorevole Crocetta parlando di
balcanizzazione del Pd in Sicilia. All'eurodeputato non sara'
sfuggito che Pierluigi Bersani e' stato tra i primi ad auspicare
con forza la conferma a segretario regionale dei candidati che
hanno vinto le primarie. Candidati come Giuseppe Lupo, che tra
l'altro ha ottenuto la maggioranza delle preferenze anche tra
gli iscritti del partito''. Lo afferma Sergio D'Antoni, deputato
Pd.
''Quella del segretario nazionale - aggiunge D'Antoni - e'
una indicazione democratica e di buon senso, tesa a garantire il
rispetto della volonta' della maggioranza degli elettori.
Indicazione perfettamente recepita dai sostenitori della mozione
Mattarella, che vedono nella segreteria di Lupo l'espressione
piu' diretta della volonta' dei siciliani. Una naturale e leale
convergenza di merito, quindi, in cui tutti si riconoscono in
una linea di intransigente opposizione alla catastrofica
amministrazione di Raffaele Lombardo. Porsi al di fuori di
questa logica democratica, peraltro contro gli stessi auspici
del leader nazionale a cui si fa riferimento, significa
veramente voler balcanizzare il partito''.
Secondo D'Antoni, ''chi si attarda a rientrare in questa
ottica di trasparenza compie un pessimo servizio ai danni del
partito''. ''Crocetta, Lumia e tutti coloro che cercano
irresponsabilmente di radicalizzare lo scontro si facciano una
ragione - conclude - Lupo ha vinto le primarie. Sotterrino
dunque l'ascia di guerra e comincino a parlare di politica''.
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PMI: SU ZONE FRANCHE TANTE FACCE TOSTE |
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ROMA, 29 OTTOBRE 2009 (ANSA) - Sergio D'Antoni, del Pd, critica
la ''faccia tosta di certi esponenti di governo e di
maggioranza, i quali hanno il coraggio di annoverare le Zone
franche urbane e le risorse regionali del Fas tra i
provvedimenti che qualificano il governo Berlusconi nel rilancio
delle zone deboli''.
D'Antoni precisa che ''sia le zone franche urbane che le
attuali quote del Fas, sono state ideate, realizzate e
finanziate dal precedente governo di centro sinistra'', mentre
il governo attuale aveva finora ''colpevolmente tenuto bloccati
questi due strumenti per misero calcolo politico, impedendo la
minima programmazione proprio sui territori maggiormente colpiti
dalla crisi, dalla poverta' e dalla disoccupazione''.
Dal governo in carica, ricorda D'Antoni, si aspetta che
''dica qualcosa di concreto e di suo'', perche' ''dopo un anno e
mezzo di tagli barbari e indicibili scippi'', si e' ''limitato a
impacchettare il vuoto spot della banca del Sud e a lanciare
proclami tanto vaghi quanto inconsistenti''.
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CRISI: DOVE E' FINITO PIANO MARSHALL PER IL SUD? |
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ROMA, 27 OTTOBRE 2009 (ANSA) - ''L'Italia ha bisogno di un governo,
non di un vespaio litigioso e inconcludente. La pietosa
telenovela che vede protagonista Giulio Tremonti mette in
evidenza tutta l'incapacita' dell'esecutivo Berlusconi di dare
risposte concrete ai problemi reali del Paese''. Lo dice Sergio
D'Antoni, deputato del Pd e vicepresidente della commissione
Finanze della Camera.
'' Da una parte - spiega - il titolare dell'Economia, che
passa ufficialmente in quota Lega e reclama la carica da
vicepremier. Dall'altra tutto il gotha pidiellino, che
recalcitra per avere un posto in prima fila nel riequilibrio dei
poteri interni. Una cinica guerriglia all'ultima poltrona, che
non solo getta discredito sulle istituzioni, ma annulla ogni
possibilita' di dare risposte concrete alle famiglie, ai
disoccupati, ai precari e ai piccoli e medi imprenditori''.
''Nel chiassoso bazaar che e' diventato il centrodestra -
aggiunge - assorda in particolare l'indifferenza e il silenzio
intorno ai ceti piu' deboli del Sud. Dove e' finito il tanto
sbandierato piano Marshall per il Mezzogiorno? A quattro mesi
dall'annuncio, sul tavolo non c'e' ancora nulla. Nelle parole di
Claudio Scajola non c'e' alcuna concretezza. Il ministro si
limita ad indicare obiettivi generici, rimandando gli atti
concreti a un futuro indeterminato. Quanto alla Banca del Sud, -
aggiunge - siamo di fronte a una scatola vuota, impacchettata ad
esclusivo consumo pre-elettorale. Insomma, mentre la recessione
colpisce in particolare le zone e le fasce deboli del meridione,
il governo alza una cortina fumogena dietro la quale continua a
scaricare tutti i costi proprio sul Mezzogiorno. D'altra parte
ormai e' ufficiale: a dettare la linea della politica economica
del Paese e' Umberto Bossi''.
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PD: PRIMARIE SEGNALE FORTE NEL SUD A GOVERNO
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ROMA, 23 OTTOBRE 2009 (ANSA) - ''Dario Franceschini dice bene: il
governo della destra ha compiuto nei confronti del Mezzogiorno,
e in particolare della Sicilia, il piu' grave dei tradimenti. Le
primarie di domenica rappresentano un'occasione formidabile per
lanciare un segnale forte e ricordare a questo esecutivo in
camicia verde che l'Italia e' e deve rimanere uno stato unitario
e solidale''. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile
Mezzogiorno del Pd.
''Tutto finora - aggiunge D'Antoni - e' stato fatto a spese
del meridione e, a fronte di cio', neppure un provvedimento e'
stato adottato per le aree e delle fasce deboli del Sud. Il
risultato, purtroppo, e' sotto gli occhi di tutti. Mentre Giulio
Tremonti si balocca con improbabili progetti di banche del
Mezzogiorno e con astratti discorsi sul posto fisso, ieri la
Caritas ha fatto sapere che nel 2009 la poverta' aumentera' in
maniera allarmante soprattutto tra i precari meridionali. I
cittadini del Sud hanno le tasche piene dei 'vedremo' e dei
'faremo' del governo Berlusconi. Servono misure concrete capaci
di rispondere subito e in maniera adeguata all'emergenza in
corso. Come indica bene la mozione Franceschini, la crescita del
Sud deve tornare ad essere l'elemento qualificante della
politica di sviluppo nazionale''.
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POVERTA': GOVERNO FACCIA ESAME COSCIENZA SU DATI CARITAS |
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ROMA, 22 OTTOBRE 2009 (ANSA) - Sergio D'Antoni, responsabile
Mezzogiorno del Pd, afferma che ''mentre Giulio Tremonti alterna
improbabili progetti di banche del Sud ad altrettanto astratti
discorsi sul posto fisso, la Caritas fa sapere che, soprattutto
al Sud, nel 2009 i poveri aumenteranno in maniera allarmante'',
in particolare fra i precari. Per questo, prosegue D'Antoni, il
governo della destra dovrebbe fare un esame di coscienza''.
Per D'Antoni, ''siamo di fronte a una vera e propria
emergenza sociale di fronte alla quale Tremonti e Berlusconi
rimangono immobili''. L'esponente del Pd chiede al governo
''provvedimenti immediati e d'urgenza atti a tutelare
disoccupati e lavoratori precari, non sterili cantilene su
Banche dei sogni o nebulosi piani Marshall rigorosamente
declinati al futuro. Il governo non puo' continuare a rifugiarsi
cinicamente in vuoti slogan. Inverta la rotta e agisca
immediatamente con provvedimenti adeguati all'emergenza in
corso. Altrimenti si rendera' responsabile di un dramma sociale
senza precedenti''.
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BANCA SUD: DARE ALLE POSTE COMPETENZE BANCARIE |
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ROMA, 19 OTTTOBRE 2009 (ANSA) - ''L'operazione Banca del Sud, cosi'
come formulata dal governo Berlusconi, rappresenta una colossale
perdita di tempo e una clamorosa presa in giro ai danni dei
meridionali. Se davvero il governo intende trattenere il
risparmio e incentivare gli investimenti nel Mezzogiorno, non
deve fare altro che dotare Poste italiane di competenze
bancarie. Tutto il resto e' sterile propaganda''. Lo afferma
Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd.
''Per ora la vaghezza domina sovrana. Giulio Tremonti
chiarisca subito in Parlamento quali funzioni l'esecutivo
intende assegnare alle Poste e come si sostanziera' la pubblica
garanzia dello Stato. In caso contrario - prosegue - dara'
conferma che e' in atto l'ennesima e scandalosa manovra
diversiva per gettare fumo negli occhi dei cittadini in vista
delle elezioni regionali''.
''Il governo della destra ha prodotto finora un numero
spropositato di decreti, ma in questo caso - continua D'Antoni -
ha deciso stranamente di seguire la via del disegno di legge.
Siamo di fronte a un testo vuoto che, tra passaggi parlamentari
e autorizzazioni europee, avra' bisogno di anni prima di
concretizzarsi. Intanto disoccupati, lavoratori, famiglie e
imprenditori meridionali rimangono senza alcuna concreta
tutela''.
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SUD: DA SCAJOLA PAROLE VAGHE E INCONISTENTI |
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ROMA, 17 OTTOBRE 2009 (ANSA) - ''Le parole di Claudio Scajola sono
vaghe, fumogene e inconsistenti. Ma le linee del magniloquente
piano Sud di Berlusconi non erano state definite prima della
pausa estiva? E il consiglio dei ministri non avrebbe dovuto
vararlo gia' a settembre? Ora il ministro viene a dirci che
tutto e' rimandato a dicembre, in curiosa coincidenza con il
proclama del Ponte sullo Stretto e, guarda caso, con
l'approssimarsi delle elezioni regionali. Non c'e' che dire, una
bella operazione di propaganda: ma di provvedimenti reali, il
Mezzogiorno, quando ne vedra'?'' Lo afferma Sergio D'Antoni,
responsabile Mezzogiorno del Pd commentando l'intervista del
ministro a '' Il Mattino''. ''Il governo Berlusconi e' gia'
abbondantemente fuori tempo massimo e non conta dalla sua
neppure una misura a sostegno delle aree deboli. Di idee balzane
e sterili spot il Sud ha le tasche piene. Serve un programma
concreto e organico, che dia risposte immediate a famiglie,
lavoratori e imprese meridionali''. Quattro per D'Antoni gli
assi da seguire: ''credito d'imposta che incentivi il lavoro
produttivo, un piano infrastrutturale concentrato su strade e
ferrovie, strumenti di raccordo tra mondo del lavoro e mondo
dello studio, un piano di bonifica idrogeologica su vasta scala
per evitare altri disastri dopo quello di Messina''. Secondo
D'Antoni, ''se non si capisce che un reale sviluppo passa solo
attraverso l'abbattimento dei deficit strutturali che
impediscono la crescita del meridione, ogni operazione, anche di
tipo finanziario, e' destinata a diventare puro
assistenzialismo. Il governo smetta di fuggire dalle proprie
responsabilita' e spieghi in Parlamento come mai a quattro mesi
dall'annuncio di Berlusconi sul tavolo non c'e' ancora niente''.
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BANCA SUD: SOLENNE PRESA IN GIRO PREELETTORALE |
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ROMA, 16 OTTOBRE 2009 (ADNKRONOS) - ''Cosi' come formulata
dall'esecutivo Berlusconi, la banca del Mezzogiorno e' una solenne
presa in giro. Vaghezza e confusione regnano sovrane. Tremonti
chiarisca subito quali funzioni intende assegnare alle Poste e come si
sostanziera' la pubblica garanzia dello Stato. In caso contrario dara'
conferma che e' in atto una clamorosa manovra diversiva per gettare
fumo negli occhi dei cittadini in vista delle elezioni regionali''. Ad
affermarlo in una nota e' Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno
del Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera.
Il governo della destra, rileva D'Antoni, ''ha prodotto finora
un numero spropositato di decreti, ma in questo caso ha deciso
stranamente di seguire la via del disegno di legge. Siamo di fronte a
un testo vuoto che, tra passaggi parlamentari e autorizzazioni Ue,
avra' bisogno nella migliore delle ipotesi di anni prima di
concretizzarsi. Intanto ai lavoratori, alle famiglie e agli
imprenditori del Sud non da' alcuna risposta''.
Per l'esponente del Pd, ''servono provvedimenti immediati in
grado di incidere realmente sul tessuto sociale e produttivo
meridionale. Misure a sostegno del lavoro produttivo come il credito
d'imposta, una vasta bonifica per evitare altri disastri
idrogeologici, un piano infrastrutturale che punti su strade e
ferrovie e non si esaurisca nello spot del Ponte sullo stretto.
Insomma un piano vero e organico, non una sterile fanfara
pre-elettorale''.
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PD SICILIA: CROCETTA SI INERPICA IN STRADA SCIVOLOSA |
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ROMA, 15 OTTOBRE 2009 (IL VELINO) - "E' davvero un peccato che
Rosario Crocetta sposti sul piano personale una critica che
voleva e doveva rimanere nell'ambito dell'analisi politica.
Questa si' e' una vera caduta di stile. L'onorevole afferma
che alcuni dirigenti del Pd, 'piu' che pensare a una linea
politica, hanno ritenuto di rappresentare qualche referente
nazionale in cambio di qualche posto in teste di lista in
elezioni senza preferenza'. Crocetta forse non se ne rende
conto, ma si inerpica in un sentiero molto scivoloso". E'
quanto dichiara Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del
Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera.
"Vorremmo chiedergli - continua D'Antoni - se strappare alla
destra la roccaforte del collegio Napoli-Ischia rientra nella
sua idea di 'rappresentante di referenti nazionali'. Inoltre
ci chiediamo se per caso Giuseppe Lumia abbia ottenuto il
proprio scranno in Senato con voto di preferenza o, in caso
contrario, se vada incluso anche lui nel novero dei dirigenti
cui fa riferimento l'eurodeputato. A proposito di referenti
nazionali, ci fa poi piacere rilevare che la piattaforma
siciliana della lista Crocetta-Lumia sia tornata da ieri sera
su piu' miti consigli. E' infatti encomiabile la decisione
del senatore e dell'europarlamentare di chiedere con
insistenza e infine ottenere l'apparentamento con la
candidatura di Bersani. Un buon segno, non c'e' che dire,
visto che, che al di la' delle chiacchiere, fa rientrare la
mozione Lumia all'interno di un idea nazionale e unitaria di
partito. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire. Solo che a
questo punto s'avanza un interrogativo. Quale e' la vera
anima della piattaforma Lumia-Crocetta? I due si dicono
autonomisti a Palermo e poi si scoprono unitari a Roma:
s'impone come minimo un esame di coerenza. Beninteso,
salutiamo con favore l'abbandono, nei fatti, di una
esasperata impostazione sicilianista e divisiva. Tuttavia
Lumia e Crocetta arrivano per ultimi a scoprire l'importanza
di un grande partito nazionale che faccia del rilancio del
sud e della Sicilia il punto cardine della crescita di tutto
il Paese. Ne prendano atto, e ne deducano le proprie
responsabilita'".
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PONTE STRETTO: PER GOVERNO IL SUD E' UNA COLONIA
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ROMA, 14 OTTOBRE 2009 (ANSA) - ''E' davvero singolare - afferma
Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd - che
l'ennesimo proclama di Silvio Berlusconi sul Ponte di Messina
sia arrivato proprio nel giorno in cui l'associazione dei
costruttori denuncia il totale azzeramento dei fondi per l'Anas.
La Finanziaria prosciuga infatti il contributo per gli
investimenti stradali che Giulio Tremonti aveva gia' provveduto,
l'anno scorso, a decurtare del 15 per cento. Il Cavaliere dice
che il debito pubblico non impedisce gli investimenti. E' vero,
a farlo e' solo il governo''.
''La verita' - prosegue D'Antoni - e' che questo esecutivo a
trazione leghista vede il Sud come fosse una colonia, una
realta' lontana e intrinsecamente sottosviluppata, di fronte
alle quali vicissitudini non si risponde con interventi di
merito, ma con annunci roboanti di magniloquenti opere di
regime. In tempi difficili come questi, le poche risorse a
disposizione vanno concentrate su obiettivi prioritari, quale
sarebbe un piano su vasta scala di risanamento delle aree a
rischio idrogeologico. Come ha detto il capo dello stato -
conclude - le sciagure non si evitano con opere faraoniche, ma
mettendo in sicurezza i territori''.
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SUD: DA GOVERNO SERVONO AZIONI CONCRETE NON CHIACCHIERICCIO |
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ROMA, 5 OTTOBRE 2009 (ADNKRONOS) - "Invece di affidarsi al solito
confuso chiacchiericcio, il governo di Silvio Berlusconi dovrebbe fare
tesoro delle parole del Presidente Giorgio Napolitano sul Mezzogiorno.
Servono azioni concrete e immediate, non proclami sterili". Cosi'
Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd, commenta le
dichiarazioni dei membri dell'esecutivo e della maggioranza riunitisi
oggi a Bari per un convegno sul Sud.
"E' veramente paradossale -continua D'Antoni- sentir parlare di
questione meridionale da ministri e parlamentari che hanno determinato
lo scippo di 35 miliardi di euro dalle zone deboli, abolito ogni
strumento di fiscalita' di sviluppo per gli imprenditori e licenziato
18mila insegnanti a sud di Roma".
"Questi stessi signori, a luglio promettevano un piano per il
Sud che ancora tutti aspettiamo -critica il vice presidente della
commissione Finanze della Camera- di parole ne girano fin troppe: dove
sono i fatti? Hanno bisogno di idee? Eccole: credito di imposta per le
piccole e medie imprese, un serio piano di infrastrutture che non si
esaurisca nello spot del ponte sullo stretto, maggiore sostegno al
reddito delle famiglie e potenziamento degli ammortizzatori sociali.
Per fare tutto cio' non occorre un miracolo, basterebbe restituire al
Mezzogiorno cio' che e' stato sottratto in questo anno e mezzo. Per
ora si sono visti solo tagli".
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SUD: PRONTO LOGO PER BANCA? ALLORA SIAMO A POSTO... |
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ROMA, 30 SETTEMBRE 2009 (ANSA) - ''Tremonti ha gia' pensato al logo
della banca del Sud? Allora siamo a posto. E noi che credevamo
fossero necessari leggi e riforme concrete''. Cosi' Sergio
D'Antoni, responsabile Mezzogiorno Pd, commenta sarcastico le
dichiarazioni del ministro dell'Economia sulla banca del Sud.
''Eppure - spiega - nella involontaria comicita' delle
affermazioni del ministro e' nascosta una grande verita': la
sistematica e lucida volonta' del governo Berlusconi di
anteporre l'immagine al contenuto, l'apparenza alla sostanza.
La compagine berlusconiana, che da sola si dipinge come
l'esecutivo del fare, in un anno e mezzo non ha fatto alcunche'
per sostenere le zone e le fasce deboli. Al contrario, Tremonti
ha spostato deliberatamente decine di miliardi dalle aree
sottosviluppate a quelle forti. Ha smantellato gli strumenti di
fiscalita' di vantaggio di cui disponevano gli imprenditori del
Sud. Ha falcidiato l'istruzione, tagliato 19mila cattedre sotto
il parallelo di Roma. Ha esaurito il capitolo infrastrutture con
lo spot del ponte sullo Stretto che peraltro, sia chiaro, non
verra' mai costruito. E' con questi bei galloni leghisti che
Tremonti ripete oggi il mantra della Banca del Sud. In attesa di
leggere questo fantomatico disegno di legge - conclude - il
ministro ricordi che a qualificare l'azione di un governo non
sono le chiacchiere ne' tantomeno un logo, ma le azioni
concrete. Quelle che lui ha calibrato sempre a uso e consumo del
Carroccio''.
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CEI: GOVERNO ASCOLTI DURO MONITO SU MEZZOGIORNO |
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ROMA, 29 SETTEMBRE 2009 (ANSA) - ''Invece di affidarsi a proclami
vuoti,il governo e la maggioranza farebbero bene ad ascoltare il
duro monito sul Mezzogiorno che arriva oggi dalla Comunita'
episcopale''. Lo afferma in una nota Sergio D'Antoni,
responsabile Mezzogiorno del Partito democratico.
''Sono i fatti e non le chiacchiere che qualificano l'azione
di un esecutivo. E i fatti sono sotto gli occhi di tutti:
questa compagine in camicia verde ha cancellato del tutto la
questione meridionale dall'agenda pubblica scippando 45 miliardi
dai fondi per gli investimenti produttivi nelle aree deboli,
smantellando tutti gli strumenti di fiscalita' di sviluppo resi
operativi dal governo Prodi, demolendo l'istruzione con il
taglio di 19mila cattedre, affidando il capitolo infrastrutture
al solo slogan del Ponte sullo stretto. Che, per inciso, non si
fara' piu'. Senza il minimo senso del pudore il ministro
Tremonti blatera oggi di fiscalita' di vantaggio e di
meridionalismo. Non e' alzando questo ridicolo paravento che
riuscira' a nascondere le proprie responsabilita'''.
Nel merito delle proposte avanzate ieri da Tremonti, D'Antoni
non ha dubbi: ''Siamo all'aria fritta. Non c'e' un capitolo in
grado di dare una reale prospettiva di sviluppo al Mezzogiorno,
specialmente dopo i colpi sferrati nell'ultimo anno. Se davvero
vuole invertire la marcia il governo ripristini il credito
d'imposta e si impegni a restituire i miliardi scippati al Sud.
In caso contrario - conclude - non fara' altro che confermare la
palese subalternita' alla linea della Lega''.
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SUD: DA TREMONTI CHIACCHIERE E SCIPPI DI FONDI |
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ROMA, 28 SETTEMBRE 2009 (ANSA) - Il ministro Tremonti potrebbe
intervenire gia' oggi a favore del Mezzogiorno, senza bisogno di
una nuova Agenzia per il Sud, e invece finora ha effettuato solo
tagli e ''scippi'' alle risorse del Mezzogiorno. Lo afferma
Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd, commentando le
parole del ministro del Tesoro e quanto e' emerso dal convegno
del Pdl.
''Tra le chiacchiere del governo - afferma D'Antoni - non
c'e' una singola idea che offra al Mezzogiorno una reale
prospettiva di sviluppo. La vaghezza che circonda questa
fantomatica Agenzia la dice lunga sulle reali intenzioni della
compagine berlusconiana. Non servono proclami, ma atti concreti
e immediati. Se davvero Tremonti lo volesse, potrebbe agire gia'
da oggi coinvolgendo il Dipartimento per lo sviluppo e la
coesione presso il ministero dello Sviluppo, organo
colpevolmente depotenziato da questo esecutivo a trazione
leghista. Governo e maggioranza gettano fumo negli occhi dei
meridionali nel pietoso tentativo di nascondere la disastrosa
politica antimeridionale fin qui adottata''.
''La disperazione di chi non ha argomenti - prosegue
l'esponente del Pd - porta per esempio Italo Bocchino ad
affermare che tra fondi europei e Fas, per il Sud ci sono ancora
60 miliardi fino al 2015. Dal momento che il governo Prodi ne
aveva stanziati 105, il vice capogruppo Pdl potrebbe spiegare
agli elettori come Tremonti ha utilizzato i restanti 45''.
''L'inquilino di via XX settembre, che dalle colonne dei
giornali dona perle sulla necessita' di mettere il Sud al centro
della politica nazionale - ha aggiunto - ha incentrato la
propria azione sui tagli al Mezzogiorno, finanziando tutto con
soldi destinati alle aree deboli, smantellando gli strumenti di
fiscalita' di sviluppo e bloccando le risorse delle regioni
sottoutilizzate. Ora tenta di cavarsela rimandando all'eta'
dell'oro federalista e scaricando tutte le responsabilita' e gli
oneri sugli enti locali. Un bell'esempio di
deresponsabilizzazione - ha concluso D'Antoni - dopo un anno di
scippi di ogni genere''.
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LAVORO: DATI ISTAT DRAMMATICI, GOVERNO IMMOBILE |
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ROMA, 22 SETTEMBRE 2009 (ANSA) - Sergio D'Antoni, responsabile
Mezzogiorno del Pd, sostiene che ''i drammatici dati Istat
sull'occupazione al Sud denunciano le gravi responsabilita' del
governo Berlusconi, che dal primo giorno di insediamento ha
tolto strumenti e risorse al Mezzogiorno''.
Per D'Antoni, in un momento di crisi, il governo ''ha fatto
pagare tutto alle famiglie, ai lavoratori e agli imprenditori
del Meridione. Del tutto incurante degli indicatori che parlano
di una feroce ripresa dell'emigrazione interna - accusa D'Antoni
- l'asse Bossi-Tremonti ha penalizzato in ogni modo il tessuto
sociale e produttivo del Sud, abolendo la fiscalita' di
vantaggio e caricando sulle fasce sociali e sulle aree
svantaggiate ogni costo di carattere nazionale''.
Ora, secondo l'esponente del Pd, ''occorre una inversione di
rotta rispetto a questa impostazione antisociale. Aiuti alle
piccole e medie imprese, strumenti specifici di fiscalita' di
sviluppo che puntino sul lavoro produttivo, un concreto sostegno
al reddito per chi perde il posto di lavoro e non arriva alla
fine del mese. E pensare che nell'esecutivo c'e' ancora chi
farnetica di gabbie salariali''. |
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FINANZIARIA: DOV'E' PIANO MARSHALL PER IL SUD? |
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ROMA, 21 SETTEMBRE 2009 (ANSA) - ''Nulla di nuovo da Palazzo Chigi.
Con questa ridicola manovrina il governo conferma appieno la sua
impostazione miope, antisociale e antimeridionale. Che fine
hanno fatto i piani Marshall per il Sud? Dove sono le risorse
del fantomatico 'new deal' berlusconiano? Dopo gli strumentali e
propagandistici polveroni agostani, il Sud e' completamente
dimenticato''.
Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd e
vicepresidente della commissione Finanze della Camera. ''Dopo
aver scippato il Sud di 35 miliardi di euro - afferma D'Antoni -
dopo aver smantellato il credito d'imposta per gli imprenditori
meridionali e mentre la crisi morde soprattutto le zone deboli
del meridione, Tremonti si lava le mani del Mezzogiorno. Davvero
un bell'esempio di responsabilita'''. |
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AFGHANISTAN: VITTIME CI RICORDANO CHE ITALIA E' UNA E INDIVISIBILE |
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ROMA, 20 SETTEMBRE 2009 (APCOM) - "Rendiamo onore agli italiani che hanno
pagato il più alto tributo giurando sulla bandiera. Antonio
Fortunato, Roberto Valente, Massimiliano Randino, Matteo Mureddu,
Giandomenico Pistonami, Davide Ricchiuto. Tutta l'Italia si
stringe intorno ai suoi uomini, riconoscendosi compatta nei
sentimenti di unità, di fratellanza e di solidarietà nazionale":
lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd.
"Il cordoglio generale - prosegue l'ex leader sindacale - non
allevia certo il dolore dei famigliari. Tuttavia, seppure
drammaticamente, riavvicina una nazione ai suoi valori fondanti.
Quanti tentano di dividere il Paese e di farne un luogo
frammentato si ricordino che l'Italia è una e indivisibile. Per
capirlo è sufficiente guardare i luoghi di nascita dei nostri sei
parà".
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SUD: PILATESCO RIMANDA TUTTO A ETA' FEDERALISTA |
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ROMA, 15 SETTEMBRE 2009 (ADNKRONOS) - ''Il pilatesco Giulio Tremonti si
lava le mani della questione meridionale e rimanda tutto all'eta'
dell'oro federalista. Affidandosi a formule deliberatamente vaghe e
distogliendo lo sguardo sull'oggi, il ministro tenta di schivare le
proprie pesanti responsabilita' sulla totale assenza nel governo
Berlusconi di una politica redistributiva e di coesione nazionale''.
Cosi' Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito
democratico, commenta le dichiarazioni del ministro dell'Economia,
Giulio Tremonti, al 'Corriere della Sera'.
Il federalismo fiscale, aggiunge D'Antoni, ''rappresenta
certamente un'occasione per l'Italia. L'orizzonte deve essere quello
di una maggiore responsabilizzazione delle istituzioni e di una
amministrazione piu' efficiente e piu' vicina alla persona. Tuttavia,
per rilanciare la crescita del Mezzogiorno non ci si puo' limitare a
questo''.
Quello che serve, sottolinea l'esponente del Pd, ''e' una
politica di sviluppo nazionale che metta al centro la questione della
convergenza tra aree deboli e aree forti del Paese. Vale a dire,
l'esatto contrario di cio' che fino ad oggi ha fatto Tremonti. E' da
oltre un anno che il governo piccona le aree sottoutilizzate del Sud
demolendo la fiscalita' di sviluppo, dissipando 35 miliardi destinati
agli investimenti del Sud, bloccando altri 27 mld di competenza delle
Regioni. E' rilevabile una contraddizione vistosissima nell'azione e
nei proclami di Tremonti: se quando c'e' da mettere sul piatto il
ministro si proclama federalista, quando c'e' da tagliare al Sud si
riscopre fervente centralista''.
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SUD: SCAJOLA SMEMORATO, DIMENTICA TAGLI PER 35MLD |
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ROMA, 12 SETTEMBRE 2009 (ANSA) -''Il ministro e' smemorato e omette
decine di altri tagli, ma intanto potrebbe spiegare perche' le
'rimodulazioni' siano state fatte esclusivamente a scapito di
chi sta peggio''. Cosi' Sergio D'Antoni, responsabile
Mezzogiorno del Pd, commenta le dichiarazioni rilasciate dal
ministro dello Sviluppo economico a Bari.
''Perche' a pagare devono essere solo i piu' deboli? E' la
negazione - dice D'Antoni - del piu' elementare principio di
solidarieta' e di coesione, secondo cui quando un'emergenza si
abbatte su una comunita' gli sforzi per la ripresa devono essere
chiesti a tutto il Paese, a partire dalle realta' piu' forti''.
Seguendo ''questa pericolosa impostazione antisociale, il
governo della destra ha dilapidato fino ad oggi 35 miliardi''
presi ''dai fondi destinati alle zone sottoutilizzate.
Ricordiamo a Scajola che, oltre ai capitoli da lui citati, i
soldi del Mezzogiorno sono stati usati dall'Esecutivo per
coprire ogni spesa nazionale, incluse - conclude l'esponente dl
Pd - operazioni ben poco nobili come il rimborso agli allevatori
del nord sanzionati dall'Europa per aver sforato le quote
latte''.
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CRISI: PAROLE NAPOLITANO SIANO MONITO PER GOVERNO |
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ROMA, 11 SETTEMBRE 2009 (ANSA) - ''Ringraziamo il presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano per il suo accorato appello sulla
necessita' di misure a sostegno del lavoro e del reddito dei
cittadini del Mezzogiorno. Un messaggio che deve suonare da
monito per il governo, che in piu' di un anno non ha varato un
singolo provvedimento che vada in questo senso''. Lo afferma
Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito
democratico.
''L'Esecutivo della destra ha perseguito finora una politica
antisociale e antimeridionale - dice D'Antoni - dirottando 35
miliardi destinati alle aree deboli per coprire ogni spesa
nazionale, abolendo la fiscalita' di sviluppo per gli
imprenditori del Sud e arrivando persino a proporre con le
gabbie salariali tetti piu' bassi per gli stipendi dei
meridionali''.
''Almeno di fronte all'allarme lanciato dalla prima carica
dello Stato, l'Esecutivo - conclude D'Antoni - si renda conto
dei danni che sta causando e ammetta i suoi gravi errori. Il Sud
e le fasce deboli devono tornare al centro della politica
economica nazionale''.(ANSA). |
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CRISI: GOVERNO ANTIMERIDIONALE |
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(ANSA) - ROMA, 9 SET - ''Nell'illustrare i risultati ottenuti
dal suo dicastero, il ministro Claudio Scajola ha stranamente
omesso tutti quei dati che rendono il governo Berlusconi
spudoratamente antimeridionale''. Cosi' Sergio D'Antoni,
responsabile Mezzogiorno del Pd e vicepresidente della
commissione Finanze della Camera, commenta il rapporto con cui
Scajola ha tracciato un bilancio annuale del lavoro svolto dal
ministero dello Sviluppo economico.
''E' consapevole il titolare allo Sviluppo - domanda D'Antoni
- che l'esecutivo della destra ha sottratto 35 miliardi di euro
dal Fondo per le aree sotto utilizzate? Uno scippo perpetrato ai
danni delle aree piu' deboli con cui e' stata coperta ogni spesa
nazionale. Intanto il governo ha tenuto bloccate per oltre un
anno le risorse di esclusiva competenza regionale, determinando
il blocco di ogni programmazione territoriale''.
Quanto ai fondi strutturali, continua D'Antoni, ''il ministro
afferma che al Mezzogiorno sono destinate il 70 per cento delle
risorse. In attesa di sapere quale sia la fonte di questa cifra
assurda, rileviamo che la legge impone un investimento non
inferiore all'85 per cento. Infine, sarebbe interessante sapere
se Scajola e' consapevole del fatto che il governo ha demolito
ogni forma di fiscalita' di sviluppo per gli imprenditori del
Sud, prima smantellando il credito di imposta e poi bloccando a
tempo indeterminato le zone franche urbane. Togliere ai piu'
deboli per far cassa o per concentrare ricchezza sulle zone
forti: questa - conclude D'Antoni - e' l'idea di coesione e
sviluppo nazionale per il governo Berlusconi''.
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SUD: FEDERALISMO NON BASTA, SERVE POLITICA NAZIONALE |
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(ANSA) - ROMA, 8 SET - ''Rimandando tutto all'eta' dell'oro
federalista, Giulio Tremonti cerca di lavarsi le mani della
questione meridionale e di schivare le pesanti responsabilita'
del suo dicastero'', afferma Sergio D'Antoni, responsabile
Mezzogiorno del Pd.
''Il federalismo fiscale - aggiunge - rappresenta
un'occasione per l'Italia. L'orizzonte deve essere quello di una
maggiore responsabilizzazione degli amministratori e di una
amministrazione piu' efficiente e piu' vicina alla persona.
Tuttavia, per rilanciare la crescita del Mezzogiorno non ci si
puo' limitare a questo''.
''Quello che serve - sottolinea - e' una politica di sviluppo
nazionale che metta al centro la questione della coesione e
della convergenza tra aree deboli e aree forti del Paese. Vale a
dire, l'esatto contrario di cio' che fino ad oggi ha fatto
Tremonti. E' da oltre un anno che il governo piccona le aree
sottoutilizzate del Sud demolendo la fiscalita' di sviluppo,
dissipando 35 miliardi destinati agli investimenti del Sud,
bloccando altri 27 miliardi di competenza delle Regioni''.
''C'e' infatti un'altra contraddizione vistosissima
nell'azione e nei proclami di Tremonti: se quando c'e' da
mettere sul piatto il ministro si proclama federalista, quando
c'e' da tagliare al Sud si riscopre fervente centralista.
Incapace di dare risposte concrete e prima ancora di
giustificare il suo operato - conclude D'Antoni - Tremonti cerca
di creare diversivi che non abbindolano piu' nessuno''. |
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PD: SERVE SVOLTA CONTRO CRISI MEZZOGIORNO |
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(ANSA) - NAPOLI, 7 SET - La giornata di Leonardo Impegno
candidato alla segreteria regionale del Pd (mozione
Franceschini) con Sergio D'Antoni (parlamentare e responsabile
delle politiche del Mezzogiorno del Pd) ha avuto come fulcro la
crisi occupazionale nella regione e la necessita' di una svolta
nella politica economica del Governo verso il Mezzogiorno.
Prima un incontro, con la segretaria regionale della Cisl,
Lina Lucci, nella sede regionale del partito, con alcune
delegazioni di lavoratori di realta' produttive in crisi della
regione, in particolare Atitech, Tirrenia, Fiat di Pomigliano, e
una delegazione di precari della scuola - presenti anche la
senatrice Teresa Armato e l'onorevole Tino Iannuzzi (Pd) - poi
una manifestazione pubblica su ''Lavoro, sviluppo e
Mezzogiorno'' a Somma Vesuviana, presente anche Antonio Amato,
con iscritti del Pd e simpatizzanti della mozione ''con Dario''
e ''con Leonardo''.
''Con 33mila posti di lavoro persi in un anno e un aumento
esponenziale del ricorso alla cassa integrazione - ha
sottolineato Impegno - in Campania la crisi si tocca con mano. E
il governo, finora, ha risposto solo con il facile ottimismo e
agitando bandiere propagandistiche, come una nuova cassa per il
Mezzogiorno e una fantomatica Banca del Sud''. Impegno ha
ricordato inoltre come ''nel periodo 2000-2007 la Campania,
malgrado il consistente apporto dei fondi Ue, e' cresciuta meno
delle altre regioni del Sud''.
''Il Mezzogiorno e la Campania - ha proseguito - hanno
bisogno di sbloccare il proprio futuro vincendo tre grandi
battaglie: la prima, quella per la sicurezza e la legalita',
perche' le mafie sono il principale nemico della nostra terra;
la seconda, quella della responsabilita', del rigore e
dell'autonomia con l'attuazione del federalismo e la riforma
dell'apparato pubblico; la terza, quella del ricambio della
classe dirigente.
Un ricambio che, secondo D'Antoni, e' assicurato solo dalla
vittoria della mozione Franceschini al congresso del Pd: ''Lo
dico senza acrimonia - afferma - ci sono due posizioni in campo,
una per il rinnovamento, quella di Franceschini, e l'altra per
la conservazione, quella di Bersani. Inoltre - aggiunge - solo
la mozione Franceschini da' una chiara indicazione di attenzione
nei confronti del Mezzogiorno''. Per D'Antoni, ''bisogna
lavorare per far finire la dipendenza del Sud dal resto
d'Italia, cominciando dall'affrontare l'emergenza: non tavoli di
concertazione ma tavoli di crisi, al fine di individuare una via
d'uscita reale, per evitare che vengano perse altre migliaia di
posti di lavoro''.
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BANCHE: BASTA SCENEGGIATE E SI VADA INCONTRO A CITTADINI |
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Roma, 7 set. (Adnkronos) - "Hanno torto tutti e due, sia il
ministro Tremonti che i banchieri come Profumo che, con la scusa della
crisi, non si preoccupano affatto di andare incontro ai loro clienti".
Cosi' Sergio D'Antoni del Pd commenta all'ADNKRONOS le polemiche tra
il ministro dell'Economia e le banche e le ultime dichiarazioni
dell'ad di Unicredit, Alessandro Profumo.
Spiega D'Antoni: "La verita' e' che qui si sta facendo il gioco
delle tre carte sulla pelle dei cittadini. Tremonti da' la colpa alla
banche, le banche danno la colpa alla crisi e non si preoccupano di
andare incontro ai loro clienti. Io direi che sarebbe ora di fare
basta con le sceneggiate e rendersi conto che il Paese e' uno solo ed
e' lo stesso per le banche e per i lavoratori".
Porta un esempio D'Antoni di quello che definisce il 'gioco
delle tre carte'. "In commissione alla Camera avevamo approvato in
modo bipartisan, insieme maggioranza e opposizione, una norma, da
inserire nel dl anticrisi, che limitava i giorni di valuta alla
banche. Era un beneficio concreto per i cittadini in questo momento di
crisi economica. Sapete come e' andata a finire? che e' stata
ripristinata la vecchia norma. Quindi, ribadisco, basta con queste
polemiche strumentali e si pensi davvero a come sostenere i lavoratori
e le famiglie".
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LAVORO: DA PARTE GOVERNO TOTALE MANCANZA INIZIATIVE |
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(AGI) - Napoli, 7 set. - Il responsabile nazionale per il
Mezzogiorno del Partito democratico Sergio D'Antoni ha
incontrato a Napoli una delegazione di lavoratori delle aziende
in crisi. Al centro del dibattito i problemi del Sud e della
Campania in particolare, in un incontro voluto dai responsabili
locali del partito per proporre contenuti in questa fase
precedente il congresso. "C'e', all'interno della crisi, una
crisi piu' forte che riguarda le aree deboli del paese - dice
D'Antoni, parlando a margine dell'appuntamento - e questo e'
dovuto anche alla mancanza di iniziativa da parte del governo
nazionale". Secondo il deputato del Pd bisogna, "difendere il
lavoro produttivo che abbiamo e su questo innestare il nuovo".
D'Antoni ha poi attaccato il governo per le discussioni su
fiscalita' a vantaggio del Sud "mentre vengono prese tre misure
che sono a suo svantaggio. La prima e' la cancellazione del
tetto di imposta, la seconda la Tremonti ter, la terza che dopo
un anno ancora non si avviano le aree di vantaggio. Questo e'
un governo leghista. Il Pd deve mettere la questione
meridionale come primo punto del programma". La ricetta per
venire fuori da questo momento di crisi, e' quella di
"effettuare tagli fiscali ai redditi bassi, affrontare la crisi
industriale, dare un segnale di vera lotta alla criminalita'
attraverso lo sviluppo e il lavoro". "Povera Italia - conclude
quindi il deputato sollecitato dalle domande dei cronisti - se
e' in mano a questi che ci stanno governando, che hanno
trasferito risorse dai deboli ai forti". All'incontro hanno
preso parte anche il presidente del consiglio comunale di
Napoli e candidato alle primarie regionali del Leonardo
Impegno, sostenitore del segretario Dario Franceschini, che ha
ribadito la necessita' di portare avanti la lotta alla
criminalita', e il segretario regionale del Pd Tino Iannuzzi,
che ha invocato un intervento da parte del governo per
fronteggiare le tante situazioni di difficolta'.
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MEZZOGIORNO: BERLUSCONI GROTTESCO SU FISCALITA'SVILUPPO |
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(ANSA) - NAPOLI, 7 SET - ''E' davvero grottesco sentir
parlare Silvio Berlusconi di fiscalita' di sviluppo per il Sud,
dopo che il suo governo ha smantellato tutti gli strumenti
fiscali di cui disponevano i piccoli e medi imprenditori
meridionali''. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile
Mezzogiorno del Pd, commentando una dichiarazione rilasciata
questa mattina da Silvio Berlusconi durante la trasmissione
''Mattino Cinque''.
''L'esecutivo della destra ha prima annullato il credito
d'imposta per le imprese del Mezzogiorno, strumento
faticosamente conquistato dal centrosinistra dopo una lunga
negoziazione con l'Europa e oggi tutto da rifare. Poi ha
congelato a tempo indeterminato le zone franche urbane, ideate e
realizzate dal centrosinistra. Infine, il Cavaliere in persona
ha firmato un'ordinanza che permette all'amico e sindaco di
Palermo, Diego Cammarata, di ripianare i debiti raddoppiando
l'addizionale Irpef ai cittadini. Un raro esempio di 'fiscalita'
di svantaggio', che ben esemplifica l'azione antisociale e
antimeridionale condotta finora dalla disastrosa compagine
berlusconiana. E' con questo curriculum - conclude D'Antoni -
che oggi il mago di Arcore cerca nuovamente e inutilmente di
darla a bere ai meridionali''.
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DALLA CHIESA: RICORDARLO PER COMBATTERE MAFIA ANCHE OGGI |
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Roma, 3 set. (Apcom) - "Commemorare Carlo Alberto Dalla Chiesa,
significa ricordare la parabola di un grande uomo di Stato che,
mosso esclusivamente dal proprio senso del dovere, ha affrontato
con coraggio e totale abnegazione le piaghe del terrorismo e
della criminalità organizzata. Il suo fulgido esempio, il rigore
morale che lo ha sempre accompagnato, il suo coraggio vivono oggi
in tutti coloro che lavorano nell'interesse del Paese". Lo
afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd, in
occasione del ventisettesimo anniversario dell'assassinio del
generale Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e
dell'agente Domenico Russo.
"Il sacrificio di queste persone - aggiunge - non è stato vano.
Grazie a loro molti passi sono stati fatti in Sicilia e in tutta
Italia. Inquirenti, società civile e associazionismo - prosegue -
danno oggi quotidianamente importanti segnali. Sta alla politica,
ora, dare profondità a questi segnali attraverso leggi che
garantiscano certezza della pena e provvedimenti capaci di
portare sviluppo e lavoro al Meridione. Soltanto in questo modo -
conclude - l'Italia riuscirà a debellare le condizioni che sono
alla base del fenomeno mafioso".
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SUD: CHE FINE HA FATTO IL PIANO DI BERLUSCONI? |
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(ANSA) - ROMA, 2 SET - Sergio D'Antoni, responsabile
Mezzogiorno del Pd, chiede ''dove e' finito il Mezzogiorno
nell'agenda del governo Berlusconi''.
''Che fine hanno fatto - domanda D'Antoni - gli sbandierati
piani Marshall, le roboanti Tennessee Valley Authority, le
Banche, le Casse, le Task force per il Sud? Dopo il polverone
agostano a Palazzo Chigi torna il silenzio, ma - prosegue
D'Antoni - l'impostazione antimeridionale del governo procede a
pieno regime''.
Per D'Antoni, ''non c'e' capitolo in cui il governo non abbia
penalizzato il Sud'', visto che ha ''abolito la fiscalita' di
vantaggio per le piccole e medie imprese, ha scippato 35
miliardi dal fondo per gli investimenti produttivi, ha cassato
ogni forma di sostegno al reddito e al lavoro, ha falcidiato il
sistema scolastico, gettando nell'angoscia migliaia di famiglie
e ponendo pesanti interrogativi sul futuro di tanti ragazzi che
vivono in realta' difficili''.
La conclusione di D'Antoni e' che ''sono i fatti, e non le
chiacchiere, che qualificano questa compagine a trazione
leghista''.
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SUD: BERLUSCONI NON E' ROOSEVELT |
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(9Colonne) Roma, 10 ago - "A giudicare dagli ultimi riferimenti al New Deal,
al piano Marshall e alla Tennessee Valley Authority - afferma in una nota
Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito Democratico -,
Berlusconi crede che spacciandosi per Roosevelt possa ingannare i meridionali.
Invece che sprecare energie a scovare formule e suggestioni lontane nel tempo
e nello spazio, il premier, se solo volesse, avrebbe una soluzione
immediatamente spendibile per il sud. E cioè, realizzare l'Alta Velocità tra
Napoli e Bari, migliorare i collegamenti ferroviari tra Palermo e Catania,
completare la Salerno-Reggio Calabria, attirare le imprese e il lavoro
produttivo riattivando il credito d'imposta smantellato da Tremonti. Infine,
investire sulle nuove generazioni con un piano da 500 milioni per incentivare
l'assunzione a tempo indeterminato di 100 mila meridionali in aziende private
del Mezzogiorno. Il tutto, unito a una lotta senza quartiere alla criminalità
organizzata. Il resto è soltanto fumo gettato negli occhi della gente per
nascondere il tradimento ordito dal governo nei confronti del meridione".
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GABBIE SALARIALI: DA GOVERNO PROPOSTA ASSURDA E SCHIZOFRENICA |
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(ANSA) - ROMA, 10 AGO - ''La proposta del premier sulle
gabbie salariali e' sbagliata e schizofrenica. Com'e' possibile
che dopo aver concluso un accordo per la riforma della
contrattazione in cui si da' grande autonomia alle parti
sociali, ora voglia imporre dei limiti salariali per legge?''.
Lo afferma in una dichiarazione Sergio D'Antoni, responsabile
Mezzogiorno del Partito Democratico. ''Il nucleo della questione
- prosegue D'Antoni - e' comunque un altro. Nel mezzogiorno la
stragrande maggioranza delle famiglie puo' contare su un solo
reddito e i salari sono in media piu' bassi del 30% rispetto al
nord. Le gabbie salariali nel Sud e' come se esistessero gia',
ma hanno solo un nome diverso: disoccupazione''.
''Se introdotte, non farebbero quindi altro - dice ancora
l'ex sindacalista - che rendere drammatica la situazione. Una
possibile soluzione e' semmai aumentare il potere d'acquisto dei
salari, e in particolare quello del lavoratori meridionali. Se
il premier, Bossi e Calderoli volessero affrontare davvero la
questione, dovrebbero chiedere al vero presidente, cioe' a
Tremonti, di ridurre le tasse sui salari. Purtroppo, pero', non
lo faranno mai perche' non sarebbe utile a perseguire il loro
scopo fondamentale: usare problemi fittizi per coprire quelli
reali''.
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SUD: BERLUSCONI MENTE SAPENDO DI MENTIRE |
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Roma, 7 ago. (Adnkronos) - ''Silvio Berlusconi mente sapendo i
mentire quando afferma che per lui la questione meridionale e' un
problema nazionale. Se davvero lo pensasse, come mai il suo governo
avrebbe scippato 35 miliardi dalle risorse destinate agli investimenti
del Sud?". Lo domanda, anche alla luce della conferenza stampa del
presidente del Consiglio, Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno
del Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera.
"Se Berlusconi e' davvero in cerca di idee concrete, gliene
forniamo ancora una volta tre. Primo: realizzare in via prioritaria e
in tempi certi l'Alta velocita' tra Napoli e Bari, una rete
ferroviaria degna di questo nome tra Palermo e Catania e completare
subito la Salerno Reggio Calabria. Secondo, attirare le imprese e il
lavoro produttivo riattivando il credito d'imposta smantellato da
Tremonti".
"Terzo, investire sulle nuove generazioni con un piano da 500
milioni per incentivare l'assunzione a tempo indeterminato di 100 mila
meridionali in aziende private del Mezzogiorno. Per fare tutto cio'
-conclude D'Antoni- non servono carrozzoni, agenzie nuove task force.
Basta un governo che sappia mettere con i fatti e non solo con le
parole la questione meridionale al centro della politica di sviluppo
nazionale''.
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BANCA MEZZOGIORNO: D'ANTONI (PD), DA GOVERNO FUMO NEGLI OCCHI =
Roma, 5 ago. (Adnkronos) - Sergio D'Antoni non e' affatto
convinto dal progetto della Banca per il Sud allo studio del ministro
dell'Economia, Giulio Tremonti. Il deputato siciliano del Pd e
ex-leader della Cisl dice all'ADNKRONOS di voler aspettare i dettagli
del progetto di Tremonti perche', al momento, "mi sembra il solito
metodo adottato da questo governo. Ovvero: c'e' un problema e si
escogita una trovata per far vedere che si fa qualcosa, ma poi alla
fine e' tutto soltanto fumo negli occhi".
"Non si capisce la ratio, i termini del progetto. Si vuole
creare una rete con le banche di credito cooperativo? In che modo? A
che scopo? Ripeto -sottolinea D'Antoni- mi sembra ancora una volta
fumo negli occhi, ma gli italiani non ci cascano piu'...".
(Pol-Mon/Ct/Adnkronos)
05-AGO-09 12:03
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SUD: D'ANTONI, DA GOVERNO PIETOSA SCIARADA
(ANSA) - ROMA, 3 AGO - ''Con questa pietosa sciarada della
Cassa del Mezzogiorno e del piano per il Sud, il governo cerca
disperatamente di alzare una cortina fumogena davanti alla
devastante politica antimeridionalista perpetrata da un anno''.
Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd.
''Silvio Berlusconi - aggiunge D'Antoni - parla di
fantomatici piani Marshall, ma l'esecutivo che presiede ha
finora tenuto bloccati 27 miliardi di competenza regionale
stanziati dal governo Prodi. Giulio Tremonti parla di qualita'
della spesa, ma finora ha usato i fondi destinati alle
infrastrutture meridionali come fossero un bancomat, arrivando a
dilapidarne 35 miliardi. Claudio Scajola parla di aiuti alle
imprese, ma il suo governo ha smantellato il credito d'imposta,
l'unico strumento capace di incentivare gli investimenti
produttivi degli imprenditori meridionali''.
''Si tratta di scene - dice ancora il parlamentare del Pd -
degne del miglior teatro dell'assurdo che fanno i conti con una
realta' banalissima: per il Sud in cassa non c'e' l'ombra di un
euro. Intanto l'esecutivo finanzia con soldi veri opere
immediatamente cantierabili come l'Alta velocita' est
Treviglio-Brescia e il tunnel ferroviario del Brennero, che da
solo costa alle casse dello Stato 3.574 milioni, poco meno di
quanto la Sicilia abbia ottenuto per un intero settennio.
Perche' questa disparita' di trattamento? Quale disegno
meridionalista - conclude D'antona - ha suggerito all'esecutivo
di impostare la politica nazionale sui tagli alle zone e alle
fasce deboli del Paese?''. (ANSA).
CSS
03-AGO-09 16:38 NNNN
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R POL S0A QBXB ANSA Non definita
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SUD: D'ANTONI, DA OGGI TREMONTI VERO MONARCA DELLA SICILIA =
Roma, 2 ago. - (Adnkronos) - ''Raffaele Lombardo afferma che mai
e poi mai accettera' un ente centrale tipo Cassa del Mezzogiorno che
espropri la Regione Siciliana dalla gestione del Fas. Parole
clamorosamente smentite dai fatti. Solo due giorni fa, in occasione
della delibera del Cipe, il governatore ha infatti firmato un addendum
che trasforma Giulio Tremonti nel vero dominus delle politiche
economiche e di sviluppo in Sicilia''. Lo afferma Sergio D'Antoni,
responsabile delle politiche per il Mezzogiorno del Pd.
''Lombardo - aggiunge - dovra' infatti giustificare e
rendicontare la spesa di ogni singolo euro al ministro dell'economia,
il quale avra' potere di veto e di sanzione anche sulle gare di
appalto e sullo stato di avanzamento dei progetti. Davvero un
bell'esempio di autonomismo da parte del leader del Mpa, che se ne
torna obbediente nei ranghi incurante del fatto che a palazzo dei
Normanni da domani comandera' Tremonti. Davvero un bell'esempio
federalista da parte del titolare di via venti settembre, che si si
prepara a diventare monarca in Sicilia circondato dagli applausi di
chi fino a ieri gli lanciava bordate''.
(Sec/Pn/Adnkronos)
02-AGO-09 12:32
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R POL S0A QBXB ANSA Non definita
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SUD: CIPE;PD,NUOVO ENTE E'INUTILE,GOVERNO ACCOLGA 3 PROPOSTE
(ANSA) - ROMA, 31 LUG - ''Fumo negli occhi''. Cosi' Sergio
D'Antoni, responsabile per il Mezzogiorno del Partito
democratico, definisce l'ente per il Sud annunciato dal governo.
E lancia in contemporanea tre proposte targate Pd, che
prevedono, tra l'altro, ''l'utilizzazione degli enti
esistenti'', invitando il governo ad accoglierle.
La prima proposta coinvolge le Ferrovie dello Stato e l'Anas.
''Costruire ferrovie e strade nelle aree deboli e dare soldi
agli enti preposti per farlo, senza inventarsi nuovi enti'', e'
la ricetta del Pd. Nello specifico, come sottolinea anche il
segretario Dario Franceschini, la proposta e' ''che si faccia
una linea ad Alta velocita' tra Napoli e Bari e si costruisca
una rete ferroviaria almeno decente tra Palermo e Catania''.
Quanto alle strade, le priorita' indicate sono il completamento
della Salerno Reggio Calabria e la Ionica 106.
La seconda idea del Pd e' la ''riattivazione del credito
d'imposta per le imprese che investono nelle aree deboli del
Paese''.
La terza proposta e' un piano per 100 mila giovani diplomati
e laureati del Mezzogiorno, ''per evitare che siano costretti a
emigrare''. Il piano dovrebbe prevedere 100 mila stage formativi
in azienda, pagati dallo Stato. E un anno di contratto pagato
dallo Stato per le aziende che poi decidono di assumere. ''Il
piano costerebbe 500 milioni di euro - sottolinea Franceschini -
Un costo sostenibile''.
''Mettiamo in campo tre proposte - conclude il segretario - E
sfidiamo il governo ad accoglierle''.(ANSA).
KYV
31-LUG-09 13:48 NNNN
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R POL S0A S41 S42 QBKS ANSA Non definita
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ISTAT: D'ANTONI, DATI SU POVERTA' METTONO IN EVIDENZA IMMOBILISMO GOVERNO =
Roma, 30 lug. - (Adnkronos) - ''I dati diffusi dall'Istat sulla
poverta' nel Mezzogiorno mettono in evidenza l'immobilismo del governo
quanto a politiche sociali e di sviluppo nelle aree deboli''. Ad
affermarlo in una nota e' Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno
del Partito democratico e vicepresidente della commissione Finanze
della Camera.
A Sud di Roma il tasso di poverta' assoluta, rileva l'esponente
del Pd, ''si attesta a livelli doppi rispetto a quelli del centro
nord. Una realta' ben nota all'esecutivo della destra, che tuttavia in
piu' di un anno non ha mosso un dito per venire incontro ai bisogni
dei ceti sociali piu' vulnerabili''.
Al contrario, conclude D'Antoni, ''la destra ha sistematicamente
penalizzato i piu' deboli e ha detto no a una mozione del Partito
democratico che avrebbe impegnato il governo ad aiutare gli indigenti
stanziando 500 milioni di euro a loro favore. E' la triste realta' di
una coalizione impegnata a difendere i piu' forti a scapito dei piu'
deboli''.
(Sec-Eca/Gs/Adnkronos)
30-LUG-09 15:28
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R POL S0A S41 QBKS ANSA Non definita
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SUD: D'ANTONI, NESSUN FONDO AGGIUNTIVO PER LA SICILIA =
GOVERNO SI LIMITA A RISPETTARE LA LEGGE
Roma, 30 lug. (Adnkronos) - ''Non c'e' un euro aggiuntivo nei
quattro miliardi che il governo si accingerebbe finalmente a
restituire alla Sicilia. Si tratta infatti di risorse Fas che la legge
assegna di diritto all'Isola, fondi di esclusiva competenza regionale,
che l'esecutivo Berlusconi tiene colpevolmente bloccati da un anno per
cinico calcolo politico''. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile
Mezzogiorno del Pd.
''E' sbagliato, dunque, mettere in relazione questo
trasferimento dovuto a un fantomatico piano per il Sud, di cui ancora
non si vede l'ombra. Va invece sottolineato che le dichiarazioni di
Silvio Berlusconi sull'importanza primaria dello scenario siciliano
rivelano clamorosamente le reali intenzioni del governo, che e'
esclusivamente interessato a mettere a tacere una torbida partita di
potere interna al centrodestra isolano", osserva D'Antoni.
"Altro che meridionalismo, altro che piano Marshall per il
Mezzogiorno: il Cavaliere si preoccupa solo di celare le tremende
spaccature interne alla maggioranza a all'esecutivo. Una cosa e'
certa: se Berlusconi crede di far passare un atto dovuto per gentile
concessione o se pensa di poter liquidare in questo modo la partita
siciliana e quella meridionale, sbaglia di grosso'', conclude
l'esponente del Pd.
(Sec-Fin/Col/Adnkronos)
30-LUG-09 13:50
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ZCZC
ADN0517 6 ECO 0 ADN ECO NAZ ADNKRONOS Non definita
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SUD: D'ANTONI, NEL PIANO DI GOVERNO NON C'È EURO AGGIUNTIVO =
(AGI) - Roma, 28 lug. - "Nel fantomatico piano Marshall di
Silvio Berlusconi non c'e' l'ombra di un euro aggiuntivo per il
Sud. Il governo deve smetterla di prendere in giro il
Mezzogiorno". Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile
Mezzogiorno del Pd. "Vista la catastrofica politica economica
portata avanti dal governo, c'e' solo una modo per racimolare i
18 miliardi sbandierati dal Cavaliere: azzerare le risorse del
Fas di competenza delle regioni meridionali. Dopo aver scippato
26 miliardi dalla dotazione nazionale destinata agli
investimenti produttivi delle zone deboli, dopo aver tenuto per
un anno in ostaggio queste risorse negandole ai territori che
ne hanno disperato bisogno, il governo aggiungerebbe cosi'
scippo allo scippo, limando 9 miliardi dai 27 attualmente a
disposizione dei programmi regionali". Secondo D'Antoni, "la
gravissima politica antimeridionale dell'esecutivo sta
producendo in questi giorni una deflagrazione all'interno della
coalizione di maggioranza e di governo. Dopo piu' di un anno di
indicibili scippi e reiterate menzogne, il centrodestra cerca
ora disperatamente di alzare una cortina fumogena dietro la
quale nascondere le proprie insanabili contraddizioni. Ma non
e' con ridicoli piani Marshall o con partiti del Sud che si
risolve la questione meridionale. Occorre riportare al centro
della politica nazionale lo sviluppo delle zone deboli,
esattamente il contrario di quello che ha fatto finora il
governo Berlusconi". (AGI)
Com/Ted
281657 LUG 09
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ZCZC0396/SXA
YNA16192
R POL S41 S0A QBXO ANSA Non definita
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Apc-Afghanistan/ D'Antoni: Pd solidale con militari, Lega non dica no
"Non si possono non onorare gli impegni Nato"
Roma, 28 lug. (Apcom) - "L'Italia è presente in Afghanistan per
combattere il terrorismo internazionale e il Pd è solidale con i
militari italiani". Lo ha detto il parlamentare del Pd Sergio
D'Antoni intervistato alla trasmissione Omnibus su La7. "Mentre
la Lega - ha aggiunto D'Antoni -, che è un partito di Governo,
non può dichiararsi contraria alla presenza italiana in
Afghanistan o alla Missione di pace in Libano e non onorare gli
impegni con la Nato".
Red/Vep
281347 lug 09
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MAW9282 4 pol gn00 651 ITA0282; APCOM Non definita
Apc-Partito Sud/ D'Antoni: Sarebbe un disastro, governo nega crisi
"Fa credere che soldi dati a poveri sono inutili"
Roma, 28 lug. (Apcom) - "La Lega del Sud sarebbe un disastro.
Finora il Governo non ha ascoltato le esigenze del Sud. Anzi,
invece di combattere la crisi, l'ha negata". Lo afferma il
democratico Sergio D'Antoni osservando che "questa crisi è frutto
della mancata distribuzione della ricchezza".
"Inoltre - prosegue D'Antoni -, il Governo deve smetterla di far
credere che i soldi dati ai poveri sono inutili e sbagliati,
mentre quelli dai ai ricchi siano utili. I 18 miliardi di euro
richiesti dalle regioni del Sud sono 7 in meno dei 25 promessi
dall'Europa. E' singolare che il Governo dica: siccome sei
povero, allora ti lascio morire di fame".
Red/Vep
281345 lug 09
MAW9286 4 pol gn00 459 ITA0286; APCOM Non definita
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SUD: D'ANTONI, GOVERNO E' ORMAI A PUBBLICO DILEGGIO
(ANSA) - ROMA, 27 LUG - ''Sul Mezzogiorno il governo e' ormai
al pubblico dileggio. Silvio Berlusconi afferma che non ha mai
trascurato i problemi del Sud. A provarlo ci sarebbero i casi
dell'Abruzzo, di Catania e di Palermo. Per il Cavaliere tre
autogol clamorosi''. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile
Mezzogiorno del Partito democratico.
''La ricostruzione dell'Aquila - continua D'Antoni - e'
finanziata esclusivamente con i fondi destinati alle zone deboli
del Sud. L'esecutivo ha rifiutato di mettere sul piatto risorse
aggiuntive e ha spalmato gli interventi in un arco di tempo
vergognosamente lungo''.
Quanto ai comuni di Palermo e Catania, continua il deputato
Pd, ''il governo ha aiutato solo le amministrazioni amiche, e lo
ha fatto a scapito dei cittadini. Nel caso palermitano, il capo
del governo ha firmato una ordinanza che legittima l'amico Diego
Cammarata ad aumentare le addizionali Irpef, in deroga a quanto
previsto dalla legge. Cammarata sara' libero cosi' di pescare
dal portafogli della gente per ripianare le voragini causate
all'Amia dalla propria amministrazione scellerata. Allo stesso
modo, il governo ha dirottato decine di milioni di euro dal Fas
per contribuire a sanare i buchi prodotti dalla giunta di destra
di Catania. Invece di sanzionare amministrazioni fallimentari,
inefficienti e clientelari, l'esecutivo della destra le ha
salvate, caricando tutti i costi sulle fasce sociali piu'
deboli''.(ANSA).
COM-FLB
27-LUG-09 15:06 NNNN
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ADN1083 3 POL 0 ADN POL NAZ ADNKRONOS Non definita
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SUD: DA INIZIO LEGISLATURA SOTTRATTI 35 MLD |
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SBLOCCO BERLUSCONI? E' PRESA IN GIRO, SONO FONDI REGIONALI
(ANSA) - ROMA, 27 LUG - Dall'inizio della legislatura ad oggi
''sono stati sottratti al sud 26 miliardi'': lo sottolinea il
responsabile per il Mezzogiorno del Pd, Sergio D'Antoni. Secondo
D'Antoni l'annunciato piano del premier, Silvio Berlusconi, di
sboccare nuovi fondi e' ''una presa in giro'': si tratterebbe di
fondi regionali che dunque non sono a disposizione del Governo.
Inoltre D'Antoni 'boccia' l'ipotesi di un partito del Sud che e'
''il contrario di quello di cui il Sud ha bisogno''.
Sui fondi sbloccati D'Antoni afferma: ''E' una presa in giro:
quei soldi sono delle regioni e il governo non puo' toccarli per
vincolo europeo. Quindi non fanno nessuna cortesia''. D'Antoni
spiega poi che nell'attuale decreto anticrisi ''per il Sud non
c'e' nulla. Il decreto contiene la Tremonti ter per la
detassazione di quanto reinvestito dalle imprese. Ma questa
norma, in un paese diseguale come e' l'Italia fara' si' che dei
2 miliardi previsti 1,8 vadano alle zone forti del paese e 200
milioni alle zone deboli. Noi, insieme all'Mpa avevamo chiesto
che ci fosse una differenziazione, ad esempio una detassazione
maggiore per le zone piu' deboli. Ma in commissione si e' detto
di no e si e' impedita la discussione''.
Ma c'e' anche il problema del Ponte sullo Stretto: ''Nel
decreto si stanziano per la sesta volta i soldi per il ponte
(1,3 miliardi). Poi pero' nella norma c'e' una postilla che dice
che i soldi saranno erogati tenuto conto delle esigenze di
finanza pubblica. Quindi questi soldi non si vedranno mai''. Per
questi ultimi due motivi in particolare D'Antoni definisce il
decreto come ''provvedimento antimeridionalista''.
E il partito del Sud? ''Mi pare una proposta ridicola di chi
non e' in grado di avere una politica per il Mezzogiorno e si
inventa un diversivo. - ribatte D'Antoni - Noi abbiamo bisogno
dell'esatto contrario: una politica nazionale che punti sul Sud.
Il partito del Sud serve a camuffare le divisioni e a non
affrontare la crisi del centrodestra nel Mezzogiorno. Il
centrodestra al Sud e' esploso e non e' in grado di avere una
politica per questa parte del paese. Ci sono solo proclami ma
non c'e' ne' una proposta concreta ne' un euro''.
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PONTE MESSINA: D'ANTONI, DL ANTICRISI GIA' LO FA VACILLARE =
Roma, 23 lug. - (Adnkronos) - ''Neanche e' stata posata la prima
pietra e il ponte sullo stretto gia' vacilla. Il maxi-emendamento del
governo al decreto anticrisi prevede infatti che lo stanziamento di
1,3 miliardi dal Fas nazionale sia condizionato a ''vincoli di finanza
pubblica''. Una postilla che riconosce a Giulio Tremonti la totale
discrezionalita' sul futuro della grande opera siciliana''. Lo afferma
Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico.
''Dopo aver riempito dibattiti pubblici sulla qualita' della
spesa pubblica, dopo aver sbandierato l'importanza di rendere
'italiani i siciliani' attraverso il ponte, l'esecutivo di fatto si
prepara a congelare sine die l'apertura dei cantieri. Abbiamo
denunciato dal primo momento l'indecenza del governo, che ha affidato
il capitolo infrastrutture nel Mezzogiorno solo all'annuncio di questa
opera di regime. Ora pero' la situazione si fa davvero grottesca",
osserva l'esponente del Pd.
"Dopo aver penalizzato gli imprenditori, aver dimenticato i
precari e i disoccupati, con il cosiddetto decreto anticrisi
l'esecutivo si prende gioco ancora una volta dei siciliani e dei
meridionali non onorando neppure quello che fino a ieri sbandierava
come un proprio vessillo'', conclude D'Antoni.
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SUD:D'ANTONI(PD),GOVERNO NASCONDE SCEMPIO CONTRO SUD
(ANSA) - ROMA, 23 LUG - Sergio D'Antoni, responsabile
Mezzogiorno del Pd, sostiene che il presidente del consiglio,
Silvio Berlusconi, ''afferma che il governo non ha comunicato ai
meridionali quanto e' stato fatto per loro in un anno di
governo''. ''Per una volta vogliamo dargli ragione'', commenta
D'Antoni, per il quale il governo ''si e' sempre trincerato
dietro un muro di menzogne e non ha mai comunicato lo scempio di
cui si e' reso responsabile''.
Come esempi, D'Antoni afferma che ''mai il governo ha
comunicato di aver tolto 26 miliardi dai fondi destinati alle
infrastrutture e agli investimenti produttivi del sud. Mai ha
spiegato di aver spazzato via ogni strumento di fiscalita' di
sviluppo per gli imprenditori meridionali. Mai ha annunciato di
aver bloccato i fondi regionali che la legge assegna ai
territori del Mezzogiorno. Mai ha ammesso di aver tagliato con
ferocia i fondi e il personale del sistema scolastico
meridionale. Mai ha detto che con i soldi del Sud sono stati
pagati tutti i provvedimenti nazionali fin qui adottati, inclusa
la sanatoria per gli allevatori del nord che hanno sforato le
quote latte''. (ANSA).
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TSUD: D'ANTONI (PD), BERLUSCONI MENTE SAPENDO DI MENTIRE
(V. 'SUD: BERLUSCONI, NON ABBIAMO FATTO VEDERE...' DELLE 16.41)
(ANSA) - ROMA, 22 LUG - ''La sagra delle menzogne sul
Mezzogiorno va avanti, e Silvio Berlusconi continua a tenerne il
banco. Il Cavaliere sa perfettamente di dire bugie quando
afferma che il governo e' vicino al Sud''. Lo afferma Sergio
D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico.
''Altro che grandi opere: l'esecutivo ha mortificato il
Mezzogiorno - sottolinea il deputato del Pd - riducendo il
capitolo infrastrutture a spot elettorali e al fantomatico
annuncio di un'opera di regime come il Ponte sullo Stretto, che
vedra' aprire i cantieri non prima del 2011''.
''Intanto - prosegue D'Antoni - ha sistematicamente sottratto
risorse al Sud, spostando decine di miliardi di euro dalle zone
deboli a quelle forti. Ha bloccato le risorse assegnate dalla
legge alle regioni meridionali, ha smantellato tutti gli
strumenti di fiscalita' di sviluppo per gli imprenditori
meridionali, ha razziato il fondo per le aree sottoutilizzate
per coprire ogni ordine di spesa nazionale e ordinaria''.
Impostazione ''pienamente confermata'', secondo l'ex leader
della Cisl, nel decreto anticrisi, dove ''non c'e' l'ombra di
una misura a sostegno delle aree e dei ceti deboli''.
''Insomma - conclude - se il governo e' vicino al Sud non e'
per aiutarlo, ma per sottrargli il portafogli''.(ANSA).
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TPARTITO SUD: D'ANTONI (PD), BASSOLINO VA FUORI BERSAGLIO
(V. 'PARTITO SUD: BASSOLINO, INTESE BIPARTISAN...', DELLE 9.40)
(ANSA) - ROMA, 22 LUG - Sergio D'Antoni, responsabile
Mezzogiorno del Pd, critica l'intervista di Antonio Bassolino al
Corriere della Sera, sostenendo che il presidente campano
''analizza in maniera corretta'' i problemi del Sud'', ma sulle
soluzioni, ''va completamente fuori bersaglio''.
''Il Mezzogiorno non si difende con intese trasversali ma
fronteggiando nella maniera piu' risoluta la devastante
impostazione antimeridionale del governo Berlusconi'', afferma
D'Antoni, per il quale affermare ''che per difendere il
meridione si debbano per forza rompere gli steccati'' e' un
''errore'', che si presta a interpretazioni ''equivoche''.
Quello che serve, per D'Antoni, ''e' un grande progetto
nazionale, che si opponga con intransigenza e concretezza
all'impostazione leghista di questo esecutivo e che sappia
chiamare a raccolta tutti coloro che vedono nello sviluppo del
meridione la piu' importante occasione di crescita per il
paese''.
''In questo progetto nazionale, unitario e solidale -
conclude D'Antoni - il Partito democratico si riconosce
pienamente''.
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MEZZOGIORNO: DA TREMONTI SOLO CHIACCHIERE PER BLANDIRLO |
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ROMA, 20 LUGLIO 2009 (ADNKRONOS) - ''Stando a quanto riportato dagli
organi di stampa, Giulio Tremonti sarebbe favorevole all'istituzione
di un ente pubblico che finanzi iniziative tese al rilancio del Sud.
'Se fosse per me rifarei la Cassa del Mezzogiorno', ha affermato. Ma
da chi altri dipende un progetto del genere se non dal ministro dell'economia, che e' anche il dominus del governo Berlusconi?''. A chiederlo e' Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico. ''Le parole di Tremonti - aggiunge - si aprono a due interpretazioni. Il ministro potrebbe essere sincero, ma allora dobbiamo pensare che ci siano istanze piu' o meno occulte che esercitano pressioni sul suo lavoro e limitano la sua autonomia. In questo caso avrebbe il dovere di denunciare pubblicamente tali interferenze''. Se non lo fa, continua D'Antoni, ''dobbiamo per forza credere alla seconda ipotesi: Tremonti cerca di blandire con chiacchiere sterili l'opinione pubblica del Mezzogiorno, infuriata dopo un anno di scandalosa impostazione antimeridionale. Una politica che ha tolto finora 26 miliardi alle zone e alle fasce sociali piu' deboli, per riversarli sulle aree e sui ceti piu' forti. Non e' con le parole che il ministro riuscira' a compensare l'azione di un governo che si e' mosso ferocemente e sistematicamente contro il Sud''.
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SUD: DA SVIMEZ DATI DI SISTEMATICO SCIPPO DEL GOVERNO |
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ROMA, 16 LUGLIO 2009 (ANSA) - ''Il rapporto Svimez conferma quello
che noi diciamo da mesi, e cioe' che ai danni del Mezzogiorno e'
stato perpetrato un vero e proprio scippo, come dimostra la
sistematica sottrazione di fondi Fas che ad oggi sono stati
dirottati per decine di miliardi su interventi che nulla hanno a
che fare con il Sud''. Lo dichiara Sergio D'Antoni, vice
presidente della commissione Finanze della camera e responsabile
Mezzogiorno del Pd.
''I dati resi noti oggi - continua - ci dicono cio' che
sarebbe dovuto gia' essere evidente e cioe' che la crisi
colpisce si' tutto il Paese, pero' colpisce in maniera piu'
grave le zone piu' deboli incidendo sui livelli
dell'occupazione, del reddito e dei servizi, con un grave
fenomeno di ripresa dell'emigrazione intellettuale dal Sud al
Nord''.
''Un emigrazione - prosegue - che le famiglie del Sud pagano
due volte: prima, pagando per l'istruzione dei propri figli e
poi, mantenendoli al Nord finche' non trovano lavoro ed
autonomia economica''.
''Si pone dunque con forza la grande questione di mettere in
atto da subito una politica che e' l'opposto di quella messa in
campo dal Governo - conclude D'Antoni - una politica che parta
dalle fasce deboli e che ne sostenga bisogni e necessita'.
Perche' e' solo cosi', mettendo benzina nel motore del pezzo di
Italia che non ce la fa, che tutto il Paese puo' ripartire''.
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RIFIUTI PALERMO: INACCETTABILE RIPIANARE DEBITI AMIA CON IRPEF |
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PALERMO, 15 LUGLIO 2009 (ADNKRONOS) - ''Mentre l'arcivescovo Paolo
Romeo parla di una Palermo abbandonata dai palazzi del potere, Silvio
Berlusconi licenzia un'ordinanza ritagliata su misura di Diego
Cammarata, che consente alla Giunta di raddoppiare l'addizionale Irpef
ai cittadini. In questo modo il Cavaliere premia la mala amministrazione del suo pupillo, autorizzandolo a mettere le mani in
tasca ai lavoratori per ripianare i debiti dell'Amia, messa in
ginocchio dalla disastrosa gestione del centrodestra''. Lo afferma
Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico, che
in merito ha presentato un'interrogazione alla Camera. ''Ecco - prosegue - la vera essenza antisociale e
antimeridionale di un governo che va dicendo di non mettere le mani in
tasca ai cittadini, ma che ogni giorno tartassa con feroce accanimento
le zone e le fasce deboli del Paese. I palermitani, che gia' pagano
l'imposta sui rifiuti piu' alta d'Italia, non possono e non devono
pagare il prezzo della cattiva amministrazione di Cammarata. Il
governo ritiri immediatamente questa ordinanza scandalo - conclude
D'Antoni - e pensi a far fronte tempestivamente alle reali cause che
stanno dietro ai debiti dell'Amia e all'emergenza dei rifiuti
palermitana''.
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LAVORO: DATI BANKITALIA RIFLETTONO IMMOBILISMO GOVERNO |
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ROMA, 15 LUGLIO 2009 (ADNKRONOS) - ''Conosce il ministro Tremonti i
numeri dell'occupazione meridionale? Sa che in Sicilia e Campania,
Puglia e Calabria lavora meno di una persona su due? Il deterioramento
del mercato del lavoro registrato da Bankitalia specialmente nelle
aree deboli del Sud, riflette l'immobilismo di un governo che non ha
fatto nulla per tutelare i disoccupati e per sostenere lo sviluppo
delle zone sottoutilizzate''. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile
Mezzogiorno del Pd e vicepresidente della commissione Finanze della
Camera. Al contrario, prosegue, "l'esecutivo non ha fatto altro che
sottrarre risorse alle zone deboli. Dopo aver smantellato il credito
d'imposta per gli imprenditori meridionali, ha caricato sulle realta'
piu' vulnerabili tutti i costi della crisi. Un andazzo confermato nel
decreto fiscale, dove non c'e' l'ombra di una misura a sostegno delle
piccole e medie imprese, che compongono il fragile tessuto produttivo
del Mezzogiorno". "Morale, gli imprenditori chiudono, il lavoro si fa sempre piu'
precario, i consumi calano a picco. Un allarmante circolo vizioso
innescato dalla politica miope, antimeridionale e antisociale del
governo Berlusconi", conclude D'Antoni.
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ENI: SUBITO TAVOLO A PALAZZO CHIGI CON TREMONTI PER PORTO TORRES |
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ROMA, 15 LUGLIO 2009 (ADNKRONOS) - ''Bisogna aprire subito un tavolo a
Palazzo Chigi, ma con Tremonti che e' l'unico che ha la borsa,
altrimenti facciamo solo un discorso accademico''. Sergio D'Antoni
auspica che il governo prenda in mano la situazione dello stabilimento
chimico di Porto Torres, del quale l'Eni ha annunciato la chiusura. Il parlamentare del Pd dice all'ADNKRONOS che ''in tutta Italia ci sono
370 punti di crisi, alcuni molto gravi perche' situati in zone deboli
e a forte disagio sociale''. L'ex leader della Cisl cita anche Termini Imerese, oltre a Porto
Torres: ''C'e' un'assenza totale del governo nell'affrontare questi
problemi e nel cercare soluzioni, in zone che non possono permettersi
di perdere occupazione: l'alternativa -avverte D'Antoni- non e' la riconversione, ma la disoccupazione''. ''Serve una forte iniziativa di
tutto il governo, non del singolo ministro che poi non ha i poteri e
le risorse per trovare una soluzione. Si apra un tavolo a Palazzo
Chigi, ma con Tremonti, che e' l'unico che ha la borsa, che affronti
questi problemi, a partire da Porto Torres e Termini Imerese''. Poi D'Antoni sottolinea il ruolo di ''azionista di maggioranza''
del governo nell'Eni: ''Se c'e' un intervento del governo, la
soluzione si trova'', rimarca il deputato Pd. ''Il problema -insiste-
e' che il governo, come ha sottovalutato la crisi, continua a
sottovalutare i punti esplosivi prodotti dalla crisi''.
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CONSUMI: CON QUESTO GOVERNO DATI SU SUD NON STUPISCONO |
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ROMA, 14 LUGLIO 2009 (ADNKRONOS) - ''I dati Istat sul calo dei
consumi al Sud preoccupano ma non stupiscono. Non potrebbe essere
altrimenti con la politica antimeridionale perpetrata dal governo
Berlusconi''. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del
Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera. ''Dal primo giorno, l'esecutivo della destra ha caricato sulle
fasce piu' deboli del meridione tutti i costi della crisi - aggiunge
D'Antoni - Ha tolto risorse alle imprese, ha prosciugato i fondi
destinati agli investimenti produttivi, ha ridotto il capitolo
infrastrutture a un ridicolo refrain sul ponte di Messina, ha spostato
decine di miliardi dalle aree sottoutilizzate alle zone forti del
paese''. Cosi', spiega ancora il responsabile Mezzogiorno Pd, ''nelle
regioni del Sud l'occupazione e' ai minimi storici, i redditi restano
fermi, le piccole e medie imprese oscillano sull'orlo del baratro e i
consumi sono in caduta libera''.Un bilancio che per D'Antoni e'
destinato a peggiorare con il Tremonti Ter, ''un provvedimento
ritagliato su misura delle industrie grandi e consolidate, che
penalizza le realta' piccole e medie invertendo letteralmente il
concetto di fiscalita' di sviluppo''.
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PARTITO SUD: MICCICHE' NON HA TITOLI PER CRITICARE IL GOVERNO |
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PALERMO, 10 LUGLIO 2009 (ANSA) - ''Se il sottosegretario Gianfranco
Micciche' critica davvero l'impostazione anti-Sud
dell'esecutivo, compia finalmente atti concreti e conseguenti.
Altrimenti risparmi a tutti ulteriori chiacchiere e segua, come
ha sempre fatto, la linea leghista dell'esecutivo cui
appartiene''. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile
Mezzogiorno del Pd.
''Micciche', che si erge a paladino di un fantomatico Partito
del Sud, - aggiunge - afferma che il Pd 'non ha amalgama e
neppure colla'. Sbaglia, anche se parla da vero intenditore. Da
piu' di un anno rimane infatti attaccato con pervicacia alla sua
poltrona di Palazzo Chigi, nonostante le parole con cui riempie
i giornali. Alza sterili toni indignati la mattina per poi fare
il gioco antimeridionale del governo il pomeriggio. Il suo e'
basso opportunismo''. ''Quanto al Il Partito democratico, -
conclude - continuera', come ha sempre fatto, a combattere i
soprusi e le menzogne dei nemici del Sud. Sia quelli dichiarati
come i leghisti, che quelli mascherati da falsi paladini come
Gianfranco Micciche'''.
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DL FISCALE: PENALIZZA SVILUPPO E OCCUPAZIONE SUD |
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ROMA, 9 LUGLIO 2009 (ANSA) - 'Nel decreto fiscale non c'e' l'ombra di una misura a sostegno dei lavoratori e delle piccole e medie imprese che operano nelle aree sottoutilizzate del Paese. Al contrario, il cosiddetto 'Tremonti Ter' privilegia sfacciatamente le grandi realta' industriali, lasciando a bocca asciutta le piccole e medie imprese che potrebbero creare sviluppo e lavoro nelle aree deboli del Sud. Mentre gli indicatori dell'occupazione meridionale toccano livelli allarmanti, il governo continua a sottrarre ricchezza alle zone e alle fasce sociali piu' vulnerabili'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera.
'Conosce il ministro Tremonti i numeri dell'occupazione meridionale? Sa che in Sicilia e Campania, Puglia e Calabria lavora meno di una persona su due? In tutti questi mesi - aggiunge - l'esecutivo della destra non ha fatto nulla per tutelare il lavoro e il fragile sistema delle Pmi meridionali.
Al contrario, lo ha penalizzato in ogni modo, abolendo l'automatismo sul credito d'imposta, prosciugando i fondi per le infrastrutture e per gli investimenti produttivi, spostando montagne di denaro sulle zone e sulle fasce sociali piu' forti.
Questa impostazione, pienamente confermata nel decreto fiscale, causa danni incalcolabili al meridione e inchioda il Paese, impedendo qualsiasi tipo di ripresa'. |
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FIAT: PD VICINO A LAVORATORI DI TERMINI IMERESE |
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ROMA, 8 LUGLIO 2009 (ADNKRONOS) - 'Il Partito democratico e' accanto ai lavoratori di Termini Imerese. I costi della crisi non possono gravare sempre e solo sulle spalle delle fasce sociali piu' deboli'.
Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico e vicepresidente della commissione Finanze Camera. 'Il governo nazionale e la giunta siciliana - aggiunge D'Antoni - escano subito dal letargo e mettano sul piatto risorse vere e idee concrete per garantire un domani alle migliaia di famiglie che oggi vivono nell'angoscia".
Secondo D'Antoni "l'obiettivo deve essere quello di combattere le diseconomie e incentivare le nuove tecnologie attraverso una proficua concertazione con tutte le parti sociali. Un processo che non deve incidere in alcun modo sui livelli occupazionali della fabbrica siciliana. La strada maestra e' quella indicata dal contratto di programma, documento siglato oltre un anno fa e da allora abbandonato colpevolmente sia dall'esecutivo nazionale che da quello regionale.
Silvio Berlusconi e Raffaele Lombardo finora si sono comportati da notai passivi, semplici passacarte. Ora - conclude - servono atti concreti e risorse vere per assicurare un futuro di primo piano allo stabilimento di Termini Imerese, che deve continuare ad essere uno dei piu' importanti poli industriali del Mezzogiorno'. |
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ENCICLICA: IMPORTANTE MONITO PER ETICA E SOLIDARIETA' |
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ROMA, 7 LUGLIO 2009 (ANSA) - 'Un messaggio di speranza, un monito esemplare che deve spronare a rilanciare lo sviluppo partendo dai principi fondamentali dell'etica, della solidarieta' e della sussidiarieta''. Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera, commenta cosi' l'enciclica sociale di Papa Benedetto XVI, 'Caritas in veritate'.
'La finanza, il mercato, il lavoro non possono e non devono essere strumenti capaci di mortificare e di mettere al al giogo la persona umana. Eppure sono molti i segni che ci parlano di uno sviluppo disequilibrato, basato sul dominio dei piu' forti sui piu' deboli. La crisi in atto e' l'effetto piu' chiaro e dirompente che per troppi anni la ricchezza si e' concentrata, aumentando vertiginosamente le differenze tra ceti sociali e aree geografiche. Ad essere ridefinito, a questo punto - aggiunge D'Antoni - e' lo stesso fine ultimo dell'economia.
Perche' non esiste vero sviluppo se questo e' realizzato a spese dei piu' deboli. Quello del Papa e' un appello nobile alla responsabilita' di tutti coloro che, nel definire le regole e i limiti del nuovo capitalismo, hanno oggi la possibilita' di porre le basi per una crescita realmente equa'. |
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PALERMO: GOVERNO SPIANA STRADA A RADDOPPIO ADDIZIONALE IRPEF |
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ROMA, 6 LUGLIO 2009 (ASCA) - 'Nei giorni scorsi il capo del governo ha firmato una ordinanza che legittima la giunta di Palermo ad aumentare le addizionali Irpef, in deroga a quanto previsto dalla legge. Non si tratta di un banale via libera, ma di uno strumento amministrativo specifico, ideato e ritagliato su misura da Silvio Berlusconi per permettere al pupillo Diego Cammarata di pescare liberamente dal portafogli dei cittadini e ripianare cosi' le voragini del bilancio dell'Amia'.
Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico e vicepresidente della commissione Finanze della Camera.
'Siamo di fronte all'ennesimo sfregio compiuto da un esecutivo che si vanta ogni giorno di non mettere le mani nelle tasche degli italiani, ma che da un anno a questa parte prosciuga le risorse destinate al Sud e tartassa con feroce accanimento i ceti deboli del Mezzogiorno. Non sono i cittadini palermitani -afferma ancora D'Antoni- a dover rispondere della disastrosa gestione della giunta palermitana. Al contrario, sono Cammarata e Berlusconi che devono rendere conto ai palermitani delle loro inefficienze e di questo ignobile sodalizio, che incentiva la mala amministrazione e scarica tutti i costi e tutti i sacrifici sulle fasce sociali piu' deboli'. |
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CRISI: BERLUSCONI PARLI DI OTTIMISMO A PRECARI |
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ROMA, 3 LUGLIO 2009 (ANSA) - 'Il Cavaliere dica di essere ottimista a chi ha perso il posto di lavoro. Spieghi che il peggio e' alle spalle ai milioni di precari con contratto in scadenza': cosi' il responsabile Mezzogiorno del Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera Sergio D'Antoni commenta le ultime affermazioni del premier in merito alla crisi.
'Le parole di Silvio Berlusconi mettono piu' che mai in evidenza l'inadeguatezza tecnica e politica di questa compagine di governo. Convinca - dice D'Antoni - i piccoli imprenditori schiacciati dalla stretta creditizia che la situazione sta migliorando'.
'In tutti questi mesi - sottolinea l'esponente del Pd - l'esecutivo della destra non e' riuscito a varare una singola misura anticrisi efficace. Sull'altare della Lega, ha sacrificato lavoratori, famiglie e imprese, accanendosi in particolare sulle fasce sociali e sulle zone deboli del Paese.
Una impostazione antisociale e antimeridionale che va nella direzione opposta rispetto alla politica redistributiva necessaria. E che, come si vede oggi, non ha evitato il disastro sul versante dei conti pubblici'. |
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CONTI PUBBLICI: RIGORE TREMONTI SQUALLIDO PARAVENTO |
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ROMA, 2 LUGLIO 2009 (ANSA) - 'Debito pubblico a livelli record, zone deboli tartassate e un'azione anticrisi del tutto inesistente. Ecco i risultati del cosiddetto 'rigorismo' tremontiano. Con l'alibi del deficit nazionale, il ministro dell'Economia in un anno non ha fatto nulla per tutelare l'occupazione e difendere il potere d'acquisto dei cittadini'.
Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera.
'Oggi - prosegue - questo argomento si rivela per quello che e': uno squallido paravento che non ha evitato lo sfacelo dei conti pubblici. Intanto, l'azione antisociale e leghista dell'esecutivo ha determinato un crollo delle condizioni economiche e sociali nelle fasce piu' deboli, specialmente nel Mezzogiorno. Basti pensare allo scippo di 26 miliardi dai fondi destinati agli investimenti produttivi del Sud, all'abolizione del credito d'imposta per gli imprenditori meridionali o alla recente Tremonti Ter, che premia solo le grandi imprese e inverte letteralmente il concetto di fiscalita' di sviluppo'. 'Morale della favola - conclude - redditi fermi, piccole e medie imprese sull'orlo della chiusura, entrate fiscali e consumi in caduta libera, evasione alle stelle. Un panorama allarmante, che ha come corollario il crollo delle entrate tributarie, risorse che avrebbero potuto essere parzialmente recuperate da una politica sociale degna di questo nome'. |
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CRISI: MAGGIORANZA ITALIANI BOCCIA AZIONE GOVERNO |
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ROMA, 30 GIUGNO 2009 (ANSA) - 'Altro che luna di miele: la maggioranza degli italiani boccia sonoramente l'azione del governo e ne condanna la grave impostazione antisociale e antimeridionale. Gli spot del Cavaliere non ingannano piu' nessuno'. Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico e vicepresidente della commissione Finanze della Camera, commenta cosi' i dati diffusi in un indagine Censis, secondo cui solo il 17,3% dei cittadini ha fiducia nei provvedimenti anticrisi varati dal governo.
'Mentre il Pil e l'occupazione del Sud subiscono flessioni senza precedenti - aggiunge D'Antoni - il governo continua a concentrare ricchezza sulle fasce sociali e sulle aree forti a scapito di quelle deboli. Ultima trovata, la Tremonti Ter, che premia le grandi realta' industriali e penalizza il sistema delle piccole e medie imprese, su cui si regge il fragile tessuto produttivo meridionale'.
'La distanza abissale che separa gli interessi di questo esecutivo in camicia verde dai bisogni delle classi piu' deboli e' ormai palese. Non c'e' davvero da stupirsi allora - conclude il dirigente del Pd - se Silvio Berlusconi se ne va da Napoli sommerso dai fischi dei disoccupati'. |
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FIAT: PD VICINO AI LAVORATORI DI TERMINI IMERESE |
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ROMA, 29 GIUGNO 2009 (ANSA) - 'Il Partito democratico e' vicino alla protesta dei lavoratori di Termini Imerese. E' impensabile scaricare i costi della crisi sulle zone e sulle fasce piu' deboli. Il governo nazionale e la giunta siciliana diano subito risposte credibili per combattere le diseconomie salvaguardando la produzione e i livelli occupazionali dello stabilimento siciliano'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile delle politiche per il Mezzogiorno del Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera. 'La direzione giusta - sottolinea l'ex leader sindacale - e' quella indicata dal contratto di programma colpevolmente abbandonato dall'Esecutivo di Silvio Berlusconi e da quello di Raffaele Lombardo'. 'Dopo un anno di scandaloso immobilismo - denuncia D'Antoni - il Cavaliere e il governatore tornino ad occuparsi della Sicilia e mettano sul piatto risorse e proposte concrete, coinvolgendo nel processo di concertazione anche le parti sociali. 'Serve subito un messaggio forte - conclude il deputato del Pd - per rassicurare le migliaia di famiglie che oggi vivono nell'angoscia e per garantire un futuro di primo piano a una delle piu' importanti realta' industriali del Mezzogiorno'.
(ANSA). |
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CIPE: DECRETO ABRUZZO FINANZIATO CON FONDI SUD |
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PALERMO, 26 GIUGNO 2009 (ANSA) - 'Dal Cipe le solite briciole al Sud, con una ingiustizia in piu': il governo si lava le mani del decreto Abruzzo finanziandolo esclusivamente con i fondi destinati alle zone deboli del Mezzogiorno'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd, secondo il quale il provvedimento licenziato 'e' sbagliato nel metodo e nel merito'.
'L'esecutivo - spiega D'Antoni - rifiuta di mettere sul piatto risorse aggiuntive e spalma gli interventi in un arco di tempo vergognosamente lungo. Quanto dovranno aspettare ancora gli aquilani prima di vedere le proprie case e il proprio centro storico? E perche' a pagare devono essere proprio i piu' deboli?
E' il trionfo del menefreghismo leghista, in spregio al piu' elementare principio di solidarieta' secondo cui, quando una calamita' si abbatte su una comunita', gli sforzi per la ripresa devono essere chiesti a tutto il Paese a partire dalle realta' piu' forti'.
'Seguendo questa pericolosa impostazione antisociale - conclude -, il governo della destra ha scippato fino ad oggi 26 miliardi dai fondi destinati alle zone sottoutilizzate e tiene bloccati da mesi le quote del Fas assegnate alle regioni meridionali'. |
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DL FISCALE: DETASSAZIONE UTILI PENALIZZA SUD E PMI |
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ROMA, 26 GIUGNO 2009 (ANSA) - 'La detassazione degli utili di azienda e' una misura iniqua e antimeridionale, che avvantaggia le realta' industriali gia' consolidate e ad alto tasso di produttivita', a scapito delle piccole e medie aziende e delle imprese che operano nelle aree piu' deboli del paese. E' l'ennesimo scippo ai danni di quegli imprenditori che operano in condizioni disagiate sia sotto il profilo del credito che delle infrastrutture'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera, a proposito del nuovo decreto anti-crisi varato dal governo.
'L'esecutivo conferma la propria impostazione anti-Sud e la propria vocazione a concentrare ricchezza dalle zone deboli a quelle forti - aggiunge D'Antoni - Esattamente il contrario di cio' che richiede un'efficace azione anticrisi. Occorre puntare su una equa distribuzione delle risorse, servono strumenti in grado di portare nuova ricchezza dove manca lavoro e sviluppo'.
Secondo il dirigente del Pd, 'la strada maestra e' quella indicata dal credito d'imposta, smantellato dal ministro Tremonti per lasciar spazio a una politica economica ormai palesemente leghista'. |
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FISCO: BOOM EVASIONE FISCALE CONSEGUENZA LASSISMO GOVERNO |
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ROMA, 25 GIUGNO 20009 (ASCA) - 'Non c'e' da stupirsi se i livelli di evasione fiscale hanno registrato in questi mesi un'impennata senza pari. E' l'effetto piu' ovvio della politica lassista e criminogena condotta del governo Berlusconi, che ha indebolito tutti gli strumenti mirati a combattere questo fenomeno odioso, a cominciare dalla tracciabilita' dei pagamenti'.
Sergio D'Antoni, Pd, vicepresidente della commissione Finanze della Camera, commenta cosi' i dati diffusi oggi da Contribuenti.it, secondo cui nei primi 5 mesi del 2009 l'imponibile evaso in Italia e' cresciuto del 9,7 per cento.
'Tale percorso sta per avere degno coronamento con il cosiddetto scudo fiscale, uno scandaloso condono con cui i piu' grandi evasori potranno farla franca in sfregio ai lavoratori e ai pensionati che si vedono prelevare ogni mese le tasse dalla busta paga. E' la riprova -sottolinea D'Antoni- di un'impostazione spregiudicata e antisociale, con cui l'esecutivo della destra fa pagare ai piu' deboli i privilegi che riconosce ai piu' forti'. |
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DL FISCALE: DETASSARE UTILI PENALIZZA DEBOLI |
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ROMA, 25 GIUGNO 2009 (AGI) - Per Sergio D'Antoni, "detassare gli utili d'azienda vuol dire offrire un bonus alle realta' industriali gia' consolidate, a scapito di quelle che operano nelle condizioni piu' difficili sia sotto il profilo delle infrastrutture che del credito". Per questo, ha dichiarato il responsabile Mezzogiorno del Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera in una nota, "il provvedimento annunciato da Berlusconi si pone come l'ennesimo scippo ai danni delle zone sottoutilizzate, a vantaggio esclusivo delle grandi imprese e delle aree che gia' godono di un alto tasso di produttivita'".
L'esecutivo, ha concluso, "conferma cosi' la sua miope impostazione antimeridionale, che tende a concentrare la ricchezza e ad aumentare le differenze tra zone deboli e zone forti del Paese. Occorre invece puntare su una equa distribuzione delle risorse. Servono strumenti in grado di incentivare nuova ricchezza e di portare nuovi posti di lavoro dove manca lo sviluppo. La strada maestra e' quella indicata dal credito d'imposta, smantellato dal ministro Tremonti per lasciar spazio a una politica economica antisociale, dal chiaro sapore leghista". |
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DL FISCALE: PREMIA GLI EVASORI E PENALIZZA IL SUD |
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ROMA, 24 GIUGNO 2009 (AGI) - "Il governo si accinge a varare un decreto fiscale antisociale, iniquo e antimeridionale, che premia i grandi evasori e penalizza i comparti produttivi del Sud". Lo ha affermato in una nota Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera. "Mentre le fiamme gialle denunciano un incremento record dell'evasione fiscale, l'esecutivo si prepara a introdurre uno 'scudo' che e' un condono per gli evasori piu' ricchi", ha assicurato, "e' l'ultimo atto di una politica fiscale lassista e criminogena che, dall'abolizione della tracciabilita' dei pagamenti agli studi di settore, ha allargato le maglie ai livelli piu' alti".
Il governo, ha insistito D'Antoni, "privilegia le fasce forti a scapito di quelle piu' deboli, come dimostra l'altro pilastro del decreto Tremonti: la detassazione degli utili reinvestiti. Dopo aver demolito il credito d'imposta, che garantiva sgravi per gli investimenti produttivi degli imprenditori meridionali, l'esecutivo distribuisce le poche risorse a disposizione su tutto il territorio nazionale, favorendo le zone con un tessuto produttivo gia' solido. Ne risulta l'ennesimo spostamento di fondi dalle aree deboli a quelle forti, alla faccia della redistribuzione di risorse di cui oggi il Paese ha bisogno per ripartire". |
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TERREMOTO: NON PAGHINO LE ZONE DEBOLI DEL SUD |
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ROMA, 23 GIUGNO 2009 (ANSA) - 'Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti dice di non voler mettere le mani in tasca agli italiani, ma poi fa pagare tutto alle famiglie, ai lavoratori e agli imprenditori piu' esposti agli effetti della crisi. Un impostazione antisociale confermata dal decreto Abruzzo, finanziato esclusivamente con i fondi destinati alle zone deboli del Sud'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico.
'Il governo - aggiunge - non mette sul piatto risorse aggiuntive e spalma gli interventi in un arco di tempo vergognosamente lungo. Quanto tempo dovranno aspettare gli aquilani prima di poter abbandonare le tende e veder risorgere il proprio centro storico? Il Partito democratico - prosegue - e' pronto a dare il suo contributo nella definizione delle risorse necessarie alla ricostruzione e al rilancio delle terre colpite dal terremoto. Ma un concetto deve essere chiaro: l'azione deve essere tempestiva e non puo' essere compiuta a spese di chi sta peggio. Quando una calamita' naturale si abbatte su una nazione, gli sforzi per la ripresa devono essere chiesti a tutto il Paese e non solo alle sue aree piu' deboli'. |
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PD: CONGRESSO, NON C'E' RAGIONE PER RINVIARE |
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ROMA, 23 GIUGNO 2009 (ASCA) - 'La mia opinione e' che il congresso non si deve rinviare. Non c'e' nessuna ragione, anzi. Tutto quello che e' avvenuto in questo anno e alla luce della tenuta nella vicenda elettorale, con un buon risultato ottenuto soprattutto ai ballotaggi io penso che questo sia proprio il momento per farlo'.
Ad affermarlo e' Sergio D'Antoni in riferimento all'ipotesi avanzata di uno slittamento di un anno del congresso del Pd.
'Dobbiamo realizzare finalmente la costruzione di un partito - aggiunge D'Antoni - che abbia un'identita' e un gruppo dirigente riconosciuto su base congressuale e che possa, quindi, rilanciare la sua iniziativa nel momento in cui il centrodestra va in crisi, sia per ragioni elettorali sia per il fatto che non e' in grado di affrontare la crisi.
Dunque mi pare che ottobre sia il tempo giusto. Il partito - sottolinea D'Antoni - arriva all'appuntamento vivo, con un segretario come Franceschini che ha saputo ben svolgere il suo compito nel tempo che gli e' stato dato e che puo' ricandidarsi al congresso in maniera adeguata e forte per continuare questa grande operazione di costruzione di un grande partito riformista nel nostro Paese'. |
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FIAT: BERLUSCONI E LOMBARDO FACCIANO PROPOSTE CONCRETE |
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ROMA, 22 GIUGNO 2009 (ANSA) - Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd, afferma che allo stabilimento della Fiat a Termini Imerese 'non deve essere tagliato neanche un posto di lavoro'. Per questo, D'Antoni chiede che il governo nazionale e la giunta regionale 'forniscano subito proposte concrete per evitare che a pagare il prezzo della crisi siano ancora una volta le fasce e le zone piu' deboli del Sud'.
D'Antoni chiede 'incentivi che trasformino l'attuale criticita' in opportunita' di rilancio' attraverso il sostegno all'innovazione e alla ricerca, che e' un modo per 'rilanciare il settore auto, ma anche dare un futuro a migliaia di famiglie che vivono nelle zone piu' colpite dagli effetti della recessione'.
'Berlusconi e Lombardo recuperino il tempo perso - prosegue D'Antoni - e attivino immediatamente un tavolo di concertazione che parta a tutti i livelli da una condizione imprescindibile: nessuno in Sicilia dovra' perdere il posto di lavoro. In questo quadro il Pd e' pronto a dare il proprio contributo'. |
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MEZZOGIORNO: QUADRO SICILIA SEMPRE PIU' CUPO |
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PALERMO, 19 GIUGNO 2009 (ANSA) - 'Dove e' Silvio Berlusconi mentre la Sicilia affonda? Sull'isola il quadro si fa di giorno in giorno piu' allarmante: gli indici dell'occupazione vanno a picco, l'industria e' in caduta libera cosi' come il commercio e il turismo. In questo panorama l'amministrazione regionale resta immobile, paralizzata da una guerra totale combattuta ai massimi livelli nazionali del Pdl. Il Cavaliere aveva detto di volersi occupare dell'Isola il giorno dopo le elezioni europee. Ma dopo dieci giorni non osa piu' neanche pronunciare la parola 'Sicilia''.
Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico.
'Dove e' finito il proverbiale decisionismo del leader della maggioranza? - prosegue - Silvio Berlusconi ha forse perso la capacita' di imporsi sui dirigenti del suo partito? Di sicuro c'e' solo che i siciliani pretendono una giunta capace di governare e un esecutivo nazionale che non li penalizzi rispetto alle aree forti del Paese. La Sicilia ha bisogno di risposte forti dal governo, misure che rilancino lo sviluppo e tutelino l'occupazione. A partire dallo stabilimento Fiat di Termini Imerese, dove non deve essere tagliato neppure un posto di lavoro'. |
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LAVORO: ISTAT DIPINGE QUADRO ALLARMANTE, GOVERNO IMMOBILE |
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ROMA, 19 GIUGNO 2009 (ANSA) - 'I dati sull'occupazione diffusi dall'Istat compongono un quadro molto allarmante ma purtroppo prevedibile, soprattutto per quanto riguarda il Mezzogiorno. Il totale immobilismo del governo di fronte alla crisi e la sua simultanea, devastante azione antimeridionale, non potevano che produrre risultati disastrosi per il tessuto sociale e produttivo del Sud'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd.
'Che la recessione e' destinata a colpire soprattutto le fasce e le zone deboli del Paese - spiega - e' una realta' ormai assodata. A denunciarlo non e' piu' solo il Partito democratico, ma tutti i piu' importanti osservatori istituzionali, da Bankitalia all'Istat, dalla Svimez a Confindustria. A non voler sentire e' solo questo esecutivo in camicia verde, che dopo aver fatto tabula rasa delle risorse delle zone deboli non ha la minima intenzione di intervenire a sostegno dei giovani disoccupati, dei precari e degli imprenditori meridionali'. |
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FIAT: IMPENSABILE TAGLIARE POSTI AL SUD |
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NAPOLI, 18 GIUGNO 2009 (ANSA) - 'Nel pieno di una crisi che produce i suoi effetti piu' devastanti sul Mezzogiorno, e' inammissibile caricare di ulteriori sacrifici le aree e i ceti deboli del Sud. Per questo e' impensabile che negli stabilimenti meridionali della Fiat venga tagliato anche solo un posto di lavoro'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico.
'Il governo esca dal letargo, attivi a tutti i livelli una fase di seria concertazione e sostenga il settore incentivando l'innovazione e la ricerca. Promuovere l'eccellenza italiana in termini di tecnologie eco-compatibili significa ora come mai salvare posti di lavoro. Il Partito democratico e' pronto a fare la sua parte, ma l'esecutivo deve battere un colpo. Non puo' continuare a fare lo spettatore o il passacarte'. |
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RIFIUTI: DA PRESTIGIACOMO SOLO PROMESSE |
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ROMA, 18 GIUGNO 2009 (VELINO) - "La drammatica situazione dei rifiuti a Palermo e provincia e' la conseguenza del malgoverno della destra a livello nazionale e locale. Dopo la passerella del ministro Prestigiacomo, del capo della Protezione civile Bertolaso e gli annunci del premier i palermitani, che pagano la piu' alta tassa sui rifiuti in Italia, sanno di chi e' la responsabilita' di questa emergenza. La situazione, gia' molto pesante, e' destinata purtroppo ad aggravarsi e avra' presto anche conseguenze sanitarie a causa del caldo". Lo dice Sergio D'Antoni, deputato siciliano del Pd. |
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CRISI: STIME CONFINDUSTRIA SMENTISCONO BUGIE GOVERNO
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ROMA, 18 GIUGNO 2009 (ANSA) - 'Ma non avevamo superato il giro di boa? Ma il peggio non era alle nostre spalle? Le stime Confindustria smentiscono le bufale propinate dal governo Berlusconi e confermano cio' che il partito democratico ripete da mesi: sulla crisi l'esecutivo non ha mai avuto il polso della situazione'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico.
'Con l'alibi del debito pubblico, il ministro Giulio Tremonti non ha fatto assolutamente nulla per sciogliere i nodi strutturali che impediscono la ripresa del paese'. Interventi a sostegno delle zone deboli, infrastrutture, aiuti alle piccole e medie imprese, piu' tutela ai precari. Queste, per D'Antoni, 'le priorita' disattese dal governo'.
'Con il suo immobilismo l'esecutivo sta creando un effetto domino soprattutto tra le fasce sociali e le aree deboli del Sud, le quali non ricevono alcun tipo di aiuto, ma anzi vengono scippate sistematicamente per far fronte a spese correnti nazionali. Forte con i deboli, debole con i forti: questa l'essenza dello spirito tremontiano. Un'impostazione antisociale - conclude - figlia di una scandalosa sudditanza verso la Lega, che mostra oggi tutti i suoi limiti tecnici e politici'. |
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RIFIUTI: GOVERNO PREMIA CATTIVA AMMINISTRAZIONE |
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ROMA, 17 GIUGNO 2009 (ANSA) - Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd, afferma che 'qualcuno dovrebbe spiegare ai siciliani e a tutti i meridionali per quale motivo il governo Berlusconi si ostina a tenere bloccate le risorse che spettano alle regioni del Sud ma intanto, a dar credito a quanto afferma il sindaco Cammarata, non esita a tappare i buchi creati dalla pessima giunta palermitana. Un'amministrazione vergognosa, fondata sugli sprechi e sul notabilato locale, che ha portato la citta' ad essere sommersa dai rifiuti e che ha azzerato i livelli produttivi del territorio'.
Per D'Antoni, 'sembra incredibile, ma il comune di Palermo, ancora coperto dall'immondizia, chiede ai propri cittadini la piu' alta imposta sulla nettezza urbana su scala nazionale. Che fine ha fatto la retorica muscolare del Cavaliere ora che la crisi travolge un'amministrazione amica? Finche' l'esecutivo della destra continuera' a far finta di non vedere o, peggio, a premiare questo malgoverno, Palermo non sara' in grado di uscire dal dramma dei rifiuti, con le peggiori conseguenze sotto il profilo sanitario e turistico. E l'estate e' ormai alle porte'. |
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TERREMOTO: DA GOVERNO AZIONI CONCRETE, NO A NUOVI SIPARIETTI |
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ROMA, 16 GIUGNO 2009 (ANSA) - 'Silvio Berlusconi dovrebbe guardare con attenzione la dignitosa protesta degli abruzzesi, ascoltare gli slogan e leggere i cartelli, per rendersi conto che per fronteggiare la situazione servono azioni concrete e non nuovi siparietti'. Lo afferma il vicepresidente della commissione Finanze della Camera Sergio D'Antoni.
'Dopo aver sfilato per giorni all'Aquila come una popstar - prosegue il responsabile del Mezzogiorno del Pd - dopo aver creato l'immagine virtuale di un premier presenzialista e decisionista, oggi Silvio Berlusconi fa i conti con gli effetti reali del proprio immobilismo'.
'Non e' pensabile - insiste - imporre agli sfollati altri mesi in tenda. Ha presente il Cavaliere quanto possano essere rigide certe notti in Abruzzo? Gli aquilani devono avere immediatamente a disposizione edifici solidi e confortevoli, in attesa di una rapida e rigorosa ricostruzione del proprio centro storico. Altro che 'new town''.
'Nel frattempo - prosegue - l'esecutivo deve attivare subito una zona franca urbana all'Aquila per far ripartire il sistema delle piccole e medie imprese e lo sviluppo del territorio.
'Dopo aver perso mesi - conclude D'Antoni - il governo si decida ad attivarsi o si rendera' responsabile di un dramma incalcolabile, causando tra l'altro un pericoloso innalzamento del livello di tensione sociale'. |
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CRISI: GOVERNO TARTASSA I DEBOLI E ROVINA I CONTI DELLO STATO |
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PALERMO, 16 GIUGNO 2009 (ANSA) - 'Redditi fermi, piccole e medie imprese sull'orlo della chiusura ed entrate fiscali in caduta libera. Ecco gli effetti dell'immobilismo del governo Berlusconi di fronte alla crisi'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera.
'Con l'alibi del debito pubblico - aggiunge - il ministro Giulio Tremonti non ha fatto nulla per tutelare l'occupazione e difendere il potere d'acquisto dei cittadini. Al contrario, ha caricato i costi della recessione sugli imprenditori e sulle famiglie che vivono e operano nelle aree deboli, prelevando 26 miliardi dalle zone sottoutilizzate per coprire spese correnti'. Secondo D'Antoni, 'il risultato e' un panorama allarmante sia sotto il profilo economico che sociale. La disoccupazione cresce, creando sacche di poverta' sempre piu' grandi. Un'emergenza assoluta, che ha come corollario il crollo delle entrate tributarie: quattro miliardi che avrebbero potuto essere parzialmente recuperati da una politica sociale degna di questo nome'. Per l'esponente del Pd 'e' il fallimento del teorema pseudo rigorista del governo Berlusconi, che tartassa i deboli, privilegia gli evasori e peggiora i conti dello Stato.
Un'impostazione antimeridionale e antisociale che oggi mostra tutta la sua inadeguatezza tecnica e politica'. |
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SUD: SCHIFANI VIGILI SU DISASTROSA AZIONE GOVERNO |
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ROMA, 15 GIUGNO 2009 (ANSA) - 'Il presidente del Senato Renato Schifani cita il De Gasperi meridionalista e pone l'accento sull'importanza di varare una politica economica nazionale incentrata sulle aree deboli del Sud. Belle parole. Ne deduciamo che, dopo un anno di sostanziale immobilismo, la seconda carica dello stato finalmente comincera' a vigilare sulla disastrosa impostazione antimeridionale di questo governo a trazione leghista'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile del Pd per le politiche sul Sud.
'Non sara' certo necessario ricordare a Schifani le attuali condizioni del Mezzogiorno, che si e' visto scippare in dodici mesi 26 miliardi dedicati agli investimenti produttivi. Nel contempo - sottolinea D'Antoni - l'esecutivo ha congelato le risorse Fas dedicate alle regioni del Sud, condannando lo sviluppo e la ripresa dei territori piu' esposti alla crisi'. 'Cosa intende fare in concreto il presidente del Senato - chiede il dirigente del Pd - per mettere fine a questo stato di cose?'. |
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SICILIA: LOMBARDO ELEVI IL TONO DEL CONFRONTO POLITICO |
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PALERMO, 15 GIUGNO 2009 (ANSA) - 'Dopo aver rifiutato di incontrare il governatore Raffaele Lombardo, Silvio Berlusconi si e' riunito a Portofino con il sottosegretario Gianfranco Micciche' per parlare di Sicilia'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico.
'Un vertice surreale, quasi segreto, - aggiunge - avversato e smentito in un primo momento dallo stesso Pdl isolano. Cosa nascondono questi intollerabili sotterfugi? Il rapporto tra l'amministrazione siciliana e il governo nazionale sembra ormai avvitato in una torbida spirale di guerriglie e favoritismi personali'.
'Come fa Lombardo ad accettare un simile trattamento? Cosa aspetta, il leader del Mpa, ad elevare il tono del confronto politico? - osserva - Di certo c'e' solo che i 4 miliardi dei Fas regionale congelati dal governo vanno immediatamente restituiti all'isola. I siciliani non possono piu' tollerare scippi da Roma e atteggiamenti compiacenti o deferenti a Palermo. Lombardo compia subito azioni concrete per sbloccare le risorse della Sicilia e per assicurare ai siciliani una amministrazione limpida, efficiente e realmente autonoma'. |
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MEZZOGIORNO: DATI SVIMEZ DURA BOCCIATURA PER GOVERNO |
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ROMA, 12 GIUGNO 209 (ANSA) - 'I dati della Svimez confermano le tesi del Pd e suonano come una dura bocciatura dell'operato del governo. In questa crisi le famiglie, i lavoratori e gli imprenditori del Sud pagano il pegno piu' alto. Tuttavia e' proprio a loro che in questo anno l'esecutivo ha tolto risorse e strumenti di sviluppo'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd.
'Una politica di sviluppo degna di questo nome - aggiunge - non puo' che concentrarsi sulle aree sottoutilizzate del meridione. Tuttavia questo esecutivo a trazione leghista si comporta in senso diametralmente opposto, gravando il Mezzogiorno di ogni ordine di spesa e spostando risorse dalle aree e dalle fasce deboli del paese a quelle forti. Uno scippo che ha portato fino ad oggi alla sottrazione di 26 miliardi dai fondi dedicati alle zone sottoutilizzate, e che penalizza proprio le realta' sociali e produttive piu' esposte agli effetti della crisi'. |
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SICILIA: PERCHE' BERLUSCONI NON VEDE LOMBARDO? |
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ROMA, 12 GIUGNO 2009 (ANSA) - 'Dopo giorni di inutile attesa Raffaele Lombardo se ne torna in Sicilia senza aver incontrato Silvio Berlusconi. Improbabile che il capo dell'esecutivo avesse l'agenda piena, dal momento che (ieri, ndr) ha ricevuto il sindaco di Palermo, il suo pupillo Diego Cammarata. Cosa nasconde questo favoritismo?'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd.
'Sul tavolo c'erano anche i quattro miliardi del Fas regionale che spettano all'isola, e che da mesi il governo tiene bloccati - sottolinea D'Antoni - La verita' e' che questo esecutivo a trazione leghista non ha alcuna intenzione di fare il bene della Sicilia e piu' in generale del Sud, da cui ha prelevato in un anno 26 miliardi di euro.Tuttavia e' sempre pronto a mettere una pezza sui fallimenti economici e politici delle amministrazioni amiche, come quella di Palermo'.
Per il deputato del Pd si tratta di 'un atteggiamento intollerabile e irresponsabile, di fronte al quale i parlamentari meridionali di maggioranza dovrebbero ribellarsi. A cominciare dagli autonomisti'. |
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CRISI: GOVERNO COLPISCE AEREE E CETI DEBOLI |
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ROMA, 11 GIUGNO 2009 (ANSA) - 'Il governo passa con inquietante disinvoltura dal negare la crisi all'affermare che il peggio e' finito. Due menzogne, legate da un'unica necessita': trovare sempre una giustificazione al proprio immobilismo'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera.
'Avviso ai manovratori: la recessione - dice - e' in piena e colpisce piu' ferocemente le famiglie disagiate e le zone deboli del Sud. Vale a dire quei ceti e quelle aree ulteriormente impoverite dall'azione di Giulio Tremonti. Servono subito riforme strutturali atte a redistribuire la ricchezza tra le zone geografiche e fasce sociali. Servono provvedimenti urgenti che riparino nell'immediato gli indigenti, i precari e le realta' produttive a rischio'.
'A invocarlo - sottolinea D'Antoni - non e' solo il Partito democratico con le proprie proposte in Parlamento, ma anche l'Istat, Bankitalia e i vescovi italiani. Se l'esecutivo e' in cerca di nuove bugie con le quali nascondere la propria politica leghista e antisociale, farebbe meglio a desistere. Il bluff e' ormai sotto gli occhi di tutti'. |
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MEZZOGIORNO: TREMONTI ATTUA POLITICA LEGHISTA |
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ROMA, 10 GIUGNO 2009 (ANSA) - 'Dopo un anno di intollerabili scippi al Meridione, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti realizza finalmente che 'c'e' da investire subito denari pubblici nel Mezzogiorno'. Prendiamo atto dell'autocritica'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico.
'E' davvero grottesco - sottolinea D'Antoni - sentir parlare di questione meridionale lo stesso ministro che ha tagliato 26 miliardi dai fondi destinati al Sud, che ha smantellato il credito d'imposta per gli imprenditori del Mezzogiorno, che ha bloccato le risorse delle regioni sotto utilizzate, che ha congelato le zone franche urbane'.
'Se Tremonti - conclude il deputato del Pd - crede di poter nascondere con le menzogne la sua politica leghista e antimeridionalista, vuol dire che non ha capito che aria tira a sud di Roma, dove i cittadini non credono piu' alle chiacchiere del governo e il partito del premier ha gia' perso milioni di voti'. |
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ELEZIONI: IL SUD HA PUNITO GOVERNO BERLUSCONI |
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ROMA, 9 GIUGNO 2009 (ANSA) - Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd, sottolinea 'l'astensionismo record' al sud, e lo legge come prova della 'sfiducia dei cittadini meridionali nei confronti delle istituzioni'. 'E' un allarme che va ben oltre i risultati contingenti, e che - per D'Antoni - grava come un macigno sulla coscienza del governo Berlusconi'.
'Dopo un anno di intollerabile politica antimeridionalista' il Sud 'ha punito', per D'Antoni, il partito del presidente del consiglio. Molti cittadini 'per la delusione non vanno neppure piu' a votare. Un danno culturale e sociale incalcolabile, al quale per il Sud si aggiunge la beffa di perdere cinque rappresentanti a Bruxelles in favore del centro-nord'.
D'Antoni sollecita 'l'attenzione di tutte le forze in grado di arginare il dominio della Lega a Palazzo Chigi. Gia' da un anno il Partito democratico combatte questa battaglia da protagonista e senza sconti. A chi ci governa va ricordato - conclude D'Antoni - che l'Italia e', e rimane, uno stato unitario e solidale, che riconosce a tutti gli stessi diritti e le stesse opportunita''.
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EUROPEE: IL SUD SI SENTE TRADITO
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ROMA, 8 GIUGNO 2009 (ANSA) - Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd, sostiene che 'e' un Sud che si sente tradito quello uscito dalle elezioni europee. Tartassati da un anno di politica antimeridionalista del governo Berlusconi, i cittadini del Mezzogiorno disertano le urne o puniscono direttamente i partiti di governo, primo fra tutti il Pdl che in Sicilia perde oltre il 10 per cento'. D'Antoni legge questi dati come 'da una parte, una giusta sanzione dopo gli intollerabili scippi e le discriminazioni subite. Dall'altra un grave segnale di allontanamento dal sistema di rappresentanza democratico'. Ora, il Meridione deve tornare in cima alle priorita' della politica economica nazionale. E non solo perche' da questo dipende la ripresa e lo sviluppo di tutto il paese, ma anche perche' il senso di appartenenza dei cittadini meridionali al sistema istituzionale italiano sembra oggi piu' che mai a rischio'.
Il Pd, conclude D'Antoni, 'si pone come protagonista di una grande battaglia per far tornare il Sud al primo posto dell'agenda pubblica. Chi vive nel Mezzogiorno deve tornare a sentirsi a pieno titolo cittadino italiano'.
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EUROPEE: BERLUSCONI SCONFESSATO, STOP BULLISMO |
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ROMA, 8 GIUGNO 2009 (ANSA) - 'La sconfessione di Berlusconi e del Pdl e' stata totale. La scorsa settimana il presidente del Consiglio attribuiva a se stesso e al suo Partito addirittura il 45% dei consensi, le urne hanno detto 35%. Dieci punti in meno in cui e' concentrata la distanza tra il paese propagandato da Berlusconi e il paese reale, con sconfitte clamorose come in Sicilia', afferma Sergio D'Antoni responsabile mezzogiorno del Pd. 'Gli italiani hanno punito il bullismo del presidente del consiglio con un bel 4 in condotta - conclude - segnando l'inizio di un processo di irreversibile disfacimento'. |
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RIFIUTI PALERMO: PRESTIGIACOMO SI INFORMI SU CAUSE |
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PALERMO, 5 GIUGNO 2009 (ANSA) - 'Al ministro Stefania Prestigiacomo, che si esprime in toni trionfali e propagandistici sullo stato dell'emergenza rifiuti in Sicilia, consigliamo di informarsi sulle cause strutturali che hanno portato alla crisi palermitana. A cominciare dalla voragine creata dal sindaco Diego Cammarata attraverso la societa' Palermo Ambiente'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico.
'I cumuli di spazzatura che ricoprono il capoluogo siciliano - aggiunge - sono l'effetto di una mala amministrazione spendacciona e clientelare. Finche' questi nodi non saranno recisi Palermo non sara' in grado di uscire dal dramma dei rifiuti. E si trovera' ad affrontare un'estate da incubo sotto il profilo sociale, sanitario e turistico'. |
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SUD: PREOCCUPA SILENZIO GOVERNO SU IDIOZIA CALDEROLI |
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ROMA, 4 GIUGNO 2009 (AGI) - "Roberto Calderoli ha la capacita' innata di commentarsi quasi sempre da se'", ha detto Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera, che ha aggiunto: "Sul piano personale non c'e' ingiuria o volgarita' alla quale questo degno rappresentante del Carroccio non abbia abituato il Paese. Ad allarmare, dunque, non e' tanto l'idiozia che il 'lumbard' ha detto a proposito dei napoletani, quanto il silenzio del capo del governo. Che evidentemente non vede nulla di sbagliato in un ministro della repubblica che offende i meridionali". Il riferimento e' la sortita del ministro, che in un'intervista ad Affaritaliani ha dichiarato: "Noemi? Non e' neanche tanto bella ed e' napoletana". D'Antoni aggiunge: "Calderoli e gli altri ministri della Lega non hanno piu' bisogno di nascondere la camicia verde sotto il doppiopetto. E non perdono occasione per dimostrare chi comanda veramente a Palazzo Chigi". |
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FAS: PROMESSE DI BERLUSCONI SONO CARTA STRACCIA |
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ROMA, 3 GIUGNO 2009 (ITALPRESS) - "Il presidente del Consiglio o mente o fa finta di non sapere che cosa ha fatto fino ad oggi il suo governo". Lo afferma il responsabile per il Mezzogiorno del Pd, Sergio D'Antoni, replicando alle affermazioni del premier Silvio Berlusconi.
D'Antoni sottolinea che "erano 63 i miliardi messi a disposizione del Sud dal governo Prodi. Dieci miliardi li ha tagliati subito Tremonti con l'ultima finanziaria. Dei 53 miliardi rimasti, 26 sono fondi nazionali e 27 regionali. Il governo ha pensato bene di usare i 26 di sua competenza per tutto tranne che per il Sud: l'abolizione totale dell'Ici ai piu' ricchi, l'Alitalia, le quote latte. Dei 27 miliardi regionali, invece, il governo non puo' disporre in modo discrezionale in base alla normativa europea e quindi ha pensato bene di bloccarli. Queste sono le cifre, vi sono i decreti a testimoniarlo, e se non bastasse e' l'esplosione della stessa giunta Lombardo la migliore dimostrazione dello scippo che questo governo ha fatto ai danni del Sud. Le promesse fatte da Berlusconi al Sud sono carta straccia". |
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RIFIUTI PALERMO: IMPIEGO MILITARI MOSSA ELETTORALE |
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ROMA, 3 GIUGNO 2009 (ANSA) - 'Dopo aver contribuito a causare la crisi dei rifiuti in Sicilia con un anno di complici silenzi sulle pessime amministrazioni di Raffaele Lombardo e di Diego Cammarata, Silvio Berlusconi ha persino il coraggio di impiantare la sua campagna elettorale sull'emergenza palermitana. Lo fa, al solito, nel peggiore dei modi, con annunci demagogici e provvedimenti populisti'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico.
'L'utilizzo dell'esercito per far fronte alla crisi - spiega - deresponsabilizza da una parte le autorita' locali, dall'altra mortifica l'alta professionalita' dei nostri militari, sottraendola a campi e ad applicazioni che ne avrebbero maggiore bisogno. Naturalmente tutto questo non interessa il Cavaliere, che dopo aver lasciato sprofondare Palermo nei rifiuti ora vorrebbe trasformare ogni mimetica in un maxi-volantino elettorale. Una cinica strumentalizzazione. Se l'esecutivo vuole davvero far qualcosa di utile, lavori a testa bassa e in silenzio. E denunci finalmente la scandalosa amministrazione dell'amico Diego Cammarata e dell'alleato Raffaele Lombardo'.
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RIFIUTI PALERMO: SINDACO CHIEDA SCUSA A CITTADINI |
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ROMA, 3 GIUGNO 2009 (ANSA) - 'E' davvero surreale il comportamento del sindaco di Palermo Diego Cammarata, il quale, dopo quasi dieci anni di malgoverno, chiede scusa 'a nome di tutti i palermitani' per l'emergenza rifiuti. Vale a dire a nome di chi non ha avuto alcuna colpa se non quella di vedere i propri quartieri sprofondare sotto montagne di spazzatura e che per questo ha continuato a pagare l'imposta sui rifiuti piu' alta d'Italia'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico.
'Fossimo nei panni del primo cittadino ci preoccuperemmo piuttosto di chiedere scusa a loro e in particolare ai propri elettori, che in questi giorni vedono il risultato di otto anni di malapolitica spendacciona e clientelare'. |
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REDDITI: GOVERNO PENALIZZA FASCE DEBOLI SUD |
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ROMA, 2 GIUGNO 2009 (ANSA) - 'E' un'Italia spaccata in due quella descritta dal rapporto 2008 del dipartimento per lo sviluppo economico. Da una parte il nord, con redditi e tenori di vita decorosi. Dall'altra il sud, dove poverta' diffusa si impenna, arrivando a coinvolgere in Sicilia una persona su tre'.Lo sottolinea Sergio D'Antoni, responsabile mezzogiorno del Pd.
' Alla luce di questi numeri, forniti da un dipartimento governativo - spiega - davvero non si capisce come l'esecutivo Berlusconi abbia potuto scaricare sul meridione e sulle fasce deboli tutti i costi derivanti dalla crisi. Arrivando a tagliare 26 miliardi di euro dai fondi destinati agli investimenti nelle aree deboli del sud'.
'Di fronte al dramma della poverta' dilagante - dice - il governo non e' stato capace di far altro che allestire lo spot della carta acquisti. Uno strumento largamente insufficiente, che sottopone chi lo usa a inaccettabili mortificazioni'.
'Per far fronte ai casi di poverta' estrema il Partito democratico ha gia' proposto in Parlamento l'istituzione di un fondo di 500 milioni, finanziabile con un contributo di solidarieta' riconosciuto da chi guadagna oltre 120mila euro l'anno, a cominciare dai parlamentari. Una proposta bocciata senza appello dalla maggioranza e dal governo della destra, a cui piace citare Robin Hood salvo confermare in ogni occasione la propria linea antisociale e antimeridionale'.
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RIFIUTI PALERMO: CAMMARATA PUBBLICHI NOMI DEGLI ASSUNTI |
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ROMA, 1 GIUGNO 2009 (AGI) - "Al senatore Carlo Vizzini e al sindaco Diego Cammarata, entrambi acuti e intelligenti osservatori, vorremmo suggerire a questo punto di rendere pubblica la lista degli assunti all'Amia con annessi nomi e cognomi". Lo afferma Sergio D'Antoni, del Pd. "Sia loro che l'opinione pubblica - aggiunge - saranno in grado di stabilire allora da dove sono arrivate negli ultimi cinque anni raccomandazioni e segnalazioni". |
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RIFIUTI PALERMO: BERLUSCONI-CAMMARATA UNICI RESPONSABILI |
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ROMA, 1 GIUGNO 2009 (ANSA) - 'Silvio Berlusconi deve essere veramente alle corde se e' costretto ad attribuire l'emergenza rifiuti di Palermo alla giunta Orlando. Prima di diffondere comunicati risibili, il Cavaliere dovrebbe riflettere e informarsi un po' di piu'. Scoprirebbe che Diego Cammarata amministra la citta' di Palermo dal 2001. E che da allora il sindaco ha aumentato i precari di tremila unita', determinando il dissesto che ha portato alla crisi attuale'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile delle politiche per il Mezzogiorno del Partito democratico.
'Berlusconi, come suo solito - aggiunge - non scarichi su altri pesanti responsabilita' che sono sue e delle amministrazioni a lui amiche. Se Palermo oggi e' sommersa dai rifiuti lo deve a chi ha amministrato la citta' per otto anni e a chi, in quell'arco di tempo, ha governato il Paese per sei.
Vale a dire allo stesso Silvio Berlusconi'.
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RIFIUTI PALERMO: CRISI SINTOMO MALGOVERNO CLIENTELARE |
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ROMA, 1 GIUGNO 2009 (AGI) - "Dopo mesi di immobilismo e di colpevole silenzio, il governo batte finalmente un colpo sull'emergenza rifiuti palermitana inviando in Sicilia Guido Bertolaso. Meglio tardi che mai. Certo e' che la situazione era nota da lungo tempo. Sono stati necessari i roghi in strada e le risse in consiglio comunale perche' l'esecutivo prendesse atto che Palermo sta sprofondando nella spazzatura". Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico.
"L'esplosione di questa emergenza e' il sintomo piu' visibile di un malgoverno comunale e regionale fondato sul notabilato locale e sulle assunzioni clientelari. Un metodo sciagurato e criminogeno, che ha moltiplicato i costi e azzerato i livelli produttivi del territorio. E' lo stesso scenario in cui la giunta di Raffaele Lombardo e la maggioranza della destra hanno guerreggiato fino ad oggi. Un anno di faide interne, che hanno reso impossibili la minima riforma schiacciando ogni possibilita' di rilancio della regione. Questo quadro comincia a rivelarsi a tutti i siciliani e in particolare ai palermitani, che vedono la propria citta' sommersa dalla spazzatura ma pagano al Comune l'imposta sui rifiuti piu' alta d'Italia". |
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RIFIUTI PALERMO: SI SFALDA MISTIFICAZIONE GOVERNO |
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ROMA, 31 MAGGIO 2009 (ANSA) - 'E' dalla Sicilia che comincia a sfaldarsi il sistema di mistificazioni e di menzogne edificato dall'esecutivo della destra'. Cosi' Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd, commenta l'emergenza rifiuti a Palermo.
'Dove e' finito - domanda D'Antoni - il decisionismo di Silvio Berlusconi di fronte alla spazzatura che si accumula sulle strade di Palermo? Perche' il capo del governo non rende conto una buona volta delle ragioni che hanno portato al blocco totale della Regione Sicilia?'.
'In queste ore il Cavaliere e gli altri esponenti del governo - prosegue - preferiscono spacciare risibili scenari complottardi per deviare l'attenzione su quanto sta accadendo sull'Isola. Da una parte una giunta regionale implosa dopo un anno di violente faide nella maggioranza. Dall'altra una vergognosa emergenza rifiuti che sta travolgendo il l'amministrazione di centrodestra di Diego Cammarata. Il quale, non contento di avere la citta' sommersa dall'immondizia, vorrebbe addirittura aumentare l'imposta sulla nettezza urbana, che e' gia' la piu' alta d'Italia'.
' dalla Sicilia - prosegue D'Antoni - che comincia a sfaldarsi il sistema di mistificazioni e di menzogne edificato dall'esecutivo della destra. Un castello di carte sorretto solo dalla forza delle bugie, nella folle convinzione che la rappresentazione sia piu' importante della realta''. |
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MEZZOGIORNO: DA BERLUSCONI BUGIE, TAGLIATI 26 MLD |
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ROMA, 31 MAGGIO 2009 (ANSA) - 'Stretto nell'angolo delle proprie responsabilita' sullo scandaloso scippo ai danni del Mezzogiorno, Silvio Berlusconi non puo' far altro che aggrapparsi alla solita mistificazione della realta'. Affermare che il governo non ha sottratto neppure un euro al Sud corrisponde a una misera bugia. Documenti alla mano, ad oggi sono 26 i miliardi che l'esecutivo ha dirottato dai fondi destinati agli investimenti del Sud'. Sergio D'Antoni, vicepresidente della commissione Finanze della Camera e responsabile Mezzogiorno del Pd, commenta cosi' l'intervista del presidente del Consiglio alla Gazzetta del Mezzogiorno.
'Una sistematica distrazione di risorse - prosegue l'esponente del Pd - servita a coprire ogni ordine di spesa nazionale. A denunciarlo non e' solo il Partito democratico, ma lo stesso presidente della Repubblica, che solo sette giorni fa ha rivolto al riguardo un duro monito al governo'.
'Berlusconi dovrebbe rileggere anche le pubblicazioni dei piu' importanti istituti meridionalisti - aggiunge D'Antoni - e la relazione del presidente degli industriali Marcegaglia, la quale ha ricordato all'esecutivo che 'non puo' esserci crescita duratura se non si rimette in moto il Mezzogiorno'. Forse anche il Capo dello Stato, la Svimez e Confindustria, per il premier, sono scendiletto del Pd?'. |
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MEZZOGIORNO: TREMONTI DICE FALSITA' |
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ROMA, 29 MAGGIO 2009 (ANSA) - Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd, commenta l'intervista di Giulio Tremonti al Sole 24Ore, sostenendo che il ministro dell'Economia 'dice una falsita' quando afferma che niente e' stato tolto al Sud'. Mentre 'in un anno di azione antimeridionalista il governo ha sottratto 20 miliardi dalle risorse destinate agli investimenti produttivi delle aree deboli. Uno scippo che ha portato anche il presidente della Repubblica a rivolgere un accorato appello contro questa sistematica distrazione di fondi'.
'Se poi - prosegue D'Antoni - come spiega ancora Tremonti la questione meridionale e' la principale questione nazionale e per venirne a capo serve una visione strategica nazionale, allora non si capisce per quale motivo il governo non abbia fatto ancora un singolo passo in questa direzione'.
D'Antoni ricorda che il Pd ha chiesto 'di aprire un confronto a tutti i livelli', ma 'il governo ha sempre bocciato ogni proposta vagamente meridionalista, preferendo spostare risorse dalle zone deboli a quelle forti del paese'.
Se Tremonti ha idea, 'si comporti di conseguenza. Ma non rifugga dalle proprie responsabilita' e soprattutto eviti di dire menzogne sulle risorse sottratte'. |
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SICUREZZA: BRUNETTA ABBIA PIU' RISPETTO PER FORZE DELL'ORDINE |
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ROMA, 29 MAGGIO 2009 (ANSA) - Sul caso dei poliziotti 'panzoni', il ministro Brunetta 'mette una pezza che e' quasi peggio del buco; non e' possibile uscirsene in questo modo e poi pensare di farla franca dicendo 'scherzavo'. Il fatto che un esponente di governo si senta libero di fare volgari battute su temi tanto delicati e' indicativo di quanto questo esecutivo abbia a cuore i problemi reali del Paese', afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd.
'Invece di ringraziare le forze dell'ordine per il lavoro che svolgono nonostante i tagli imposti dal suo governo - aggiunge - Brunetta preferisce sfottere e indicare capri espiatori che nascondano l'inadeguatezza sua e del resto dell'esecutivo.
Consigliamo al ministro di recuperare una certa dose di serieta' e di esprimere rispetto nei confronti di chi, ogni giorno e da ogni posizione, lavora per garantire la sicurezza e l'incolumita' di tutti i cittadini'. |
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CRISI: BANKITALIA EVIDENZIA IMMOBILISMO GOVERNO |
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ROMA, 29 MAGGIO 2009 - 'Sagge ed apprezzabili le parole del governatore di Bankitalia Mario Draghi, che mettono in evidenza l'immobilismo del governo Berlusconi di fronte alla crisi. Per far uscire dalle secche il Paese, per dare prospettive di sviluppo e di occupazione agli italiani servono riforme strutturali, investimenti pubblici, azioni concrete a sostegno del credito e dei consumi, specialmente nelle aree deboli.
Precisamente cio' che il governo non ha ancora fatto'. Lo dice il vicepresidente della commissione Finanze della Camera e responsabile Mezzogiorno del Pd, Sergio D'Antoni commentando le considerazioni finali del Governatore Mario Draghi all'assemblea di Bankitalia.
'Attraverso le numerose proposte di legge presentate - aggiunge - il Partito Democratico rinnova ogni giorno la propria disponibilita' a partecipare alla definizione riforme necessarie. Per tutta risposta il Cavaliere ha sempre respinto ogni ipotesi di dialogo, elevando a sistema il conflitto politico e sociale'.
'A nulla - conclude D'Antoni - e' servito finora il monito di Confindustria e l'allarme dei vescovi. Di fronte all'ennesimo richiamo, il governo cambi finalmente rotta e si decida ad avviare una stagione di riforme con l'apporto di tutti coloro che possono dare un valido contributo'. |
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INFRASTRUTTURE: GOVERNO SPENDE POCO E PAGA SUD |
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ROMA, 27 MAGGIO 2009 (ANSA) - Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd, commenta le anticipazioni del rapporto sulle infrastrutture dell'Ance, parlando di dati che 'smontano impietosamente le favole raccontate agli italiani dal governo Berlusconi e confermano cio' che il Partito democratico denuncia da mesi: l'esecutivo investe poco, investe male e carica tutte le spese sulle aree deboli del Sud'.
Per D'Antoni, 'i numeri parlano da soli: rispetto a un anno fa, le risorse aggiuntive hanno subito un taglio del 13,4 per cento. In piena crisi il governo contrae gli investimenti, concentra la ricchezza nelle aree forti e fa pagare tutto al Sud. Dei 10,9 miliardi dichiarati da Palazzo Chigi, 9 sono stati prelevati dalle risorse destinate agli investimenti produttivi del meridione. Solo 2 miliardi sono realmente aggiuntivi'.
Per contro, il governo 'non da' nulla alle aree deboli del paese', accusa D'Antoni, ma 'si limita a ripetere come un disco incantato la litania del ponte sullo stretto, che non vedra' aprire i cantieri prima del 2011. Altro che azione anticrisi, l'esecutivo Berlusconi continua a prendere ai poveri per dare ai ricchi'.
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LAVORO: DA GOVERNO ALTRO SCHIAFFO A MERIDIONE
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ROMA, 26 MAGGIO 2009 (ANSA) - 'Un altro schiaffo al meridione e' arrivato oggi dal governo Berlusconi e da questa maggioranza a trazione leghista. La destra ha detto no alla mozione del Pd su un piano da 400 milioni per assumere 100 mila giovani meridionali in aziende private del Sud. Una proposta semplice, economica, che avrebbe incentivato il lavoro produttivo contribuendo ad arginare la disoccupazione dove la crisi morde di piu'': cosi' Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd. 'Ancora una volta - aggiunge D'Antoni - il governo rinuncia al dialogo e al confronto, seguendo quell'impostazione antimeridionale e antisociale che ha gia' portato al taglio di 20 miliardi dalle risorse destinate agli investimenti produttivi nel meridione'. Un'azione che, per d'Antoni, 'non condanna solo il Sud, ma tutta l'Italia, che per risollevarsi ha bisogno di puntare sulle proprie zone sottoutilizzate'. Secondo l'esponente Pd, 'a nulla e' valso il recente appello del capo dello Stato, che ha denunciato il sistematico impoverimento delle aree deboli del Paese. A nulla e' servito l'accorato monito del papa, che ha invitato 'a ricercare, con il contributo di tutti, valide soluzioni alla crisi occupazionale'. Nel nulla e' finito anche il riferimento del presidente di Confindustria Marcegaglia, la quale ha ricordato che 'non puo' esserci crescita duratura se non si rimette in moto il Mezzogiorno'. Altro che concertazione - conclude D'Antoni -: con un'arroganza che non ha limiti, il governo continua a farsi dettare l'agenda dal Carroccio senza ascoltare nessun altro. L'esecutivo conferma cosi' la propria politica miope, che eleva a metodo il conflitto e crea insanabili tensioni tra zone e fasce sociali del Paese'. |
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CRISI: BERLUSCONI ASCOLTI VOCE DEI VESCOVI |
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ROMA, 25 MAGGIO 2009 (ANSA) - 'Invece di attribuire gli effetti della recessione ai soliti e risibili teoremi complottardi, Silvio Berlusconi ascolti con attenzione le parole dei vescovi italiani, da cui e' arrivata una stroncatura alla politica antisociale del suo governo. Dopo un anno di chiacchiere e sterili spot elettorali, l'immobilismo dell'esecutivo di fronte alla crisi e al dramma occupazionale e' sotto gli occhi di tutti'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd.
'Quello che preoccupa - aggiunge - non e' solo la comprovata inadeguatezza di questo esecutivo, ma anche la sua totale incapacita' di riconoscere gli errori e di aprirsi al dialogo con tutte le forze capaci di dare un contributo. Una impostazione ottusa e arrogante, che non ha neppure piu' la forza di vendersi come decisionista e che mortifica ogni giorno la stessa maggioranza parlamentare. Non e' cosi' che l'Italia uscira' dalla crisi come un paese migliore'.
'La via maestra, come indicato ieri dal Papa - conclude D'Antoni - e' quella di 'una ricerca comune'. la strada della concertazione responsabile. Una strada che il Cavaliere continua a disprezzare'. |
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PAPA: SUO RICHIAMO SU LAVORO E' DURO MONITO PER GOVERNO |
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ROMA, 24 MAGGIO 2009 (ANSA)- 'Il richiamo del Papa 'a ricercare, con il contributo di tutti, valide soluzioni alla crisi occupazionale' deve essere un duro monito per il governo e per Silvio Berlusconi, che proprio in questi giorni ha espresso il proprio disprezzo per il Parlamento e per il dialogo, dichiarando che le riforme si faranno anche senza l'opposizione'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Paritito democratico.
'Dal primo giorno di insediamento - dice D'Antoni - l'esecutivo si e' mosso nel solco di un irresponsabile unilateralismo, cercando sistematicamente il muro contro muro con le forze parlamentari e mortificando persino larghe componenti della stessa maggioranza. Non e' questa la strada che ci portera' fuori dalla crisi. La via maestra e' quella di una proficua concertazione tra di tutte le parti sociali e tutte le forze politiche, sull'esempio di quello spirito che nel 1993 ha fatto uscire l'Italia dalle secche della recessione'.
Secondo l'esponente democratico 'solo se tutti gli attori in gioco avranno la possibilita' di assumersi una parte di responsabilita' nella definizione delle riforme necessarie, l'Italia potra' uscire dalla crisi come un paese migliore.
Purtroppo le azioni compiute finora dall'esecutivo e le recenti, gravissime affermazioni di Silvio Berlusconi, lasciano temere il peggio'. |
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FALCONE: STRAGE RIMANE FERITA INSANABILE NEL PAESE |
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PALERMO, 23 MAGGIO 2009 (ANSA) - 'Il vile assassinio di Giovanni Falcone e della sua scorta rappresenta una ferita insanabile per la storia del nostro Paese'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile delle politiche per il Mezzogiorno del Partito democratico in occasione del diciassettesimo anniversario della strage di Capaci.
'Ma il sacrificio di questi eroici servitori dello stato non e' stato vano - aggiunge l'esponente del Pd - lo dimostrano le migliaia di persone scese in piazza oggi per commemorarne la memoria. Lo dimostra l'impegno e i successi della magistratura e delle forze dell'ordine. Lo dimostra il coraggio dimostrato dalle organizzazioni collettive e da tutta la societa' civile.
Sta alla politica, ora, compiere il passo decisivo'.
'Servono leggi che garantiscano certezza della pena e provvedimenti capaci di portare sviluppo e lavoro al Meridione - conclude D'Antoni - soltanto in questo modo l'Italia riuscira' a debellare le condizioni che sono alla base del fenomeno mafioso'. |
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SUD: GOVERNO ASCOLTI MONITO NAPOLITANO |
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ROMA, 23 MAGGIO 2009 (ADNKRONOS) - 'Ringraziamo il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per il suo accorato appello sulla scandalosa distrazione di fondi destinati al Mezzogiorno. Un messaggio che deve suonare da monito per il governo, che in questo anno, per coprire ogni ordine di spesa nazionale, ha sottratto 20 miliardi di euro stanziati per gli investimenti produttivi e le infrastrutture del Sud'. Ad affermarlo in una nota e' Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico.
Il soldi del Mezzogiorno, rileva l'esponente del Pd, 'devono tornare al Sud, coprire investimenti produttivi ed essere aggiuntivi rispetto alla quota di spesa ordinaria. Di fronte all'allarme lanciato dalla prima carica dello Stato, l'esecutivo si renda conto dei danni che sta causando la sua impostazione antimeridionalista. L'Italia ha bisogno di una politica economica che punti concretamente sulle sue aree sottoutilizzate, non di continui trasferimenti di ricchezza dalle zone e dalle fasce deboli del Paese a quelle forti'.
Purtroppo, invece, continua D'Antoni, 'e' esattamente cio' che e' accaduto in questi dodici mesi. A dichiararlo sono ormai persino eminenti esponenti di governo come Roberto Castelli e Altero Matteoli, che nel riconoscerlo non hanno nascosto una certa dose di soddisfazione. Per queste persone, evidentemente, le ragioni dei piu' forti prevalgono su quelle dei piu' deboli. Una impostazione non solo deplorevole dal punto di vista morale, ma anche miope sul piano dello sviluppo nazionale. Perche' come ha ricordato nella sua relazione lo stesso presidente di Confindustria, 'non puo' esserci crescita duratura se non si rimette in moto il Mezzogiorno'', conclude l'esponente del Pd.
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INFRASTRUTTURE: MATTEOLI SA CHE AL SUD SPETTA L'85% DEL FAS? |
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ROMA, 23 MAGGIO 2009 (ADNKRONOS) - 'Apprendiamo da Altero Matteoli che 'il 52% degli stanziamenti pubblici per le infrastrutture deliberate dal Cipe il 6 marzo scorso va al Mezzogiorno'. A questo punto ci aspettiamo che il ministro specifichi le opere e i capitoli di spesa che contribuiscono a raggiungere tale quota'. Cosi' Sergio D'Antoni, responsabile delle politiche per il Mezzogiorno del Pd, commentando le dichiarazioni del ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli.
In ogni caso, rileva D'Antoni, 'ricordiamo a lui e agli altri esponenti di governo che, per legge, la parte del Fas da destinare al Mezzogiorno deve essere dell'85%'. |
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SUD: DOPO I DANNI IL GOVERNO E' AL PUBBLICO DILEGGIO |
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ROMA, 22 MAGGIO 2009 (ADNKRONOS) 'Sud e Governo Berlusconi, dopo i danni ormai siamo al pubblico dileggio. Altero Matteoli ha ammesso oggi che con l'esecutivo della destra 'per la prima volta nel nostro Paese il meridione e' stato solidale con il Nord'. E' con il massimo della naturalezza che un ministro della Repubblica si vanta a mezzo stampa dello scippo di 20 miliardi perpetrato ai danni del Mezzogiorno'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico.
'Pur vedendo e denunciando ogni giorno gli effetti della disastrosa politica antimeridionalista del governo, non avremmo mai creduto di dover sentire parole tanto sfrontate. Il Sud merita rispetto. Evidentemente per questi signori il sistematico impoverimento delle zone deboli meridionali a favore di quelle forti del Nord non e' una colpa, ma un titolo di merito. Evidentemente per queste persone i temi dello sviluppo e dell'occupazione nelle aree sottoutilizzate non hanno alcun diritto di essere inclusi nell'agenda del Paese", prosegue D'Antoni.
"Tutte questioni ben note, alle quali ora si aggiunge l'arroganza dell'ostentazione pubblica. Dopo il recente outing del viceministro leghista Roberto Castelli, ci voleva la 'confessione' di un esponente del Pdl per completare il quadro di un esecutivo sfacciatamente antimeridionalista. Invece di continuare a sparare sul Sud, e dal momento che dicono di condividerne i contenuti - conclude D'Antoni- , i signori del governo rileggano la relazione del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, secondo cui 'non puo' esserci crescita duratura se non si rimette in moto il Mezzogiorno'".
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MARCEGAGLIA: HA RAGIONE, SENZA SUD NO CRESCITA |
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ROMA, 21 MAGGIO 2009 (ANSA)- 'Ha ragione la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia a ribadire che 'non puo' esserci crescita duratura se non si rimette in moto il Mezzogiorno' '.
Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd.
'E' per questo - aggiunge - che risulta del tutto inaccettabile il pesante antimeridionalismo del governo Berlusconi. Una impostazione iniziata dalla finanziaria, con cui Tremonti ha smantellato il credito d'imposta per gli investimenti produttivi degli imprenditori del Sud'.
'Fa bene il numero uno di via dell'Astronomia - dice D'Antoni - a invocare un meridione unito al resto del Paese da filiere produttive, infrastrutture e progetti di ricerca. Tre capitoli sui quali il governo non ha mosso un dito. Giusto anche stigmatizzare la cattiva amministrazione e la cattiva spesa, che pero' non puo' essere alibi per stritolare il sistema produttivo del Mezzogiorno. Apprezzabile, infine, il riferimento alle nuove generazioni che vogliono uscire dalla cultura del sussidio'. 'Per questo il Pd propone un piano-occupazione per 100mila giovani del Sud, che incentiva il lavoro produttivo in aziende private. Le zone deboli - conclude il dirigente del Pd - non possono continuare a pagare per tutta l'Italia come e' avvenuto questo anno, con effetti devastanti per tutto il Paese'. |
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D'ANTONA: SUO IMPEGNO PER METODO CONCERTATIVO
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ROMA, 20 MAGGIO 2009 (ANSA) - Sergio D'Antoni, del Pd, ricorda Massimo D'Antona, nel decimo anniversario dell'uccisione del giurista da parte delle Br, come 'un instancabile servitore dello stato, un uomo coraggioso, strenuo sostenitore dei diritti dei lavoratori e di un modello riformista concertativo e democratico. La sua parabola professionale e morale deve essere oggi da esempio per tutti'.
D'Antoni aggiunge che 'in Massimo D'Antona, l'impegno riformista si e' sempre conciliato con la ricerca di una sintesi condivisa con il mondo del lavoro e con le altre organizzazioni collettive. Il senso profondo della sua azione sta proprio nell'esercizio di questo metodo concertativo, che ha portato ai necessari cambiamenti nella societa' senza pesanti contrapposizioni e insanabili conflitti sociali. Per questo i suoi assassini ne hanno decretato, vigliaccamente, la morte'.
'E' a lui e a quel metodo - conclude D'Antoni - che oggi bisogna guardare per affrontare una nuova stagione di riforme nel segno della concertazione'. |
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SUD: DATI DENUNCIANO COLOSSALE SCEMPIO RISORSE |
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ROMA, 20 MAGGIO 2009 (AGI) - "I dati pubblicati dal Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica mettono nero su bianco cio' che il Partito democratico denuncia da un anno: il barbaro e colossale scippo perpetrato dal governo Berlusconi ai danni del Sud". Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd.
"I numeri parlano da soli: in dodici mesi l'esecutivo ha ridotto a 27 i 53 miliardi stanziati dal governo Prodi per gli investimenti e le infrastrutture nelle aree deboli meridionali.
E la quota residua di competenza delle Regioni meridionali - aggiunge D'Antoni - subisce ormai da mesi un sistematico blocco. Uno scempio iniziato con la Finanziaria 2008, prima legge sottoscritta da Tremonti, e continuato fino ad oggi un provvedimento dopo l'altro. L'unica coerenza del governo della destra consiste nell'aver fatto pagare tutto alle fasce e alle zone deboli d'Italia, come ammesso recentemente anche dal viceministro Castelli. Una politica moralmente riprovevole, che sancisce un vergognoso tradimento nei confronti dei cittadini del Sud. Ma anche - conclude - uno spaventoso errore in termini di sviluppo nazionale". |
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FEDERALISMO: E' UNA SFIDA DA ACCOGLIERE RESTANDO VIGILI |
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ROMA, 19 MAGGIO 2009 (ADNKRONOS) - 'Il federalismo fiscale e' una sfida e come tale va accolta, ma restando molto vigili'. Cosi' Sergio D'Antoni, responsabile delle Politiche per il Mezzogiorno del Pd, commenta con LABITALIA l'intervento con cui Pellegrino Capaldo, dalle colonne del Corriere della Sera, sottolinea che il federalismo fiscale non va inteso come mero fatto amministrativo-contabile.
'La vigilanza -aggiunge D'Antoni- e' necessaria perche' altrimenti rischiamo di avere, attraverso il federalismo, un'ulteriore frattura nel Paese'. 'Se invece -spiega l'ex leader della Cisl- facciamo in modo di garantire a tutti gli stessi livelli di servizi, allora il modello va bene. Ma non va bene che a Reggio Emilia gli asili servano 28 bambini su 100, a Palermo 5, e a Reggio Calabria 3'.
'Per accettare questa sfida -conclude D'Antoni- bisogna che dal federalismo fiscale il Paese esca piu' giusto e non meno giusto'.
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SUD: CAPALDO E' IN ERRORE SU RECUPERO RITARDO MEZZOGIORNO |
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ROMA, 19 MAGGIO 2009 (ADNKRONOS) - 'Quello di Capaldo e' un errore, perche' la condizione delle aree deboli del Paese e' tale che serve un intervento addizionale, altrimenti non si recupera il ritardo di sviluppo del Mezzogiorno'. Cosi' Sergio D'Antoni, responsabile delle Politiche per il Mezzogiorno del Pd, commenta con LABITALIA l'intervento con cui Pellegrino Capaldo, dalle colonne del Corriere della Sera, sottolinea che il Sud non ha piu' bisogno di una specifica politica economica, ma che occorre un 'Progetto Paese'. Tesi che trovano D'Antoni in parziale disaccordo.
'E' giusto dire che ci vuole un 'Progetto paese' -dice ancora D'Antoni- perche' e' quello che manca in questo momento, ma -avverte l'ex leader della Cisl- all'interno di questo progetto e' indispensabile un progetto addizionale, altrimenti il ritardo del Sud rimane quello che e''.
Insomma, le politiche per il Mezzogiorno non devono affatto essere accantonate. 'Ci vogliono strumenti e risorse -ribadisce D'Antoni- per mettere in moto un processo di sviluppo, e se ci sono sprechi, si combattano, ma senza che questo sia l'alibi per tagliare le risorse".
"Questo governo -denuncia- ha tagliato in un anno circa 20 miliardi di euro al Mezzogiorno. Un danno non solo per il Sud, ma anche per tutto il Paese'. Per D'Antoni, dunque 'l'intervento addizionale, europeo e nazionale e' indispensabile se si vuole colmare questo ritardo del Sud rispetto all'Italia e al mondo'. 'Se il Paese non riparte dalle zone deboli -conclude l'esponente Pd- non ce la fa e se si abbandonano le zone deboli non si cresce come Paese'.
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MEZZOGIORNO: CASTELLI AMMETTE SCIPPO DI 20 MLD |
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ROMA, 18 MAGGIO 2009 (ANSA) - 'Dopo un anno di tagli intollerabili e di instancabili denunce da parte del Partito democratico, Roberto Castelli ammette lo spaventoso scippo perpetrato dall'esecutivo ai danni del Mezzogiorno. Il fatto che l'outing arrivi da un viceministro, e per di piu' della Lega, la dice lunga sulle condizioni degli esponenti meridionali della maggioranza, troppo impegnati a tessere lodi alle politiche del governo per rendersi contro della loro ingiustificabile posizione'. Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd, commenta cosi' le parole del viceministro Castelli, che ha detto: 'Per la prima volta dall'insediamento del nostro governo e' il Sud che paga per tutto il Paese'.
'Dal momento che Castelli e' in vena di 'confessioni' - aggiunge D'Antoni - vada fino in fondo e ammetta che e' dal primo giorno che questo esecutivo fa pagare tutto al Sud. E' stato cosi' con l'abolizione dell'Ici sulle case di lusso, con l'abolizione del credito d'imposta per gli imprenditori meridionali, con l'Alitalia e le ferrovie. E' cosi' ancora oggi con il cosiddetto pacchetto anticrisi, con il decreto Abruzzo e persino con i rimborsi sulle quote latte riconosciuti agli allevatori furbi del Nord'. 'Un scippo sistematico - conclude D'Antoni - che ha tolto finora 20 miliardi dalle zone e dalle fasce sociali deboli, per riversarli su quelle forti'.
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CRISI: DA GOVERNO AZIONE INEFFICACE |
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ROMA, 13 MAGGIO 2009 (ANSA) - Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd, sostiene che dai dati resi noti oggi dalla Banca d'Italia, emergono 'due fatti assai preoccupanti, che purtroppo avevamo previsto', e cioe' 'da una parte l'inadeguatezza delle misure adottate dal governo per fronteggiare la crisi, dall'altra un indubitabile allentamento della lotta all'evasione'.
Per D'Antoni, 'l'aumento record del debito pubblico mette impietosamente all'angolo la linea adottata in politica economica dall'esecutivo, che fino ad oggi ha giustificato la propria timidezza con ridicoli argomenti rigoristi'.
Ora, per l'esponente del Pd, 'i dati sull'occupazione e sulle finanze dimostrano che Tremonti non ha varato una singola ed efficace misura anticiclica, e nello stesso tempo non e' stato in grado di tenere sotto controllo i conti dello stato. Un danno doppio che, a causa dei provvedimenti adottati finora dal governo, sara' pagato soprattutto dalle zone e dalle fasce deboli del paese'.(ANSA).
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PONTE MESSINA: SUD NON SI SOLLEVA CON OPERE DI REGIME |
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ROMA, 11 MAGGIO 2009 (ADNKRONOS) - "Se la risposta del Governo alla questione meridionale si esaurisce con il Ponte sullo stretto di Messina, come ha indicato oggi nel suo intervento l'onorevole Giorgio Stracquadanio, allora vuol dire che il Sud e' davvero condannato". Ad osservarlo e' il responsabile Mezzogiorno del Pd, Sergio D'Antoni, che osserva come "affidare la ripresa del Mezzogiorno a 'un'opera di regime' che vedra' aprire i cantieri non prima del 2011, significa voler affondare definitivamente le possibilita' di ripresa e di sviluppo delle zone deboli del Paese, che invece hanno bisogno di risposte concrete e immediate. L'onorevole Stracquadanio, che giustifica i 20 miliardi scippati dalle risorse destinate allo sviluppo del meridione - dice - rifletta prima di aprire bocca su temi tanto delicati".
"Il partito democratico chiede al Governo di impegnarsi a realizzare un piano da 450 milioni con cui attivare 100mila stages retribuiti finalizzati all'assunzione a tempo indeterminato in aziende del Sud di giovani diplomati e laureati meridionali. Un provvedimento poco costoso, semplice e immediatamente attuabile che incentiva il lavoro produttivo e che pertanto non puo' essere bollato dagli Stracquadanio di turno come asistenzialista".
"Il Governo - conclude - ora ha sul tavolo una proposta. Puo' accettarla o rifiutarla. Ma non potra' certo giustificare un suo 'no' appellandosi a ragioni di cassa dopo aver sottratto in maniera barbara decine di miliardi di euro dai fondi destinati alle famiglie, alle imprese e alle infrastrutture del Sud".
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FISCO: IN SICILIA ORMAI SIAMO ALLA FISCALITA'DI SVANTAGGIO |
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PALERMO, 11 MAGGIO 2009 (ANSA) - 'La pressione fiscale piu' alta d'Italia e le prestazioni piu' scadenti. Ormai sull'isola siamo alla fiscalita' di svantaggio: peggio stai, peggio sei trattato'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico. 'Di fronte a uno scenario del genere - continua D'Antoni - la giunta di Raffaele Lombardo si e' dimostrata del tutto incapace di dare risposte concrete.
Paralizzato da un anno per guerre incessanti all'interno della stessa maggioranza, l'esecutivo non ha fatto un singolo passo avanti in termini di sviluppo e di politiche sociali'.
'Cosi', tra l'antimeridionalismo attivo del governo nazionale e l'immobilismo della giunta Lombardo, - dice - le famiglie, i lavoratori e gli imprenditori siciliani vivono oggi la condizione assurda di pagare le tariffe piu' alte per ricevere i peggiori servizi. La Sicilia e i siciliani meritano decisamente di piu''.
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CIPE: PERCHE' L'AQUILA ESCLUSA ZONE FRANCHE URBANE? |
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ROMA, 8 MAGGIO 2009 (ANSA) - 'Prendiamo atto che, con un anno di ritardo, il governo si e' finalmente deciso a sbloccare i fondi necessari ad avviare le zone franche urbane, ideate e realizzate dal centrosinistra. Meglio tardi che mai, ma perche' l'Aquila non e' stata inclusa? Una grave mancanza, resa ancora piu' imbarazzante dalle recenti e roboanti dichiarazioni dell'esecutivo. C'e' da aggiungere che l'estensione a nord del bacino dei comuni beneficiati, voluta dalla squadra di Berlusconi, diluisce drasticamente l'efficacia di uno strumento pensato specialmente per le aree deboli meridionali'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile mezzogiorno del Partito democratico.
'Ora il governo non perda altro tempo - dice - e si attivi immediatamente per istituire una Zona franca urbana nel capoluogo abruzzese. I segnali finora sono negativi: nel cosiddetto 'decreto Abruzzo' non c'e' traccia di tale provvedimento. Dopo tanti annunci, cosa aspetta l'esecutivo per agire?' |
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FIAT: GOVERNO ASSICURI ATTUALI LIVELLI OCCUPAZIONE |
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ROMA, 7 MAGGIO 2009 (ANSA) - 'Il governo non si limiti ai proclami sterili sulle operazioni in corso tra Fiat e Opel. Assicuri invece, e con atti concreti, che vengano mantenuti gli attuali livelli occupazionali in Italia'. Lo afferma in una nota Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico. 'Nessuno stabilimento dovra' essere chiuso - aggiunge - in questo momento e' inammissibile caricare di ulteriori sacrifici i lavoratori e le famiglie appartenenti alle fasce piu' deboli ne' indebolire ancora gli stabilimenti meridionali. Occorre che l'esecutivo dica parole chiare su innovazione e ricerca, perche' e' su questi due capitoli che si gioca la partita.
Promuovere l'eccellenza italiana in termini di tecnologie eco-compatibili vuol dire salvare stabilimenti e posti di lavoro. Come ha intenzione di muoversi Palazzo Chigi? Il governo convochi subito le parti sociali ed esprima una posizione chiara e inequivocabile'. |
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FIAT: GOVERNO GARANTISCA SU STABILIMENTI SUD |
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ROMA, 6 MAGGIO 2009 (ANSA) - 'Il governo non si limiti a interpretare la parte del semplice spettatore, o peggio dell'ultra', nella partita che Fiat sta svolgendo in Germania.
Dia invece concrete garanzie ai lavoratori e assicuri con il massimo della concretezza che gli stabilimenti di Pomigliano e Termini Imerese non verranno toccati'. Lo afferma in una nota Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico.
'L'idea che eventuali esuberi vadano individuati in Italia, e in particolare nelle zone deboli che sono le piu' colpite dalla crisi, e' assolutamente da scartare - aggiunge -. Il Sud esige subito da questo esecutivo una chiara presa di posizione e precise garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali. Il silenzio di Palazzo Chigi si fa di giorno in giorno piu' rumoroso'. |
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SICUREZZA: GOVERNO SUCCUBE XENOFOBIA LEGHISTA |
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ROMA, 5 MAGGIO 2009 (ADNKRONOS) - "Ronde padane nazionalizzate, pubblici ufficiali costretti a trasformarsi in delatori, vere e proprie colonie penali in corrispondenza dei Centri di identificazione per migranti. Con il ddl sicurezza il governo cerca di far rientrare dalla finestra cio' che il Parlamento ha cacciato per due volte dalla porta principale. Un'operazione inqualificabile, che mette in evidenza ancora una volta la considerazione che il governo ha delle istituzioni e, soprattutto, quanto sia subalterno all'impostazione antisociale, xenofoba e antimeridionale della Lega Nord'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd.
'L'esecutivo e il Carroccio si ostinano a sovrapporre in maniera strumentale la problematica della criminalita' con quella dell'immigrazione clandestina. Nessuno si sogna di aprire le frontiere in maniera incondizionata ma il fenomeno della clandestinita' va arginato con serie politiche bilaterali, non con metodi polizieschi.
L'approccio aggressivo del governo ha portato solo al raddoppio degli sbarchi. Un conto pagato dal Sud e in particolare Lampedusa, dove nell'ultimo anno si e' registrato un innalzamento spaventoso della tensione sociale. La squadra di Berlusconi -conclude D'Antoni- ha reso l'isola una vera e propria colonia penale, portando cittadinanza e migranti all'esasperazione ed esponendo le forze dell'ordine a rischi del tutto inaccettabili'.
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MEZZOGIORNO: GOVERNO SI ASSUMA RESPONSABILITA' DANNI CAUSATI |
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ROMA, 4 MAGGIO 2009 (ANSA) - 'Si rimane sbigottiti di fronte alle dichiarazioni del ministro Scajola sulle intenzioni del governo Berlusconi di trasformare il Sud 'in un volano per l'economia nazionale' '. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd, secondo il quale il ministro dello Sviluppo economico 'parla di fondi europei, di aiuti agli imprenditori meridionali, di zone franche urbane. Una lista dei sogni, a cui il governo ha fatto corrispondere fino ad oggi una serie di atti diametralmente opposti e devastanti per il tessuto economico del sud'.
'Come giustifica l'esecutivo - aggiunge il deputato - i 20 miliardi scippati fino ad ora dalle risorse del Mezzogiorno?
Come vorrebbe che interpretassimo l'abolizione del credito d'imposta per gli imprenditori meridionali? Come dovremmo recepire il blocco imposto da un anno a questa parte alle zone franche urbane, strumento ideato e realizzato dal centrosinistra? Se poi Palazzo Chigi ha tanto a cuore le sorti della Sicilia, perche' nega all'Isola i quattro miliardi del Fas che le spettano di diritto?"
"Le risposte a queste domande non arriveranno mai, perche' il governo non si limita a far danni al Mezzogiorno, ma nega del tutto l'evidenza, rimandando sistematicamente al futuro le riforme necessarie'.
'E' davvero possibile continuare ad affidare le sorti del Sud a sterili annunci? - chiede D'Antoni - I signori della destra si assumano una volta per tutte le proprie responsabilita' sui danni causati dalla miope politica antimeridionale che propugnano da un anno a questa parte'.
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MEZZOGIORNO: INTERROGAZIONE PD, PDL OSTACOLA FONDI FAS |
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PALERMO, 30 APRILE 2009 (ANSA) - I parlamentari nazionali del Pd Alessandra Siragusa, Giuseppe Berretta, Giovanni Burtone, Daniela Cardinale, Angelo Capodicasa, Sergio D'Antoni e Marilena Samperi hanno presentato al ministro dell'Economia Giulio Tremonti, un'interrogazione sull'assegnazione del Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) al Sud.
'L'assegnazione - si legge nell'interrogazione - ancora non e' stata deliberata in sede Cipe. Nei giorni scorsi alcuni giornali siciliani hanno fornito interpretazioni diverse del ritardo, e tra queste le strategie di consenso elettorale e la concorrenzialita' fra partiti e relative correnti'.
I parlamentari del Pd sottolineano un articolo del Giornale di Sicilia del 22 aprile scorso, nel quale il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Gianfranco Micciche', afferma che 'i 4 miliardi che dovrebbero ridare ossigeno alle casse regionali sono pronti e solo ostacoli politici impediscono che arrivino subito in Sicilia'. Micciche' aggiunge che 'alcuni politici siciliani non vogliono che sia io a erogarli in questa fase di campagna elettorale'.
Da qui la richiesta dei sette deputati rivolta al ministro, per sapere 'se corrisponda a verita' quanto dichiarato da Micciche'' e 'se non intenda convocare con urgenza il Cipe per deliberare l'assegnazione dei fondi'.
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LAVORO: DATI SUD ALLARMANTI, GOVERNO ACCOLGA PIANO FRANCESCHINI |
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Roma, 28 apr. - (Adnkronos) - 'I dati sul lavoro diffusi dall'Istat mettono in evidenza come nel Mezzogiorno si continuino a registrare livelli di occupazione allarmanti. Nel 2008 in Campania, Sicilia, Calabria e Puglia lavorava meno di una persona su due. Uno scenario drammatico, certamente aggravato dal sopraggiungere della crisi'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico.
Di fronte a una simile emergenza, aggiunge il deputato, "il governo accolga il piano da 450 milioni proposto da Dario Franceschini per incentivare l'assunzione a tempo indeterminato dei giovani diplomati e laureati meridionali. L'esecutivo istituisca immediatamente 100 mila stages retribuiti, finalizzati all'assunzione in aziende private che operano nel Sud".
Il compenso degli stagisti, spiega D'Antoni "dovra' essere a carico dello Stato per i primi sei mesi, al termine dei quali sara' previsto un bonus di tremila euro per le imprese che offriranno un contratto a tempo indeterminato". Una proposta, conclude, "semplice e mirata, che non impegna eccessivamente le casse dello Stato e puo' dare un contributo in chiave anticrisi proprio nelle zone piu' esposte agli effetti della recessione'.
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CRISI: DA GOVERNO BORDATE TREMENDE AL SUD |
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ROMA, 22 APRILE 2009 (APCOM) - Il Governo Berlusconi sta sferrando "bordate tremende al Sud", secondo il responsabile Mezzogiorno del Pd Sergio D'Antoni. Replicando al ministro dello Sviluppo Claudio Scajola, D'Antoni afferma: "Così, sotto i colpi della recessione, l`economia del Sud avrebbe `tenuto`, facendo registrare persino `progressi considerevoli`. Così, il governo avrebbe fatto `importanti passi avanti` nelle infrastrutture delle regioni meridionali. Così, il sistema scolastico del Mezzogiorno sarebbe stato `modernizzato` dall`utilizzo mirato dei fondi europei per le aree sottoutilizzate. Ce ne compiacciamo.
Solo, vorremmo sapere quale Paese descriva Caludio Scajola nella sua intervista al Sole 24 ore di oggi. Perché di certo il ministro dello Sviluppo non si riferisce all`Italia. Né all`esecutivo di Silvio Berlusconi, impegnato da un anno a questa parte a sferrare tremende bordate al già fragile tessuto economico e sociale del Sud".
Prosegue D'Antoni: "Ha letto, Scajola, i dati Istat che indicano nel Sud la maggior concentrazione di povertà assoluta? È consapevole, il ministro, dei danni causati alle piccole e medie aziende da decisioni sciagurate come l`abolizione del credito d`imposta per gli imprenditori del Sud? Ha presente in quale condizioni versano le ferrovie di Sicilia, Puglia e Calabria dopo il taglio in finanziaria quasi un miliardo di euro? È cosciente, il governo, dei danni all`occupazione e all`offerta formativa determinati dalle sforbiciate della pseudo-riforma Gelmini?"
Quanto all`utilizzo mirato dei fondi europei, "ci limitiamo a far presente che è dal primo giorno di insediamento che il governo finanzia tutto, ma proprio tutto, con le risorse destinate al rilancio del Mezzogiorno. Un approccio che ha già portato alla sottrazione di 20 miliardi dal Fas nazionale"
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TERREMOTO: ATTIVARE SUBITO ZFU L'AQUILA |
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ROMA, 20 APRILE 2009 (APCOM) - All'Aquila deve essere "subito" attivata la 'Zona franca urbana' per facilitare la ricostruzione. Lo dice il responsabile Mezzogiorno del Pd Sergio D'Antoni. "Giusto, anzi doveroso, far tornare al più presto l`Abruzzo all`interno del cosiddetto `obiettivo 1` operando il necessario pressing su Bruxelles. Ma intanto, per rilanciare lo sviluppo della regione, devono essere attivati tutti gli strumenti che abbiamo già a disposizione. Cominciamo con l`istituire subito una Zona franca urbana in corrispondenza della città de L`Aquila".
"La legge già esiste, - prosegue - ed è stata approvata dal governo di centrosinistra. Per renderla immediatamente efficace basterebbe una delibera del Cipe che però, a un anno dall`insediamento del governo Berlusconi, non è ancora arrivata".
Dunque, "dopo tanto immobilismo, l`esecutivo si decida a sbloccare i fondi, già pronti e stanziati dalla squadra di Romano Prodi, e li concentri su poche zone mirate. La tentazione di allargare il bacino dei comuni beneficiari ad altre aree del centro-nord deve essere assolutamente allontanata. Distribuire a pioggia le risorse del Sud, o peggio depredarle per coprire ogni capitolo di spesa nazionale, vuol dire non solo condannare il Mezzogiorno, ma porre un`ipoteca sul futuro di tutto il Paese".
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TERREMOTO: SERVONO FONDI EUROPEI E ZONA FRANCA |
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ROMA, 16 APRILE 2009 (ANSA) - Sergio D'Antoni, responsabile mezzogiorno del Pd, indica "due pilastri fondamentali" per la ripresa economica nelle zone terremotate: 'riportare la regione Abruzzo all'interno del cosiddetto obiettivo 1', ossia gli interventi dei fondi strutturali della Ue a favore delle regioni in ritardo di sviluppo, e "istituire subito una zona franca urbana in coincidenza della citta' dell'Aquila".
Per D'Antoni e' necessario "fare pressing su Bruxelles per accelerare l'iter che garantisca l'accesso ai fondi europei", e in Italia bisogna attivare gli strumenti gia' a disposizione, come le zone franche urbane, ideate dal governo di centro sinistra ma rimaste ferme perche' il governo Berlusconi "non ha ancora sbloccato i fondi necessari ad avviarlo".
"La legge gia' c'e', e' la volonta' politica che fino a oggi e' mancata", denuncia D'Antoni, sottolineando che "per renderla operativa basterebbe una delibera del Cipe". "Va pero' scartata - avverte D'Antoni - l'ipotesi di allargare a nord il bacino dei comuni beneficiati, operazione che diluirebbe drasticamente l'efficacia di uno strumento pensato specialmente per le aree deboli meridionali".
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TERREMOTO: SUBITO UNA ZONA FRANCA URBANA A L'AQUILA |
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ROMA, 15 APRILE 2009 (ANSA) - Sergio D'Antoni, responsabile mezzogiorno del Pd, sollecita l'attivazione di una zona franca urbana per le zone terremotate dell'Abruzzo.
"Va bene alzare il tetto massimo del fondo di garanzia delle piccole e medie imprese abruzzesi colpite dal terremoto - afferma D'Antoni - ma per rilanciare davvero lo sviluppo di quella terra ora occorrono altre misure, a cominciare dall'attivazione di una zona franca urbana".
D'Antoni ricorda che "il progetto delle zone franche urbane, ideato e realizzato dal governo di Romano Prodi, e' rimasto fermo fino ad oggi, dal momento che il governo Berlusconi non ha ancora sbloccato i fondi necessari ad avviarlo". Ora, "e' il momento di agire', afferma D'Antoni, per il quale pero' 'va scartata l'ipotesi di allargare a nord il bacino dei comuni beneficiati, che diluirebbe drasticamente l'efficacia di uno strumento pensato specialmente per le aree deboli meridionali". "Oggi come mai - conclude D'Antoni - e' indispensabile concentrare le poche risorse disponibili dove e' maggiore il margine di crescita delle imprese e la propensione all'acquisto delle famiglie".
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PONTE STRETTO: DA GOVERNO POLITICA SCELLERATA |
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ROMA, 14 APRILE 2009 (ANSA) - "Mentre attendiamo con ansia che si avveri la profezia del Cavaliere e che dunque, tra non meno di una ventina di anni, 'tutti i siciliani diventino italiani' grazie al Ponte sullo Stretto, le politiche antimeridionali di questo governo tagliano inesorabilmente fuori l'Isola dal resto del Paese". E' quanto dice Sergio D'Antoni, responsabile per il Mezzogiorno del Partito democratico.
"Al Sud, e in particolare in Sicilia - denuncia D'Antoni - si stanno cominciando a manifestare i primi segni di un cedimento del sistema dei trasporti che non ha precedenti nella storia d'Italia. Una conseguenza della scellerata politica economica del governo, che finanzia tutto, persino le multe degli allevatori settentrionali che non rispettano le quote latte, con i soldi destinati alle aree deboli del Sud".
Il deputato del Pd sottolinea che "a denunciare la drammatica situazione ormai non e' piu' solo il Partito democratico, ma anche il mondo del lavoro e persino gli amministratori siciliani di centrodestra. Dopo le proteste del presidente della provincia di Catania, Giuseppe Castiglione, oggi e' toccato al sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca protestare alla corte del ministro Matteoli per il pessimo stato della rete ferroviaria regionale". "Bene fanno i ferrovieri siciliani - conclude D'Antoni - a incrociare braccia di fronte al taglio annunciato di 600 posti di lavoro da parte di ferrovie Stato. Che da parte sua si e' vista sforbiciare 700 milioni di euro dalla Finanziaria estiva di Tremonti".
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SICUREZZA: SENZA FIDUCIA GOVERNO CEDE A MAGGIORANZA |
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ROMA, 8 APRILE 2009 (ANSA) - "Prima lo stralcio delle ronde nel decreto sicurezza, poi il ko sui centri di espulsione, infine la sconfitta sulla mozione sugli istituti di credito presentata da Pd. A Montecitorio oggi e' stato dimostrato quello che il Partito democratico sostiene da mesi: senza voti di fiducia il governo non e' assolutamente in grado di sostenere il confronto con la propria maggioranza", afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera, che si sofferma in particolare sulla questione dei centri di identificazione ed espulsione. "Con buona pace della Lega, la giornata odierna mette la parola fine all'idea odiosa di allungare i tempi di permanenza in queste strutture fino a 180 giorni. Una misura avversata anche dagli ambienti cattolici e da gran parte della societa' civile, che - prosegue D'Antoni - avrebbe trasformato i Centri di accoglienza in vere carceri e luoghi come Lampedusa in autentiche colonie penali".
Il Pd "ribadisce piena collaborazione sull'emergenza abruzzese', ma in Parlamento 'non dimentichera' le proprie prerogative e le proprie responsabilita'di opposizione". |
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TERREMOTO: BENE PROPOSTA SINDACATI PER ACCELERARE RACCOLTA FONDI |
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ROMA, 7 APRILE 2009 (ANSA) - "Giusta l'iniziativa congiunta di Cgil, Cisl e Uil di accelerare la raccolta di fondi a favore delle vittime del terribile sisma abruzzese promuovendo la trattenuta su base volontaria di un'ora di lavoro in busta paga". Lo afferma Sergio D'Antoni, vicepresidente della commissione Finanze della Camera e responsabile delle politiche per il Mezzogiorno del Partito democratico. "Si tratta di una proposta di straordinario valore civile - continua D'Antoni - che, siamo certi, non manchera' di avere anche una grande incidenza sul piano economico grazie a un elevato numero di adesioni. Nei momenti piu' difficili del nostro Paese le lavoratrici e i lavoratori italiani hanno sempre avuto modo di dimostrare concretamente di cosa sono capaci attraverso il piu' grande senso di solidarieta', di partecipazione e di unità". |
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MEZZOGIORNO: SURREALI LE PAROLE DI LOMBARDO |
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ROMA, 5 APRILE 2009 (ANSA) - "Davvero surreali le dichiarazioni del governatore siciliano Raffaele Lombardo, che esorta i presidenti delle regioni del Sud a 'impegnarsi e lottare di piu' per conquistare i propri diritti'. Consigliamo al leader Mpa, che fino a oggi e' stato strenuo difensore di questo esecutivo, di ripetere la stessa frase di fronte a uno specchio". Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile delle politiche per il Mezzogiorno del Partito democratico. "Siamo certi che ne trarra' beneficio - conclude - realizzando quanto siano prive di senso tali parole se profferite da un leader di un partito di maggioranza che non ha mai fatto mancare un voto, e tanto mento la fiducia, al governo Berlusconi". |
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CGIL: UNITA' NECESSARIA A STAGIONE RIFORME |
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ROMA, 3 APRILE 2009 (ANSA) - "Non andro' perche' c'e' bisogno di concertazione piena e per far questo c'e' bisogno di un sindacato unito. Se parliamo del partito, un grande partito riformista deve lavorare per l'unita' e non deve assolutamente favorire elementi di divisione. Noi dobbiamo lavorare per l'unita' e non subire le conseguenze della divisione". Lo afferma Sergio D'Antoni sulla manifestazione della Cgil di domani al Circo Massimo, intervistato per 'Red-azione' su Red Tv. |
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QUOTE LATTE: DA GOVERNO INTOLLERABILE FORZATURA |
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ROMA, 1 APRILE 2009 (AGI) - "Una intollerabile forzatura, che mette in evidenza ancora una volta la vocazione antiparlamentare, antimeridionale e antilegalitaria del governo Berlusconi. E che suggella il peggiore dei messaggi: in questo Paese conviene fare i furbi, non rispettare la legge e arricchirsi a scapito dei piu' onesti e dei piu' deboli". Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico e vicepresidente della commissione Finanze della Camera, commenta cosi' la presentazione da parte del governo del maxiemendamento che integra nel decreto incentivi il provvedimento sulle quote latte decaduto ieri a Montecitorio.
"Altro che difendere gli agricoltori perbene, la Lega e il governo con questo provvedimento rimborsano le multe di chi non ha rispettato la legge sforando le quote latte imposte dall'Europa, penalizzando cosi' tutti quelli che hanno onorato le regole. Cosa ancora peggiore, fanno pagare questa operazione vergognosa alle aree deboli. Per riempire il portafogli di pochi spregiudicati del Nord, infatti, sono stati dirottati 140 milioni destinati allo sviluppo del Mezzogiorno. Non c'e' davvero limite all'indecenza", conclude D'Antoni.
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SUD: IL GOVERNO NON FA ALTRO CHE PENALIZZARLO |
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ROMA, 28 MARZO 009 (ADNKRONOS) - "Se e' vero, come e' vero, che la crisi nasce da una cattiva distribuzione della ricchezza, da una divergenza sempre maggiore tra le aree deboli e le aree forti, e' evidente che per fronteggiarla dobbiamo puntare sulle aree e sui ceti deboli. Non e' solo una questione di giustizia sociale, ma e' l'unica via per uscire dalla recessione". Lo ha detto Sergio D'Antoni, responsabile delle politiche per il Mezzogiorno del Pd, intervenendo a un convegno di Quarta Fase a Bari.
Tre le direttrici per l'esponente democratico: "Un serio piano-infrastrutture, che contempli opere fondamentali come la tratta di alta velocita' Napoli-Bari, il corridoio adriatico e un serio piano di riqualificazione degli aeroporti. E poi maggiore sostegno alle famiglie e il ripristino di fiscalita' di sviluppo per le imprese meridionali".
Queste misure devono affiancarsi a "provvedimenti urgenti e immediatamente applicabili come l'assegno di indennita' a tutti i disoccupati e l'istituzione di un fondo di 500 milioni a favore delle famiglie che vivono in condizioni di poverta' estrema". Il Partito democratico il compito di "portare avanti una battaglia per portare al cento dell'attenzione nazionale la questione meridionale'. Un compito 'da assolvere senza pensieri unici, ma con una voce sola, quella di Dario Franceschini".
Il governo, secondo D'Antoni, "non solo non interviene con misure specifiche a sostegno del Sud, ma lo penalizza sistematicamente varando provvedimenti pro-ciclici, che aumentano le differenze tra i ceti forti e i ceti deboli. Non c'e' provvedimento in cui non si usi Fas per coprire le spese. L'esecutivo e' arrivato alla vergogna di utilizzarlo persino per rimborsare le multe degli allevatori furbi del nord che ha hanno sforato le quote latte".
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QUOTE LATTE: GOVERNO SCIPPA FAS, UNO SCANDALO |
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ROMA, 25 MARZO 2009 (ANSA) - "L'interminabile sequenza di scippi perpetrati dal governo Berlusconi a danno del Sud si arricchisce di un nuovo capitolo. Questa volta l'esecutivo cerca di appropriarsi con decreto legge di 140 milioni del Fondo per le aree sottoutilizzate a copertura delle quote latte prodotte al di fuori dei vincoli dell'Unione europea". Cosi' Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico e vicepresidente della commissione Finanze alla Camera, commenta il provvedimento in corso di approvazione a Montecitorio. "Una sottrazione scandalosa, degna di una squadra di governo che finora ha dirottato indebitamente 30 miliardi dal Fas per varare misure che nulla hanno a che fare con lo sviluppo del Mezzogiorno. E' proprio vero - conclude - che al peggio non c'e' mai fine". |
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DL INCENTIVI: GOVERNO BATTUTO DA PDL-LEGA SU DELOCALIZZAZIONE |
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ROMA, 24 MARZO 2009 (AGI) - Governo battuto dalla sua stessa maggioranza sul dl incentivi in commissione Attivita' produttive e Finanze della Camera. Pdl e Lega hanno votato a favore di un emendamento, presentato in prima istanza dalla Lega a firma Fugatti e poi riformulato dai relatori, che limita gli incentivi alle aziende che si impegnano a non delocalizzare. La norma, si legge nell'emendamento, varra' solo dopo la preventiva autorizzazione comunitaria.
I relatori hanno espresso parere favorevole al testo, mentre il governo, rappresentato dal sottosegretario Alberto Giorgetti, ha dato parere contrario. Alla fine, dopo un lungo dibattito, Pdl e Lega hanno comunque votato a favore, mentre Pd, Idv Udc hanno votato contro, conformandosi alle indicazioni dell'esecutivo. "Gli incentivi - si legge nell'emendamento - "si applicano nei confronti delle aziende che si impegnano a non delocalizzare la produzione dei beni per i quali sono previsti gli incentivi stessi". Ma "l'efficacia e' subordinata alla preventiva autorizzazione comunitaria".
"E' una norma senza senso - ha commentato il Pd Sergio D'Antoni - perche' si prevedono incentivi per auto e mobili, anche stranieri: come si fa a chiedere a una casa automobilistica straniera, magari coreana, di non delocalizzare? O e' una norma manifesto o se fosse vera bloccherebbe il provvedimento, quindi non ha senso".
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CRISI: BERLUSCONI NON SCARICHI RESPONSABILITA' SU LAVORATORI |
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ROMA, 24 MARZO 2009 (ANSA) - "Silvio Berlusconi non pensi di poter scaricare sui lavoratori responsabilita' che appartengono tutte al governo. Agli italiani non servono consigli paternalisti da parte del premier, ma una energica ed efficace politica economica anticiclica, che rilanci lo sviluppo delle aree in ritardo". Lo afferma Sergio D'Antoni, del Pd. Mentre il capo del governo continua a ostentare sorrisi smaglianti e fuori luogo, il suo esecutivo non fa nulla per fronteggiare la recessione. Al contrario, vessa quelle famiglie, quegli imprenditori e quei lavoratori che vivono nelle zone deboli e che avrebbero bisogno di maggiori tutele".
"Visto che il Cavaliere e' in vena di andare in treno, dopo aver provato l'ebbrezza della Freccia Rossa potrebbe fare un salto in Sicilia e tentare di viaggiare lungo la tratta Palermo-Catania: 210 chilometri, 5 ore e neppure un centesimo stanziato dal governo.
O magari salire sulla linea Napoli-Bari, che si e' vista cancellare dall'ultimo Cipe le risorse stanziate dal governo Prodi per il prolungamento dell'alta velocita'. Il governo si decida una buona volta ad affrontare la crisi invece di scaricarla sui cittadini che vivono del proprio lavoro".
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MEZZOGIORNO: DA GOVERNO SPETTACOLO INDECOROSO |
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ROMA, 23 MARZO 2009 (ANSA) - "E' uno spettacolo indecoroso quello che sta offrendo l'esecutivo sull'assegnazione delle quote regionali del Fas. Dopo essere stato costretto a confermare i 27 miliardi stanziati dal governo Prodi, assegnati dall'Europa direttamente alle Regioni, la squadra di Berlusconi ha rapidamente trovato il modo di bloccare i piani attuativi, rendendo di fatto indisponibile tale somma per i territori del Sud". Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd e vicepresidente della commissione finanze della Camera.
"L'assessore al Bilancio siciliano, Michele Cimino ha deciso allora di uscire dal torpore - spiega - attaccando con il benestare di Gianfranco Micciche' il ministro ed ex governatore della Puglia Raffaele Fitto. Cimino, Fitto e Micciche': tre esponenti meridionali del Pdl tanto impegnati ad allestire questa messa in scena da non rendersi conto di quanto sia grottesca la loro posizione. Incredibile l'impostazione di Fitto, che continua a giustificare ogni bordata che l'esecutivo lancia contro il meridione. Senza senso le posizione di Micciche' e Cimino: preso atto che la loro voce rimane sistematicamente inascoltata, cosa aspettano a dimettersi?".
"L'idea che i fatti siano piu' importanti degli annunci, evidentemente, non sfiora neppure il presidente della regione Siciliana Raffaele Lombardo, che ha chiesto l'ennesima udienza al premier. Un film gia' visto. Un sorriso e una pacca sulle spalle finora sono stati sufficienti - conclude - a far tornare il sorriso sulle labbra del leader di un partito che si dice autonomista".
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CRISI: FONDO PMI PAGATO CON RISORSE DESTINATE SUD |
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ROMA, 18 MARZO 2009 (ANSA) - "Il governo non perde il vizio di utilizzare i fondi destinati allo sviluppo del Mezzogiorno come un bancomat di cui disporre a piacimento. Questa volta lo scippo riguarda almeno 1,4 miliardi del Fas, dirottati anche per rimpinguare il fondo nazionale per le piccole e medie imprese.
Aiutare i piccoli imprenditori e' doveroso, ma a pagare, peraltro con soldi gia' stanziati dal governo Prodi, non possono essere le zone deboli, alle quali invece devono essere indirizzati i maggiori benefici dell'azione anticrisi".
Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile delle politiche per il Mezzogiorno del Partito democratico. "In questo modo si affossera' del tutto il Sud, e con esso la possibilita' per il nostro Paese di uscire dalla recessione.
L'esecutivo - dice - si conferma del tutto incapace di gestire la crisi con la sua politica economica pasticciata e improvvisata, fatta di annunci, espedienti, e propaganda.
L'auspicio - conclude D'Antoni - e' che i parlamentari meridionali di centrodestra aprano finalmente gli occhi e si uniscano all'opposizione nelle sedi opportune per contrastare questa impostazione demagogica, antimeridionale e antisociale". |
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PRIMO MAGGIO: BENE MANIFESTAZIONE UNITARIA A SIRACUSA |
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PALERMO, 17 MARZO 2009 (ANSA) - "Un evento di straordinaria importanza, che da una parte riconosce la centralita' del Sud in chiave anticrisi, e dall'altra si pone come primo passo verso l'unita' nel mondo del lavoro". Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico, commenta cosi' la decisione delle tre sigle confederali di tenere in maniera unitaria a Siracusa la tradizionale manifestazione del primo maggio.
"Seppur da posizioni ancora distanti, i sindacati imboccano la strada del dialogo e della convergenza. Questo passo deve trasformarsi in un cammino lungo il sentiero che porta a una cooperazione responsabile, che non dia alcun alibi al governo per sdoganare politiche divisive e unilateraliste". |
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PD: D'ANTONI CONFERMATO RESPONSABILE POLITICHE MEZZOGIORNO |
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ROMA, 17 MARZO 2009 (ADNKRONOS) - Sergio D'Antoni e' stato confermato responsabile delle politiche per il Mezzogiorno del Pd. La delega e' stata ufficializzata oggi dal leader del partito, Dario Franceschini. "Ringrazio il segretario per la fiducia rinnovata - ha detto D'Antoni -. Il mio lavoro si tradurra' in un'opposizione senza sconti all'impostazione antisociale e antimeridionalista del governo Berlusconi. La crescita del Sud deve tornare ad essere un obbiettivo strategico, su cui incentrare una politica di sviluppo nazionale. Solo puntando sulle zone e sui ceti deboli, il nostro Paese sara' in grado di uscire dalla crisi. Mai come oggi l'Italia ha bisogno di investire sulle potenzialita' delle aree sottosviluppate, dove e' maggiore il margine di crescita delle imprese e la propensione all'acquisto delle famiglie. Un principio scandalosamente ignorato da questo esecutivo, che ha sottratto oltre 30 miliardi dalle risorse destinate allo sviluppo delle aree in ritardo". |
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MEZZOGIORNO: SCHIFANI SIA GARANTE USO FONDI FAS |
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(ANSA) - ROMA, 16 MAR - "Apprendiamo che il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha intenzione di farsi garante degli interessi del Sud di fronte alle future sfide del federalismo fiscale. Ne siamo felici. Alla seconda carica dello Stato vorremmo chiedere la stessa fermezza su questioni assai piu' immediate e stringenti, a cominciare dallo scippo di 30 miliardi perpetrato dal governo Berlusconi ai danni del Mezzogiorno".
Lo afferma Sergio D'Antoni, deputato Pd e vicepresidente della commissione finanze della Camera. "Se Schifani vuole davvero tutelare il meridione - aggiunge - convinca subito l'esecutivo a rispettare la legge, trasformando ogni singolo euro preso dal Fas in investimenti che rilancino lo sviluppo delle zone deboli. Le parole di Schifani sono davvero consolanti. Ma per essere credibile, ogni promessa deve sostanziarsi in atti concreti e immediati". (ANSA). |
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FEDERALISMO: DA PD SEGNALE DI DISPONIBILITA' |
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ROMA, 13 MARZO 2009 (ANSA) - "Abbiamo ottenuto molti miglioramenti al testo, specie se si considera che la proposta iniziale del governo era quella della Regione Lombardia, per noi del tutto inaccettabile. Abbiamo quindi deciso di mantenere una posizione aperta: non abbiamo votato il mandato al relatore, ma non abbiamo nemmeno nominato un nostro relatore di minoranza. E' un segnale politico di attenzione e disponibilita' al confronto'. Il deputato del Pd Sergio D'Antoni spiega cosi' l'atteggiamento dei democratici sul ddl sul federalismo fiscale, sul quale hanno votato oggi le commissioni Bilancio e Finanze della camera. "Ora si trattera' di vedere in aula se saranno accolte le altre nostre proposte, tutte volte a garantire una maggiore equita' verso le regioni e i comuni piu' svantaggiati.
Bisognera' fare anche delle valutazioni politiche: personalmente troverei un errore un voto favorevole, credo dunque che il punto di mediazione tra le varie posizioni sara' quello dell'astensione, come gia' e' avvenuto in Senato". |
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CRISI: BOCCHINO STRUMENTALIZZA VOLGARMENTE FALCONE E BORSELLINO |
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ROMA, 12 MARZO 2009
(ASCA) - "Ad essere sconcertante non e' l'intervento di Franceschini sul legame drammatico tra poverta' e criminalita', ma la volgarita' e la violenza verbale dell'onorevole Bocchino. Che, nella foga di difendere la politica antisociale del suo governo, non fa fatica a lanciare pesanti ingiurie, strumentalizzando persino Giovanni Falcone e Paolo Borsellino".
Lo afferma Sergio D'Antoni, esponente Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera. "La poverta' genera disperazione -continua-, che e' il concime piu' efficace su cui attecchisce ogni tipo di illegalita'. Concetto un po' ostico per questa maggioranza e per questo esecutivo, che proprio oggi ha detto no a due mozioni del Pd che promuovono aiuti a indigenti e disoccupati. Anche grazie alle parole di Bocchino da domani i cittadini avranno modo di capire meglio quanta dimestichezza ha la destra con le tematiche del sociale, dello sviluppo e della solidarieta''. |
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MOZIONE PD ALLA CAMERA: RIMUOVERE IL SINDACO DI PALERMO |
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PALERMO, 12 MARZO 2009 (APCOM) - "La situazione di grave emergenza in cui versa il Comune di Palermo non ammette ormai altre soluzioni credibili. L'ultimo atto è stata la mancata denuncia, da parte del Sindaco Cammarata, agli ex vertici dell'Amia, accusati di presunto falso in bilancio determinando di fatto una immunità inaccettabile dinanzi a quanti dovrebbero essere chiamati a pagarne il conto con l'aumento della Tarsu". Lo dice Tonino Russo, vice segretario regionale del Pd siciliano, che ha presentato, questa mattina, alla Camera una mozione per la rimozione del Sindaco Cammarata e il conseguente scioglimento del Consiglio Comunale di Palermo insieme ad Alessandra Siragusa e Sergio D'Antoni e agli altri deputati siciliani.
"Per questo - si legge nel testo della mozione - si impegna il Governo a valutare se sussistano i presupposti, ai sensi dell'articolo 141, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, 'Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali', per lo scioglimento del consiglio comunale di Palermo. Siamo - continua Russo - perché lo Stato garantisca alla città le risorse per evitare il fallimento ma allo stesso tempo siamo convinti che chi ha determinato il disastro non può continuare ad amministrare così come fino adesso ha fatto".
"Il governo nazionale, che ha dato al Comune di Palermo 80 milioni di euro al fine di scongiurare il fallimento dell'azienda che si occupa della nettezza urbana, adesso dovrebbe vigilare e pretendere da Cammarata trasparenza e responsabilità di fronte ai cittadini che come sempre sono quelli che pagano il prezzo più alto.
Nessuna altra forma di salvataggio - conclude Russo - può essere gestita da una amministrazione priva di pudore e senso delle istituzioni. Insieme all'onorevole Siragusa continueremo a seguire questa vicenda e tutte le altre che riguardano la città di Palermo".
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CRISI: DATI INPS DENUNCIANO INSUFFICIENZA MISURE GOVERNO |
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Roma, 10 mar. (Adnkronos)- "I dati Inps sulla disoccupazione denunciano nella maniera piu' drammatica l'insufficienza delle misure adottate dal governo per fronteggiare la crisi. L'esecutivo abbia il coraggio di ammettere che ha sottovalutato dal primo momento gli effetti della recessione. Servono provvedimenti forti a sostegno del reddito e del lavoro, politiche sociali e di sviluppo coraggiose che trovino copertura un rinnovato vigore della lotta all'evasione fiscale. E' questa l'unica ricetta per tutelare le fasce piu' vulnerabili". Lo afferma Sergio D'Antoni, esponente Pd e vicepresidente della Commissione Finanze della Camera.
"Il Partito Democratico -aggiunge D'Antoni- rilancia la proposta dell'assegno di disoccupazione. Se il Cavaliere ha ancora il coraggio di dire no, deve assumersi questa responsabilita' in Aula. Finora il suo governo ha brillato per immobilismo o, peggio, ha fatto pagare la crisi proprio a quei ceti sociali e a quelle zone deboli che invece avrebbe dovuto difendere". "Basti pensare - conclude D'Antoni - che dei 9 miliardi stanziati per gli ammortizzatori sociali, ben 8 sono stati prelevati dai fondi per le aree sottosviluppate. Quanto dovra' andare avanti ancora questa storia?". |
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CIPE: PER IL SUD BRICIOLE DOPO SCIPPO COLOSSALE |
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ROMA, 6 MARZO 2009 (ANSA) - "Dopo essere stato scippato di 20 miliardi dal governo Berlusconi, il Mezzogiorno recupera solo briciole e promesse'. Lo afferma Sergio D'Antoni, esponente Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera commentando l'esito della seduta odierna del Cipe. "Ben vengano i lavori sulla Salerno Reggio Calabria e sulla statale Ionica - dice - ma se il governo pensa di chiudere con tre miliardi il capitolo relativo al Mezzogiorno, si sbaglia di grosso. Rimane poi il dubbio sui tempi di attivazione dei cantieri. Quali di queste opere saranno in grado di partire gia' nei prossimi giorni? Quanto allo spot del ponte sulle Stretto, non c'e' bisogno di ricordare che e' necessario almeno un anno per l'apertura dei cantieri, e che quindi non ha alcuna incidenza in chiave anti-crisi. Il governo conferma insomma la sua linea demagogica e antimeridionale - conclude - privando il Sud di un piano infrastrutturale concreto e su larga scala, che non si esaurisca in una ennesima raffica di annunci post-elettorali". |
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MEZZOGIORNO: SCHIFANI VIGILI, FINORA DISTRATTO |
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ROMA, 2 MARZO 2009 (ANSA) - "Il presidente del Senato Renato Schifani si e' impegnato a vigilare sul fatto che i fondi sottratti al Mezzogiorno dal governo Berlusconi rimangano al Sud. Ce ne compiacciamo. L'augurio e' che riesca a svolgere questo ruolo con massimo della solerzia e senza ulteriori distrazioni". Lo afferma Sergio D'Antoni, deputato del Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera. "In questi primi dieci mesi di legislatura, infatti - conclude - il presidente Schifani deve essere stato gravato da tanti e tali impegni da non rendersi conto che l'esecutivo toglieva allo sviluppo del suo meridione oltre 20 miliardi di euro". |
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MEZZOGIORNO: BANCHE CHIUDONO A MICROIMPRESE |
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ROMA, 28 FEBBRAIO 2009 (ANSA) - "Mentre il governo non fa assolutamente nulla per tutelare le famiglie e le piccole aziende, le banche hanno cominciato a chiudere i rubinetti alle microimprese, e in particolare a quelle meridionali. I dati forniti dalla Cgia di Mestre descrivono uno scenario drammatico ma purtroppo prevedibile". Lo afferma Sergio D'Antoni, del Pd. Ad essere veramente sorprendente e' invece la disinvoltura del ministro Tremonti, che dopo aver smantellato il credito d'imposta lasciando gli imprenditori del Mezzogiorno nella morsa della stretta creditizia, vorrebbe vendersi ora come meridionalista tirando fuori dal cilindro la storia della Banca del Sud. La recessione non si argina a colpi di slogan, ma con serie politiche di sostegno al reddito e con strumenti specifici di fiscalita' di sviluppo per gli imprenditori che operano nelle aree deboli. Dopo aver scippato 20 miliardi al Mezzogiorno, Tremonti non creda che basti lo spot della Banca del Sud per blandire la rabbia e la profonda disillusione che i cittadini e gli imprenditori meridionali nutrono ormai nei confronti di questo governo". |
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SCIOPERI: GOVERNO RINUNCIA ANCORA A PARLARE DI CRISI |
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ROMA, 27 FEBBRAIO 2009 (ANSA) - "Siamo alle solite. Con il ddl sugli scioperi il governo trova un nuovo modo per non parlare di crisi'. Lo afferma Sergio D'Antoni, deputato del Pd e vice presidente della commissione Finanze della Camera. "L'esecutivo - aggiunge - sposta ancora una volta l'attenzione su falsi problemi e individua nemici virtuali per nascondere il proprio immobilismo di fronte ai veri nodi che stanno dietro alla recessione. Uno schema che si ripete dal primo giorno di insediamento di questo governo e che ora viene applicato in maniera spregiudicata su un tema delicatissimo come quello degli scioperi, che richiede il piu' ampio confronto e la piu' alta concertazione con le parti sociali e con il Parlamento. Cosi', mentre i riflettori sono puntati su Sacconi - conclude D'Antoni - in perfetto silenzio si rimanda il Cipe, e si rinuncia per l'ennesima volta a prendere decisioni sulle infrastrutture e in particolare sul piano di opere pubbliche da attivare per le aree deboli". |
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CRISI ECONOMICA: ALLARMANTI DATI CONFCOMMERCIO SU PMI SICILIANE |
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ROMA, 24 FEBBRAIO 2009 (Adnkronos) - "Allarmante ma purtroppo prevedibile il bilancio di Confcommercio sullo stato di salute delle piccole e medie imprese siciliane. L'anno scorso, per la prima volta dal dopoguerra, le cessazioni di attivita' hanno superato le aperture, lasciando 65mila lavoratori a rischio di licenziamento. Fotografia che mette in risalto l'inadeguatezza delle misure messe in campo dall'esecutivo per rilanciare i consumi, prima fra tutte la carta acquisti". Lo afferma Sergio D'Antoni, esponente Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera.
"Al di la' degli spot elettorali, il governo Berlusconi, non e' ancora intervenuto in alcun modo a sostegno del reddito dei ceti deboli. Un immobilismo che crea gli effetti piu' devastanti al Sud, dove famiglie e imprenditori sono piu' esposti agli effetti della crisi. Il governo ha finora sistematicamente penalizzato e indebolito quei lavoratori, quei risparmiatori e quei piccoli imprenditori che dovrebbe maggiormente aiutare, facendo pagare loro i costi dei provvedimenti piu' disparati".
"Un'impostazione scellerata, che rischia di innescare un effetto domino nello scenario gia' instabile delle piccole e medie imprese meridionali, gia' vittime dell'abolizione del credito d'imposta. Il governo -conclude D'Antoni- cambi immediatamente rotta per scongiurare drammatici risvolti nell'occupazione del Sud e nell'economia di tutto il Paese".
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CRISI: TREMONTI PRESUNTUOSO CON DRAGHI,CAMBI LINEA |
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ROMA, 22 FEBBRAIO 2009 (ANSA) - "Presuntuosa la replica di Giulio Tremonti al governatore Mario Draghi, che ha illustrato scenari sempre piu' inquietanti nel mondo del lavoro. Di fronte al monito di un'istituzione come Bankitalia, il titolare di via XX settembre crede di cavarsela con un 'abbiamo fatto il possibile'. Da un ministro della Repubblica, specialmente in questo momento, gradiremmo risposte di merito". Lo afferma Sergio D'Antoni, deputato del Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera.
A Tremonti, l'esponente democratico chiede, ad esempio, di dire "perche' ha deciso di finanziare tutte le misure anti-crisi con risorse destinate alle aree deboli, proprio i territori che avrebbero maggior bisogno di aiuto. Il ministro - aggiunge D'Antoni - illustri i motivi che lo hanno spinto a smantellare ogni forma di fiscalita' di sviluppo per gli imprenditori meridionali, lasciando le piccole e medie imprese nella morsa della recessione e della stretta creditizia. Ricordi le ragioni che hanno spinto l'esecutivo a finanziare gli ammortizzatori sociali con soldi dedicati alla formazione nelle aree sottosviluppate e a tagliare 20 miliardi dal fondo europeo dedicato allo sviluppo del Mezzogiorno".
'Qualche tempo fa - continua D'Antoni - il governatore Draghi ricordava che senza puntare sul Sud e sui ceti deboli l'Italia non potra' mai ripartire. Un'indicazione giusta, ma assolutamente ignorata da questo governo, che dal primo giorno si e' distinto per un'impostazione antisociale e antimeridionale, fondando la sua azione sulla logica della contrapposizione e dell'unilateralismo. Di fronte ai continui allarmi da parte di importanti osservatori e di prestigiose istituzioni - conclude il deputato del Pd - l'esecutivo cambi atteggiamento. Riconosca la gravita' della crisi e si apra una buona volta alle parti sociali e al Parlamento".
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FISCO: GOVERNO ATTUI SUBITO ARTICOLO 37 DELLO STATUTO SICILIANO |
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ROMA, 17 FEBBRAIO 2009 (ADNKRONOS) - "Il governo dia immediatamente attuazione all'articolo 37 dello Statuto siciliano e rispetti la sentenza della Corte costituzionale, che ammette la compartecipazione della Regione al gettito d'imposta relativo ai redditi prodotti sull'isola". Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico. "Il verdetto della Consulta non va interpretato ne' ulteriormente discusso: va solo applicato. Senza ulteriori indugi". |
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FAS: LOMBARDO NON SI FACCIA ILLUDERE DAL GOVERNO |
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ROMA, 12 FEBBRAIO 2009 (ADNKRONOS) - "Il governo taglia altri 900 milioni al Sud". Lo ha detto Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico.'Il presidente della regione siciliana Raffaele Lombardo dice di aver avuto da Berlusconi 'ampie rassicurazioni' sulla destinazione dei Fondi per le aree sottoutilizzate. Una promessa vaga, che suona persino beffarda se si guarda alla copertura del decreto salva-auto, finanziato con 900 milioni che la ex 488 destinava agli imprenditori che operano nelle aree deboli. Fondi che erano assegnati per l'85 per cento al Sud', aggiunge sottolineando come "si svela il gioco perverso e antimeridionalista".
"Questo esecutivo, dopo aver prosciugato il Fas di 20 miliardi, coniuga al futuro ogni discussione sui fondi europei, ma intanto non smette di togliere ossigeno alle imprese, ai lavoratori e alle famiglie del Sud. Perche' Lombardo non fa pesare i suoi parlamentari a Roma? Si accontenta davvero dell'ennesima promessa da parte del mago di Arcore?', conclude.
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CRISI: A PAGARE IL SALVA-AUTO SARA' IL SUD |
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ROMA, 9 FEBBRAIO 2009 (ANSA) - "Il governo Berlusconi si prepara a togliere altri 900 milioni alle aree deboli, in particolare al Mezzogiorno. Questa, infatti, l'unica dotazione prevista per la copertura del decreto salva-auto, varato venerdi' scorso dal Consiglio dei ministri. Tutto il resto e' una partita di giro". Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico.
"Lo scippo, questa volta - spiega - riguarda 875 milioni stanziati dalla ex 488 per gli imprenditori che operano nelle aree sottosviluppate. Fondi destinati per l'85 per cento alle imprese del Sud. Dopo aver duramente colpito il tessuto produttivo del Mezzogiorno con l'abolizione del credito d'imposta, il ministro Tremonti lancia ora una nuova crociata contro le piccole e medie imprese meridionali".
"Non si tratta di attacchi occasionali, ma di tasselli di un disegno politico preciso, che vede nel Mezzogiorno solo una fonte di denaro con cui coprire tutte le misure nazionali. Un'impostazione che ha tolto finora 20 miliardi di euro proprio alle zone piu' esposte agli effetti della crisi. Non solo una grave ingiustizia - conclude - ma soprattutto uno spaventoso errore sul piano della ripresa e dello sviluppo nazionale".
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IMMIGRAZIONE: MARAVENTANO SI RIVOLGA A CHI PROTESTA |
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ROMA, 4 FEBBRAIO 2009 (ANSA) - "La senatrice ed ex vicesindaco Angela Maraventano si rivolga al sindaco che l'ha destituita e ai cittadini che l'hanno fischiata invece di cercare inutili argomenti per difendere l'indifendibile. Le proteste che l'hanno accompagnata durante la sua ultima visita all'isola sono il chiaro segno di quanto i suoi conterranei la considerino ancora 'lampedusana doc'". Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico, rispondendo alla senatrice della Lega che lo ha attaccato definendolo "non degno" di parlare dell'isola. |
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IMMIGRAZIONE: FAREMO CHIUDERE LAMPEDUSA |
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ROMA, 4 FEBBRAIO 2009 (ANSA) - "Obama ha fatto chiudere Guantanamo, noi faremo chiudere Lampedusa, che per volere del governo e' diventata una colonia penale". Lo dice il democratico Sergio D'Antoni, che interviene in aula alla Camera dopo che il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ha chiesto al premier Silvio Berlusconi di ricevere il sindaco di Lampedusa. |
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MEZZOGIORNO: D'ANTONI (PD), ALLIBITI DA PAROLE BRUNETTA |
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ROMA, 31 GENNAIO 2009 (ANSA) - "Rimaniamo allibiti di fronte alle parole di Renato Brunetta, che da ministro della Repubblica dichiara di voler lasciare il Sud alle sue sorti". Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd. "Sentendolo discettare di risorse inespresse meridionali, di turismo, infrastrutture e artigianato, viene il sospetto - aggiunge - che il titolare della Funzione pubblica non si renda conto che lui e il suo governo si muovono esattamente nella direzione opposta".
"Invece di dar lezioni, Brunetta potrebbe spiegare ai cittadini del Sud per quale motivo il governo ha tagliato 17,5 miliardi da fondo per lo sviluppo del Mezzogiorno.
O magari illustrare agli imprenditori meridionali le ragioni per cui non si e' ripristinato il credito d'imposta. Infine, potrebbe esporre i motivi che hanno spinto l'esecutivo - conclude - ad azzerare il turismo di Lampedusa, trasformando l'isola in una sorta di colonia penale. La squadra di Berlusconi vede nel Sud solo una palla al piede di cui liberarsi, ormai ha persino la faccia tosta di dichiararlo pubblicamente. Ma continuando su questa strada disastrosa si condanna tutta l'Italia".
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LAVORO: ALLARMANTE SCENARIO EURISPES SUL SUD
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PALERMO, 30 GENNAIO 2009 (ANSA) - "Lo scenario descritto da Eurispes sull'occupazione nel Mezzogiorno e' allarmante anche perche' certamente sottostimato rispetto alla situazione attuale, su cui incide la recessione". Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito Democratico. "Alla luce di questo, appare ancora piu' grave e incomprensibile l'impostazione antimeridionalista del governo Berlusconi che, - dice - dal primo giorno di insediamento, ha colpito in ogni modo lo sviluppo del Sud. Ultimo atto, la sottrazione di due miliardi di euro dai fondi sociali europei, che penalizza proprio le regioni piu' vulnerabili".
"Dopo aver scippato 17,5 miliardi dalle risorse destinate allo sviluppo del meridione, - osserva - l'esecutivo ha ignorato il capitolo infrastrutture, condannato il Sud a costi energetici piu' alti e rinunciato a ripristinare il credito d'imposta, lasciando gli imprenditori in balia della stretta creditizia. Il Mezzogiorno si candida cosi' a pagare il prezzo della crisi, anziche' essere il punto di partenza per il suo superamento".
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AMMORTIZZATORI SOCIALI: GOVERNO DEPREDA IL SUD |
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ROMA, 29 GENNAIO 2009 (ANSA) - "Dopo aver depredato 17,5 miliardi dai fondi destinati al Mezzogiorno, neutralizzato il credito d'imposta per gli imprenditori del Sud, spostato montagne di denaro dalle zone deboli a quelle forti, il governo si prepara a sottrarre altri 2 miliardi dal Fondo Sociale europeo per coprire la riforma degli ammortizzatori sociali. Il meridione si trova cosi' ancora una volta a pagare il prezzo della crisi, anziche' essere il punto di partenza per il suo superamento". Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd.
"Per tutelare l'occupazione, rilanciare la crescita e stimolare i consumi occorre investire sulle zone deboli, non penalizzarle. Al Sud sono i precari piu' vulnerabili, ma anche le imprese a piu' alto potenziale di crescita e le famiglie con la piu' alta propensione al consumo. Nonostante cio', il ministro Tremonti continua imperterrito nel suo miope antimeridionalismo, prosciugando le risorse destinate agli investimenti produttivi e alla formazione professionale nelle regioni piu' esposte, negando loro la possibilita' di attivare politiche efficaci di sostegno al lavoro".
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LAMPEDUSA: COSA INTENDE FARE LOMBARDO? |
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ROMA, 28 GENNAIO 2009 (ANSA) - Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd, chiede al presidente della giunta siciliana, Raffaele Lombardo, "come intende difendere la popolazione di Lampedusa", perche' "se la girandola dei vertici governativi dovesse tradursi ancora una volta in sterili promesse, il presidente della regione farebbe pagare alla Sicilia le conseguenze di una misera politica opportunistica".
D'Antoni, per il quale 'Lampedusa rischia di trasformarsi una sorta colonia penale', accusa il governo di voler 'concentrare nel Mezzogiorno le tracce piu' evidenti del suo fallimento, che ha portato in pochi mesi al raddoppio degli sbarchi di clandestini'. Se Lombardo "vuole davvero incidere in questa vicenda, deve iniziare - per D'Antoni - una battaglia politica senza sconti e far pesare i suoi parlamentari a Roma".
Infine, l'esponente del Pd sostiene che 'al di la' degli schieramenti, e' necessario fare fronte comune per ricordare a questo esecutivo a trazione leghista che le nostre terre non sono luoghi dove si possa fare qualsiasi cosa senza alcuna considerazione per la volonta' popolare".
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CONFINDUSTRIA: BENE COPPOLA SU MEZZOGIORNO |
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ROMA, 27 GENNAIO 2009 (ANSA) - "E' indicativo che, dopo mesi di silenzio, persino Confindustria denunci, come fa da sempre il Pd, la disastrosa impostazione antimeridionalista dell'esecutivo Berlusconi. Vuol dire che la misura e' davvero colma e che i provvedimenti con i quali il governo si accinge a fronteggiare la crisi sono da tutti considerati disastrosi". Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd.
"Le accuse avanzate dalla vicepresidente Cristiana Coppola - spiega - non sono ne' banali ne' qualunquistiche, come afferma Gasparri. Il presidente dei senatori del Pdl, nell'ansia di difendere il suo esecutivo, non e' forse riuscito a leggere tutta l'intervista, che e' invece molto puntuale sulle ingiustizie perpetrate nei confronti del Mezzogiorno".
"Denunce che evidenziano come, nel pieno della crisi, il governo colpisca proprio lo sviluppo delle zone deboli. Tuttavia, smantellando il credito d'imposta per gli imprenditori, scippando alle aree deboli 17,5 miliardi, riservando ai cittadini meridionali tariffe energetiche piu' alte, l'esecutivo condanna tutta l'Italia. L'errore che si sta compiendo - prosegue D'Antoni - e' strategico e di portata nazionale. E' importante che Confindustria se ne sia resa conto - conclude - e che cominci ad agire di conseguenza".
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CONTRATTI: BENE RIFORMA MA GOVERNO PROMUOVA CONVERGENZA CGIL |
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ROMA, 23 GENNAIO 2009 (ANSA) - "L'accordo sul modello contrattuale siglato da Cisl, Uil e Ugl e' positivo perche' muove verso un coinvolgimento delle parti sociali nel processo delle riforme, facendo avanzare le relazioni sindacali in una logica partecipativa indispensabile per affrontare la competizione globale". Lo afferma il responsabile Mezzogiorno del Pd, Sergio D'Antoni che sollecita pero' il governo ad assumere un atteggiamento che porti anche la Cgil a firmare il documento.
"La strada da percorrere e' quella di una proficua responsabilizzazione di tutte le parti sociali e di tutte le forze politiche, nel solco di quello spirito di concertazione che nel 1993 ha fatto uscire dalle secche l'Italia. Una lezione che il governo Berlusconi non ha ancora imparato, vista la gestione unilateralista del pacchetto anticrisi".
"L'esecutivo - sostiene D'Antoni - continua a muoversi in maniera irresponsabile, non comprendendo che senza una convergenza di tutte le componenti della societa' come auspicato dal Capo dello Stato, condanna il paese a una catastrofe. Ora come mai abbiamo bisogno di unita' nel mondo della politica, e in quello delle parti sociali. Per questo auspichiamo che la Cgil, mossa da questo anelito di cooperazione responsabile, decida di partecipare al dialogo, e sigli al piu' presto l'accordo sul nuovo modello contrattuale".
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AMMORTIZZATORI SOCIALI: DA GOVERNO VAGHEZZA CHE LASCIA ALLIBITI |
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ROMA, 22 GENNAIO 2009 (ANSA) - "Il governo continua a perdere tempo e a parlare per slogan su un argomento tanto delicato quanto urgente come gli ammortizzatori sociali. La risposta ai presidenti delle Regioni e' di una vaghezza che lascia allibiti", afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico.
"L'esecutivo non definisce i criteri con i quali verranno individuate le categorie tutelate e non specifica nulla riguardo alla qualita' e alla quantita' delle risorse impiegate. Questa genericita' preoccupa. Non vorremmo - prosegue D'Antoni - che dietro agli annunci roboanti, gli spot e le dichiarazioni d'intenti dei giorni scorsi, si stesse apparecchiando l'ennesimo scippo ai danni del Sud".
"Se cio' accadra', se il Mezzogiorno si trovera' a pagare ancora una volta il prezzo della crisi, anziche' essere il punto di partenza per il suo superamento, siamo pronti a dare battaglia. Ci auguriamo che, al di la' degli schieramenti politici, la stessa fermezza possa dirigere l'azione dei governatori del Sud e quella dei parlamentari meridionali della maggioranza".
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SOCIAL CARD: IL VERO PROBLEMA È L'INADEGUATEZZA DELLO STRUMENTO |
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ROMA, 20 GENNAIO (ANSA) - "La polemica sulla distribuzione delle cosiddette carte acquisti rischia di celare un unico vero problema: le tessere in circolazione sono poche, inadeguate e mal funzionanti. Tutti gli incapienti, vivano a Cuneo come a Palermo, vanno aiutati con il massimo della concretezza e senza esitazioni. E' questo il vero nodo: la social card non e' lo strumento giusto per rispondere a questa emergenza". Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico.
"Assolutamente insopportabili, poi, le lacrime di coccodrillo della Lega. Il Carroccio non perde occasione per colpire le fasce deboli del Mezzogiorno e, come sempre, tira fuori a sproposito le parole 'assistenzialismo' e 'privilegi'.
Ma di cosa parlano? La poverta' e' un privilegio? Ci siamo gia' dimenticati del rapporto Istat che denuncia condizioni al di sotto della soglia di poverta' per una famiglia meridionale su quattro? E dove erano i 'lumbard' quando il ministro Tremonti varava il decreto anticrisi tra i peana dei loro esponenti di governo? Il dramma della poverta' - dice - non puo' essere strumentalizzato ne' puo' essere fronteggiato a colpi di slogan".
"La social card e' stata finora distribuita solo a un quarto degli aventi diritto, che nella maggioranza dei casi si trovano a fare i conti con una carta scarica. Sono sempre di piu' le segnalazioni di persone costrette almeno una volta a riconsegnare la merce che intendevano acquistare. Una mortificazione di fronte alla quale tutti gli ideatori di questa tessera dovrebbero vergognarsi".
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SICILIA: SOLIDARIETA' A VITRANO PER VILE ATTO SUBITO |
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PALERMO, 20 GENNAIO 2009 (ANSA) - "Piena solidarieta' a Gaspare Vitrano, colpito da un vile atto intimidatorio". Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd, in merito alla minaccia subita dal deputato Pd all'Ars Gaspare Vitrano, nel cui appezzamento sono stati abbattuti ottanta ulivi.
"Un episodio inquietante - aggiunge D'Antoni - su cui ci auguriamo i magistrati facciano luce al piu' presto. Nel frattempo siamo certi che Vitrano continuera' la sua azione politica con la trasparenza e la coerenza di sempre". |
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CRISI: DECRETO GOVERNO IGNORA LE AREE DEBOLI DEL SUD |
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(ANSA) - ROMA, 15 GEN - "Importanti e di grande significato le parole del Presidente della Repubblica, che ha segnalato 'deleterie contrapposizioni tra Nord e Sud' insieme a nuove sordita' verso le esigenze del Mezzogiorno'. Denuncia che assume un particolare rilievo in coincidenza dell'approvazione dello scandaloso dl anticrisi, che ignora completamente le aree deboli del Sud, dove sono le famiglie piu' numerose e gli imprenditori maggiormente in difficolta''. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd.
'Il tanto pubblicizzato assegno familiare, per cominciare, e' del tutto fuori bersaglio - continua -. Non solo e' una inadeguata misura tampone, ma beffa proprio i nuclei piu' numerosi, premiando single e coppie senza figli. Quanto alla social card, il flop e' decretato dai numeri: su scala nazionale del milione e 300mila aventi diritto, solo 350mila l'hanno ottenuta. Non era piu' semplice offrire loro il denaro?".
"Sul fronte delle piccole e medie imprese la situazione e' poi disastrosa. Dopo aver visto smantellare l'automatismo sul credito d'imposta, gli imprenditori meridionali rimangono senza strumenti di fiscalita' di sviluppo, in balia della stretta creditizia. Grazie all'intuito del governo, che spacca in tre l'Italia sulle tariffe energetiche, chi vive o lavora nel Mezzogiorno in compenso si vedra' recapitare bollette piu' care.
Risultato: le condizioni delle famiglie peggioreranno, gli investimenti a sud di Roma saranno disincentivati, la precarieta' tendera' a salire, cosi' come pure la disoccupazione. L'ineffabile ministro Tremonti - conclude D'Antoni - ha fatto proprio un bel lavoro'.
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CRISI, DECRETO TREMONTI INADEGUATO E FUORI BERSAGLIO |
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ROMA, 14 GENNAIO 2009 (ANSA) - "Il provvedimento anticrisi? Due parole, due menzogne. Il decreto dell'ineffabile Tremonti, nella sua nuova versione inemendabile, non 'provvede' a tutelare i piu' deboli e non si oppone in alcun modo alle disparita' che hanno determinato la crisi che attraversiamo". Lo afferma Sergio D'Antoni, vicepresidente della commissione Finanze della Camera e responsabile Mezzogiorno del Partito Democratico.
"Il tanto sbandierato assegno famigliare e' inadeguato e fuori bersaglio - aggiunge -. E non solo perche' si tratta di una misura tampone del tutto insufficiente, ma anche perche', come dimostrato da Avvenire, premiera' soprattutto i single e le coppie senza figli. La politica antisociale del governo e' sempre la stessa, fondata su annunci sterili e reale immobilismo".
"Lo stesso schema lo abbiamo visto con la social card, costoso feticcio risoltosi in un clamoroso flop. Del milione e 300mila aventi diritto, finora solo 350mila l'hanno ottenuta. Intanto si moltiplicano i casi di persone che, davanti a una cassa, si sentono dire che la carta e' scarica e pertanto devono posare la merce nel carrello. Una mortificazione inaccettabile, di fronte alla quale tutti gli ideatori di questa tessera dovrebbero vergognarsi. Non era piu' semplice, efficace ed economico offrir loro direttamente il denaro?".
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CRISI, FIDUCIA: ARROGANZA DEL GOVERNO È SENZA LIMITI |
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ROMA, 13 GENNAIO 2009 (ANSA) - "L'arroganza del governo non ha limiti. Avanzando la questione di fiducia al decreto anticrisi, l'esecutivo Berlusconi conferma il proprio disprezzo per il dialogo anche dopo il forte richiamo alla concertazione del Capo dello Stato". Lo afferma in una nota Sergio D'Antoni (Pd). "Nessun alibi - prosegue D'Antoni - giustifica tale atteggiamento, dato che le opposizioni hanno ridotto al minimo il numero degli emendamenti. Il Parlamento italiano si appresta cosi' ad essere l'unico, in Europa, in cui non saranno discusse le misure atte a fronteggiare la piu' grave crisi dal dopoguerra".
Il responsabile Mezzogiorno del Pd rileva che 'a pagare le conseguenze di questa impostazione sciagurata sara' soprattutto il Sud. Il decreto non contiene infatti alcuna disposizione volta a rilanciare lo sviluppo del Mezzogiorno. Al contrario, lo condanna a costi energetici piu' elevati, non riforma adeguatamente gli ammortizzatori sociali, non sostiene i redditi medio-bassi e non ripristina il credito d'imposta per gli imprenditori. Insomma, penalizza proprio quelle famiglie, quei lavoratori e quelle piccole e medie imprese che operano nelle aree deboli del paese".
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ENERGIA: PIPPO GIANNI RIVOLGA LE SUE ACCUSE AL CENTRODESTRA |
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PALERMO, 12 GENNAIO 2009 (ANSA) - "Pippo Gianni fa bene a definire una 'carognata' l'emendamento governativo sui rimborsi energetici nel dl anticrisi, ma sbaglia a rivolgere il suo attacco a tutti i parlamentari siciliani". Lo afferma Sergio D'Antoni, vicepresidente della commissione Finanze alla Camera e responsabile Mezzogiorno del Partito democratico. "L'assessore siciliano - spiega D'Antoni - restringa il campo: gli esponenti dell'opposizione si sono battuti fino all'ultimo contro questa norma scandalosa. Lo stesso non si puo' dire della compagine meridionale di maggioranza".
"Gianni - aggiunge l'esponente del Pd - avrebbe dovuto essere in commissione sabato scorso quando, in curiosa coincidenza con la presentazione degli emendamenti governativi, tutti i deputati meridionali del centrodestra, autonomisti e siciliani in prima fila, si sono alzati e hanno trovato di meglio da fare, disertando il voto. Risultato: nel pacchetto di emendamenti non c'e' ombra di una modifica in chiave meridionalista. Si rinunci dunque a lanciare messaggi generici, che servono solo ad aumentare la confusione, e si concentrino le critiche li' dove sono tutte le responsabilita': nel governo Berlusconi, che di giorno in giorno si dimostra piu' leghista, e nella maggioranza che lo sostiene".
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DL ANTICRISI: COSI' NON VA, A PAGARE SARA' SOPRATTUTTO IL MEZZOGIORNO |
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ROMA, 11 GENNAIO 2009 (ADNKRONOS) - "Cosi' non va. Il decreto anticrisi, cosi' come disegnato dal governo, rimane gravemente insufficiente, e a pagarne le conseguenze saranno soprattutto le famiglie e le imprese del Mezzogiorno', prosegue D'Antoni che accusa l'esecutivo di "non essersi mosso per garantire maggiori aiuti alle famiglie, e di aver rinunciato a ripristinare l'automatismo sul credito d'imposta oltre a non aver investito a sufficienza sugli ammortizzatori sociali".
Da lunedi' comunque il decreto approdera' in aula dove, promette D'Antoni, iniziera' "una battaglia senza sconti". "Se poi il duo Tremonti-Berlusconi vorra' ancora una volta trincerarsi dietro il voto di fiducia, confermera' agli italiani la vocazione a decidere in maniera unilaterale, e il disprezzo per il Parlamento e per il dialogo. Quanto di piu' lontano si possa immaginare dalla concertazione auspicata dal Capo dello Stato"
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DL ANTICRISI: DOVE ERANO DEPUTATI MERIDIONALI DI MAGGIORANZA? |
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ROMA, 10 GENNAIO 2009 (ANSA) "Sara' stato l'appetito, o forse un'improvvisa nostalgia di casa. Fatto sta che, in curiosa coincidenza con le votazioni degli emendamenti governativi al dl anticrisi, la stragrande maggioranza dei deputati meridionali di maggioranza hanno trovato di meglio da fare e sono usciti dalla commissione Finanze per non tornare piu''. E' l'accusa che Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd, lancia ai suoi colleghi meridionali che militano nelle fila di Pdl e Mpa. In particolare, secondo D'Antoni, "in questo fuggi-fuggi si sono distinti proprio quegli esponenti dell'Mpa che solo ieri si dicevano pronti a dar filo da torcere all'esecutivo se questo avesse confermato la propria impostazione antimeridionalista".
"Cosi' - aggiunge il responsabile Mezzogiorno del PD - alla conta dei voti, tra le fila del centrodestra, erano presenti solo parlamentari di centro-nord, che naturalmente hanno fatto il bello e il cattivo tempo. Risultato: nel pacchetto di emendamenti presentato dei relatori non c'e' ombra di una modifica in chiave meridionalista. Un plauso a tutti i sedicenti meridionalisti pidiellini e autonomisti - conclude D'Antoni - che continuano a brillare per la loro assenza e non perdono occasione per ricordare agli italiani di che pasta sono fatti".
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DL ANTICRISI: EMENDAMENTO SALVA MALPENSA? PURA DEMAGOGIA |
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ROMA, 9 GENNAIO 2009 (ANSA) - "L'emendamento presentato dai relatori su Malpensa e' la dimostrazione del totale fallimento dell'operazione Alitalia da parte del governo": cosi' Sergio D'Antoni commenta la novita' introdotta dai relatori al decreto legge anticrisi in merito allo scalo di Malpensa.
'Sono costretti a dire delle falsita' a dire cose che non si faranno mai'. Il riferimento e' in particolare alla scadenza dei trenta giorni per la stipula dei nuovi accordi bilaterali". |
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CRISI: GOVERNO CONVOCHI SUBITO LE PARTI SOCIALI |
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ROMA, 23 DICEMBRE 2008 (ANSA) - "I duri mesi che abbiamo di fronte e le drammatiche condizioni in cui versano le famiglie italiane impongono un immediato cambio di rotta da parte del governo Berlusconi, che deve uscire dalla propria impostazione unilateralista. L'esecutivo, che si e' impegnato a dare risposte al Parlamento il 7 gennaio, convochi entro tale data un tavolo di confronto con le grandi organizzazioni sociali". Lo afferma Sergio D'Antoni, vicepresidente della commissione Finanze della Camera e responsabile Mezzogiorno del Pd.
"Abbiamo oggi la possibilita' di avviare un dialogo sul decreto anticrisi, provvedimento del tutto insufficiente cosi' come pensato dal governo - dice D'Antoni, che poi entra nel dettaglio - Servono subito modifiche per garantire piu' sostegno alle famiglie. Urge poi un'estensione dell'indennita' di disoccupazione per tutti i lavoratori precari E occorre infine preservare le imprese dalla stretta creditizia, con il rafforzamento dei confidi e il ripristino dell'automatismo sul credito d'imposta per chi opera nel Mezzogiorno".
"Se il governo decidera' di aprirsi a tutto il Parlamento e alle parti sociali, non faremo mancare il nostro contributo - conclude l'esponente PD - Se invece continuera' a ignorare tutto e tutti, si rendera' responsabile del piu' grave tracollo che il nostro paese abbia mai vissuto".
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CIPE: DA GOVERNO CORTINA FUMOGENA E SACCHEGGIO DI ALTRI 3MLD A SUD |
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ROMA, 19 DICEMBRE 2008 - (ADNKRONOS) - "Siamo alle solite. Con la seduta del Cipe di ieri il governo alza una cortina fumogena dietro la quale continua a saccheggiare il Sud'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico.
"Di fatto -aggiunge D'Antoni- l'esecutivo rimanda la partita decisiva a un non meglio precisato futuro. Intanto pero' sblocca 7,3 miliardi, dei quali solo 4 destinati al meridione. Vale a dire poco piu' del 50 per cento del totale, a fronte dell'85 previsto dalla legge".
D'Antoni rileva che "del monte complessivo delle risorse sbloccate, due miliardi e mezzo di euro risultano 'gia' vincolati'.
Come? Da chi? Per far cosa? Non e' dato saperlo. Il governo blatera, farfuglia, ma non fornisce alcun documento. E intanto, a Montecitorio, va in porto una Finanziaria che sottrae al Mezzogiorno altri 3 miliardi di euro per il 2009".
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LAVORO: ISTAT, POLITICA GOVERNO ANTISOCIALE E ANTIMERIDIONALE |
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ROMA, 18 DICEMBRE 2008 (ANSA) - "I dati Istat e Isae relativi al mercato del lavoro mettono in evidenza la necessita' di riformare gli ammortizzatori sociali e di ripristinare immediatamente una fiscalita' di sviluppo per gli imprenditori che operano al Sud", afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd.
'Le misure tampone adottate dal governo Berlusconi - aggiunge - sono del tutto inadeguate ad affrontare una crisi sistemica come quella che stiamo attraversando. Il cosiddetto pacchetto anticrisi e' insufficiente persino a compensare i disastri causati da questo esecutivo a trazione leghista".
"E' il caso della detassazione sugli straordinari, che ha impedito la creazione di nuovi posti di lavoro, dello smantellamento dell'automatismo sul credito d'imposta, che ha determinato il crollo degli investimenti produttivi al Sud, o, ancora, del saccheggio di 16,6 miliardi dal Fondo per le aree sottoutilizzate. La squadra del Cavaliere - conclude D'Antoni - rinunci subito alla sua impostazione antisociale e antimeridionalista, o si rendera' responsabile di una catastrofe su scala nazionale".
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SUD: ALLARMI DRAGHI-CONFINDUSTRIA EVIDENZIANO COLPE GOVERNO |
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ROMA, 16 DICEMBRE 2008 - (ADNKRONOS) -"Le previsioni di Confindustria e l'allarme del governatore di Bankitalia gettano una luce impietosa sull'inadeguatezza delle misure anti-crisi adottate finora dal governo Berlusconi". Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico. "Nel 2009 -aggiunge- la crisi colpira' forte, abbattendosi soprattutto sul Sud, gia' gravemente penalizzato dalla politica di questo esecutivo. Urgono interventi strutturali, in grado di difendere il lavoro e il potere d'acquisto delle fasce sociali piu' disagiate. Serve una riforma seria degli ammortizzatori sociali, l'alleggerimento della pressione fiscale su redditi e pensioni, il ripristino di strumenti di fiscalita' di sviluppo che garantiscano una tenuta dei livelli di occupazione al Sud'.
'Il governo si e' mosso finora nella direzione opposta.
Detassando gli straordinari si e' reso responsabile del tracollo delle assunzioni, smantellando l'automatismo del credito d'imposta ha affossato gli investimenti produttivi nel Mezzogiorno. L'esecutivo -sottolinea D'Antoni- ha poi scippato dal Fas 17 miliardi di euro, sprecandone altri 6 tra l'operazioni Ici e l'affaire Alitalia. Un conto salatissimo, pagato dai piu' deboli. S'impone un immediato cambio di rotta, ne va dello sviluppo dell'intero Paese. Perche', come ha ricordato qualche mese fa lo stesso governatore Draghi, senza Sud l'Italia non riparte".
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MAFIA, PERSEO: RISULTATO STRAORDINARIO, ORA PUNTARE SU SVILUPPO SUD |
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ROMA, 16 DICEMBRE 2008 (ITALPRESS) - "Un plauso alle forze dell'ordine e alla magistratura per lo straordinario risultato ottenuto nell'operazione Perseo. Una vittoria importante per i siciliani e per tutte le forze impegnate sul territorio nella difficile battaglia contro la criminalita' organizzata". Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico. "Da tempo in Sicilia spira un vento nuovo. Inquirenti, parti sociali, associazioni di categoria e societa' civile marciano nella direzione giusta, affrontando a viso aperto la prepotenza di una minoranza feroce e assassina. A questo punto e' la politica che deve mostrarsi all'altezza. Servono provvedimenti capaci di portare sviluppo economico e lavoro al Meridione e alla Sicilia. Solo cosi' - conclude - sara' possibile debellare le condizioni che sono alla base del fenomeno mafioso". |
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MICCICHE' CONTRO TREMONTI? SIAMO AL TEATRO DELL'ASSURDO |
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ROMA, 13 DICEMBRE 2008 (ANSA) - "Ma esiste o no l'istituto delle dimissioni in questo Paese?". Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd, commentando le accuse di antimeridionalismo avanzate dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianfranco Micciche' nei confronti del ministro dell'Economia Giulio Tremonti.
"Se le critiche che avanziamo da mesi contro la squadra di Berlusconi trovano riscontro nelle parole di un esponente dell'esecutivo, per giunta dello stesso partito del ministro - aggiunge D'Antoni - vuol dire che siamo ormai alla commedia dell'assurdo. Delle due l'una: o alle parole del sottosegretario seguono atti conseguenti, oppure si tratta dell'ennesima presa in giro ai danni di tutti i cittadini del Mezzogiorno. Prendiamo atto che Micciche' ha anche criticato la poca incidenza dei deputati meridionali di centrodestra, piu' numerosi di quelli della Lega ma decisamente piu' mansueti. Le nostre grida - conclude l'esponente del Pd - finora non sono bastate a risvegliarli dal letargo. Che quelle del sottosegretario riescano nel miracolo?". |
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DL ANTICRISI, MUTUI TASSO FISSO SENZA TETTO. RISCHIO RICORSI |
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ROMA, 9 DICEMBRE 2008 (ANSA) - La norma del decreto anti-crisi che fissa un tetto del 4% per i soli mutui variabili potrebbe provocare il ricorso da parte di coloro che hanno invece contratto un mutuo a tasso fisso sopra a questa soglia. Ad adombrare il pericolo sono i tecnici del Servizio Bilancio della Camera che, nel compito di 'guardiani' delle coperture dei provvedimenti per conto del Parlamento, evidenziano anche che le stime sugli eventuali beneficiari del bonus familiare sono incerte e 'si potrebbero determinare squilibri tra la domanda del bonus e le risorse a disposizione'.
Il decreto anti-crisi muove i primi passi alla Camera davanti alle commissioni Finanze e Bilancio riunite in sede congiunta.
Il provvedimento, che rischia di trasformarsi nella vera finanziaria, terra' impegnate le due commissioni fino al 23 dicembre, e la battaglia parlamentare gia' si profila all'orizzonte, cosi' come le necessita' di modifiche. La crisi finanziaria morde il freno e gia' si pensa alla necessita' di rimpolpare le risorse per gli ammortizzatori sociali, con l'obiettivo di alimentare la cassa integrazione per i lavoratori che perderanno il posto. Modifiche sono poi attese, ma anche in questo caso servono risorse, per allentare la stretta introdotta sul bonus energia del 55%. Mentre i deputati dell'opposizione - in particolare Antonio Borghesi dell'Idv e Enrico Farinone del Pd - chiedono di correggere anche la 'discriminazione' tra tassi variabili, con il tetto al 4%, e i tassi fissi.
Sul decreto anti-crisi, che e' collegato alla finanziaria 2009, sara' pero' difficile inserire norme diverse da quelle gia' ipotizzate. Le proposte di modifica dovranno infatti superare delle vere e proprie forche caudine dovuto al diverso combinarsi delle regole di ammissibilita': dovranno tener conto del criterio di 'omogeneita'' obbligatorio per gli emendamenti ai decreti legge ma dovranno anche avere effetti sul 2009 e non modificare i saldi di Bilancio prefissati dalla Finanziaria. Un sentiero stretto che vale anche per le norme di 'copertura' che non dovranno 'eccedere la mera funzione di compensazione': in pratica non potranno modificare i tributi esistenti, ne' in modo parziale, ne' totale. L'opposizione, alla quale hanno dato voce i deputati del Pd Francesco Boccia e Sergio D'Antoni, ha lamentato il pericolo che non vengano cosi' discussi temi importanti.
Uno dei nodi, poi, e' rappresentato dalle coperture previste dal provvedimento.
I tecnici del Servizio Bilancio non hanno nascosto il loro timore sulle modalita' di copertura, rappresentate soprattutto da norme incerte come i controlli fiscali e su norme volontarie, come il pagamento dell'imposta per il riallineamento dei bilanci societari. C'e' poi il nodo del Fas, il fondo per le aree sottosviluppate. Il Servizio Bilancio ha chiesto al Governo un prospetto che indichi l'effettive risorse contenute nel fondo, al quale hanno gia' attinto molti provvedimenti negli ultimi mesi. Una richiesta che e' rimbalzata anche in commissione Finanze dove, il deputato del Pdl, Gaspare Giudice, ha chiesto al governo 'di farsi carico della messa a punto di un quadro dell'utilizzo' proprio per fugare questi dubbi.
Incertezze sulle stime di copertura vengono comunque espresse dai tecnici della Camera anche su molte altre misure del provvedimento. Viene evidenziato- ad esempio - che il governo non ha stimato il calo degli abbonamenti a Sky che deriveranno dall'aumento dell'Iva sulle Pay Tv. Timori di tenuta dei saldi viene poi espresso sulle misure per velocizzare gli investimenti mentre, a conti fatti, il fondo di aiuto per i prestiti alle famiglie con neonati consentirebbe di attivare un prestito piu' basso di quello previsto.
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PD: PARTITO DEL NORD FUORI DA ORDINE DI COSE RAGIONEVOLI |
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ROMA, 1 DICEMBRE 2008 (ANSA) - Un partito del Nord, e una susseguente articolazione del Pd per macroaree, "e' fuori dall'ordine delle cose ragionevoli", cosi' come un'alleanza nazionale con la Lega. Cosi' Sergio D'Antoni, responsabile del Pd per il Mezzogiorno, commenta il dibattito sul partito del Nord rilanciato da Sergio Chiamparino.
"Io penso che sia un falso dibattito - spiega D'Antoni al telefono - oltre che un grande errore. Il modello da seguire a livello organizzativo e' quello federale con radicamento sul territorio, che deve avvenire a livello regionale. Invece un assetto su macroaree e' inadeguato, e' fuori dall'ordine delle cose ragionevoli. A quel punto che dovremmo fare? Un partito del Nord, uno del Centro e uno del Sud?".
"Se poi - prosegue l'ex sindacalista - piu' che al modello organizzativo, guardiamo alla proposta politica, e in specie alla politica economica, allora bisogna ripartire dalle aree deboli, come hanno fatto Germania o Spagna. Per esempio, si discute sull' incremento dei consumi, allora bisogna farli crescere laddove mancano: tra i ceti deboli e nelle aree deboli".
D'Antoni torna quindi al primo aspetto, quello organizzativo: "dobbiamo dare potere reale alle regioni, lasciando loro autonomia politica e organizzativa. In questa ottica io non andrei a sindacare Chiamparino se a Torino si vuole alleare con Borghezio: sarebbero problemi suoi. Mentre escludo un alleanza a livello nazionale con la Lega, vista la natura di quel partito e la concezione della vita sociale che porta avanti, a partire, per esempio, da come intende l'integrazione".
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SOLIDARIETA' A PUCCIO PER VILE ATTO DI INTIMIDAZIONE |
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ROMA, 1 DICEMBRE 2008 (ANSA) - "Piena solidarieta' a Pietro Puccio, colpito da un vile atto intimidatorio in puro stile mafioso".
Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico, in merito all'incendio appiccato nella casa dell'esponente Pd e assessore ai Lavori pubblici del comune di Capaci.
"Siamo di fronte a un gravissimo atto, su cui la magistratura e' chiamata a far luce al piu' presto. Le continue minacce nei confronti degli amministratori siciliani del Partito democratico non possono che allarmarci, ma nello stesso tempo ci danno conferma della straordinaria azione di bonifica che questi esponenti stanno compiendo sui loro territori. La strada imboccata, evidentemente, e' quella giusta. E' proprio per questo che ogni attacco, ogni intimidazione, finisce inevitabilmente per dar forza alla straordinaria battaglia per la legalita' che e' in corso in Sicilia".
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CRISI: GOVERNO HA IGNORATO MEZZOGIORNO |
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ROMA, 28 NOVEMBRE 2008 (ANSA) - "Misure demagogiche e insufficienti, che ignorano tra l'altro le gravi condizioni in cui versa il tessuto socio-economico del Mezzogiorno". Cosi' Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd, commenta il pacchetto anticrisi varato dal Consiglio dei ministri.
"Il governo non attua alcuna riforma strutturale su salari e pensioni - osserva D'Antoni - limitandosi a concedere un bonus alle famiglie assolutamente inadeguato. Con una serie di interventi tampone, l'esecutivo rinuncia ad aiutare in maniera stabile e duratura chi ne ha bisogno, ma anche a rilanciare efficacemente i consumi, specialmente nelle aree deboli del paese".
"La squadra del Cavaliere - prosegue l'esponente del Pd - fa finta di non sapere che nel 2009 la recessione colpira' soprattutto il Sud. Dopo aver tagliato 12 miliardi al meridione, il governo dice no al ripristino dell'automatismo sul credito d'imposta, colpendo gli investimenti produttivi e lasciando gli imprenditori meridionali alla deriva. A conferma di una politica di sviluppo miope e antimeridionalista che mette a rischio migliaia di posti di lavoro, senza neppure dare segnali forti sugli ammortizzatori sociali".
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CRISI: DA GOVERNO INSOPPORTABILE IMPOSTAZIONE DEMAGOGICA |
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ROMA, 26 NOVEMBRE 2008 (ADNKRONOS) - "Mentre la Commissione europea chiede agli stati membri misure senza precedenti per far fronte alla gravissima crisi in atto, nello stesso giorno in cui veniamo a sapere che molte persone in Italia non arrivano neanche piu' alla terza settimana, con formidabile tempismo e incredibile faccia tosta, Giulio Tremonti offre agli italiani in difficolta' un euro e mezzo al giorno". Ad affermarlo in una nota e' Sergio D'Antoni, il responsabile Mezzogiorno del Partito democratico commentando le misure annunciate dal governo.
"L'operazione social card, in tutta la sua inconsistenza - rileva D'Antoni - rappresenta nel migliore dei modi l'insopportabile impostazione demagogica che anima la politica sociale e di sviluppo del governo Berlusconi. L'esecutivo, che pure ha dimostrato tutt'altro decisionismo e generosita' nello svendere Alitalia e nell'abolire l'Ici sulle case di lusso, non fa assolutamente nulla per sollevare concretamente le sorti delle fasce piu' deboli. Va anzi in senso contrario. Abolendo l'automatismo sul credito d'imposta per gli imprenditori meridionali e detassando gli straordinari, rischia infatti di far saltare il posto di lavoro a decine di migliaia di persone".
Oggi, conclude D'Antoni, "con una manovrina da 450 milioni, Tremonti promette loro un cappuccino al giorno. E pensare che la stessa accusa veniva mossa qualche tempo fa dalla destra al governo Prodi che, in tempi ben diversi, aveva stanziato due miliardi e mezzo per gli incapienti".
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CRISI: PIANO GOVERNO INADEGUATO SOPRATTUTTO PER SUD |
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ROMA, 25 NOVEMBRE 2008 (ANSA)- "Il cosiddetto piano anticrisi, preannunciato dal governo, e' del tutto insufficiente e inadeguato a sostenere il potere d'acquisto di salari e pensioni, specialmente nel Mezzogiorno, dove la recessione sta colpendo e colpira' piu' duramente che altrove". Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd.
"L'ottimismo - aggiunge - non si infonde con compassionevoli regali natalizi. La domanda non si rilancia a forza di spot pubblicitari. Servono riforme strutturali e durature.
Provvedimenti seri, concreti, in grado di proteggere i risparmi delle famiglie e allentare la morsa creditizia, che stritola gli imprenditori meridionali. Imprenditori, gia' colpiti mortalmente dal governo Berlusconi con lo smantellamento dell'automatismo sul credito d'imposta".
Per D'Antoni, "e' necessario dunque ripartire da qui, dal ripristino immediato di questo strumento, in grado di incentivare nel breve termine gli investimenti produttivi e di salvaguardare, cosi', lo sviluppo e i livelli di occupazione nelle aree piu' deboli del Paese".
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SALVA-BANCHE: GOVERNO NON CI USI COME CONSULENTI |
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ROMA, 20 NOVEMBRE 2008 (AGI) - Il governo accolga da subito i suggerimenti dell'opposizione sulle strategie per fronteggiare la crisi e non si limiti a farli propri per utilizzarli nel prossimo decreto sviluppo. A chiederlo e' stato Sergio D'Antoni, intervenendo in aula alla Camera nella discussione degli emendamenti al dl salva-banche. E il suo appello e' stato rilanciato anche da Bruno Tabacci. "Non usateci come consulenti", ha detto l'esponente del Pd mentre si discuteva della proposta, partita dall'Idv, di porre come condizione alle banche che usufruiranno dell'aiuto del Tesoro la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile.
Il governo aveva invitato l'Idv a ritirare l'emendamento e riformularlo come ordine del giorno, con la promessa di inserire la norma nel decreto della settimana prossima. "Se siete d'accordo, diteci di si' ora", ha insistito D'Antoni, "diamo subito questo segnale".
Sulla stessa linea e' Tabacci. "Basta con questa storia degli ordini del giorno", ha detto.
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CRISI ECONOMICA: DA GOVERNO SCIPPO SU FONDI FAS PER SUD |
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ROMA, 19 NOVEMBRE 2008 - (ANSA) - "Il governo Berlusconi ha prosciugato di 14 miliardi il Fondo per le aree sottoutilizzate". E' quanto denuncia Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd.
"Uno "scippo" clamoroso -aggiunge- che sara' pagato soprattutto dalle aree deboli del Mezzogiorno. Dallo schema di delibera stilato dal Cipe, infatti, emerge che le regioni del Sud pagheranno complessivamente un dazio di quasi 12 miliardi di euro. Se questi soldi fossero riallocati per rilanciare l'economia e la domanda nel meridione, saremmo pronti a chiudere un occhio. Ma purtroppo, documenti alla mano, non c'e' nulla di tutto questo".
"L'esecutivo -prosegue D'Antoni- dopo aver bloccato per quasi un anno la programmazione 2007-2013, la riavvia con importi ridotti. Tutto qui. Un'operazione di 'riciclaggio' di risorse gia' stanziate dal governo Prodi che serve solo a far fronte a scelte politiche sbagliate come il taglio dell'Ici per i piu' ricchi, o a esigenze di cassa, vedi i soldi per i comuni di Catania e Roma. Operazioni pagate con i soldi stanziati per le aree deboli".
Per D'Antoni, che definisce lo scenario "inquietante", il prezzo piu' caro lo paga la Sicilia con 512 milioni di taglio. Seguono la Campania, con una sforbiciata di 487 milioni, la Puglia che precipita di 390 e la Sardegna a meno 270. Un "taglio" che tradotto significa 2 miliardi di euro in meno alle aree del Sud mentre "oltre mezzo miliardo sara' tolto complessivamente a settori essenziali come l'istruzione e la sanita", e i progetti per lo sviluppo subiranno la decurtazione di quasi 200 milioni di euro".
Un "barbaro taglio verticale", dunque per D'Antoni che conclude: "altro che piano anti-crisi: il governo conferma la sua grave impostazione antimeridionalista e si prepara a calare una scure che condannera' per anni lo sviluppo dell'intero Paese".
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PACCHI CHOC A PALERMO: VIOLENTA INTIMIDAZIONE |
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ROMA, 19 NOVEMBRE 2008 (ANSA) - Per Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno nel governo ombra del Pd, "la vergognosa messinscena compiuta questa mattina da Forza Nuova nelle sedi di alcuni media siciliani non puo' essere archiviata come semplice 'dimostrazione shock'. Siamo di fronte a un gesto violento di intimidazione, che le autorita' non possono sottovalutare".
Da D'Antoni "piena solidarieta ai giornalisti colpiti da questo atto indegno. Chi tenta di bendare l'informazione, vuole minare alla fondamenta l'edificio della democrazia". |
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FEDERALISMO: BANKITALIA CONFERMA NOSTRI TIMORI |
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ROMA, 18 NOVEMBRE 2008 (ADNKRONOS) - "I dati Bankitalia sulle differenze di spesa tra i servizi erogati dagli Enti locali del Sud e quelli del Nord consolidano i nostri timori. Senza precise garanzie sugli obiettivi di servizio nella sanita", nell'istruzione e nell'assistenza, il disegno di legge sul federalismo fiscale rimane inaccettabile'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico e vicepresidente della commissione Finanze della Camera.
"Le questioni sul tavolo -aggiunge- sono molte e la vaghezza del testo Calderoli lascia spazio a molti sospetti. Il federalismo deve aumentare l'efficienza e rilanciare lo sviluppo di un Paese solidale e unitario. Perche' questo accada, occorrono misure a favore delle aree deboli, a cominciare dal ripristino della fiscalita' di vantaggio smantellata da Tremonti".
"Due le condizioni politiche necessarie per avviare i lavori.
Sul piano istituzionale, va istituita una commissione bicamerale: il Parlamento, che rappresenta la nazione, non puo' essere estromesso da una riforma di questo genere. Per lo stesso motivo, il Governo non puo' attribuirsi alcuna delega in bianco, meno che mai biennale. Se l'esecutivo decidera' anche questa volta di forzare la mano e di agire in maniera arbitraria e antimeridionalista -conclude D'Antoni- si rendera' responsabile di un disastro senza precedenti, condannando lo sviluppo di tutto il Paese'.
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FEDERALISMO: SENZA GARANZIE PROPOSTA INACCETTABILE |
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PALERMO, 15 NOVEMBRE 2008 (ANSA) - "Senza le tre condizioni che riguardano gli obiettivi di servizio su assistenza, sanita' ed istruzione, e due garanzie politiche che consistono nel non concedere nessuna delega in bianco al Governo e nell'istituire una commissione bicamerale non si puo' accettare la proposta governativa sul federalismo fiscale". Lo ha detto Sergio D'Antoni, responsabile delle politiche per il Mezzogiorno del governo ombra Pd, nel corso del convegno sul federalismo che si e' tenuto oggi a palazzo dei Normanni. "Contro questo provvedimento che penalizza fortemente tutto il Mezzogiorno e soprattutto la Sicilia - aggiunge D'Antoni- il Pd e' pronto a fare un'opposizione durissima. Sorprende che il presidente Lombardo si presti a questo tipo di manovra". Per D'Antoni: "Del resto questo Governo procede distribuendo iniquamente la ricchezza del Paese: usa i fondi per le opere infrastrutturali di Sicilia e Calabria per abolire l'Ici sulle case di lusso del centro Nord, scoraggia l'occupazione in una fase di crisi detassando lo straordinario, taglia i fondi destinati alle aree sottosviluppate usandoli come tappa buchi di tutte le loro necessita'. Se questo e' il federalismo che vogliono propinarci tutti i meridionali debbono ribellarsi". |
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MAFIA: SOLIDARIETA' CATANZARO, URGONO PROVVEDIMENTI IMMEDIATI |
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PALERMO, 15 NOVEMBRE 2008 (ANSA) - "Piena solidarieta' a Giuseppe Catanzaro, vittima di una nuova e vile minaccia mafiosa. Il suo impegno contro il racket e' di esempio alla nazione'. Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile delle politiche per il Mezzogiorno del Partito democratico. "L'azione di Confindustria Sicilia e le iniziative delle molte associazioni antimafia sul territorio, dimostrano - aggiunge - che la strada maestra puo' essere imboccata. La paura deve essere sconfitta. Ora - avverte D'Antoni - sta alla politica e alle istituzioni essere all'altezza del compito. Servono provvedimenti capaci di garantire la certezza della pena, ma anche misure atte a portare sviluppo economico e lavoro al Meridione. Solo cosi' sara' possibile debellare le condizioni che sono alla base del fenomeno mafioso".
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FINANZIARIA: GRAVE IMPOSTAZIONE ANTIMERIDIONALISTA |
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ROMA, 12 NOVEMBRE 2008 (ANSA) - "Con questa finanziaria la destra conferma una grave impostazione antimeridionalista, che si traduce in tagli al sud e nello spostamento di risorse dalle aree deboli alle aree forti del Paese. Le sorti sociali ed economiche del meridione sembrano ormai in balia di una maggioranza imbelle e di un governo che continua a scippare fondi per lo sviluppo". Cosi' Sergio D'Antoni, responsabile delle politiche per il Mezzogiorno del governo ombra Pd.
"I parlamentari di centrodestra - aggiunge - anche quelli che si spacciano per meridionalisti, se ne stanno placidi mentre il governo continua a lanciare bordate tremende al Sud. Le anime belle si accontentano di vaghe promesse e di rinvii al futuro, mentre l'esecutivo taglia 13 miliardi dal Fondo aree sottoutilizzate, lascia alla deriva salariati e pensionati, non aiuta in alcun modo i piccoli e medi imprenditori del Sud".
"Qualche autonomista, evidentemente in imbarazzo, tenta persino di prendersela con il governo Prodi. Gli ricordiamo che il centrosinistra ha portato a quota 64 miliardi il Fas, ha implementato l'automatismo sul credito d'imposta per gli imprenditori, ha sgravato dell'imposta sulla prima casa le famiglie povere. In questo governo la questione meridionale e' stata invece del tutto cancellata. Senza il Sud - conclude D'Antoni - l'Italia non riparte. Quanti danni dovra' ancora subire il Paese prima che qualcuno in parlamento si decida ad alzare la testa?".
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FINANZIARIA: MPA? L'ITALIA NON SI CAMBIA A COLPI DI SCENEGGIATA |
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ROMA, 12 NOVEMBRE 2008 (ANSA) - "Ieri a Montecitorio abbiamo assistito a un bel film. Uno spettacolo in cui i parlamentari Mpa si esibivano in un insolito sussulto pseudo-meridionalista. Una sciarada in cui qualche deputato addirittura alzava la voce contro l'esecutivo, minacciando di bocciare la finanziaria in caso non fosse passato un determinato emendamento". Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno nel governo ombra del Partito democratico. "L'emendamento in questione non è passato e oggi, a poche ore di distanza, gli autonomisti già si sperticano in nuove lodi al governo. Gli agnelli sono tornati all'ovile. Evidentemente - prosegue D'Antoni - il richiamo all'ordine è stato troppo forte. Di certo più persuasivo dei 13 miliardi tolti al fondo per lo sviluppo delle aree deboli, dello smantellamento dell'automatismo sul credito d'imposta e dell'immobilismo della squadra di Berlusconi di fronte alla drammatica situazione economica dei meridionali. Il film di ieri ci era piaciuto, peccato che l'Italia non si cambia a colpi di sceneggiata". |
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GRANDI OPERE: NO A SCIPPO FONDI FAS AL SUD |
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ROMA, 10 NOVEMBRE 2008 (ANSA) - Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd, esprime il timore che l'utilizzo delle risorse del Fondo aree sottoutilizzate (Fas) per alcune grandi opere, annunciato dal ministro Claudio Scajola, possa rappresentare uno 'scippo' ai danni delle regioni meridionali.
D'Antoni chiede in particolare che il governo chiarisca cosa si intende per "infrastrutture nazionali definite prioritarie. Un termine vago e generico che desta qualche sospetto".
In particolare, l'esponente del Pd vuole sapere "con il massimo della chiarezza quali sono le infrastrutture sulle quali intende puntare". "Se, come prevede la legge, l'obiettivo e' quello di far ripartire con il Fas l'economia delle aree deboli, specialmente quelle meridionali, allora - sottolinea D'Antoni - siamo pronti a dare piena collaborazione". Se invece il governo vuole "dirottare miliardi destinati allo sviluppo del Mezzogiorno per realizzare il terzo valico o altre grandi opere nelle aree forti del paese, la storia cambia. Dopo la sottrazione di sei miliardi - conclude D'Antoni - il Mezzogiorno non puo' assolutamente subire un altro scippo di questo genere".
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CRISI: GOVERNO IGNORA RISCHIO RECESSIONE SUD |
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ROMA, 9 NOVEMBRE 2008 (ANSA) - "Preoccupa, ma purtroppo non stupisce, la stima della Svimez che nel 2009 prevede una recessione al Sud dello 0,9 per cento a fronte dello 0,6 nazionale. Si tratta dell'ennesima prova di un'emergenza che il governo di Silvio Berlusconi sta pervicacemente ignorando". Sergio D'Antoni, vicepresidente della commissione Finanze della Camera e responsabile Meridione nel governo ombra del Pd, commenta cosi' le recenti stime della Svimez.
"I provvedimenti finora varati dall'esecutivo - aggiunge - muovono in senso diametralmente opposto rispetto alla strada maestra. Lo smantellamento dell'automatismo sul credito d'imposta ha abbattuto gli investimenti produttivi, mentre sul fronte dei consumi non si e' fatto ancora nulla per tutelare i salari bassi. Intanto si continua a tagliare su tutto, dai fondi per strade e ferrovie al Fas, per coprire le spese di operazioni-pasticcio, pagare i buchi lasciati dall'abolizione Ici sulle case di lusso o rimpinguare le casse di amministrazioni amiche".
"Ultimo tassello del capolavoro, le deleghe in bianco lasciate a Calderoli e alla Lega sul federalismo fiscale. Un po' come affidare l'Avis a Dracula. Avviso ai manovratori: il vento e' cambiato. I cittadini del sud - conclude - stanno scoprendo, sfortunatamente sulla loro pelle, la devastante portata antimeridionalista di questo governo".
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OCCUPAZIONE: INAMMISSIBILI PAROLE SACCONI SU BANKITALIA |
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ROMA, 8 NOVEMBRE 2008 (ADNKRONOS) - "Lasciano sbalorditi e sono francamente inammissibili le dichiarazioni del ministro del Lavoro di fronte all'allarme occupazione lanciato dalla Banca d'Italia". Il vicepresidente della Commissione Finanze della Camera ed esponente Pd, Sergio D'Antoni, commenta cosi' le parole di Maurizio Sacconi, che ha definito "ideologica" l'impostazione della ricerca di Bankitalia sugli esiti negativi del provvedimento sulla detassazione degli straordinari.
"Sacconi ha di certo perso la bussola, o forse non e' stato informato che lo studio e' stato condotto da un'istituzione italiana di rilevanza internazionale. Altro che ideologica, l'analisi della banca centrale e' puntuale, e con la forza dei numeri getta una luce impietosa sull'operato di questo esecutivo".
Nel merito del rapporto, che denuncia tra l'altro la diminuzione della necessita' di nuove assunzioni per il 29,1 per cento delle imprese, D'Antoni non ha dubbi. "Con dati incontrovertibili sulla situazione attuale -sottolinea - il dossier dimostra la fondatezza dei nostri timori: detassare gli straordinari porta a una fisiologica e drammatica flessione delle assunzioni. Questo accade in uno dei momenti piu' difficili per le fasce deboli del Paese. Facciamo appello all'onesta' intellettuale di Sacconi: prenda atto del fallimento di questo provvedimento e lo ritiri al piu' presto".
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POVERTA': È EMERGENZA SUD. E DAL GOVERNO ARRIVANO SOLO TAGLI |
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ROMA, 4 NOVEMBRE 2008 (ANSA) - "Dai dati diffusi oggi dall'Istat arriva la conferma di quel che ormai e' sotto gli occhi di tutti: le distanze tra le fasce sociali piu' deboli e quelle forti si sono allargate. Un situazione resa ancora piu' drammatica dalla crisi in atto. Il Pd ha gia' presentato le sue proposte per cercare di alleviare questa soluzione, ma il Governo con arroganza le ha ignorate preferendo arroccarsi in un pericoloso immobilismo". Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del governo ombra del Pd. "Nel Mezzogiorno - aggiunge - l'incidenza della poverta' e' maggiormente diffusa, quattro volte di piu' che nel resto del Paese, ed e' il settore maggiormente colpito dai tagli del governo che, abbandonandolo a se stesso, sta privando il sud di risorse essenziali per lo sviluppo. Dopo aver tagliato oltre sei miliardi di euro per infrastrutture e sviluppo ha cancellato anche i crediti di imposta. Siamo in presenza di un atteggiamento irresponsabile che, unito agli effetti della crisi in atto, rischia di rendere la situazione esplosiva". |
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CRISI MUTUI: ADEGUARE TASSI A LIVELLO BCE |
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ROMA, 31 OTTOBRE 2008 (ANSA) - "Giusta l'idea di ancorare il tasso dei mutui a quello della Banca centrale europea per sostenere gli sforzi di chi deve comprare una casa. Gli italiani stanno ancora aspettando gli effetti miracolosi del provvedimento di Giulio Tremonti sui mutui. Il governo deve smetterla con le chiacchiere e le leggi buone solo per la propaganda". Lo afferma Sergio D'Antoni , responsabile Mezzogiorno del governo ombra. "Si attivino, invece, misure concrete per sostenere le fasce piu' vulnerabili della popolazione e dell'imprenditoria - aggiunge -. Tre le strade da percorrere: la tutela sui redditi degli indigenti, il rilancio degli investimenti pubblici, le agevolazioni per il credito alle imprese, specialmente nel Mezzogiorno. Tutto il contrario di quello che ha fatto finora l'esecutivo. La squadra di Berlusconi ha preferito, infatti, tagliare fondi al meridione, alla scuola e all'universita' per coprire i miliardi di buco derivanti dall'abolizione dell'Ici sulle case di lusso". |
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SCIOPERO SCUOLA: GOVERNO SI CONFRONTI CON SINDACATI E STUDENTI |
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ROMA, 30 OTTOBRE 2008 (ANSA) - "Centinaia di migliaia di professori, impiegati, studenti e genitori hanno sfilato oggi insieme in tutte le piazze d'Italia per dire no all'odiosa legge Gelmini. Siamo di fronte a un piccolo miracolo che solo l'arroganza di questo esecutivo poteva compiere". Lo afferma Sergio D'Antoni, deputato del Pd e vicepresidente della commissione Finanze alla Camera. "Davanti a questa grande mobilitazione - aggiunge D'Antoni - il governo non puo' continuare a far finta di niente. Faccia piuttosto un passo indietro, apra subito un tavolo con i sindacati e un confronto con gli studenti per lavorare a una vera riforma della scuola. Se il premier non ascoltera' la protesta, se rispondera' anche questa volta 'me ne frego' mostrando sprezzo di fronte alle piu' basilari regole della dialettica democratica, si dovra' assumere tutte le responsabilita' sui rischi di involuzione che ne conseguirebbero". |
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MEZZOGIORNO: DEBOLE LA REAZIONE MPA A TAGLI TREMONTI |
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ROMA, 30 OTTOBRE 2008 (ANSA) - "Finalmente s'e' svegliato: finalmente l'Mpa, anche se con un ritardo abissale e con una timidezza imbarazzante, si e' accorto dei tagli fatti da Tremonti al Sud. Ci sono voluti mesi prima che lo Mpa aprisse gli occhi su cio' che stava accadendo, purtroppo, pero', la reazione e' stata di stupefacente debolezza". Lo afferma Sergio D'Antoni, deputato del Pd.
"Tremonti - spiega ancora D'Antoni - nel silenzio degli esponenti del partito di Lombardo, prima si e' preso 3,2mld gia' stanziati dal governo Prodi per le infrastrutture in Calabria e Sicilia e poi altri 3 miliardi per la crescita del Mezzogiorno senza rinnovare, tra l'altro, il credito di imposta per le imprese del Sud. Il dato politico e' che la subalternita' dimostrata da Lombardo all'asse Lega-Tremonti, avra' un costo altissimo per i cittadini siciliani, che sono stati presi in giro da promesse che si stanno rivelando sempre piu' false".
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FINANZIARIA: DA BERLUSCONI SCIPPO AL SUD |
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ROMA, 29 OTTOBRE 2008 (ANSA) - Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd, accusa la "politica antimeridionale del governo Berlusconi'. 'La decisione di non accettare gli emendamenti del Pd, che chiedevano di ripristinare l'automatismo per la concessione dei crediti di imposta per le imprese del Sud, infligge - per l'esponente del Pd - un colpo durissimo all'economia meridionale. In particolare, in questo momento di crisi, appare folle - per D'Antoni - privare il Mezzogiorno di uno strumento che ha prodotto risultati importanti per l'imprenditoria".
L'esponente del Pd parla di "una vera e propria opera di killeraggio ai danni del Mezzogiorno: sono state, infatti, eliminate misure chiare e certe in favore di procedure dispersive e fortemente discrezionali, recando un danno terribile alla nostra economia" D'Antoni attacca infine il Movimento per l'autonomia, sostenendo che "mentre l'asse Bossi-Tremonti sfregia il Sud, l'Mpa assiste impotente, limitandosi a far sentire la sua timida vocina, senza fare nulla di concreto per i cittadini meridionali, vittime dell'ennesimo scippo del governo Berlusconi".
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SCUOLA: D'ANTONI, SCIOPERO DOMANI SIA MONITO A GOVERNO |
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ROMA, 29 OTTOBRE 2008 (ANSA) - "Per una volta vogliamo riconoscere a Silvio Berlusconi e a Mariastella Gelmini un grande merito.
Procedendo come schiacciasassi verso quell'abominio che chiamano riforma della scuola, il Cavaliere e il suo zelante ministro dell'Istruzione sono riusciti nell'incredibile risultato di riunire in un unico fronte di battaglia i figli e i genitori, i docenti e i discenti, i contrattualizzati e i precari. E poi i rettori, i presidi, i ricercatori, il personale tecnico...
Chapeau! L'arroganza e la spregiudicatezza mostrata dai componenti di questo esecutivo sta dando i primi frutti". Lo afferma il vicepresidente della commissione Finanze della Camera, Sergio D'Antoni (Pd).
"Lo sciopero generale di domani - aggiunge - deve essere per questi signori un durissimo monito. Vedremo se anche in questo caso il capo del governo rispondera' ai cortei con un sonoro 'me ne frego', se intendera' dire ai lavoratori, agli studenti e alla societa' civile 'riposatevi, tanto andiamo avanti per la nostra strada'. Chi mostra disprezzo verso le manifestazioni pubbliche del dissenso imbocca una via scivolosa. Chi tratta con sufficienza il malcontento dei lavoratori dileggiando uno sciopero non mostra alcuna conoscenza delle regole della democrazia. Presto questi soggetti si troveranno a fare i conti con i risultati della propria irresponsabilita''.
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SCUOLA: INACCETTABILI PAROLE GELMINI SU SCIOPERO |
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ROMA, 27 OTTOBRE 2008 (ANSA) - 'Le parole di Mariastella Gelmini sullo sciopero del 30 ottobre sono inaccettabili ma anche indicative di quanto l'esecutivo di Silvio Berlusconi rispetti il parere e i sacrifici dei lavoratori'. Il vicepresidente della commissione Finanze della Camera Sergio D'Antoni (Pd) commenta cosi' l'intervista rilasciata dal ministro al 'Corriere della Sera', in cui la titolare all'Istruzione definisce lo sciopero della scuola del 30 ottobre 'il solito vecchio rito di chi difende l'indifendibile''.
"Parole di un'arroganza e di una gravita' inaudita - continua D'Antoni -, che possono essere pronunciate solo da chi non ha la minima idea di cio' di cui parla. Ricordiamo al ministro che il 'vetusto rito dello sciopero' non e' una gita fuori porta, ma un diritto riconosciuto dalla Costituzione. E che esercitarlo costa ai lavoratori un giorno di paga. Il ministro, evidentemente in un momento di scarsa lucidita', cita Obama e contemporaneamente offende i lavoratori. Gelmini si faccia un favore: in futuro opti per il silenzio ed eviti ulteriori gaffe".
Nel merito del decreto legge in approvazione definitiva al Senato, D'Antoni rileva come non ci sia "una reale riforma, ma solo tagli". "Il ministro viene a dirci che l'opposizione manca di coraggio riformatore, quando sul tavolo non c'e' l'ombra di una riforma. Ci sono solo riduzioni di spese. Una catastrofica lista di tagli alla scuola e all'universita' che rischia di minare il futuro di questo Paese. Come Partito democratico non entreremo mai nel merito di questo decreto-scandalo. Ne chiediamo invece con forza il ritiro, perche' l'istruzione non puo' essere trattata come un normale capitolo di spesa".
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IL GOVERNO PRIVA IL SUD DI 6,3 MILIARDI |
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ROMA, 27 OTTOBRE 2008 (ANSA) - "Il Mezzogiorno e' il settore che e' stato maggiormente colpito dai tagli voluti da Tremonti. Non si sono aggrediti gli sprechi bensi' sono state sottratte risorse fondamentali per lo sviluppo. Prima il governo ha privato il Sud di 3,6mld di euro, gia' stanziati dal governo Prodi. Ora ne sottrae altri 3. Un colpo durissimo alle possibilita' di crescita delle regioni meridionali a cui rimangono solo le parole di propaganda del presidente del consiglio. I crediti di imposta sono spariti, le risorse per le infrastrutture azzerate, quelle per Sicilia e Calabria addirittura sono servite per finanziare l'abolizione dell'Ici per i piu' ricchi". Lo afferma Sergio D'Antoni, responsabile del Pd per il Mezzogiorno.
"I fondi per la Scuola sono stati tagliati in maniera drastica quando, invece, si sarebbe dovuto incrementarli.
Insomma una Caporetto per il Sud con il tacito avallo di Lombardo e del Mpa. Il Pd , con coscienza aveva presentato le sue proposte, il governo ha preferito ignorarle e questi sono i risultati".
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GOVERNO: IL POTERE DI BERLUSCONI PUO' DIVENTARE UN BOOMERANG |
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ROMA 22 OTTOBRE 2008 (ADNKRONOS) - Nei momenti di difficolta' i cittadini si aspettano molto dal governo, ma, se questo non interviene con misure che possano aiutare l'economia reale, alla grande attesa puo' corrispondere un grande capitombolo. Sergio D'Antoni commenta l'articolo in cui il 'New York Times' sostiene 'la crisi italiana fa andare Silvio Berlusconi alla grande'. E al quotidiano Usa che sottolinea il potere (politico ed economico) concentrato nelle mani del premier, D'Antoni replica: "Che Berlusconi avesse un grande potere economico non c'era bisogno della crisi per saperlo.
Ricordiamoci che lui ha un plateale conflitto di interessi, la figlia e' nel Cda di Mediobanca...".
E vero pero', dice l'esponente del Pd all'ADNKRONOS, che "la crisi evidenzia ancora di piu' il suo potere". "Se, pero', il governo non fa nulla, la crisi rischia di travolgerlo, perche' le conseguenze se non si interviene possono essere pesanti". Per D'Antoni poi stride l'immagine di Berlusconi cosi' potente con quella del presidente del Consiglio che prende posizioni "gravissime" sulla scuola. "Che Berlusconi abbia perso lucidita' nella vicenda della scuola, come e' successo oggi con le sue dichiarazioni gravissime, da' il segno che qualcosa non funziona: un uomo cosi' potente dovrebbe essere piu' tranquillo. Invece qualcosa comincia a scricchiolare. Se gli effetti della crisi non vengono fermati, questo grande potere -sottolinea ancora D'Antoni- puo' trasformarsi in un grande boomerang".
"Finora sulle misure per l'economia reale non si e' visto nulla, zero. La tesi sbandierata di aver anticipato la manovra a giugno e' una grande sciocchezza, non sta in piedi perche' vuol dire aver fatto la manovra economica in un quadro diverso da quello di oggi. E allora e' vero che nei momenti di difficolta' ci si affida a qualcuno, ma questa grande attesa -avverte D'Antoni- puo' diventare un grande capitombolo. Alcune misure sono indispensabili e invece non ce n'e' traccia".
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CRISI: ORIENTARE SPESA PUBBLICA SU INDIGENTI E PMI |
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ROMA, 17 OTTOBRE 2008 (ANSA) - "Aumentare il potere d'acquisto dei quindici milioni di italiani che vivono nell'emergenza poverta'. Diminuire la pressione fiscale per rilanciare i consumi. Facilitare l'accesso al credito delle piccole e medie imprese, specialmente quelle che operano nelle aree deboli. Sono questi i provvedimenti oggi imperativi, che il governo di Silvio Berlusconi non puo' varare a forza di sole chiacchiere". Lo afferma Sergio D'Antoni, vicepresidente della commissione Finanze della Camera e responsabile delle politiche per il Mezzogiorno del Pd. "Come Partito democratico - aggiunge - abbiamo messo sul tavolo una proposta che sbloccherebbe otto miliardi di euro per 20 milioni di persone indigenti. Un piano fattibile, realistico e immediatamente attivabile".
"L'esecutivo ha proposte alternative? Le esponga: se saranno migliorative rispetto alla nostra saremo lieti di convergere. È inaccettabile pero' questo atteggiamento. La squadra di Silvio Berlusconi se ne sta con le mani in mano, pensando di cavarsela con annunci e con lo spot della social card, che coinvolge solo un milione di persone. Il decreto salva-banche, misura necessaria ma di certo non sufficiente, e' stato varato senza apparenti esitazioni. Ora bisogna aumentare le garanzie per la povera gente e assicurare una piu' equa distribuzione della ricchezza".
Per D'Antoni "e' poi necessario facilitare l'accesso ai prestiti delle piccole e medie imprese, anche ripristinando il credito d'imposta per chi opera nelle aree deboli del nostro Paese". L'economia reale, spiega l'ex vice ministro dello Sviluppo economico, "ripartira' solo se la spesa pubblica sara' orientata sulle fasce piu' vulnerabili. È strano, e francamente inquietante, come questo esecutivo sappia muoversi a colpi di decreti legge solo quando si tratta di tagliare con l'accetta o di tutelare gli interessi dei piu' forti".
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